{"id":40919,"date":"2012-10-12T16:52:44","date_gmt":"2012-10-12T14:52:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=40919"},"modified":"2016-12-02T03:52:41","modified_gmt":"2016-12-02T02:52:41","slug":"milano-teatro-alla-scala-raymonda-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/milano-teatro-alla-scala-raymonda-2\/","title":{"rendered":"Milano, Teatro alla Scala: &#8220;Raymonda&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Milano, Teatro alla Scala, Stagione di Balletto 2011\/2012<\/em><br \/>\n<strong>\u201cRAYMONDA\u201d<\/strong><br \/>\nBalletto in tre atti (quattro scene)<br \/>\nLibretto di Lidia Pashkova e Marius Petipa basato su una leggenda medievale<br \/>\nCoreografia <strong>Marius Petipa<\/strong> (1898)<br \/>\nRicostruzione della coreografia e messa in scena <strong>Sergej Vikharev<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Aleksandr Glazunov<\/strong><br \/>\n<em>Raymonda, contessa de Doris<\/em> PETRA CONTI<br \/>\n<em>Cavaliere Jean de Brienne, fidanzato di Raymonda<\/em> ERIS NEZHA<br \/>\n<em>Abd\u00e9r\u00e2hman, cavaliere saraceno<\/em> ANDREA VOLPINTESTA<br \/>\n<em>Henriette, amica di Raymonda<\/em> ALESSANDRA VASSALLO<br \/>\n<em>Cl\u00e9mence, amica di Raymonda<\/em> SOFIA ROSOLINI<br \/>\n<em>B\u00e9ranger, troubadour d\u2019Aquitania<\/em> CHRISTIAN FAGETTI<br \/>\n<em>Bernard de Ventodour, troubadour<\/em> <em>Provenzale<\/em> MARCO AGOSTINO<br \/>\n<em>Contessa Sybille, canonichessa, zia di Raymonda<\/em> SABINA GALASSO<br \/>\n<em>Andrea II, re d&#8217;Ungheria<\/em> LUIGI SARUGGIA<br \/>\n<em>La Dama Bianca, protettrice della stirpe dei de Doris<\/em> SARA BARBIERI<br \/>\n<em>Siniscalco, che governa il castello dei de Doris<\/em> GIUSEPPE CONTE<br \/>\n<em>Ufficiale Verl\u00e9<\/em> MATTHEW ENDICOTT<br \/>\n<em>Soliste (Atto I, secondo quadro)<\/em> VITTORIA VALERIO, VIRNA TOPPI<br \/>\n<em>Danza saracena (Atto II)<\/em> STEFANIA BALLONE, FEDERICO FRESI<br \/>\n<em>Danza spagnola<\/em> EMANUELA MONTANARI, FABIO SAGLIBENE<br \/>\n<em>Mazurka (Atto III)<\/em> BEATRICE CARBONE, RICCARDO MASSIMI<br \/>\n<em>Palot\u00e1s<\/em> LARA MONTANARO, MICK ZENI<br \/>\n<em>Solista Pas classique hongrois (Atto III)<\/em> DENISE GAZZO<br \/>\nAllievi della Scuola di Ballo dell&#8217;Accademia Teatro alla Scala<br \/>\nOrchestra del Teatro Alla Scala<br \/>\nDirettore <strong>Alexander Titov<\/strong><br \/>\nScene originali <strong>Orest Allegri, P\u00ebtr Lambin, Konstantin Ivanov<\/strong> (1898)<br \/>\nricreate da <strong>Elena Kinkulskaya<\/strong> e <strong>Boris Kaminsky<\/strong><br \/>\nCostumi originali di <strong>Ivan Vsevolo\u017eskij<\/strong> (1898)<br \/>\nricreati da <strong>Irene Monti<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Marco Filibeck<\/strong><br \/>\nRicerche storiche d&#8217;archivio e coordinamento <strong>Pavel Gershenzon<\/strong><br \/>\n<em>Milano, 5 ottobre 2012, recita pomeridiana<\/em><br \/>\nIl Teatro alla Scala riprende come ultimo spettacolo della Stagione di Balletto 2011\/2012 l\u2019ormai celebre ricostruzione di <strong><em>Raymonda<\/em><\/strong> curata da <strong>Sergej Vikharev<\/strong>, che prosegue cos\u00ec la fortuna serie di ricostruzioni coreografiche iniziata nel 1999 con <em>La bella addormentata nel bosco<\/em> di Marius Petipa per il Teatro Kirov-Mariinskij. Il Massimo milanese ha cos\u00ec fatto entrare nel proprio repertorio un titolo paradigmatico per un Corpo