{"id":43409,"date":"2012-11-18T05:31:36","date_gmt":"2012-11-18T03:31:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=43409"},"modified":"2014-01-04T17:28:23","modified_gmt":"2014-01-04T15:28:23","slug":"massenet-nel-ricordo-dei-principali-quotidiani-francesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/massenet-nel-ricordo-dei-principali-quotidiani-francesi\/","title":{"rendered":"Massenet nel ricordo dei principali quotidiani francesi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La morte di Massenet trov\u00f2 anche una vasta eco nei quotidiani parigini<\/strong> che riportarono la notizia in prima pagina dando ad essa un risalto pi\u00f9 o meno importante. Il giornale che diede maggiore spazio alla notizia fu certamente \u00abLe Figaro\u00bb che dedic\u00f2, con un articolo a firma di Robert Brussel, quasi tutta la prima pagina al ricordo del compositore.<br \/>\nIl tono iniziale \u00e8 solenne con l\u2019anafora del nome che sembra sia porre in primo piano la grande personalit\u00e0 artistica venuta a mancare sia scandire i tempi di un triste e desolante <em>climax <\/em>di morte:<br \/>\n<em>\u201cMassenet \u00e8 morto da poco. Massenet, la cui anima e il cui corpo sembravano votati a un\u2019eterna giovinezza, Massenet appartiene solo al mondo dei ricordi. Niente sembrava far prevedere una morte cos\u00ec improvvisa [\u2026]. Se tutti quelli che si commossero per i fragili amori di<\/em> Manon<em>, se tutte le<\/em> Charlotte<em> che piansero con lui il tenebroso<\/em> Werther,<em> potessero rendere omaggio al maestro scomparso, quale magnifico corteo di amici sconosciuti accompagnerebbe la sua spoglia! Certamente, altri, pi\u00f9 vicini, pi\u00f9 in lacrime, pi\u00f9 famosi anche, seguiranno il suo convoglio funebre, ma il malinconico dolore di tutti coloro che egli seppe affascinare e commuovere \u00e8 stato caro all\u2019anima sensibile del cantore di <\/em>Gris\u00e9lidis e del Jongleur de Notre-Dame\u201d (R. Brussel, <em>Massenet<\/em>, in\u00a0 \u00abLe Figaro\u00bb, p. 1)<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Prima-pagina-di-Le-figaro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-43414\" title=\"Prima pagina di Le figaro\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Prima-pagina-di-Le-figaro-224x200.jpg\" width=\"224\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Prima-pagina-di-Le-figaro-224x200.jpg 224w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Prima-pagina-di-Le-figaro-270x240.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Prima-pagina-di-Le-figaro.jpg 632w\" sizes=\"auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a>Anche in questo ricordo di Brussel, come in quello di Pougin<\/strong>, \u00e8 ripercorsa la carriera di Massenet senza indugiare in aneddoti, ma con un\u2019attenzione a tutta la produzione musicale del compositore francese e non solo quella operistica. A tale proposito \u00e8 interessante quanto affermato da Brussel sulla produzione non operistica di Massenet:<br \/>\n\u201cLa sua produzione sinfonica e vocale ha un\u2019importanza meno grande, ma si possono rilevare delle pagine affascinanti nei <em>Po\u00e8mes d\u2019octobre<\/em>, nel <em>Po\u00e8me du Souvenir<\/em>, nel <em>Po\u00e8me d\u2019hiver<\/em>, nel <em>Po\u00e8me d\u2019un soir<\/em>, <em>Po\u00e8me d\u2019amour<\/em>; le sue <em>Sc\u00e8nes alsaciennes<\/em> sono famose e hanno avuto maggior importanza per la sua fama delle <em>Sc\u00e8nes de f\u00e9erie<\/em>, le <em>Sc\u00e8nes napolitaines<\/em>, le sue Suite per orchestra, <em>Narcissse<\/em> o <em>Bublis<\/em>\u201d. (<em>ibid.