{"id":41843,"date":"2012-10-29T11:46:07","date_gmt":"2012-10-29T09:46:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=41843"},"modified":"2017-01-05T14:23:36","modified_gmt":"2017-01-05T13:23:36","slug":"salerno-teatro-verdila-gioconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/salerno-teatro-verdila-gioconda\/","title":{"rendered":"Salerno, Teatro Verdi:&#8221;La Gioconda&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Salerno, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2012<\/em><strong><br \/>\n&#8220;LA GIOCONDA&#8221; <\/strong><br \/>\nMelodramma in quattro atti\u00a0 su libretto di Arrigo Boito (firmato sotto lo pseudonimo e anagramma di Tobia Gorrio), tratto da &#8220;<em>Angelo, tyran de Padoue&#8221;<\/em> di Victor Hugo.<br \/>\nMusica di <strong>Amilcare Ponchielli<\/strong><em><br \/>\nLa Gioconda <\/em>HUI HE<br \/>\n<em>Laura Adorno <\/em>LUCIANA D&#8217;INTINO<br \/>\n<em>Alvise Badoero <\/em>CARLO STRIULI<br \/>\n<em>La cieca <\/em>FRANCESCA FRANCI<br \/>\n<em>Enzo Grimaldo\u00a0 <\/em>HUGH SMITH<br \/>\n<em>Barnaba\u00a0 <\/em>LADO ATANAELI<br \/>\n<em>Zuane \/Barnabotto <\/em>ANGELO NARDINOCCHI<br \/>\n<em>Un cantore \/ Un pilota <\/em>MASSIMILIANO TRAVAGLIATI<br \/>\n<em>Isepo\u00a0 <\/em>FRANCESCO PITTARI<br \/>\nCoro del Teatro dell&#8217;Opera di Salerno.<br \/>\nOrchestra Filarmonica Salernitana &#8220;Giuseppe Verdi&#8221;<br \/>\nCoro di Voci Bianche del Teatro &#8220;Giuseppe Verdi&#8221; di Salerno<br \/>\nDirettore <strong>Yishai Steckler<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Luigi Petrozziello<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro di voci bianche <strong>Silvano Noschese<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Maurizio Di Mattia<\/strong><br \/>\nScene<strong> Davide Gilioli<\/strong><br \/>\nCoreografia<strong> Pina Testa <\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro Verdi di Salerno<br \/>\n<em>Salerno, 19 ottobre 2012<br \/>\n<\/em>E\u2019 una nave, la scena di Gioconda, creata da <strong>Davide Gilioli<\/strong>, in scena al Teatro Verdi di Salerno, una nave che salpa da Venezia verso una meta ignota. Maurizio Di Mattia firma regia e costumi. Se l\u2019opera non la si conosce non la si capisce\u2026..questa \u00e8 una grande verit\u00e0; ma quanto sarebbe bello andare a teatro e <em>comprendere<\/em> a livello visivo quello che avviene! Chi scrive non \u00e8 sfavorevole a scelte registiche lontane dalla tradizione, anzi\u2026. ben vengano nuove idee, anche le pi\u00f9 apparentemente\u00a0 inconsuete, purch\u00e9 abbiano un effetto reale, vuoi nella chiarificazione del messaggio totale dell\u2019opera, vuoi nel sottolineare dettagli prescelti, vuoi semplicemente per dare un\u2019emozione non spiegata. Qui, non c\u2019\u00e8 nulla di tutto questo. C\u2019\u00e8 una nave con una ciurma allo sbaraglio\u2026..gesticola, si muove, agisce senza nessuna attinenza drammaturgica.<br \/>\nCi sono molti momenti <em>oscuri<\/em> tra buca e palcoscenico, nitida la sensazione che non ci sia nesso d\u2019intenti alcuno tra <em>quello<\/em> che viene suonato e <em>quello<\/em> che viene interpretato, nessuna qualsivoglia sintonia. La direzione di <strong>Yishai Steckler<\/strong> \u00e8 piuttosto confusa nel gesto e questo naturalmente provoca problemi di\u00a0 <em>assieme<\/em>. Musicalmente non si ascolta nulla di rilevante o apprezzabile ed \u00e8 anche prevedibile perch\u00e9 se sin dalle prime battute si fa fatica ad andare <em>a tempo<\/em>, \u00e8\u00a0 fortemente improbabile che si realizzi <em>altro.