{"id":43625,"date":"2012-11-25T17:37:09","date_gmt":"2012-11-25T15:37:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=43625"},"modified":"2016-12-02T03:17:14","modified_gmt":"2016-12-02T02:17:14","slug":"fidenza-teatro-magnani-aida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/fidenza-teatro-magnani-aida\/","title":{"rendered":"Fidenza, Teatro Magnani: &#8220;Aida&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fidenza, Teatro Magnani, Stagione lirico-concertistica 2012-13<\/em><br \/>\n<strong>\u201cAIDA\u201d<\/strong><br \/>\nOpera in quattro atti, libretto di A. Ghislanzoni<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Aida<\/em> OLGA ROMANKO<br \/>\n<em>Amneris<\/em> CRISTINA MELIS<br \/>\n<em>Radam\u00e8s<\/em> ANTONINO INTERISANO<br \/>\n<em>Amonasro<\/em> MARZIO GIOSSI<br \/>\n<em>Ramfis<\/em> FRANCO LUFI<br \/>\n<em>Il Re d\u2019Egitto<\/em> MASSIMILIANO CATELLANI<br \/>\n<em>Un messaggero<\/em> EUGENIO MASINO<br \/>\n<em>Una sacerdotessa<\/em> PAOLA ROVELLINI<br \/>\nOrchestra Filarmonica delle Terre Verdiane<br \/>\nCoro dell\u2019Opera di Parma<br \/>\nDirettore <strong>Stefano Giaroli<\/strong><br \/>\nDirettore del Coro<strong> Emiliano Esposito<\/strong><br \/>\nRegia, scene e costumi di <strong>Artemio Cabassi<\/strong><br \/>\nCorpo di Ballo Accademia<br \/>\nCoreografie <strong>Costanza Chiapponi<\/strong><br \/>\n<em>Fidenza, 17 novembre 2012<\/em><br \/>\nLa stagione lirico-concertistica di Fidenza organizzata dal Gruppo di Promozione Musicale &#8220;Tullio Marchetti&#8221;, purtroppo ora ridotta ad un solo titolo operistico, \u00e8 ormai da anni un appuntamento atteso e che nel tempo non ha mancato di offrire belle serate. Quest\u2019anno, sulla scia di quelle che saranno le celebrazioni del bicentenario verdiano, \u00e8 stata proposto uno dei titoli pi\u00f9 emblematici e\u00a0di pi\u00f9 difficile esecuzione del Cigno di Busseto: <strong><em>Aida<\/em><\/strong>, prima d&#8217;ora mai messa in scena al Teatro Girolamo Magnani. L\u2019allestimento, interamente a firma di <strong>Artemio Cabassi<\/strong>, era stato preannunciato durante la presentazione della Stagione, come mirato ad esaltare i momenti intimistici della partitura mentre i grandi momenti di massa avrebbero dovuto essere amplificati mediante l\u2019utilizzo di alcuni specchi inclinati. Buona idea che per\u00f2 non ha trovato riscontro nella realizzazione. Gli specchi non hanno esaltato alcunch\u00e9, se non la tetraggine della scena: fondali grigi, qualche rovina, un praticabile sovrastante la scena, la <em>silhouette<\/em> di una piramide sul fondale. Il tutto sembrava concepito per esaltare i bellissimi costumi delle protagoniste: molto ben realizzati soprattutto quello di Aida agli ultimi due atti, giocato sul digradare dei toni blu e celeste, e quello sfarzosissimo di Amneris all\u2019ultimo atto. Di regia ce n\u2019\u00e8 stata davvero poca e quel poco che si \u00e8 visto si \u00e8 mosso a fatica, pi\u00f9 per scene giustapposte che in base ad una vera narrazione. Lo spazio \u00e8 stato sfruttato malamente anche a causa di una superficie centrale rialzata che ha s\u00ec messo in risalto momenti solistici o duetti ma che d\u2019altro canto ha impedito una vera gestione delle masse che, per quanto ridotte, sono state addossate alle quinte. Alcune scelte, poi, ci sono sembrate eccessivamente retoriche, quasi goffe: perch\u00e9 far entrare i prigionieri etiopi completamente avvolti e stretti nei loro mantelli e farli strisciare a terra? La scena del trionfo \u00e8 stata semplicemente ovviata mediante un chiaro prestito <em>zeffirelliano<\/em>: la folla di spalle che saluta il trionfo che di fatto non avviene.<br \/>\n<strong>Olga Romanko<\/strong>, nei panni di Aida, si \u00e8 fatta valere per la zona centrale corposa e sonora e il colore accattivante; pi\u00f9 problematico il settore acuto, dove la voce si fa pi\u00f9 dura e viene sfumata con fatica mentre il fraseggio resta fumoso e artefatto. Un\u2019Aida un po\u2019 <em>fan\u00e9 <\/em>e \u201csospirosa\u201d, che non fa nulla per ovviare alla debolezza del disegno registico. <strong>Antonino Interisano <\/strong>ha dalla sua un buono squillo e poco altro; la voce manca di corpo, quindi di Radam\u00e8s, che dovrebbe essere amante e eroe al contempo, ci \u00e8 giunto ben poco. <strong>Cristina Melis <\/strong>ha tratteggiato un\u2019Amneris sufficientemente veemente e appassionata: il colore gradevole non ha tuttavia supplito ad una zona medio-grave poco consistente -mancanza ravvisabile soprattutto al duetto con Aida e, pi\u00f9 in generale, nelle grandi scene d\u2019insieme- e ad un legato poco rifinito. <strong>Marzio Giossi <\/strong>\u00e8 stato un Amonasro complessivamente corretto, anche se eccessivamente ricercato negli accenti. <strong>Franco Lufi<\/strong> ha dato vita ad un Ramfis ieratico e vocalmente pregevole; meno convincente il Re di <strong>Massimiliano Catellani<\/strong>. Completavano il cast l\u2019insufficiente Sacerdotessa di <strong>Paola Rovellini<\/strong> (voce completamente tremula e spoggiata) e il buon Messaggero di <strong>Eugenio Masino<\/strong>. <strong>Stefano Giaroli<\/strong> ha diretto con buon ritmo, nonostante occasionali scollature tra buca e palco, sforzandosi di tenere una certa continuit\u00e0 narrativa (cosa tutt\u2019altro che facile, visto il contesto): particolarmente ben riuscite le atmosfere notturne al terzo atto e la grande scena di Amneris. L\u2019<strong>Orchestra Filarmonica delle Terre Verdiane<\/strong>, pur ridotta nell\u2019organico, ha dato prova di grande professionalit\u00e0, cos\u00ec come il <strong>Coro dell\u2019Opera di Parma<\/strong> diretto da <strong>Emiliano Esposito<\/strong>. Successo per tutti, ma pi\u00f9 contenuto e cortese rispetto ad altre serate fidentine.\u00a0<em><em><em>Foto per gentile concessione del <\/em><\/em> Gruppo di Promozione Musicale &#8220;Tullio Marchetti&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fidenza, Teatro Magnani, Stagione lirico-concertistica 2012-13 \u201cAIDA\u201d Opera in quattro atti, libretto di A. 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