<\/em>)<br \/>\n<strong>Brussel si sofferma anche sull\u2019attivit\u00e0 di insegnante:<\/strong><br \/>\n\u201c<em>Il successo che era cominciato per lui con <\/em>Marie-Mageleine<em> e <\/em>Le Roi del Lahore<em>, non aveva affatto trasformato la sua esistenza. Il benessere era succeduto alle ristrettezze; poco a poco quelle sue occupazioni estranee alla pura composizione erano state da lui abbandonate. Nel 1896, aveva dimezzato le sue funzioni di insegnante di composizione, attivit\u00e0 che gli era tanto cara e che svolgeva dalla morte di Bazin. Con quale brillantezza, \u00e8 inutile a dire, poi, un grande numero tra i compositori contemporanei pi\u00f9 noti fu tra i suoi allievi. E per mostrare che fu valido l\u2019insegnamento di Massenet, baster\u00e0 citare Lucien, Hillemacher, Alfred Bruneau, Georges Marty, Gabriel Pienn\u00e9, Paul Vidal, Xavier Leroux, A. Savard, Gustave Charpentier, Caston Carraud, Silver, Andr\u00e9 Bloch, H. Rabaud, Max Olonne, Ch. Levad\u00e9, Edm. Malherbe, Florent Schmitt\u201d, <\/em><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Prima-pagina-di-Le-Matin.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-43410\" title=\"Prima pagina di Le Matin\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Prima-pagina-di-Le-Matin-164x200.jpg\" width=\"164\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Prima-pagina-di-Le-Matin-164x200.jpg 164w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Prima-pagina-di-Le-Matin-270x327.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Prima-pagina-di-Le-Matin.jpg 465w\" sizes=\"auto, (max-width: 164px) 100vw, 164px\" \/><\/a>mentre sul suo carattere semplice<\/strong> per nulla intaccato dalle grandi onorificenze conferitegli si legge sempre nell\u2019articolo:<br \/>\n<em>\u201cLa fortuna, gli onori, il successo gli erano toccati senza riserve; ma tutto sommato era l\u2019uomo pi\u00f9 semplice che potesse essere. Da molto tempo, da sempre, forse fuggiva il mondo; fuggiva anche le prime rappresentazioni delle sue opere. A letto presto, in piedi all\u2019alba, alle cinque al lavoro, difficilmente ammetteva deroghe alle sue abitudini. \u00c8 la vita della natura, diceva; e questa vita, che \u00e8 quella d\u2019un saggio, gli ha permesso di realizzare un\u2019opera considerevole, rarissima presso gli autori della nostra epoca. Egli divideva il suo tempo tra il suo appartamento di Rue de Vaugirard e il suo maniero. Gli alberi del Luxembourg, che si intravedevano attraverso i vetri del suo studio, gli ricordavano quelli di \u00c9greville e bastavano a fargli sentire in solitudine le ore dolci della serenit\u00e0 campagnola. Era pieno di piacevoli ricordi: teneri, affettuosi, e di altrettanti aneddoti molto piacevoli. [\u2026] Era gaio e sentimentale; si indirizzava con una certa facilit\u00e0 e sugli oggetti pi\u00f9 diversi [\u2026], ma sapeva mescolare l\u2019ironia pi\u00f9 fine al sentimento pi\u00f9 attento. La sua affabilit\u00e0 era proverbiale\u201d. <\/em><br \/>\n<strong>Un risalto minore \u00e8 dato da altri quotidiani alla notizia della morte di Massenet<\/strong>, nonostante essa venga riportata in prima pagina. Questo \u00e8 il caso di \u00abLe Gaulois\u00bb<strong>,<\/strong> dove nell\u2019articolo firmato con lo pseudonimo Tout-Paris il senso di tristezza per la grave perdita si mescola alla descrizione del carattere dell\u2019uomo, infaticabile lavoratore:<br \/>\n<em>\u201cMassenet \u00e8 morto!&#8230; Questa triste notizia si diffondeva ieri mattina a Parigi, dove diventava causa di chiacchiera dappertutto dove colpiva con doloroso stupore. Si sapeva che da pi\u00f9 anni il maestro soffriva d\u2019un male terribile contro il quale lottava con tanto coraggio quanto con rassegnazione. Ma non c\u2019era nessuno che, vendendolo cos\u00ec pieno di vita in mezzo ai suoi lavori, potesse pensare che i suoi giorni erano minacciati. Appena qualche settimana fa dirigeva ancora al Casino d\u2019Enghien le prove della sua prediletta Th\u00e9r\u00e8se, e con che cuore e con che vivacit\u00e0! [\u2026] Poich\u00e9 Massenet fu lavoratore infaticabile. Le ore della notte erano per lui buone come quelle del giorno\u201d. <\/em><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Alfred_Bruneau.