{"id":42160,"date":"2012-11-01T17:04:45","date_gmt":"2012-11-01T15:04:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=42160"},"modified":"2014-01-04T16:35:16","modified_gmt":"2014-01-04T14:35:16","slug":"jules-massenet-nel-ricordo-dei-contemporanei-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/jules-massenet-nel-ricordo-dei-contemporanei-prima-parte\/","title":{"rendered":"Jules Massenet nel ricordo dei contemporanei (prima parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La morte di Jules Massenet, avvenuta il 13 agosto 1912<\/strong>, colp\u00ec, come un fulmine a ciel sereno, il mondo musicale francese producendo sentimenti di profonda commozione, la cui vasta eco \u00e8 giunta fino a noi grazie ai giornali dell\u2019epoca, quelli stessi che si erano occupati delle <em>premi\u00e8res<\/em> delle sue opere e che in questa occasione\u00a0 diedero grande risalto al tragico evento. A distanza di 100 anni queste pagine rappresentano ancora oggi una testimonianza della stima di cui Massenet godette presso i contemporanei.<br \/>\n<strong>Il ricordo di Arthur Pougin<em> <\/em>e del suo editore Henri Heugel\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>\u201c\u00c8 a sessanta leghe da Parigi, in riva al mare, in piena vacanza, che ricevo la terrificante notizia della morte improvvisa e fulminante di Massenet, che sapevo ancora pieno di salute al momento della mia partenza; ed \u00e8, lo posso ben dire, con il cuore straziato e gli occhi pieni di lacrime che prendo la penna per cercare di tracciare rapidamente i dettagli della carriera cos\u00ec attiva, cos\u00ec brillante, cos\u00ec prodigiosamente laboriosa di questo amico, di questo compagno dei miei anni giovanili, del quale credo di poter dire\u00a0 di aver predetto il successo e previsto la gloria. Che non ci si aspetti di trovare dunque in queste righe improvvisate il sunto anche in forma di studio e come un\u2019apparenza di biografia di quello che fu un maestro tra tutti e il cui nome lascer\u00e0 una traccia luminosa in mezzo a tutti coloro che hanno diritto all\u2019omaggio e al ricordo del nostro caro paese. Sono queste soltanto delle note commosse e frementi, tracciate in fretta dopo la sola notizia di un avvenimento che colpisce con un lutto irrimediabile la Francia musicale e l\u2019arte universale. Lontano da Parigi, privato da ogni specie di carte, di libri, di note intime, io ho solo la mia memoria per aiutarmi a ricordare i principali fatti di un\u2019esistenza artistica che fu cos\u00ec bella nel passato e che rester\u00e0 cos\u00ec gloriosa nell\u2019avvenire\u201d. <\/em>(A. Pougin, J. Massenet, in \u00abLe M\u00e9nestrel\u00bb, n. 33, ann. 78, 17 agosto 1912, p. 257).<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Le-M\u00e9nestrel-pagina-dedicata-a-Massenet.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-42163\" title=\"Le M\u00e9nestrel pagina dedicata a Massenet\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Le-M\u00e9nestrel-pagina-dedicata-a-Massenet-147x200.jpg\" width=\"147\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Le-M\u00e9nestrel-pagina-dedicata-a-Massenet-147x200.jpg 147w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Le-M\u00e9nestrel-pagina-dedicata-a-Massenet-270x366.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Le-M\u00e9nestrel-pagina-dedicata-a-Massenet.jpg 449w\" sizes=\"auto, (max-width: 147px) 100vw, 147px\" \/><\/a>Con queste commosse quanto affettuose parole il musicologo Arthur Pougin<\/strong> inizi\u00f2 il suo ricordo di Jules Massenet, redatto per la rivista musicale \u00abLe M\u00e9nestrel\u00bb a poche ore dalla morte del compositore francese. Di 8 anni pi\u00f9 anziano di Massenet \u2013 era nato, infatti, il 6 agosto del 1834 \u2013, Arthur Pougin fu un suo amico personale e, insieme a Louis Schneider, uno dei suoi primi biografi; dalle colonne di \u00abLe M\u00e9nestrel\u00bb, la rivista edita da Heugel, l\u2019editore che, dopo il fallimento di Hartmann, aveva pubblicato le opere di Massenet, Pougin, che aveva pi\u00f9 volte recensito le <em>premi\u00e8res<\/em> delle sue opere esprimendosi in termini elogiativi, in quest\u2019articolo, ripercorse in sintesi la vita, sin dalla nascita a Montaud nel 1842, e la carriera di Massenet muovendosi sul filo del ricordo e, riferendo, secondo una caratteristica tipica della sua scrittura, alcuni aneddoti di cui fu protagonista il compositore francese. Il gusto per l\u2019aneddoto, del quale Pougin ha dato prova anche nella sua <em>Histoire anedoctique <\/em>della vita e dell\u2019opera di Verdi, \u00e8 evidente nella narrazione di un evento di cui Massenet fu protagonista quando era ancora studente al Conservatorio.