{"id":41966,"date":"2012-10-30T00:26:19","date_gmt":"2012-10-29T22:26:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=41966"},"modified":"2016-12-12T03:08:04","modified_gmt":"2016-12-12T02:08:04","slug":"padova-teatro-verdila-traviata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/padova-teatro-verdila-traviata\/","title":{"rendered":"Padova, Teatro Verdi:&#8221;La Traviata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><em>Padova, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2012<\/em><strong><br \/>\n&#8220;LA TRAVIATA&#8221; <\/strong><br \/>\n<\/em>Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, dal romanzo<em><em> La dame aux cam\u00e9lias <\/em><\/em>di Alexandre Dumas figlio<em>.<br \/>\n<\/em>Musica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><em><em><br \/>\nVioletta Val\u00e9ry <\/em><\/em>NATHALIE MANFRINO<br \/>\n<em>Annina<\/em> MICHELA BRAGANTIN<br \/>\n<em>Alfredo Germont<\/em> FRANCESCO DEMURO<br \/>\n<em>Giorgio Germont\u00a0<\/em> ELIA FABBIAN<br \/>\n<em>Gastone de Letorieres<\/em> ORFEO ZANETTI <\/span><br \/>\n<em>Barone Douphol <\/em>JAKY JURGEC<em><br \/>\nMarchese d&#8217;Obigny <\/em>GABRIELE NANI<br \/>\n<em>Dottor Grenvil <\/em>VALENTIN PIVORAVOV<br \/>\n<em>Giuseppe <\/em>ANDREA CAPOVILLA<br \/>\n<em>Un commissionario <\/em>ANTONIO BORTOLAMI<br \/>\nOrchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro Nazionale di Maribor (Slovenia)<br \/>\nDirettore <strong>Steven Mercurio<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Zsusza<\/strong> <strong>Budavari-Novak<\/strong><br \/>\nRegia, Scene e costumi <strong>Hugo De Hana<br \/>\n<\/strong>ripresa da<strong> Filippo Tonon<br \/>\n<\/strong>Coreografia <strong>Leda Lojodice<br \/>\n<\/strong>Coproduzione Comune di Padova e Teatro Nazionale di Maribor<br \/>\n<em>Padova, 21 ottobre 2012<br \/>\n<\/em><br \/>\nL\u2019edizione dell\u2019annuale Stagione Lirica della Citt\u00e0 di Padova, presso il Teatro Comunale G. Verdi, ha offerto in tre date (19, 20 e 21 ottobre) l\u2019opera che rimane da decenni la pi\u00f9 significativa e romantica della trilogia popolare di Giuseppe Verdi: <em>La Traviata<\/em>. La formazione del cast \u00e8 avvenuta in collaborazione tra il Teatro di Padova e il Teatro Nazionale di Maribor, Capitale Europea della Cultura nel 2012.\u00a0 Una regia tradizionale, e di certo apprezzata, quella di <strong>Hugo De Ana<\/strong> ancora una volta a Padova.<br \/>\nDopo il Preludio iniziale a luci soffuse con l\u2019irruzione di Violetta dal fondo della scena buia, quasi a vivere in anticipo sulla musica l\u2019amore e la sofferenza della sua triste vicenda, lo scenario muta sembianze nell\u2019affollato e fastoso salone in casa di Violetta. Piacevolissimo il contrasto di colori creato tra quelli pacati del sontuoso mobilio e la vivacit\u00e0 degli abiti, dei monili, degli ornamenti e dagli ampi movimenti scenici della folla.<br \/>\nLineare la direzione di <strong>Steven<\/strong> <strong>Mercurio<\/strong> per il quale \u00e8 difficile spendere parole di particolare elogio se non per essersi attenuto alle richieste della partitura e per aver evocato qua e l\u00e0 intime atmosfere e buona sintonia con gli interpreti. Non che tutto ci\u00f2 vada sottovalutato, dunque.<br \/>\nChiss\u00e0 se \u00e8 da ritenersi oramai scontato, per\u00f2, che le bench\u00e9 insidiose parti corali -pure aggravate da esigenze sceniche- risultassero in lieve dissesto con l\u2019orchestra. Diciamo \u201cscontato\u201d poich\u00e9 raramente si avverte precisione laddove la massa imponente di suono e coristi \u00e8 necessaria o richiesta. Ma siccome si sa che in queste circostanze -cio\u00e8 di fronte a pagine musicali impegnative- \u00e8 sempre d\u2019uopo, nonch\u00e9 intelligente, trovare il compromesso tra il gesto del direttore e l\u2019ambizione registica, rimane sempre vivo l\u2019interrogativo rispetto al termine su cui debba ricadere la scure del giudizio a ragione del \u201csangue\u201d sofferto dalle orecchie di noi ascoltatori. Nel complesso, tuttavia, belle le voci, omogenee ed equilibrate.