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-43411\" title=\"Alfred_Bruneau\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Alfred_Bruneau-116x200.jpg\" width=\"116\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Alfred_Bruneau-116x200.jpg 116w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Alfred_Bruneau-270x463.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Alfred_Bruneau.jpg 379w\" sizes=\"auto, (max-width: 116px) 100vw, 116px\" \/><\/a>L\u2019articolo di \u00abLe Gaulois\u00bb prosegue in modo tradizionale<\/strong> ripercorrendo la <em>Glorieuse carri\u00e8re de Musicien<\/em>, soffermandosi soprattutto sui successi ottenuti con <em>Manon<\/em> e <em>Werther<\/em> e aggiungendo alcune informazioni sulla reazione della popolazione parigina alla diffusione della notizia della morte del compositore francese:<br \/>\n<em>\u201cLa notizia della morte di Massenet non era ancora tanto conosciuta a Parigi che la sua casa di Rue de Vaugirard era invasa da una folla di amici e di ammiratori del compianto maestro. Un registro aperto nella portineria si ricopriva subito di nomi. Noi ne abbiamo notati alcuni: i signori Aristide Briand, guardasigilli, ministro della giustizia; Steeg, ministro dell\u2019interno; Guist\u2019hau, ministro della pubblica istruzione; Morel, sottosegretario di Stato al ministero dell\u2019interno; Herbet, sindaco della quinta circoscrizione; Albert Carr\u00e9, direttore dell\u2019Op\u00e9ra-Comique\u201d. <\/em><br \/>\n<strong>Uno degli articoli pi\u00f9 significativi \u00e8 quello di<\/strong> <strong>\u00abLe Matin\u00bb,<\/strong> dove si possono leggere in prima pagina, insieme ai soliti articoli, in cui viene ripercorsa la carriera di Massenet, pubblicati nelle pagine interne, il ricordo di un collega, Debussy, e di un allievo, Alfred Bruneau (foto a sinistra). Il primo si sofferm\u00f2 sulla popolarit\u00e0 di Massenet spesso causa di invidia e in un certo qual modo di malignit\u00e0:<br \/>\n\u201c<em>Massenet fu il musicista contemporaneo pi\u00f9 realmente amato. \u00c8 del resto proprio questo amore che si \u00e8 avuto per Massenet che gli ha creato nello stesso tempo la situazione particolare che egli non ha cessato di occupare nel mondo musicale. I suoi confratelli non gli perdoneranno facilmente questo potere di piacere che \u00e8 propriamente un dono. A dire il vero questo dono non \u00e8 indispensabile soprattutto nell\u2019arte e pu\u00f2 essere confermato, tra gli altri esempi, dal fatto che Johann Sebastian Bach non piacque mai nel senso in cui questa parola acquista quando si parla di Massenet. Si \u00e8 mai sentito dire che giovani modiste canticchiassero la Passione secondo Matteo? Non lo credo. Mentre tutti sanno che loro si svegliano il mattino cantando Manon o Werther. Che non ci si inganni, c\u2019\u00e8 una gloria affascinante che invidieranno segretamente pi\u00f9 di uno di questi grandi puristi che non hanno altro modo per riscaldare il loro cuore che il rispetto un po\u2019 faticoso dei cenacoli. Egli \u00e8 riuscito pienamente in tutto ci\u00f2 che intraprendeva, di cui si \u00e8 creduto di vendicarsi dicendo \u2013 a voce bassa! \u2013 che era il miglior allievo di Paul Delmet, il che \u00e8 una battuta di pessimo gusto. \u00c8 stato molto imitato, sia all\u2019estero che in patria\u201d.<\/em> (Debussy, <em>Massenet<\/em>, \u00abLe Matin\u00bb, 14 agosto 1912, p. 1)\u00a0 <strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Claude_Debussy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-43412\" title=\"Claude_Debussy\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Claude_Debussy-144x200.jpg\" width=\"144\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Claude_Debussy-144x200.jpg 144w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Claude_Debussy-270x373.