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Ritratto-di-arthur-pougin.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-42166\" title=\"Ritratto di arthur pougin\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Ritratto-di-arthur-pougin-175x200.jpg\" width=\"175\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Ritratto-di-arthur-pougin-175x200.jpg 175w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Ritratto-di-arthur-pougin-270x307.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Ritratto-di-arthur-pougin.jpg 294w\" sizes=\"auto, (max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/><\/a>Nell\u2019articolo si legge, infatti:<em>\u201cPoich\u00e9 lavorava sodo e prendeva gi\u00e0 l\u2019abitudine di non perdere tempo. Nella classe di pianoforte di Laurent, dove ottenne successivamente la menzione, il secondo e il primo premio (poich\u00e9 fu un pianista meraviglioso), era entrato nella classe di armonia di Bazin, ed \u00e8 l\u00e0 che avvenne il fatto pi\u00f9 sorprendente della sua carriera. Bazin, professore acido e classicissimo, senza dubbio spaventato e sdegnato per certe velleit\u00e0 del suo allievo, che egli non poteva comprendere, and\u00f2 un giorno su tutte le furie contro di lui, al punto da prenderlo per le spalle e di metterlo alla porta della classe dicendogli brutalmente:\u00a0\u00a0\u00a0 Andatevene. Non combinerete mai mulla!!! <\/em><br \/>\n<strong>Massenet, in seguito a questo incidente, ebbe un istante abbastanza naturale di scoraggiamento<\/strong>, ma che dur\u00f2 poco. And\u00f2 a trovare il mio vecchio maestro Henri Reber, che lo prese volentieri nella sua classe, e sotto la cui guida egli lavor\u00f2 con accanimento. Pertanto, giunto il momento del concorso, non fu fortunato nella prova come avrebbe dovuto esserlo. Reber, pi\u00f9 accorto di Bazin e senza dubbio comprendendolo meglio, gli disse, con la flemma che noi tutti gli conoscevamo: &#8211;\u00a0 <em>Ascoltate: meritavate il primo premio; non l\u2019avete avuto. Credetemi, non avete pi\u00f9 niente da fare nella mia classe, dove perdereste il vostro tempo. Andate subito in una classe di composizione. <\/em><br \/>\n\u00c8 allora che Massenet entr\u00f2 nella classe di Ambroise Thomas del quale divenne subito uno degli allievi preferiti\u201d (<em>ivi<\/em>, p. 258).<br \/>\nNella classe di Thomas,\u00a0 Massenet fu preso, come ricordato sempre da Pougin, da una vera propria <em>fi\u00e8vre de production, che fu una delle caratteristiche del suo temperamento di artista<\/em>. Il musicologo aggiunse, inoltre:<br \/>\n<em>\u201cEgli non si recava nella classe senza portare sia un valzer, sia un\u2019ouverture, sia un movimento di sinfonia o un pezzo d\u2019opera e qualunque altra cosa. E dal momento che i suoi condiscepoli, forse un po\u2019 invidiosi, un po\u2019 gelosi, schernivano questa precoce fecondit\u00e0: &#8211; Lasciate, lasciate fare, diceva tranquillamente Thomas; fa dei peccati di giovent\u00f9. Ma se tutto ci\u00f2 non \u00e8 uguale, c\u2019\u00e8 anche del buono, e quando avr\u00e0 acquisito la sicurezza, e sar\u00e0 padrone di s\u00e9 vedrete cosa far\u00e0. E si sa bene se Thomas aveva ragione! E si conoscono bene i grandi successi a scuola, il primo premio di fuga, il concorso dell\u2019Istituto e il primo grand prix de Rome\u2026 Questa volta, l\u2019allievo aveva fatto posto all\u2019artista\u201d .