{"id":42286,"date":"2012-11-03T12:23:26","date_gmt":"2012-11-03T10:23:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=42286"},"modified":"2016-12-03T21:15:25","modified_gmt":"2016-12-03T20:15:25","slug":"la-parola-sacra-secondo-brahms-ein-deutsches-requiem-alla-rai-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-parola-sacra-secondo-brahms-ein-deutsches-requiem-alla-rai-di-torino\/","title":{"rendered":"La parola sacra secondo Brahms: &#8220;Ein deutsches Requiem&#8221; alla RAI di Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI <\/strong><br \/>\n<strong>RIAS Kammerchor Berlin<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Hans-Christoph Rademann<br \/>\n<\/strong>Direttore <strong>Juraj Val\u010duha <\/strong><br \/>\nSoprano <strong>Julia Kleiter <\/strong><br \/>\nBaritono <strong>James Rutherford\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Johannes Brahms<\/em>: &#8220;Ein deutsches Requiem&#8221; (<em>Un Requiem tedesco<\/em>) op. 45 per soli, coro e orchestra, su testi biblici<br \/>\n<em>Torino, 1 novembre 2012<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>In determinate circostanze la musica \u00e8 pensiero religioso autonomo, puro, libero dai vincoli della liturgia<\/strong>. Poich\u00e9 \u00e8 di per s\u00e9 una forma di riflessione religiosa, la musica induce anche il laico e l\u2019agnostico a riflettere sull\u2019intento spirituale dell\u2019arte e sul significato profondo dell\u2019esistenza dell\u2019uomo. A tale classe altissima di composizioni appartiene <em>Ein deutsches Requiem<\/em> di Johannes Brahms, nato in una dimensione cameristica come forma di personale preghiera, e poi ampliatosi fino a raggiungere l\u2019attuale, imponente struttura.<br \/>\nLa sera del 31 ottobre, al Teatro Nuovo \u201cGiovanni da Udine\u201d, appunto in Udine, l\u2019OSN RAI ha presentato il <em>Requiem Tedesco<\/em> di Brahms, per riprenderlo il giorno dopo a Torino presso la sua sede abituale, e con la stessa compagine sotto la guida di Juraj Val\u010duha; la concomitanza con le festivit\u00e0 che celebrano nel mondo cattolico i santi e i defunti \u00e8 arricchita dalla base letteraria tutta luterana del <em>Requiem<\/em>, dal momento che Brahms ha scelto brevi passaggi dall\u2019Antico e dal Nuovo Testamento (in traduzione tedesca, come da titolo), ispiratori della composizione musicale.<br \/>\n<strong>Sin dal primo brano, dei sette in cui l\u2019opera si articola, il direttore ha presentato una lettura particolarmente intensa<\/strong>, colma di emozione e di intimo raccoglimento, fondata su di un grande lavoro di resa delle proporzioni, specie tra archi e ottoni: non accade mai che l\u2019una delle due famiglie sovrasti il suono dell\u2019altra, e allo stesso tempo l\u2019ascoltatore percepisce nitidamente le sonorit\u00e0 di ciascun strumento. Al termine del primo brano intervengono le due arpe (un\u2019anticipazione della scelta strumentale con cui il <em>Requiem<\/em> si conclude), cui il direttore conferisce un rilievo netto, di grande chiarezza espositiva e di luminoso colore.<br \/>\n<strong>Appena un\u2019ombra cupa di corni e di tromboni si staglia invece sulla frase che apre il secondo movimento<\/strong>, forse il pi\u00f9 suggestivo dell\u2019intera partitura; e quell\u2019ombra accompagna il graduale crescendo che caratterizza la sezione, anche grazie all\u2019inesorabile scansione ritmica dei timpani (bravissimo Stefano Cantarelli, come sempre impeccabile). <strong>Val\u010duha ha realizzato quella \u00abstraordinaria calma prosodica\u00bb<\/strong> di cui parla Giorgio Pestelli a proposito di pi\u00f9 composizioni per coro e orchestra (nel bellissimo libro <em>Canti del destino. Studi su Brahms<\/em>, Torino 2000). Del resto, il direttore disponeva di un complesso di voci di altissimo livello e di tradizione tutta germanica: quello della RIAS (Radio in the American Sector) di Berlino. Nel secondo movimento il gruppo delle voci maschili \u00e8 capace di enunciare con leggerezza profetica la frase di avvio (tratta dalla <em>Prima Lettera di Pietro<\/em>); sembrano cantarla con un solo, interminabile fiato, anche se \u00e8 lunghissima e terribile (D<em>enn alles Fleisch ist wie Gras und alle Herrlichkeit des Menschen wie des Grases Blumen<\/em>, \u201cPoich\u00e9 la carne \u00e8 come l\u2019erba e ogni gloria umana come i fiori del campo\u201d). L\u2019effetto complessivo \u00e8 semplicemente sublime, in quanto alla delicatezza delle voci si abbina il ritmo di marcia prescritto da Brahms; Val\u010duha &#8211; e non solo in questo brano &#8211; stacca tempi particolarmente felici e convincenti, senza mai cedere alla tentazione di accelerare, di imprimere una velocit\u00e0 che non si adatterebbe alla pagina, ma anche senza compiacersi troppo di un\u2019eccessiva lentezza. E questo, in particolare, \u00e8 un grande merito del giovane direttore: aver compreso che il <em>Requiem<\/em> di Brahms viva di un continuo respiro naturale, e che la sua cifra non sia la solennit\u00e0 (da raggiungere appunto con un incedere lento e ieratico) bens\u00ec la leggerezza, fatta di suono nitido ma pacato, e di voce sussurrata.