di Ballo, basato questa volta su una ricostruzione molto attesa da appassionati e stampa mondiale, che non tard\u00f2 l\u2019anno trascorso a suscitare reazioni divergenti: o lodata incondizionatamente o variamente censurata in merito al metodo utilizzato e agli esiti artistici ritenuti obsoleti per il pubblico odierno. Diremo subito che a noi questo spettacolo \u00e8 piaciuto molto: quantomeno, ci\u00f2 che pu\u00f2 risultare estraneo ad uno spettacolo odierno o allo spirito di una danza che ormai si distanzia dal balletto romantico, non ha minimamente intaccato la buona fruizione e la riuscita della messa in scena. Partiamo da ci\u00f2 che esula dalla danza. \u00c8 una grande tela dipinta che funge da sipario, rappresentante una classica scena cavalleresca, ad introdurre lo spettatore sulla scena: il nome dei due teatri che videro la nascita e la ripresa dello spettacolo &#8211; il Teatro Mariinsky, dove nel 1898 venne rappresentata per la prima volta <em>Raymonda<\/em> su musiche di <strong>Aleksandr Glazunov<\/strong> e coreografia di <strong>Marius Petipa<\/strong>, e il Teatro alla Scala &#8211; viene riportato in basso alla tela, a sancirne un legame ideale. Le scene create da Orest Allegri, P\u00ebtr Lambin, Konstantin Ivanov vengono ricostruite da <strong>Elena Kinkulskaya<\/strong> e <strong>Boris Kaminsky<\/strong> mentre i costumi di Ivan Vsevolo\u017eskij vengono affidati alla cura di <strong>Irene Monti<\/strong>. L\u2019intero allestimento \u00e8 ovviamente permeato da un\u2019estetica <em>liberty<\/em>, con tutti i pregi i difetti: risultano senz\u2019altro improbabili (e non solo oggi) parrucche e fondali dipinti, soprattutto laddove viene recuperata la pantomima \u2013 come nelle prime scene de <em>La f\u00eate de Raymonde<\/em>, il primo quadro del balletto \u2013 ma non si pu\u00f2 rimanere colpiti dalla bellezza di altri quadri. Ci riferiamo soprattutto a <em>Visions<\/em>, vero e proprio <em>tableau vivant<\/em>, dove il medioevo fittizio e zuccheroso viene messo da parte a favore di un\u2019estetica molto pi\u00f9 genuina: possiamo riscoprire una grande cura per la simbologia \u2013 i fiori, nello specifico la rosa, cos\u00ec cara alle poetiche al limitare del \u2018900, gi\u00e0 anticipata dall\u2019<em>entr\u00e9e<\/em> di Raymonda al quadro precedente \u2013 e la danza, giacch\u00e9 l\u2019intera coreografia vuole comprendere tutti gradi di un Corpo di Ballo. E qui veniamo alla parte strettamente coreutica. La partitura viene recuperata da Vikharev attraverso i manoscritti redatti da Nikolaj Sergeev secondo il metodo ideato da Vladimir Ivanovi\u010d Stepanov, ballerino del Teatro Mariinskij che mise a punto un particolare sistema di trascrizione della danza ispirato alla notazione musicale; c\u00e0pita che, per certi numeri, questa coreografia coincida con quella revisionata da Konstantin Sergeev per il Kirov-Mariinskij nel 1948. Diversi sono i fattori che sembrerebbero rincanalare il balletto in un\u2019ottica drammaturgica, pi\u00f9 di tutti il ruolo pantomimico del Saraceno Abd\u00e9r\u00e2hman, affidato in origine a Pavel Gerdt, gi\u00e0 cinquantaquattrenne all\u2019epoca della creazione del personaggio. \u00c8 per\u00f2 interessante notare che il <em>topos<\/em> del \u201cnemico esotico\u201d, del straniero o, pi\u00f9 semplicemente, del cattivo permette di inquadrare ancora meglio la contrapposizione tra un modo di danzare \u201cvecchio\u201d (il