{"id":43432,"date":"2012-11-18T23:50:48","date_gmt":"2012-11-18T21:50:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=43432"},"modified":"2016-12-03T20:56:19","modified_gmt":"2016-12-03T19:56:19","slug":"fede-simbolo-mito-secondo-la-cultura-francese-britten-messiaen-ravel-alla-rai-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/fede-simbolo-mito-secondo-la-cultura-francese-britten-messiaen-ravel-alla-rai-di-torino\/","title":{"rendered":"Fede simbolo mito secondo la cultura francese:  Britten Messiaen Ravel alla RAI di Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d , Stagione Concertistica<\/em> <em>2012-2013 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI <\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Juraj Val\u010duha <\/strong><br \/>\nSoprano <strong>Sandrine Piau <\/strong><em><br \/>\nBenjamin Britten: <\/em>&#8220;Les illuminations&#8221; op. 18, per voce e orchestra d\u2019archi, su poesie di Arthur Rimbaud<br \/>\n<em>Benjamin Britten \/ Colin Matthews: &#8220;<\/em>Three Additional Songs for Les illuminations&#8221;<br \/>\n<em>Olivier Messiaen: <\/em>&#8220;Les offrandes oubli\u00e9es&#8221;, meditation symphonique<br \/>\n<em>Maurice Ravel: &#8220;Daphnis et Chlo\u00e9&#8221;, <\/em>balletto in tre parti di Mikhail Fokin (suite n. 1 e n. 2)<br \/>\n<em>Torino, 15 Novembre 2012<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>I concerti della stagione RAI vanno rivelando di volta in volta una sempre pi\u00f9 profonda coerenza di programmazione,<\/strong> capace di offrire al pubblico non soltanto la qualit\u00e0 delle esecuzioni, ma anche termini di confronto e sintesi precise in merito a forme di esperienza artistica ben contestualizzate nel tempo e nello spazio. Juraj Val\u010duha ha gi\u00e0 diretto tre concerti su cinque dall\u2019inizio della rassegna, e si conferma, oltre che interprete originale e raffinato, musicista attento e scrupoloso nella concezione di un programma e della disposizione dei brani al suo interno. <strong>L\u2019ultima locandina si prospettava interamente centrata sulla cultura francese dei primi decenni del Novecento,<\/strong> dalle riflessioni religiose di un giovane Messiaen, autore di una breve e intensa <em>M\u00e9ditation symphonique<\/em>, alla poesia simbolista delle <em>Illuminations<\/em> di Rimbaud, capace di affascinare un altro promettente compositore (e neppure francese) come Britten, alla grande arte coreutica e sinfonica di Ravel e dei Ballets Russes, sulla rivisitazione del romanzo greco di Dafni e Cloe (da Longo Sofista). Al termine del concerto l\u2019ascoltatore aveva maturato un\u2019idea per nulla stereotipata della cultura francese tra inizio secolo e Anni Trenta: non solo scintillii e <em>joie de vivre<\/em>, quanto piuttosto desiderio di confronto con la tradizione, mitica e religiosa, dal romanzo di et\u00e0 tardo-antica ai simboli centrali del Cristianesimo.<br \/>\n<strong>Quello delle <em>Offrandes oubli\u00e9es<\/em> (1930) \u00e8 un Messiaen ancora affascinato<\/strong> dalla robustezza dell\u2019orchestrazione, come rivela il secondo movimento del brano (<em>Le pech\u00e9<\/em>), anche se l\u2019organico va rarefacendosi nella terza e conclusiva sezione (<em>L\u2019Eucharistie<\/em>), assumendo l\u2019aspetto ritmico-armonico dell\u2019<em>Apparition de l\u2019\u00c9glise \u00e9ternelle<\/em> (che segue di soli due anni) o di titoli che meglio identificano lo slancio mistico del compositore. Val\u010duha ha reso bene l\u2019immobilit\u00e0 di questa musica, con sonorit\u00e0 molto trattenute, in particolare ad apertura e chiusura.