{"id":40431,"date":"2012-10-06T14:42:09","date_gmt":"2012-10-06T12:42:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=40431"},"modified":"2014-06-24T10:55:49","modified_gmt":"2014-06-24T08:55:49","slug":"pasolini-callaslamore-impossibile-terza-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/pasolini-callaslamore-impossibile-terza-parte\/","title":{"rendered":"Pasolini-Callas:L&#8217;amore impossibile (terza parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Navigando al largo di Grado, Pasolini e Zigaina si imbatterono nell\u2019isolotto di Safon<\/strong>, niente pi\u00f9 che un ciuffo d\u2019erba con una capanna di canne e paglia. Pasolini affitt\u00f2 l\u2019isolotto dal comune e vi trascorse qualche settimana per un\u2019estate o due. Nel 1970 fece un disegno di due vecchie lampade a olio che si trovavano nella capanna, e un altro di canne e reti di pescatori. L\u2019isolotto sarebbe divenuto l\u2019abitazione del Centauro in una storia che celebrava una societ\u00e0 non \u00abstorica\u00bb ma mitica, \u00abarcaica\u00bb &#8211; un mondo in cui Pasolini poteva avere fiducia. Con <em>Porcile<\/em> appena terminato, era gi\u00e0 al lavoro su <em>Medea<\/em>, il dodicesimo film in nove anni.<br \/>\n<em>Teorema<\/em>, <em>Porcile<\/em> e <em>Medea<\/em> vennero realizzati al calor bianco, in un periodo di dodici mesi. Gian Maria Guglielmino, critico della \u00abGazzetta del Popolo\u00bb, comment\u00f2 che la proficua produzione pasoliniana \u00abnon cessa mai di sorprendere\u00bb, esprimendo inoltre sollievo al fatto che dopo i prodotti cerebrali di <em>Teorema<\/em> e <em>Porcile<\/em> c\u2019era una trama, quella di <em>Medea<\/em>, che \u00abgrazie a Euripide\u00bb si poteva seguire <strong>[&#8230;]<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40554\" title=\"1969 Roma V 16\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-16-196x200.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-16-196x200.jpg 196w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-16-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-16-270x274.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-16.jpg 613w\" sizes=\"auto, (max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/>Gi\u00e0 da tempo Pasolini stava pensando a un film sul mito greco di Medea<\/strong>. Ma fu solo quando il produttore Franco Rossellini convinse l\u2019amica Maria Callas a parteciparvi, che la sceneggiatura divenne realt\u00e0. Fin dall\u2019inizio il progetto fu concepito appositamente per lei, in parte scritto su ordinazione, come Bellini e Donizetti avevano composto opere su misura per i soprani che le avrebbero cantate. Ma non somiglio affatto all\u2019opera omonima di Luigi Cherubini (1797) che Callas aveva interpretato per la prima volta al Maggio musicale fiorentino nel 1933, e poi alla Scala nel 1962.<br \/>\nDurante il 1948-49, una florida Maria Callas (Callas Meneghini a partire dall\u2019aprile del 1949) aveva percorso in lungo e in largo la penisola, cantando per farsi un nome. Al teatro Comunale di Firenze aveva interpretato il repertorio di Giuditta Pasta e Maria Malibran: <em>Armida<\/em>, <em>Norma<\/em>, <em>Lucia di Lammermoor<\/em>, <em>Medea<\/em> e <em>La traviata<\/em>. Nell\u2019aprile 1950 era pronta (e impaziente) a sostituire una convalescente Renata Tebaldi nell\u2019<em>Aida<\/em> in programma alla Scala; a soli ventotto anni, divenne la star della stagione 1951 del teatro milanese. Pesava pi\u00f9 di novanta chili, ma era capace di comunicare le passioni di regine, cortigiane, sacerdotesse e zingare meglio di qualsiasi diva che avesse calcato le scene dell\u2019opera a memoria d\u2019uomo.<br \/>\n[&#8230;] Fu\u00a0\u00a0 Pasolini, e non Visconti (che l\u2019aveva diretta in alcuni dei pi\u00f9 grandi successi teatrali), n\u00e9 Zeffirelli (che le aveva chiesto di recitare in una versione cinematografica di Tosca), a farle interpretare l\u2019unico film della sua carriera. Ci sarebbero voluti altri quindici anni prima che i loro destini si incontrassero; ma quando ci\u00f2 avvenne, fu la produzione pasoliniana a consentirle di esprimere, senza canto, la tragedia della donna greca che uccide i due figli per vendicarsi dell\u2019amante.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40559\" title=\"1969 Roma V 01 Fiumicino airport\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-01-Fiumicino-airport-196x200.