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Claude_Debussy.jpg 307w\" sizes=\"auto, (max-width: 144px) 100vw, 144px\" \/><\/a>Per Debussy, al di l\u00e0 di tutto, il destino di Massenet \u00e8 unico<\/strong>. Pi\u00f9 affettuoso e tramato di ricordi \u00e8 invece l\u2019articolo dell\u2019allievo Bruneau, che figura in prima pagina accanto a quello di Debussy:\u00a0 &#8221;<br \/>\n&#8220;<em>Massenet \u00e8 morto. Soccombe bruscamente nella straordinaria apoteosi crescente che dur\u00f2 da circa mezzo secolo. Dall\u2019ora lontana del suo debutto, ebbe la sovranit\u00e0 del successo. Fu il musicista preferito della folla; esercit\u00f2 con la sua persona come con il suo talento un potere di seduzione al quale nessuno oser\u00e0 mai pretendere. Il desiderio di piacere, di piacere a tutti indistintamente era ben chiaro nei suoi discorsi come nelle sue opere. La sua vita \u00e8 stata solo una perpetua conquista ottenuta quasi sorridendo, quasi giocando. <\/em><br \/>\n<em>Prix de Rome a ventuno anni, entrava all\u2019Istituto 15 anni pi\u00f9 tardi ed era nominato nello stesso tempo professore al Conservatorio. Assistevo al suo primo corso. Lo rivedo ora accompagnato da Ambroise Thomas, il direttore d\u2019allora, sedersi con gioia al pianoforte, con l\u2019aspetto inquadrato da una setosa barba bionda con i suoi lunghi capelli, mentre leggeva a prima vista, cantava con la sua voce giovane, ardente e carezzevole, alcune pagine che i suoi allievi gli avevano portato. Seppe scegliere per ciascuno di noi la parola affascinante e accattivante che doveva legarci a lui e renderci indimenticabile quella giornata. Si comprender\u00e0 che io non evoco, senza emozione, in questo momento, simili ricordi.<br \/>\n<strong>Tale era l\u2019uomo, tale era l\u2019artista.<\/strong> Volendo farsi amare, egli si mostr\u00f2 naturalmente superiore nell\u2019espressione dell\u2019amore e cre\u00f2 un linguaggio di tenerezza che non \u00e8 assimilabile a nessun altro. Una melodia di Massenet si riconosce tra mille. Ha una sensibilit\u00e0 penetrante, una sensualit\u00e0 conturbante, una grazia morbida che appartiene proprio a lui e che traduce in modo fedele il temperamento del suo autore.\u00a0<strong> Si avr\u00e0 torto nel cercare di diminuirne l\u2019importanza<\/strong> o discuterne le cause. Se del resto Manon e Werther fossero i soli destinati a restare nella memoria delle generazioni venture, sarebbe sufficiente per ricordare degnamente un\u2019epoca brillantissima del nostro teatro lirico, un deliziosissimo maestro francese che il mondo intero ador\u00f2 e acclam\u00f2, una forma drammatica, netta, chiara e graziosa, esattamente adatta allo spirito della nostra razza. L\u2019illustre morto non ci lascia completamente; noi lo ritroveremo domani nelle sue partiture dove ha messo il meglio del suo pensiero e che, secondo il suo commovente desiderio, prolungheranno il fervente affetto dei suoi ammiratori\u201d.\u00a0 <\/em>(fine della seconda e ultima parte)<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morte di Massenet trov\u00f2 anche una vasta eco nei quotidiani parigini che riportarono la notizia in prima [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":66102,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[334],"class_list":["post-43409","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-jules-massenet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43409","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43409"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43409\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43409"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43409"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43409"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}