<br \/>\nAnche la Violetta di <strong>Nathalie Manfrino<\/strong> qualche volta ha messo alla prova le pi\u00f9 buone intenzioni critiche a causa di un\u2019intonazione oscillante o calante. La voce piacevole ed estesa, udibile in tutta la gamma che il ruolo richiede, non sembra aver risentito, almeno sulla qualit\u00e0, dell\u2019indisposizione annunciata prima dell\u2019inizio dello spettacolo. Convincente l\u2019interpretazione, e sicuramente in grado di sopperire a quei lievi deficit di intonazione, soprattutto per la buona parte del pubblico intervenuto pi\u00f9 volte con applausi e affezionato alla vicenda di Violetta.<br \/>\nApprezzatissimo anche Alfredo Germont di <strong>Francesco <\/strong><strong>Demuro<\/strong>. Tenero e passionale, a seconda dell\u2019estremit\u00e0 del momento, ha tratteggiato un amante convincente e deciso. La voce piacevole veniva talvolta soverchiata dall\u2019orchestra soprattutto nella tessitura medio grave. Sicuro il registro medio acuto, anche se, in tessitura estrema, pareva a momenti fortunosamente sorretto.\u00a0 <strong>Elia Fabbian<\/strong>, nei panni di Germont padre, ha riscosso, come gi\u00e0 abbiamo potuto rilevare in altri contesti, un enorme consenso. Lo spessore vocale che la natura gli concede \u00e8 sicuramente ben attivato; l\u2019omogeneit\u00e0 del suo registro baritonale difficilmente viene sottomessa a strumenti e colleghi. La sapiente musicalit\u00e0 lo rende sempre trionfante.\u00a0 Sul piano scenico-visivo sarebbe stata necessaria una maggiore attenzione ai dettagli che in questi casi occorrono a rendere verosimile un rapporto generazionale tra padre e figlio: Fabbian e Demuro sono quasi coetanei e ci\u00f2 era alquanto evidente.<br \/>\nDi poca verve la Flora di <strong>Irena Petkova<\/strong>; interessante, invece, il ruolo affidato ad Annina (<strong>Michela Bregantin<\/strong>) presente silenziosamente in vari momenti dell\u2019opera, offrendo con gesti e sguardi, quasi materni, i tratti di una donna consapevole dell\u2019inesorabilit\u00e0 e crudezza della malattia.<br \/>\n<strong>Un appunto pignolo va sulla scelta dei comprimari, non tanto quelli principali<\/strong> (per i quali il livello era pressoch\u00e9 equivalente al resto del cast), quanto piuttosto sui piccoli ruoli del Commissionario e di Giuseppe. In questi ultimi anni sembra che la direzione artistica del Teatro di Padova non sia ben consapevole di come questi bench\u00e9 \u201cinsignificanti\u201d interventi di spartito richiedano invece le medesime qualit\u00e0 vocali e musicali degli altri artisti impegnati nella rappresentazione. Ridurre queste poche battute ad un mero solfeggio, tra l\u2019altro impreciso, di voci spaventate, spoggiate e prive di un bench\u00e9 elementare fraseggio, mostra un abbassamento qualitativo oltre che uno scarso interesse per il dettaglio. Auspichiamo una maggiore futura dedizione in questo senso, poich\u00e9, com\u2019\u00e8 risaputo, il prodotto finale risente sempre della qualit\u00e0 complessiva degli \u201cingredienti\u201d. Generosi applausi e consensi hanno chiuso questo secondo appuntamento della Stagione operistica patavina. Il prossimo appuntamento sar\u00e0 il 23 dicembre con <em>Nabucco<\/em>. <em>Foto Michele Giotto<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Padova, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2012 &#8220;LA TRAVIATA&#8221; Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":41974,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5329,2458,4260,153,5215,6503,108,4578,145,6502],"class_list":["post-41966","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-elia-fabbian","tag-francesco-demuro","tag-gabriele-nani","tag-giuseppe-verdi","tag-hugo-de-ana","tag-irena-petkova","tag-la-traviata","tag-nathalie-manfrino","tag-opera-lirica","tag-steven-mercurio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41966"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41966\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87608,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41966\/revisions\/87608"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41974"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}