<\/em> Coro e orchestra fanno quello che possono con momenti gradevoli, soprattutto quelli strumentali delle danze, ma davvero sono spesso lasciati soli. Una particolare menzione per\u00a0 il coro di voci bianche diretto da <strong>Silvana Noschese<\/strong>, preparato bene musicalmente e con un suono curato e piacevole<br \/>\n<strong>Ambientata nella Venezia seicentesca, la storia che \u00e8 tratta dal dramma di Victor Hugo <em>Angelo, Tyran de<\/em> <em>Padoue <\/em><\/strong>e vanta la firma di Arrigo Boito nella creazione librettistica, narra del drammatico e funesto amore della cantrice Gioconda per il nobile Enzo Grimaldo, principe genovese che, bandito dalla Repubblica, torna a Venezia sotto mentite spoglie, alla ricerca della sua amata Laura, moglie di Alvise Badoero, capo dell\u2019Inquisizione. Sullo sfondo di questo quadro amoroso tormentato si muove Barnaba, spia del Tribunale, ossessionato da Gioconda. La protagonista \u00e8 divisa tra l\u2019amore non corrisposto per Enzo che arriver\u00e0 persino a minaciarla di morte, quello per sua madre, cieca, sin dall\u2019inizio vittima della malvagit\u00e0 di Barnaba,\u00a0 il sentimento di odio nei confronti della rivale Laura che poi decider\u00e0 di proteggere quando scoprir\u00e0 essere colei che a sua volta ha salvato sua madre da morte certa e quello di ribrezzo nei confronti di Barnaba a cui promette di concedersi per salvare Enzo, imprigionato. Oltre alla trama intricata e piena di tinte fosche, ci sono altri elementi che permettono di ascrivere quest\u2019Opera nell\u2019ambito del Grand-Opera: ambientazione sfarzosa, scene di massa, sentimenti forti e contrastanti, balletto, orchestrazione sontuosa. Nella realizzazione salernitana questi elementi connotanti spiccano poco e se lo fanno, solo sporadicamente, risultano incongrui, incosistenti e poco caratterizzanti.<br \/>\n<strong>Con queste premesse, i personaggi fanno fatica ad emergere nella loro veste musicale e registica<\/strong> come si sarebbe auspicato vivamente, visto il folto materiale di contrasti e vicende che la storia fornisce. Il risultato individuale sembra essere pi\u00f9 la conseguenza di scelte artistiche esclusivamente personali che l\u2019interpretazione soggettiva di un\u2019idea chiara espressa da regista e direttore durante il corso delle prove. Di queste scelte, efficacissima appare quella di<strong> Luciana D\u2019Intino<\/strong>, <em>Laura Adorno<\/em>.\u00a0 La voce \u00e8 omogena,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 sicurissima la gestione dell\u2019aria, il personaggio \u00e8 tratteggiato con semplicit\u00e0 e naturalezza. <em>Stella del marinar,<\/em> l\u2019Aria del II Atto,\u00a0 \u00e8 fulgido esempio di canto <em>giusto<\/em>, fluido, senza nessun tipo di cedimento e con la\u00a0 partecipazione emotiva adeguata, elementi che ritornano, puntuali,\u00a0 in ogni suo intervento.<strong> Hui He<\/strong> come Gioconda, si destreggia abbastanza bene, considerando la difficolt\u00e0 della parte giungendo all\u2019inizio del IV Atto non completamente \u2018indenne\u2019 alla sua temibile aria <em>Suicidio! In questi fieri momenti\u2026..<\/em> Sostiene molto tutta la parte con la pronuncia e l\u2019articolazione, la migliore in questo di tutto il cast, ma il ruolo richiederebbe un\u2019altra vocalit\u00e0 o un altro spessore tecnico, o entrambe le cose. Il registro medio grave risulta poco naturale e anche piuttosto difficoltoso. Malgrado questo non \u00e8 assolutamente avara di sfumature e colori vari, molti piacevoli, soprattutto nel registro acuto, sia nel piano che nel forte.