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-01-Fiumicino-airport-196x200.jpg 196w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-01-Fiumicino-airport-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-01-Fiumicino-airport-270x274.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-01-Fiumicino-airport.jpg 609w\" sizes=\"auto, (max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/>Non solo Pasolini non era il regista con le migliori probabilit\u00e0 di portare Callas sullo schermo, ma nemmeno il primo a essersi candidato all\u2019onore di quella scommessa. Tra il 1960 e la morte, avvenuta nel settembre 1977 a 53 anni (la stessa et\u00e0 di Pasolini quando venne ucciso), Callas interpret\u00f2 tre sole opere &#8211; <em>Norma<\/em>, <em>Medea<\/em>, e <em>Tosca<\/em> &#8211; ognuna delle quali avrebbe potuto funzionare in una versione cinematografica. Da anni, Onassis la esortava a cimentarsi di fronte alla cinepresa; nel 1961 un produttore ospite dello yacht dell\u2019armatore greco tent\u00f2 inutilmente di convincerla a recitare a fianco di Gregory Peck in <em>Forza 10 da Navarone<\/em>. Cinque anni dopo, declin\u00f2 l\u2019offerta di un ruolo nella gigantesca produzione italo-americana della <em>Bibbia<\/em>.<br \/>\nEra inamovibile, profondamente indecisa e insicura per timore di fallire. Altre proposte subirono la stessa sorte: quella dell\u2019amante di trasformare il romanzo <em>La primadonna<\/em> dello scrittore tedesco Hans Habe in un veicolo per lei sola; quelle di Joseph Losey, un regista che stimava, per\u00a0\u00a0 l\u2019adattamento di un racconto di Poe o di <em>Boom<\/em> di Tennessee Williams; quella di una <em>Medea<\/em> con l\u2019eroe di Pasolini, Dreyer, che Callas aveva definito \u00abun uomo eccezionale\u00bb, ma che non era riuscito a trovare un produttore per finanziare il progetto.<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40557\" title=\"1969 Roma V 04\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-04-199x200.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-04-199x200.jpg 199w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-04-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-04-270x270.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-04.jpg 606w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/>Era dal 1967 che Franco Rossellini si presentava da lei ogni anno con un nuovo progetto<\/strong>: poteva forse interpretare <em>Macbeth<\/em>, con la regia di Antonioni o di Bolognini? Ma Callas voleva una tragedia vera e propria, non un\u2019opera trasposta su film. Aveva disperatamente bisogno di un nuovo progetto, e Rossellini si ripresent\u00f2 al momento giusto. La convinse che non doveva accettare il progetto di Visconti sulla vita di Puccini, n\u00e9 cantare nel <em>Console<\/em> di Giancarlo Menotti. Cos\u00ec, tra la sorpresa generale, la soprano accett\u00f2 di interpretare una pressoch\u00e9 muta <em>Medea<\/em> in una coproduzione italo-franco-tedesca, scritta e diretta da Pasolini. In un\u2019intervista ricord\u00f2 il giorno esatto della proposta: 19 ottobre 1968. Facendo buon viso alla difficile decisione, disse: \u00abUn anno dopo, Rossellini venne da me con un progetto concreto di Pasolini [&#8230;] e ci incontrammo in una felice coincidenza di volont\u00e0\u00bb.<br \/>\nAttese pazientemente che Pasolini terminasse <em>Porcile<\/em> e mettesse in scena <em>Orgia<\/em> a Torino. La sua posizione pubblica nei confronti della nuova collaborazione era in netto contrasto con le reazioni che aveva avuto per <em>Teorema<\/em>. A un amico, Rossellini confid\u00f2 che Callas era uscita \u00aba met\u00e0 del film\u00bb. Nella versione pi\u00f9 dettagliata raccontata anni dopo dall\u2019assistente (e confidente), Nadia Stancioff, Callas aveva telefonato all\u2019amico Jacques Bourgeois \u00aballe tre del mattino, e senza prologo n\u00e9 scuse si lanci\u00f2 nella sua versione di <em>Teorema<\/em>\u00bb: Jacques&#8230; ho appena visto qualcosa di assolutamente disgustoso! L\u2019ultimo film di Pasolini, <em>Teorema<\/em>. Quell\u2019uomo \u00e8 pazzo! &#8230; Un giovane va in campagna a passare un fine settimana con una famiglia. Fa all\u2019amore con la madre, poi fa all\u2019amore con la figlia, e poi fa all\u2019amore con il figlio!