{"id":41168,"date":"2012-10-16T23:01:06","date_gmt":"2012-10-16T21:01:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=41168"},"modified":"2017-01-04T10:10:05","modified_gmt":"2017-01-04T09:10:05","slug":"bill-t-jones-al-romaeuropa-festival-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/bill-t-jones-al-romaeuropa-festival-2012\/","title":{"rendered":"Bill T.Jones al Romeuropa Festival 2012"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Roma, Auditorium Conciliazione, ROMAEUROPA Festival 2012<br \/>\n<strong>BILL T. JONES\/ARNIE ZANE DANCE COMPANY<br \/>\n30th Anniversary Program<br \/>\n<\/strong>Danzatori: Antonio Brown, Talli Jackson, Shayla-Vie Jenkins, LaMichael Leonard jr, I-Ling Liu, Erick Montes, Jennifer Nugent, Joseph Poulson, Jenna Riegel<strong>.<br \/>\nSpent Days Out Yonder<\/strong> (2000)di Bill T. Jones.<br \/>\nMusica di Wolfgang Amadeus Mozart, Quartetto per archi No. 23 in fa maggiore, K 590<br \/>\n<strong>Continuous Replay<\/strong> (1977, 1991) di Arnie Zane e Bill T. Jones.<br \/>\nMusica di Ludwig Van Beethoven, estratti dal Quartetto per archi Op. 18 No. 1 e Quartetto per archi Op. 135 (per Ottetto d\u2019archi), composta e arrangiata da Jerome Begin.<br \/>\n<strong>D-Man in the Waters<\/strong> (1989, rimontato nel 1998) di Bill T. Jones.<br \/>\nMusica di Felix Mendelssohn, Ottetto per archi in Mi bemolle maggiore Op. 20.<br \/>\nRoma Tre Orchestra<br \/>\nCostumi <strong>Liz Prince<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Robert Wierzel <\/strong><br \/>\n<em>Roma 12 Ottobre 2012<br \/>\n<\/em><strong><strong>La Bill T. Jones\/Arnie Zane Dance Company<\/strong> compie trent\u2019anni e Romaeuropa Festival<\/strong>, puntuale come sempre, la festeggia. Una serata preziosa, bello esserci. Un omaggio ad un autore cha ha avuto, ha ed avr\u00e0 sempre qualcosa da dire. <strong>Bill T. Jones seduto<\/strong> in platea parla, ascolta, saluta i tanti affezionati. \u00c8 un pubblico di amici, che lo ama, lo rispetta e riconosce la sua inconfondibile umanit\u00e0 e generosit\u00e0. Dopo anni di esperimenti e creazioni in forma di duo con l\u2019allora suo compagno Arnie Zane, poi prematuramente scomparso, nel 1982 i due artisti danno vita alla compagnia. Al centro del mondo della <em>modern<\/em> americana e a contatto con il fermento culturale dell\u2019epoca, aperti alle pi\u00f9 originali collaborazioni con artisti di altre realt\u00e0, la compagnia ha offerto nel tempo un repertorio variegato attenta alle tematiche del sociale e dell\u2019umano, le pi\u00f9 scomode, le pi\u00f9 difficili da raccontare e denunciare: la malattia, la violenza, il razzismo, la sessualit\u00e0.<br \/>\n. Mai uguale a se stesso, <strong>Bill T. Jones <\/strong>porta questa volta tanta energia, movimento, musicalit\u00e0, creativit\u00e0 e una dose straordinaria di umanit\u00e0. I tre brani sono completamente diversi e raccontano trent\u2019anni di storia della sua danza confermando la grande capacit\u00e0 di rinnovarsi e reinventarsi. Come nel caso di <strong>D-Man in the Waters <\/strong>del 1988, e rivisto nel 1998, brano che chiude splendidamente la serata. Creato un anno dopo la scomparsa di Arnie Zane, \u00e8 stato, ed \u00e8 un inno alla vita e alla gioia di vivere. Dedicato a <strong>Damian Acquavella<\/strong>, che i compagni chiamavano appunto D-Man, danzatore della compagnia anche lui scomparso prematuramente, Bill T Jones costruisce un affresco che \u00e8 un manifesto di energia e gioia nonostante la morte e la sofferenza. Sulle note splendide dell\u2019Ottetto per archi di <strong>Mendelssohn<\/strong> in pieno stile <em>modern<\/em> i danzatori percorrono il palcoscenico come sull\u2019acqua. Trascinati dalla musica nuotano si tuffano, si lanciano, corrono attraversando ogni angolo, disegnando e costruendo immagini di piacere. Una danza estatica, un movimento di tale energia, un atletismo esasperato, le note appoggiano ogni disegno, ogni slancio, entusiasmante fino all\u2019ultima nota in cui dopo un tuffo tra le braccia dei compagni il piccolo danzatore viene lanciato in aria in un volo simbolico.<br \/>\nDal sapore delicato, raffinato quasi senza far rumore il pezzo d\u2019apertura, <strong>Spent Days Out Yonder<\/strong> su <strong>Mozart<\/strong>, ha un carattere completamente diverso. Bill T. Jones, come egli stesso racconta, si pone all\u2019ascolto di Mozart e attende che il corpo dia segnali. Il risultato \u00e8 un lavoro che ispira calma, rilassa lo sguardo e porta a meditare. Le note pur dal vago sapore antico istigano ad un movimento ancheggiato, appoggiato, pieno di impulsi che conducono il corpo, lineare e poi curvilineo, di una tale fluidit\u00e0. La struttura \u00e8 accattivante, partono tre danzatori e mentre il movimento si arricchisce di nuove forme si aggiungono altri mentre altri scompaiono fino a costruire un immagine di coralit\u00e0 dalle forme sempre diverse. Modernissimo e dalla musicalit\u00e0 raffinata.<br \/>\nA questo schema Bill T. Jones sembra essere affezionato. <strong>Continuous Replay<\/strong> \u00e8 un solo di <strong>Arnie<\/strong> <strong>Zane<\/strong> del 1978. Dopo la sua morte Jones lo insegna alla Compagnia lo trasforma e lo fa rivivere . Un uomo solo in scena sullo sfondo di profilo si muove, poi pausa, poi riprende, e aggiunge ogni volta movimenti come i secondi si aggiungono a quelli appena trascorsi. Ripeter\u00e0 l\u2019intera sequenza innumerevoli volte spostandosi sulla scena e disegnando un quadrato. Ad <strong>Erick Montes<\/strong>, l\u2019orologio appunto, si aggiungono gli altri a riprendere la sequenza ed altri se ne vanno. Mentre il tempo viene scandito dai movimenti principale, di contorno gli altri danzatori lasciano sul palco tante immagini, spesso ironiche, come il gioco della vita, il tempo scorre e tutto intorno si muove. La tensione fisica ed emotiva cresce secondo dopo secondo, movimento dopo movimento fino ad un urlo che ha del liberatorio. Emozionante, cos\u00ec complesso, articolato eppure semplice, mai banale. Ogni cosa che l\u2019artista americano crea \u00e8 un meccanismo che sa di perfezione, \u00e8 un misto di testa e cuore. Bill T. Jones accompagna i suoi straordinari danzatori e i bravissimi musicisti della <strong>Roma Tre Orchestra<\/strong> ai ringraziamenti. Un grande successo. E l\u2019uomo Jones si abbandona ad una breve danza carica di tensione, piccoli passi ed urla. Che carisma!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Auditorium Conciliazione, ROMAEUROPA Festival 2012 BILL T. 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