{"id":42002,"date":"2012-10-31T20:45:49","date_gmt":"2012-10-31T18:45:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=42002"},"modified":"2013-12-02T12:40:04","modified_gmt":"2013-12-02T10:40:04","slug":"la-fenice-e-il-conservatorio-dodicesima-edizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-fenice-e-il-conservatorio-dodicesima-edizione\/","title":{"rendered":"La Fenice e il Conservatorio, dodicesima edizione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro Malibran<br \/>\n<\/em><strong>Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia<br \/>\n<\/strong>Direttore <strong>Maurizio Dini Ciacci<br \/>\n<\/strong>Fagotto <strong>Marco Scid\u00e0<br \/>\n<\/strong>Soprano<strong> Ilenia Tosatto<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Violino <strong>Giovanni Andrea Zanon<br \/>\n<\/strong>Pianoforte<strong> Lorenzo Bagnati, Wanyi Zang<\/strong><em>\u00a0 <\/em><br \/>\n<em>Carl Maria von Weber: <\/em>Concerto per fagotto e orchestra in fa maggiore op. 75<br \/>\n<em>Vincenzo Bellini<\/em>: I Capuleti e i Montecchi:\u00abOh! quante volte, oh! quante\u00bb<br \/>\n<em>Pablo de Sarasate: <\/em>Capricho vasco op. 24<br \/>\n<em>Wolfgang Amadeus Mozart:<\/em> Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore KV 246 L\u00fctzow<br \/>\n<em>Robert Schumann<\/em>: Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54<br \/>\n<em>Venezia,\u00a0 27 ottobre 2012<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Una serata all&#8217;insegna della musica, del talento, della giovinezza:<\/strong> vari generi di musica in programma, diversi talenti e temperamenti in questi precoci allievi del Conservatorio Benedetto Marcello, certamente accomunati dalla passione, dallo studio, dalla disciplina, grazie a cui soltanto le loro indubitabili doti hanno potuto produrre esiti cos\u00ec evidenti e promettenti. Il merito va, com&#8217;\u00e8 ovvio, anche ai loro insegnanti, nonch\u00e9 a tutti coloro che hanno reso possibile questa manifestazione, giunta ormai alla sua dodicesima edizione, costituendo un arduo banco di prova per docenti e discenti, che accettano la sfida di misurarsi con i grandi interpreti del panorama internazionale, assieme ai quali suona abitualmente l&#8217;orchestra del Teatro La Fenice, per questa gradevolissima occasione guidata all&#8217;autorevole gesto di<strong> Maurizio Dini Ciacci<\/strong>. Un&#8217;occasione, tra l&#8217;altro, per dimostrare come l&#8217;alto livello artistico non sempre si coniughi con i <em>cachet<\/em> astronomici destinati d&#8217;abitudine a certi mostri sacri, che magari, tra un aereo e l&#8217;altro, non hanno il tempo di partecipare alle prove con effetti non proprio esaltanti sulle loro <em>performace<\/em> \u2026 Un esempio di lungimirante politica culturale e uso oculato delle risorse come ancora troppo raramente avviene nell&#8217;arcano universo musicale di questo nostro Bel Paese.<br \/>\nSicuro e preciso <strong>Marco Scid\u00e0<\/strong> nell&#8217;impegnativo <strong>Concerto per fagotto e orchestra di Carl Maria von Weber<\/strong>, che mette in rilievo le variegate caratteristiche timbrico-espressive dello strumento. Nell&#8217;A<em>dagio ma non troppo<\/em> il giovane solista ha scandito con spigliatezza il ritmo puntato del primo tema, facendosi languidamente lirico nel secondo, per poi riproporre entrambi i temi tra passaggi di carattere virtuosistico o melodico.\u00a0 Morbido\u00a0 e pensoso nell&#8217;<em>Adagio <\/em>sulle delicate armonie degli archi, ineccepibile nella cadenza. Mirabolante nel <em>Rond\u00f2,<\/em> anche qui, tra arditezze tecniche, affrontate con sicurezza, e frasi di carattere cantabile.<br \/>\n<strong>Nella romanza tratta dai <em>Capuleti e i Montecchi<\/em> di Bellini hanno colpito le qualit\u00e0 vocali<\/strong> \u2013 certamente non del tutto \u201cmature\u201d, ma estremamente promettenti \u2013 di <strong>Ilenia Tosatto<\/strong>, che dopo una straordinaria introduzione intonata dal corno con sonorit\u00e0 morbida ed espressiva, ha fatto sentire una bella voce \u201cnaturale\u201d di soprano lirico ferma, cristallina, omogenea nei vari registri, offrendo un&#8217;interpretazione appassionata, e nel contempo \u201cgovernata\u201d con intelligenza e musicalit\u00e0, di questa pagina tanto ricca di <em>pathos<\/em>, concepita dal grande musicista catanese.<br \/>\n<strong>Portentoso il quattordicenne Giovanni Andrea Zanon,<\/strong> che visibilmente emozionato, ha tuttavia trovato, subito dopo il segnale d&#8217;attacco del direttore, la grinta necessaria ad affrontare il virtuosismo spericolato del<strong> <em>Capricho vasco<\/em> di Pablo de Sarasate<\/strong>: dal ritmico tema della prima parte, nitido e brillante, al tema con variazioni della seconda, dove ha dimostrato assoluta padronanza tecnica dello strumento anche nei passaggi pi\u00f9 difficili, che contemplavano sequenze di seste o di ottave o, ancora, di note sopracute, rese, le une e le altre, con perfetta intonazione, meritandosi il plauso anche della stessa sezione orchestrale degli archi, che battevano l&#8217;archetto sul leggio.