\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>Non mancano nemmeno esagerazioni da parte di Pougin che, nella foga di celebrare il musicista scomparso<\/strong>, non esita ad enfatizzare il periodo trascorso a Roma a Villa Medici, dopo la vittoria del <em>Prix<\/em>; in particolare non ci sembra del tutto esatto quanto Pougin scrisse a proposito di <em>Marie-Magdeleine<\/em> che, secondo il musicologo, sarebbe stata composta durante il soggiorno romano: <em>\u00e8 l\u00e0 che fu scritta in parte<\/em> <em>quella deliziosa<\/em> <em>Marie-Magdeleine che doveva costituire una rivelazione per il pubblico parigino<\/em>. In realt\u00e0, se bisogna dare credito a quanto affermato dallo stesso compositore in <em>Mes souvenirs<\/em>, soltanto la prima ispirazione dell\u2019oratorio risalirebbe al soggiorno italiano e alla sua visita alla Cappella degli Scrovegni, dove Massenet ebbe<em> l\u2019intuizione che Maria Maddalena avrebbe occupato un giorno la mia vita <\/em>(<em>Mes souvenirs<\/em>, \u00c9ditions du Sandre, Parigi 2009, p. 31). A proposito della prima idea musicale, invece, lo stesso compositore ricord\u00f2:<br \/>\n\u201c<em>Attraversando i boschi di Subiaco, la zampogna (una specie di cornamusa rustica) di un pastore lanci\u00f2 un soffio melodico che annotai subito su un pezzo di carta prestatomi da un benedettino di un convento vicino. Queste battute diventarono le prime note di <\/em>&#8220;Marie-Magdeleine&#8221;,<em> dramma sacro al quale pensavo gi\u00e0 per un invio\u201d.<\/em> (<em>Ivi<\/em>, p. 39).<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Manon-Finale-tratto-dalla-monografia-di-Louis-Schneider.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-42164\" title=\"Manon Finale, tratto dalla monografia di Louis Schneider\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Manon-Finale-tratto-dalla-monografia-di-Louis-Schneider-142x200.jpg\" width=\"142\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Manon-Finale-tratto-dalla-monografia-di-Louis-Schneider-142x200.jpg 142w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Manon-Finale-tratto-dalla-monografia-di-Louis-Schneider-270x378.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Manon-Finale-tratto-dalla-monografia-di-Louis-Schneider.jpg 315w\" sizes=\"auto, (max-width: 142px) 100vw, 142px\" \/><\/a>Nella ricostruzione di Pougin una data importante \u00e8 costituita dalla prima rappresentazione di <em>Manon<\/em> il 19 gennaio 1884<\/strong>, giorno in cui\u00a0 <em>\u201cl\u2019Op\u00e9ra-Comique offriva al pubblico quella deliziosa Manon che segna una data importante nella sua carriera, e che, rappresentata inizialmente da Marie Heilbron, Talazac, Taskin, Cobalet e Grivot [\u2026] s\u2019incammina oggi verso la millesima rappresentazione, alla quale, meno fortunato del suo maestro Ambroise Thomas con <\/em>&#8220;Mignon&#8221;<em>, l\u2019autore non avr\u00e0 la gioia di assistere\u201d (A. Pougin, Op. cit., p. 259).\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>E se a partire da questo momento, si pu\u00f2 dire che la biografia di Massenet<\/strong> si riassume con il titolo delle sue opere, il rapporto del compositore con la critica non fu sempre idilliaco come ricordato dallo stesso Pougin che concluse il suo articolo:<br \/>\n<em>\u201cCome tutti coloro il cui successo, un successo continuo, suscita la gelosia degli invidiosi e degli incapaci, Massenet \u00e8 stato fatto bersaglio delle critiche pi\u00f9 violente e amare, e nello stesso tempo pi\u00f9 ingiuste. [\u2026] Che quelli vogliano ben concordare con noi che la Francia ha perduto in Massenet un grande artista, un artista di talento e di ordine superiore, che aveva i suoi difetti forse \u2013 chi non ne ha? \u2013 ma che era proprio di razza francese, un artista dal genio chiaro, limpido, accessibile a tutti, e che ha portato valorosamente il nome del suo paese ai quattro angoli del mondo, facendolo acclamare con frenesia da ogni pubblico\u201d.\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marie-Heilbronn-nel-ruolo-di-Manon.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-42165\" title=\"Marie Heilbronn nel ruolo di Manon\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marie-Heilbronn-nel-ruolo-di-Manon-105x200.jpg\" width=\"105\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marie-Heilbronn-nel-ruolo-di-Manon-105x200.jpg 105w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marie-Heilbronn-nel-ruolo-di-Manon-270x514.