<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40560\" title=\"1969 Roma V 02\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-02-195x200.jpg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-02-195x200.jpg 195w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-02-270x275.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-02.jpg 608w\" sizes=\"auto, (max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/>Quando l\u2019amico aveva spiegato che si trattava di Dio, Callas replic\u00f2: <em>\u00abMa come, Dio?\u00bb. \u00abMaria, il giovane della storia rappresenta Dio, deve essere visto simbolicamente\u00bb.<\/em> Segu\u00ec un lungo silenzio; dopo di che, <em>\u00abDio?\u00bb<\/em>, esclam\u00f2 Callas, <em>\u00abma \u00e8 da blasfemi!\u00bb<\/em>.<br \/>\nPrima di accettare la parte, Callas parl\u00f2 con diversi amici e, secondo Stancioff,<em> \u00abconsult\u00f2 Joelle de Gravelaine, uno stimato astrologo di Parigi\u00bb.<\/em> Cosa che si sarebbe perfettamente attagliata alla concezione che Pasolini aveva di Medea. Quel che vedeva in lei (lo spieg\u00f2 alla stampa e ne tratt\u00f2 in poesia) non era la voce o la diva, ma la donna. La voleva per \u00abse stessa\u00bb, esattamente come aveva voluto Citti e Magnani, Ninetto e Mangano.<br \/>\nL\u2019idea di Pasolini era di presentare Medea attraverso immagini, e non un film diretto all\u2019ovvio pubblico operistico che conosceva Callas. E comunque quella forma artistica non gli era mai piaciuta. A diciotto anni era andato al teatro Duse di Bologna, dove aveva visto la sua prima opera, una \u00abbrutta\u00bb rappresentazione del\u00a0\u00a0 <em>Trovatore<\/em>: aveva avuto un \u00abtale shock\u00bb, che all\u2019opera non ci era pi\u00f9 tornato. Con Ninetto era per\u00f2 andato negli anni sessanta a sentire Giuseppe Di Stefano in un <em>Rigoletto<\/em> all\u2019aperto, alle Terme di Caracalla; e da allora aveva cominciato a nutrire un \u00absentimento\u00bb d\u2019amore per quel genere. Disse questo, tuttavia, mentre stava lavorando con Callas, quando ogni altra cosa sarebbe sembrata sconveniente; ed era convinto che struggersi al suono della diva che cantava \u00abVissi d\u2019arte\u00bb fosse soltanto \u00abcheccheria\u00bb. La Callas beniamina degli omosessuali di tutto il mondo non lo interessava per niente: gli interessava piuttosto una donna che, pur nella sua modernit\u00e0, portava dentro di s\u00e9 qualcosa di antico, misterioso, magico, dei terribili conflitti interiori.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40552\" title=\"1969 Roma V 12 cor\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-12-cor-172x200.jpg\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-12-cor-172x200.jpg 172w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-12-cor-270x313.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-12-cor.jpg 532w\" sizes=\"auto, (max-width: 172px) 100vw, 172px\" \/>Pasolini fuse la \u00abvera\u00bb Callas, che racchiudeva una Medea a lui visibile, con la Medea protagonista del mito antico<\/strong>, una personalit\u00e0 altrettanto viva di quella della diva che gli stava di fronte:questa barbarie che \u00e8 sprofondata dentro di lei, che vien fuori nei suoi occhi, nei suoi lineamenti, ma non si manifesta direttamente, anzi la superficie \u00e8 quasi levigata, insomma i dieci anni passati a Corinto, sarebbero un po\u2019 la vita della Callas. Lei viene fuori da un mondo contadino, greco, agrario, e poi si \u00e8 educata per una civilt\u00e0 borghese. Quindi in un certo senso ho cercato di concentrare nel suo personaggio quello che \u00e8 lei, nella sua totalit\u00e0 complessa.<br \/>\nSe questa prospettiva aiutava Pasolini a lavorare, tanto meglio. Rossellini non aveva bisogno di molto per sapere che si trattava di un successo internazionale.<br \/>\n<em>\u00abConosco le sue capacit\u00e0 professionali\u00bb<\/em>, disse Pasolini, <em>\u00abma per me hanno veramente poco interesse\u00bb<\/em>. Le chiese di ricominciare da capo e, per la prima volta di fronte al pubblico, di essere se stessa.<br \/>\nCallas scrisse che la sua storia con Onassis l\u2019aveva lasciata con <em>\u00abnove anni di sacrifici inutili\u00bb<\/em>; forse, interpretare la tragedia di una donna pazza d\u2019amore e poi tradita le sembrava un modo per alleviare quel dolore.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40547\" title=\"1969 Roma V 05 Pasolini &amp; Rossellini\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-05-Pasolini-Rossellini-205x200.jpg\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-05-Pasolini-Rossellini-205x200.jpg 205w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-05-Pasolini-Rossellini-270x262.