<br \/>\nUn altro quattordicenne, <strong>Lorenzo Bagnati<\/strong>, poco pi\u00f9 che un bambino, ha letteralmente impressionato il pubblico per l&#8217;impegno, la concentrazione, il vero e proprio rapimento con cui ha interpretato il<strong> Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore KV 246 <em>L\u00fctzow<\/em> di Wolfgang Amadeus Mozart,<\/strong> scritto nel aprile del 1776 e dedicato alla giovane Antonia, seconda moglie del conte L\u00fctzow, comandante della fortezza di Hohensalzburg, e raffinata pianista. Il giovanissimo interprete era perfettamente a suo agio nell&#8217;affrontare la parte solistica, la quale, se non \u00e8 molto impegnativa tecnicamente, richiede pur sempre l&#8217;agilit\u00e0, la freschezza, la leggerezza, che si confanno all&#8217;esecuzione di questo gioiellino creato da un Mozart ventenne. Dopo l&#8217;introduzione orchestrale, in cui spiccava il\u00a0 suono brillante dei violini e degli archi in genere, insieme a suggestivi contrasti dinamici, il dotatissimo allievo ha attaccato il tema che caratterizza l&#8217;<em>Allegro aperto <\/em>iniziale, con estrema sicurezza, sgranando note dal timbro rotondo e sottolineando adeguatamente i momenti brillanti e, rispettivamente, quelli lirici. Dopo il dolce <em>pathos <\/em>dell&#8217;<em>Andante<\/em>, ha espresso pienamente la grazia non priva di carattere del <em>Rondeau: Tempo di menuetto<\/em>. Ma il precoce interprete ha brillato in modo particolare nelle due cadenze, nel primo e nel secondo movimento, dando dimostrazione piena di padronanza dello strumento e grande sensibilit\u00e0 musicale, soprattutto se rapportate all&#8217;et\u00e0.<br \/>\nOrmai maturo e scaltrito, il pianismo di <strong>Wanyi Zang<\/strong> ci ha consegnato un<strong> Concerto per pianoforte e orchestra di Robert Schumann,<\/strong> che pu\u00f2 reggere il paragone con quelli tramandatici da ben pi\u00f9 navigati interpreti, complice il maestro Dini Ciacci, che lo ha accompagnato con puntuale partecipazione in un&#8217;esecuzione intensa, eppure senza eccessi, con una cura tutta particolare del suono, un&#8217;agilit\u00e0, una leggerezza, un nitore e, dove occorre, un&#8217;energia, che hanno messo in valore il carattere innovativo e peculiare di questo lavoro, cui Schumann si dedic\u00f2 con prolungato impegno, dove il pianoforte non si atteggia mai a prima donna, come ad esempio avviene nei due concerti di Chopin, ma \u00e8 nobilmente <em>Primus inter pares<\/em>, in un continuo, struggente dialogo con l&#8217;orchestra. Dopo la strappata iniziale di quest&#8217;ultima, Wanyi Zang ha fatto risuonare con gesto imperioso la cascata di accordi\u00a0 con cui il pianoforte solo interviene in questo primo movimento, caratterizzato da un latente monotematismo, essendo il secondo tema una variazione del primo. Veramente incantevole, a met\u00e0 del movimento, il dialogo del pianoforte con l&#8217;orchestra, in particolare con i due flauti e il clarinetto, dopodich\u00e9 si susseguono la ripresa, l&#8217;articolata cadenza, affrontata dal giovane pianista con provetta bravura e indipendenza delle mani, e, infine, la coda.<br \/>\nNell&#8217;<em>Andantino grazioso<\/em> l&#8217;interprete ha saputo esprimere tutta la cantabilit\u00e0 di questa pagina, nella cui parte centrale gli hanno corrisposto con affiatato sentimento i violoncelli, e poi il clarinetto e le viole, interrotti da reiterate perorazioni del pianoforte. Il quale ha condotto con esemplare precisione e spigliatezza, attraverso una straordinaria successione armonica e timbrica, all&#8217;ultimo tempo, in buona parte tematicamente affine al primo: l&#8217;<em>Allegro vivace,<\/em> animato da grande variet\u00e0 ritmica e audaci figure del pianoforte che, assecondato dall&#8217;orchestra, ha concluso degnamente il capolavoro schumanniano. Entusiastici i saluti del pubblico, rivolti a questi giovani musicisti, cui non si pu\u00f2 che augurare una brillante carriera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro Malibran Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia Direttore Maurizio Dini Ciacci Fagotto Marco Scid\u00e0 Soprano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":42110,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[440,6509,6512,6514,6511,6510,968,319,2538,6513,253],"class_list":["post-42002","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-carl-maria-von-weber","tag-conservatorio-benedetto-marcello","tag-giovanni-andrea-zanon","tag-lorenzo-bagnati","tag-marco-scida","tag-maurizio-dini-ciacci","tag-robert-schumann","tag-teatro-la-fenice-di-venezia","tag-teatro-malibran","tag-wanyi-zang","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42002","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42002"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42002\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/42110"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42002"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42002"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}