<br \/>\n<strong>Al centro del programma erano collocate <em>Les illuminations<\/em>, composte da Britten nel 1939<\/strong> su poesie di Arthur Rimbaud: un ventiseienne musicista inglese si cimentava con il testo simbolista che il poeta francese aveva realizzato tra 1871 e 1872 nel corso di un soggiorno londinese; un modo per congiungere spazi diversi grazie a sensibilit\u00e0 ugualmente diverse, eppure armonizzabili (grazie a elementi come l\u2019indeterminatezza, l\u2019ambiguit\u00e0 erotica, la digressione descrittiva, il simbolo). Dal progetto originario, che collegava tra loro quattordici liriche, Britten ne espunse quattro, di cui restano per\u00f2 abbozzi e indicazioni dettagliate; nel 2010 il compositore inglese <strong>Colin Matthews ha assemblato il lavoro preparatorio di Britten,<\/strong> e ricostruito l\u2019orchestrazione di tre dei poemetti esclusi dal ciclo (sempre per archi e soprano), restituendo cos\u00ec un\u2019integrazione alle <em>Illuminations<\/em> secondo il progetto di partenza, poi modificato.<br \/>\n<strong>I tre pezzi aggiuntivi, eseguiti in <em>premi\u00e8re<\/em> mondiale a Glasgow<\/strong> soltanto nel 2010 e ora proposti per la prima volta a Torino, hanno preceduto il Britten pi\u00f9 noto; ed \u00e8 stata, anche se contraria all\u2019impostazione storico-cronologica, scelta felice, perch\u00e9 ha permesso a <strong>Sandrine Piau<\/strong> di scaldare la voce, e di rendere splendidamente il celebre attacco <em>J\u2019ai seul la clef de cette parade sauvage<\/em>. La voce di questo soprano \u00e8 molto ferma, omogenea, non conosce incrinature; ed \u00e8 apprezzabile che la cantante non se ne compiaccia mai, perch\u00e9 questo brano incantato e straniante non tollererebbe auto-referenzialit\u00e0 di sorta. Bravissima nelle messe di voce, nei mezzi toni, nei pianissimi, nei passaggi in cui la musica richiede di cantare a piena voce, Sandrine Piau valorizza anche un suo personale accostamento \u201cmadrigalistico\u201d alla partitura di Britten, da esperta vocalista barocca qual \u00e8, specie nelle sezioni in cui l\u2019orchestrazione lo suggerisce (per esempio, il pizzicato degli archi in IIIb. <em>Antique<\/em> \u00e8 la base perfetta, di ritmo danzante, per l\u2019espressivit\u00e0 della solista). Proprio perch\u00e9 impostata sulla fermezza, la voce brunita della Piau non cede mai all\u2019emissione di note fisse, tipica della vocalit\u00e0 di impostazione anglosassone (per musica barocca e non), ed \u00e8 concentrata sullo studio dell\u2019intensit\u00e0: si avverte soprattutto nelle differenti modalit\u00e0 con cui enuncia la frase-guida, che compare tre volte, <em>Io solo ho la chiave di questa parata selvaggia!<\/em>, oltre che nei numerosi passaggi virtuosistici e nelle agilit\u00e0 belcantistiche. Il direttore accompagna la cantante con grande abilit\u00e0, perch\u00e9 sa contenere le sonorit\u00e0 dell\u2019orchestra d\u2019archi in volumi sobri, funzionali all\u2019astrazione simbolista della pagina.<br \/>\n<strong>La prima parte del concerto si chiude dunque con grande apprezzamento del pubblico nei confronti del soprano<\/strong> e dell\u2019orchestra: la bellezza e la sicurezza della voce, la trasparenza degli archi e la precisione di attacchi e ritmi sono state i valori-guida delle tre esecuzioni.<br \/>\n<strong>Nella seconda parte il protagonista, insieme all\u2019orchestra, \u00e8 stato soprattutto Val\u010duha<\/strong>, e non soltanto come direttore. Anzich\u00e9 proporre una delle due <em>suites<\/em> sinfoniche che Ravel appront\u00f2 nel 1913 a partire dai numeri del balletto <strong><em>Daphnis et Chlo\u00e9<\/em>, Val\u010duha ha infatti preparato una nuova selezione, scegliendo personalmente dai tre quadri della partitura originale del 1912.