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-05-Pasolini-Rossellini.jpg 639w\" sizes=\"auto, (max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/>Decise che Pier Paolo non era un intellettuale come tutti gli altri,<\/strong> \u00abcon il loro naso sempre tra le pagine di un libro, che non vedono la vita\u00bb. \u00abMi sembra di averla sempre conosciuta\u00bb, disse di li a poco Pasolini, \u00ab\u00e8 come se fossimo stati a scuola assieme\u00bb. E a un giornalista: \u00abPer me la Callas \u00e8 come Franco Citti. I due estremi si toccano: i cosiddetti mostri sacri hanno in s\u00e9 qualcosa di talmente autentico e personale, che \u00e8 come se fossero presi dalla strada\u00bb. Persino la Callas, \u00abdalla strada\u00bb!<br \/>\nNessuno pensava che lavorare con \u00abla divina\u00bb, celebre per il suo perfezionismo, sarebbe stato facile. A vezzeggiarla ci avrebbe pensato Rossellini: l\u2019Euro International Films (un consorzio italo-franco-tedesco, con lo stesso Rossellini e Marina Cicogna come produttori esecutivi) le avrebbe pagato un\u2019assistente personale, una donna di servizio e un autista.<br \/>\nPasolini la tratt\u00f2 con i guanti fin dal loro primo incontro nel marzo del 1969, cui fece seguito uno scambio di lettere e di telefonate, e i due andarono immediatamente d\u2019accordo. Si sapeva che a Callas piaceva esibirsi in spiacevoli commenti su \u00abomosessuali e marxisti\u00bb (a prescindere dall\u2019amicizia); ma niente di tutto questo avvenne. La lavorazione procedette dal primo giorno di quell\u2019estate con la calma di due professionisti animati da mutuo rispetto, avvinti dall\u2019impresa che li accomunava.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40549\" title=\"1969 Roma V 08\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-08-202x200.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-08-202x200.jpg 202w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-08-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-08-270x266.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-08.jpg 629w\" sizes=\"auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/>Il rapporto assunse toni di un\u2019intimit\u00e0 tutta particolare. In lei Pasolini vedeva una fanciulla ferita, una persona essenzialmente timida<\/strong> che era riuscita a conquistare i pi\u00f9 grandi teatri del mondo e a esporsi con un enorme atto di volont\u00e0. Riconosceva tutto questo, poich\u00e9 sentiva le stesse cose dentro di s\u00e9: una timidezza radicata nel profondo, un\u2019immensa convinzione e una determinazione a far s\u00ec che nulla (o nessuno) interferisse con la realizzazione della sua visione artistica.<br \/>\nUn\u2019aria di amorose corrispondenze, certamente utile come pubblicit\u00e0, sembrava gradita a entrambi. Quando venne il momento di girare certe scene nella laguna di Grado, Pasolini prenot\u00f2 per s\u00e9, Callas, Ninetto e pochi altri all\u2019hotel Argentina, di propriet\u00e0 della moglie di Zigaina; mentre il resto della troupe alloggiava altrove. Nel corso di giornate afose, la diva era letteralmente sommersa dagli strati di un pesante costume che Pier Paolo sostenne di aver disegnato personalmente; completamente truccata, rimaneva impassibile per quasi un\u2019ora sul ponte dell\u2019imbarcazione, mentre Zigaina la trasportava con i due cagnolini da Grado a Safon.<br \/>\n<strong>Le riprese si protrassero nell\u2019insolita calura del giugno-luglio del 1969<\/strong>. L\u2019adattamento pasoliniano di Euripide venne dapprima girato in Turchia, il cui brullo e primitivo paesaggio (e relative condizioni di vita) andava a raffigurare l\u2019antica Colchide. Grado &#8211; dove il saggio Centauro istruisce il giovane Giasone &#8211; e piazza dei Miracoli a Pisa costituivano gli analoghi della \u00abrazionale\u00bb Corinto. Pasolini utilizz\u00f2 Pisa come gi\u00e0 aveva fatto con Bologna, imperturbato di fronte all\u2019implausibilit\u00e0 di antichi greci tra edifici rinascimentali. Quel che importava era che Pisa &#8211; alma mater di Galileo &#8211; era il luogo simbolico della ragione pratica, e quindi la nemica di tutto ci\u00f2 che Medea rappresentava.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40565\" title=\"1969 Roma V 03 cor\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-03-cor1-192x200.