\u00a0 <strong>Hugh Smith<\/strong>, <em>Enzo Grimaldo<\/em>, sin dalla sua prima entrata, pi\u00f9 che sembrare il nobile personaggio che lotta e ama, risulta essere quasi la presentazione spocchiosa di un supereroe\u2026\u2026.anche il costume sottolinea questo aspetto vanaglorioso. Il suo canto \u00e8 stentoreo, con accenti forse anche decisamente sopra le righe, mentre l\u2019aria del II Atto <em>Cielo e mar, <\/em>presentata al centro del palcoscenico, in posizione completamente statica, non emoziona per quello che dovrebbe essere: una bellissima aria d\u2019amore. Inespressivo.\u00a0 Portare in fondo un\u2019aria del genere \u00e8 gi\u00e0 da considerare apprezzabile, non si va\u00a0 oltre, per\u00f2. Per quanto riquarda i successivi due atti credo sia\u00a0 degna di nota qualche mezza voce nei pezzi d\u2019assieme.<br \/>\n<strong>Lado Ataneli<\/strong>, nella parte di Barnaba, dopo un\u00a0 esordio convincente nel I Atto, mostra via via nel corso dell\u2019opera evidenti segni di stanchezza. La sua prova \u00e8 comunque soddisfacente. <strong>Carlo Stiuli<\/strong>, veterano del Teatro salernitano, ora Alvise Badoero, non connota il suo personaggio di nessun tratto particolare, vocalmente e scenicamente parlando: sarebbe potuto essere chiunque e avrebbe cantato allo stesso modo. La cieca di <strong>Francesca Franci<\/strong>, anche lei spesso presente nelle produzioni salernitane,\u00a0 non suscita compassione per le sventure da cui \u00e8 soprafatta. Non c\u2019\u00e8 nessuna emozione che pu\u00f2 passare quando i fiati sono corti, la voce disomogena, afona, l\u00ec dove dovrebbe suonare morbidamente, a causa di un registro misto inesistente. La bellissima aria del I Atto, <em>Voce di donna o d\u2019Angelo<\/em>,\u00a0 passa completamente inosservata, anche se parte un\u2019applauso che \u00e8 evidentemente <em>provocato<\/em>. Ma il pubblico non si lascia coinvolgere e si ferma.<br \/>\n<strong>Nessuna particolare rilevanza sul\u00a0 \u2018comprimariato fisso\u2019 del Teatro Verdi di Salerno<\/strong> costituito da <strong>Angelo Nardinocchi<\/strong> e <strong>Francesco Pittari<\/strong> a cui si aggiunge <strong>Massimiliano Travagliati.<\/strong> I balletti con le coreografie di <strong>Pina Testa<\/strong> sono anonimi, di <em>routine,<\/em> consoni a questo tipo di spettacolo che manca di unicit\u00e0 e organicit\u00e0 all\u2019interno di quattro atti completamente slegati tra di loro. Unico elemento connettore, una nave\u2026ma sarebbe stato preferibile non averlo\u2026.soprattutto se trattasi di nave \u2018alla deriva\u2019\u2026\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salerno, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2012 &#8220;LA GIOCONDA&#8221; Melodramma in quattro atti\u00a0 su libretto di Arrigo Boito (firmato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":41850,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[82,4343,6488,5231,6486,1900,1379,6485,130,3148,145,6487],"class_list":["post-41843","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-amilcare-ponchielli","tag-carlo-striuli","tag-davide-gilioli","tag-francesca-franci","tag-hugh-smith","tag-hui-he","tag-la-gioconda","tag-lado-atanaeli","tag-luciana-dintino","tag-maurizio-di-mattia","tag-opera-lirica","tag-yishai-steckler"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41843","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41843"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41843\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88460,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41843\/revisions\/88460"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41850"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41843"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41843"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}