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marie-Heilbronn-nel-ruolo-di-Manon.jpg 312w\" sizes=\"auto, (max-width: 105px) 100vw, 105px\" \/><\/a>Nello stesso numero di \u00abLe M\u00e9nestrel\u00bb<\/strong> si pu\u00f2 leggere anche il ricordo delle ultime ore del compositore scritto da Henri Heugel. Nell\u2019articolo, intitolato <em>Les derni\u00e8res heures<\/em>, la puntuale ricostruzione delle ultime ore del compositore francese appare, sin dalla parte iniziale di questo\u00a0 breve ricordo, animata dall\u2019affetto e dall\u2019amicizia che li legava l\u2019editore:<br \/>\n<em>\u201cAl riassunto brillante che ci ha appena dato il nostro collaboratore Arthur Pougin della carriera artistica del grande maestro Massenet, crediamo interessante aggiungere il racconto succinto delle ultime ore che ci \u00e8 stato concesso di vivere accanto a lui. <\/em><br \/>\n<em>Si sa gi\u00e0 dal resoconto dei giornali che, ritirato a \u00c9greville da una settimana appena, egli aveva avuto di colpo qualche preoccupazione riguardo alla sua salute a seguito di piccoli accessi di febbre che gli sopravvenivano di sera; da ci\u00f2 la risoluzione improvvisa di ritornare a Parigi per consultare i suoi medici abituali. Non appena egli fu di ritorno, un colpo di telefono mi avvis\u00f2 del suo arrivo e immediatamente mi recai da lui. Lo trovai disteso su una sedia a sdraio, ma con il viso calmo e sorridente come di consueto. Volle subito rassicurarmi. Gi\u00e0 aveva visto i medici. Non sar\u00e0 nulla, un semplice allarme, come ne aveva gi\u00e0 avuti tanti, una crisi che avrebbe superato come le altre, dopo un trattamento energico di breve durata. Tra qualche giorno, sperava di potere riprendere a \u00c9greville la sua vita di lavoro: <\/em>\u00abNo, non era proprio niente, e lo vedevo bene dal momento che era venuto tutto solo a Parigi, senza nessuno che lo accompagnasse. Nessuna preoccupazione\u00bb<em>\u201d<\/em> (H. Heugel, <em>Les derni\u00e8res heures<\/em>, ivi, p. 259)<br \/>\n<strong>In realt\u00e0 la morte non sarebbe tardata nonostante la fibra morale di Massenet<\/strong> che, come ricordato da Heugel, era sempre un infaticabile lavoratore:<br \/>\n<em>&#8220;Ne conoscevo pertanto, poich\u00e9 da due anni lo seguivo, con angoscia, i progressi dell\u2019implacabile male al quale egli resisteva solo con la forza dell\u2019energia morale. Era la lotta implacabile contro la morte. E, cosa meravigliosa, nella misura in cui il suo corpo si indeboliva, il suo cervello sempre lucido e meraviglioso sembrava alzarsi ancor di pi\u00f9 verso tutte le cose dell\u2019arte. Durante le pause concesse dalla sofferenza, sempre al tavolo di lavoro dalle quattro del mattino, componeva le sue ultime opere drammatiche<\/em>: &#8220;Panurge&#8221;, &#8220;Amadis&#8221; e &#8220;Cl\u00e9op\u00e2tre&#8221;, c<em>he non accusano alcuna decadimento<\/em>\u201d.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Werther-Bozzetto-del-primo-atto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-42167\" title=\"Werther Bozzetto del primo atto\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Werther-Bozzetto-del-primo-atto-237x200.jpg\" width=\"237\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Werther-Bozzetto-del-primo-atto-237x200.jpg 237w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Werther-Bozzetto-del-primo-atto-270x227.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Werther-Bozzetto-del-primo-atto.jpg 732w\" sizes=\"auto, (max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a>La forza dell\u2019uomo traspare anche da questo ricordo dell\u2019ultima visita fatta da Heugel a Massenet<\/strong>, a proposito della quale si legge nell\u2019articolo:<br \/>\n<em>\u201cIn quest\u2019ultima visita, ritrovai il suo spirito chiaro e luminoso; lo stesso suo aspetto non era molto pi\u00f9 preoccupato di quanto non lo fosse prima della sua partenza per \u00c9greville, ma mi sembrava che una stanchezza, una debolezza generale, lo avevano invaso al punto che non pot\u00e9 sollevare da solo una bottiglia di acqua minerale [<\/em>\u2026]. <em>Poi egli si mise a parlare amabilmente dei suoi progetti futuri. <\/em>&#8220;Panurge&#8221;<em>, ebbene; il suo destino era fissato per la prossima primavera al Th\u00e9\u00e2tre de la Ga\u00eft\u00e9-Lyrique, <\/em>&#8220;Amadis&#8221;<em> sembrava riservata a Monte-Carlo nel 1914. Ma &#8220;<\/em>Cl\u00e9op\u00e2tre&#8221;<em>, l\u2019ultima nata e di conseguenza la pi\u00f9 cara, dove si trover\u00e0 ad \u00abospedalizzarla\u00bb? Egli la vedrebbe molto ben collocata all\u2019Op\u00e9ra-Comique, ma ecco, Carr\u00e9 lo vorrebbe? Carr\u00e9 aveva ben altro da fare che occuparsi di un<\/em> \u00abvecchio musicista come lui\u00bb.