Saraceno \u00e8 l\u2019unico solista che con la sua pantomima retorica e tronfia \u201csporca\u201d il <em>Grand adagio<\/em> dell\u2019atto secondo, un numero che, nella sua perfetta armonia e nelle arcate impalpabili, ricorda gi\u00e0 la danza astratta del \u2018900) e uno nuovo, quello di Jean De Brienne, la cui unica variazione viene qui collocata all\u2019ultimo atto, quello epurato dalla presenza del \u201cnemico\u201d. Quindi, non solo una contrapposizione tra amore sacro e profano, lecito e illecito, a livello puramente narrativo, ma ben oltre, una vera e propria contrapposizione estetica. Il ruolo di Raymonda, che fu concepito per Pierina Legnani, parte del grande repertorio onerosissima per tecnica e variet\u00e0 di stili richiesti, alla nostra recita \u00e8 stato interpretato da <strong>Petra Conti<\/strong>, prima ballerina del Teatro alla Scala. Da subito emergono la bellezza di linee, <em>port de bras<\/em> e <em>aplomb<\/em>; non altrettanto positiva la prova strettamente <em>par terre<\/em>, non troppo rifinita nel lavoro di punta e, cosa pi\u00f9 importante considerato il titolo, in musicalit\u00e0. Un\u2019esibizione complessivamente <em>in fieri<\/em> e che non potr\u00e0 che migliorare mediante ulteriori riprese. Al suo fianco, <strong>Eris Nezha<\/strong>, anch\u2019egli Primo Ballerino di recente nomina, \u00e8 stato un convincente Jean De Brienne. Da segnalare le prove fornite da <strong>Vittoria Valerio <\/strong>(Henriette e solista nel secondo quadro del primo atto), <strong>Virna Toppi<\/strong> (Solista nel secondo quadro del primo atto) e <strong>Claudio Coviello<\/strong>, solista nella <em>Danse pour quatre danseurs<\/em>. Molto buono il risultato conseguito dal Corpo di Ballo nel rutilante susseguirsi di numeri di complessissima esecuzione &#8211; con l\u2019unica eccezione, a voler essere pignoli, del <em>Grand pas Espagnol<\/em>&#8211; e dai bravi allievi della Scuola di Ballo dell&#8217;Accademia Teatro alla Scala. L\u2019aspetto strettamente musicale \u00e8 stato affidato alla bacchetta di <strong>Alexander Titov<\/strong>, a capo dell\u2019Orchestra del Teatro alla Scala: un esito complessivamente positivo bench\u00e9 non privo di certi clangori. Tantissimi gli applausi a coronare una bella serata di danza. <em>Foto Brescia e Amisano \u00a9 Teatro alla Scala.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Teatro alla Scala, Stagione di Balletto 2011\/2012 \u201cRAYMONDA\u201d Balletto in tre atti (quattro scene) Libretto di Lidia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":40921,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[4130,14677,6320,3337,2243,3336,6319,184],"class_list":["post-40919","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-aleksandr-glazunov","tag-danza","tag-eris-nezha","tag-marius-petipa","tag-petra-conti","tag-raymonda","tag-sergej-vikharev","tag-teatro-alla-scala"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40919","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40919"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40919\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87169,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40919\/revisions\/87169"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40921"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40919"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40919"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}