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-03-cor1-192x200.jpg 192w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-03-cor1-270x280.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-03-cor1.jpg 597w\" sizes=\"auto, (max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/>Stilisticamente consistente fin dai tempi di <em>Accattone<\/em>, Pasolini voleva riprendere il volto di Callas in lunghi primi piani<\/strong>. Il soprano, abituata alla distanza dal pubblico operistico, cerc\u00f2 di dissuaderlo; ma il regista l\u2019ebbe vinta. Avrebbe forse potuto essere convinta a cantare con un certo impegno; ma le venne chiesto di accennare soltanto una breve ninna-nanna, in greco, al figlioletto di Medea. Accett\u00f2, chiedendo per\u00f2 di omettere la scena, dopo aver visto i provini col sonoro.<br \/>\nLa stampa li seguiva ovunque: nell\u2019isolata G\u00f6reme in Turchia, di cui Pasolini vagheggiava le rocce stranamente sagomate, evocanti un mondo \u00abfuori dal tempo\u00bb, imbevuto di magia e della comunione col soprannaturale di Medea-la-maga; a Grado, ad Aleppo in Siria, a Tor Caldare e a Tor Calbona, appena fuori Roma. L\u2019assistente\u00a0\u00a0 di Callas, Nadia Stancioff, ha scritto delle quattro settimane che trascorsero a G\u00f6reme e nel villaggio di Uchisar:<br \/>\n<em>A paragone di quelle degli altri del cast e della troupe, le nostre sistemazioni erano eccezionali. Maria, Bruna [la donna di camera] e io eravamo privilegiate: ci avevano messo al nuovissimo Club Mediterran\u00e9e. [&#8230;] Eravamo letteralmente i primi ospiti, tanto che i lavori dovevano ancora finire. Nei corridoi c\u2019era odore di vernice, i bagni erano ancora incompleti e la piscina a forma di fagiolo era completamente vuota. Dalla cucina usc\u00ec un aroma di cervella fritte per la nostra cena inaugurale, non per tutti il piatto preferito&#8230; <\/em><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-40566\" title=\"1969 Roma V 22 cor\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-22-cor-189x200.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-22-cor-189x200.jpg 189w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-22-cor-270x285.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/1969-Roma-V-22-cor.jpg 589w\" sizes=\"auto, (max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/>\u00abLa divina\u00bb super\u00f2 in alacrit\u00e0 chiunque altro. Arrivava sempre in anticipo, attenta e disponibile; non si lament\u00f2 mai. La sua biografa riferisce: <em>In una scena doveva essere ripresa in campo lungo mentre correva disperatamente sul letto asciutto di\u00a0\u00a0<\/em> <em>un fiume. Indossava una lunga tunica con enormi giri di monili pagani; il sole picchiava, e Maria correva, correva, finch\u00e9 svenne e croll\u00f2 nel fango. Pasolini e l\u2019intera troupe accorsero e non appena riprese coscienza, le sue prime parole furono: \u00abScusatemi! Che stupida che sono. Non avrei dovuto farlo; con tutto quel danaro e tutto quel tempo che \u00e8 costato a tutti\u00bb.<\/em><br \/>\n<em> Per proteggerla dal caldo, veniva trasportata in una portantina che i falegnami della troupe avevano costruito appositamente per lei:<\/em> <em>Negli spostamenti da un luogo all\u2019altro, Maria ascoltava musica da un mangianastri. Canticchiava, accompagnando canzoni dei Beatles, di Frank Sinatra, o ballate messicane. I suoi pezzi preferiti erano Stormy Weather e Hernando\u2019s Hideaway. Quest\u2019ultima divenne il \u00abmotivo conduttore\u00bb di Medea; ci eravamo cos\u00ec abituati alle sue improvvisazioni che non facevamo per niente attenzione al fatto che era la Callas a cantare. ( fine terza parte)<br \/>\n<\/em>Nella gallery fotografica: Maria Callas, Pier Paolo Pasolini e Franco Rossellini all&#8217;areoporto di Fiumicino (1969)<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-40431 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/pasolini-callaslamore-impossibile-terza-parte\/callas_e_pasolini_anni_60-003_20110907_1148382772\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"70\" src=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/callas_e_pasolini_anni_60-003_20110907_1148382772-70x70.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/callas_e_pasolini_anni_60-003_20110907_1148382772-70x70.jpg 70w, 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