<br \/>\n<strong>Tutto questo detto senza amarezza, ma scherzando<\/strong>: <em>\u00abE voi credete di aver finito con me, povero amico. Io non vi ho detto tutto. Ho ancora finito interamente due suites per orchestra frammischiate, qua e l\u00e0, di canto e di declamazione, s\u00ec, due! Una <\/em>&#8220;Suite th\u00e9\u00e2trale&#8221;<em> in quattro numeri, e una<\/em> &#8220;Suite parnassienne<em>&#8220;<\/em> <em>in cinque, tutte e due composte su soggetti forniti da Maurice L\u00e9na<\/em>? <em>Chi \u00e8 che rischier\u00e0 in questo<\/em> <em>&#8220;straripamento sinfonico&#8221;<\/em>? <em>E, caro amico, se si volesse frugare in questo armadio che vedete, vi si troverebbero ancora di piccole cose\u00bb. <\/em><br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Werther-pubblicit\u00e0-sulla-rivista-Le-M\u00e9nestrel.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-42161\" title=\"Werther pubblicit\u00e0 sulla rivista Le M\u00e9nestrel\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Werther-pubblicit\u00e0-sulla-rivista-Le-M\u00e9nestrel-147x200.jpg\" width=\"147\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Werther-pubblicit\u00e0-sulla-rivista-Le-M\u00e9nestrel-147x200.jpg 147w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Werther-pubblicit\u00e0-sulla-rivista-Le-M\u00e9nestrel-270x365.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Werther-pubblicit\u00e0-sulla-rivista-Le-M\u00e9nestrel.jpg 454w\" sizes=\"auto, (max-width: 147px) 100vw, 147px\" \/><\/a>Poi il suo viso s\u2019incup\u00ec: <\/em>\u00abLe quatto e mezza!\u00bb<em> \u00e8 l\u2019ora dei medici. Un piccolo trattamento di niente, oh! quasi niente. Soprattutto tornate a vedermi domani. Ho ancora tante cose da dirvi, tante da confessarvi\u00bb. <\/em><br \/>\n<strong>E l\u2019indomani, quasi all\u2019aurora, un nuovo colpo di telefono<\/strong>, <em>lugubre quello: \u00abNon sta bene, venite presto\u00bb. Accorro e lo trovo disteso morto sul suo letto. La notte era stata un po\u2019 agitata e si era fatto venire in tutta fretta un suo nipote fortunatamente a Parigi. Massenet non aveva tardato a perdere conoscenza e si era in seguito spento dolcemente e senza alcuna sofferenza, intorno alle quattro del mattino. Era l\u00e0, con il suo povero viso interamente dimagrito e che portava come un residuo del tormento e dell\u2019inquietudine che avevano agitato tutta la sua vita d\u2019artista\u201d. <\/em><br \/>\n<strong>Heugel conclude l\u2019articolo con un\u2019amara e triste considerazione:<\/strong><br \/>\n<em>\u201c\u2026 E io immaginavo nei miei sogni di giovane editore, quando intravedevo nell\u2019avvenire quella cosa che sembrava impossibile da realizzare di riunire in questa vecchia casa del M\u00e9nestrel presto centenaria i tre grandi maestri del momento: Ambroise Thomas, L\u00e9o Delibes, Massenet! E la cosa impossibile si era pertanto realizzata\u2026 e fu una gioia e un onore. Poi li ho visti scomparire l\u2019uno dopo l\u2019altro, loro tre che furono per me amici cos\u00ec cari; ho visto i loro corpi inerti e pallidi sul letto funebre\u2026 dolorosa fine di un sogno radioso\u201d. <\/em>( Fine prima parte)<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morte di Jules Massenet, avvenuta il 13 agosto 1912, colp\u00ec, come un fulmine a ciel sereno, il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":42162,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[6521,6520,334],"class_list":["post-42160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-arthur-pougin","tag-henri-heugel","tag-jules-massenet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42160"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42160\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/42162"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}