<br \/>\n<strong>Il terzo movimento si apre con il baritono che enuncia una preghiera dei <em>Salmi<\/em><\/strong> (\u201cInsegnami, Signore, che io devo avere una fine\u201d); la voce di <strong>James Rutherford<\/strong> \u00e8 sicura, dotata delle giuste risonanze, con un timbro chiaro che si adatta molto bene al ruolo, e per di pi\u00f9 all\u2019impostazione del direttore; talvolta il cantante rivela un vibrato largo che si accentua nella zona acuta (e sempre nella parte alta della tessitura la voce si stimbra un poco), ma \u00e8 certamente molto a suo agio nella parte (torner\u00e0 a duettare con il coro nel sesto movimento, per rendere la commozione in vista del Giorno del Giudizio). La frase fugata che conclude il brano (\u201cLe anime dei giusti sono in mano del Signore\u201d) ripete quel capolavoro di armonia tra le sezioni dell\u2019orchestra e le voci del coro che in pi\u00f9 momenti della serata ha incantato l\u2019ascoltatore: tutto si integra in un ordine perfetto, dal rullare di fondo dei timpani alle voci tenorili e sopranili del coro agli squilli degli ottoni alle finezze degli archi.<br \/>\n<strong>Quasi una cerniera tra le due met\u00e0 dell\u2019opera, il movimento centrale esordisce con un sussurro del coro<\/strong>, e prosegue con un paesaggio sonoro non ancora udito, in cui a primeggiare sono i legni e poi i corni; Val\u010duha \u00e8 riuscito, anche a questo punto, a rendere molto bene una serie di corrispondenze, di dialoghi brevi e vivissimi, tra l\u2019oboe e il coro, tra il clarinetto e le voci, tra i corni e gli archi. Pur nella sua brevit\u00e0 il quarto numero resta impresso nella mente dell\u2019ascoltatore per la capacit\u00e0 evocativa: davvero sono rappresentati in musica le dimore, i vestiboli del Signore, la casa di gioia eterna, tutti evocati dal <em>Salmo<\/em> 84.<br \/>\n<strong>Il quinto movimento \u00e8 l\u2019unico in cui interviene il soprano<\/strong>; Brahms ha certamente voluto differenziare dal coro una voce che fosse di consolazione (\u201cVoi siete ora nella tristezza; ma io vi vedr\u00f2 di nuovo\u201d, secondo le parole di Giovanni), e ha scelto il registro femminile pi\u00f9 alto per la parte di solista.<strong> Julia Kleiter<\/strong> assolve perfettamente a questa delicata funzione: ha voce calda e imponente, note acute sicure, emissione molto ferma e sostenuta; tratti indispensabili per dipanare le volute di frasi allungate a dismisura dall\u2019intonazione di Brahms. E il versetto finale della sezione, tratto da Isaia, fa intendere ancora meglio tale dilatazione del tempo nell\u2019incanto della voce femminile: \u201cIo vi consoler\u00f2 come una madre consola suo figlio\u201d.<br \/>\n<strong>Il <em>Requiem<\/em> si conclude con un testo brevissimo alla base del settimo movimento<\/strong>: appena un versetto dell\u2019<em>Apocalisse<\/em>, a ricordo delle opere che seguono i morti nel nome del Signore. La qualit\u00e0 musicale \u00e8 finalizzata appunto ad accompagnare l\u2019ascoltatore in un paradiso di pace e di serenit\u00e0, appena venato da qualche nota dei corni, pi\u00f9 scura del resto, in cui <strong>acquisiscono ruolo sempre pi\u00f9 importante il flauto (Dante Milozzi) e il primo violino (Alessandro Milani).<\/strong> A coronamento della sua direzione, Val\u010duha esalta in modo straordinario il dialogo tra orchestra e coro, che insieme smorzano le rispettive sonorit\u00e0 oppure le innalzano di pari livello, fino agli ultimi accordi in cui tornano protagoniste le due arpe, come nel finale del primo movimento. L\u2019opera si spegne in un\u2019aura sublime e rarefatta anche grazie alla loro ultima frase ascendente, su un pedale di archi e di fiati. Al termine dell\u2019ultimo accordo seguono quegli interminabili secondi di silenzio, che nessuno ha il coraggio di infrangere: \u00e8 quello spazio-tempo sonoro in cui la musica si prolunga, vivendo non pi\u00f9 della vibrazione di corde o del fiato di strumenti o dei colpi di percussioni, ma della sostanza imponderabile che \u00e8 l\u2019emozione di tutti i presenti. L\u2019incanto non pu\u00f2 durare a lungo, e qualcuno inizia giustamente ad applaudire; e allora le acclamazioni per il direttore, i cantanti, il coro, l\u2019orchestra si protraggono con tante chiamate alla ribalta e grida di entusiasmo. D\u2019altra parte, \u00e8 l\u2019unica modalit\u00e0 immediata per ringraziare gli artisti di una meraviglia durata 75 minuti, eppure trascorsa rapida e leggerissima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI RIAS Kammerchor Berlin Maestro del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":42291,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,1941,6553,6330,1940,6516,1508,6483,6552],"class_list":["post-42286","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-ein-deutsches-requiem","tag-hans-christoph-rademann","tag-james-rutherford","tag-johannes-brahms","tag-julia-kleiter","tag-juraj-valcuha","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-rias-kammerchor-berlin"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42286","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42286"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42286\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87253,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42286\/revisions\/87253"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/42291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}