<\/strong> L\u2019antologia \u00e8 risultata molto equilibrata, tra pagine di sonorit\u00e0 soffuse (come la <em>Danse lente et myst\u00e9rieuse des Nymphes<\/em> dalla parte I, o il famoso <em>Lever du jour<\/em> dalla parte III) e altre pi\u00f9 concitate (la <em>Danse<\/em> <em>guerri\u00e8re<\/em> della parte II, o lo strepitoso baccanale con cui il balletto si conclude); ma non \u00e8 mancata la lunga sezione, pi\u00f9 propriamente narrativa, con il racconto degli amori di Pan e Siringa (la <em>Pantomime<\/em> tratta dalla parte III). Le variazioni di ritmo hanno dunque caratterizzato la nuova <em>suite<\/em>, in cui molti momenti puntavano sulla valorizzazione del singolo strumento: il flauto in sol (Luigi Arciuli, protagonista nella scena di Pan e della sfortunata ninfa), il primo violino (Roberto Ranfaldi), il clarinetto piccolo (Franco Da Ronco), il controfagotto (Bruno Giudice), l\u2019oboe (Francesco Pomarico), le arpe (Margherita Bassani e Stella Farina), i corni (Corrado Saglietti e i suoi colleghi), le numerose percussioni e molti altri ancora; <strong>tutti hanno eseguito con straordinaria intensit\u00e0 le pagine dalla pi\u00f9 composita e innovativa partitura di Ravel<\/strong>, quella che innova l\u2019orchestrazione nel sinfonismo novecentesco. Ma soprattutto, ad aver reso affascinante l\u2019ascolto (e quindi ad aver entusiasmato il pubblico) \u00e8 stato un \u201csuono di fondo\u201d, una sorta di pedale timbrico che ha accompagnato l\u2019intera esecuzione, e l\u2019ha distinta per omogeneit\u00e0 e coesione: Val\u010duha ha saputo individuare una tinta sonora che amalgamava perfettamente i contributi di archi, fiati, percussioni, tale da riconoscersi anche nei passaggi pi\u00f9 grandiosi e di pi\u00f9 ampio volume. Su tale colore di fondo, dal suono morbido e ovattato, emergevano striature e gradi diversi di luminosit\u00e0, grazie agli interventi dei singoli strumenti o di intere famiglie; e nulla andava perduto della bellezza autenticamente coloristica e impressionistica della partitura. Tutto \u00e8 sembrato vertere sulla pagina pi\u00f9 celebre, il <em>Lever du jour<\/em> del terzo quadro, con quell\u2019\u00abintrico di micropolifonie\u00bb di cui ha parlato Enzo Restagno (nel suo libro <em>Ravel e l\u2019anima delle cose<\/em>, Milano 2009), che hanno avvolto di una luce indefinibile la sala dell\u2019Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d: dalla vicenda avventurosa dei due giovinetti dell\u2019antica Grecia una luce di mistero, di sensualit\u00e0, di liberazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d , Stagione Concertistica 2012-2013 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore Juraj Val\u010duha Soprano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":43434,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[931,4222,14678,1508,376,2572,6483,479],"class_list":["post-43432","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-benjamin-britten","tag-colin-matthews","tag-concerti","tag-juraj-valcuha","tag-maurice-ravel","tag-olivier-messiaen","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-sandrine-piau"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43432","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43432"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43432\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87251,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43432\/revisions\/87251"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43434"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43432"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43432"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43432"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}