{"id":43681,"date":"2012-11-22T20:41:51","date_gmt":"2012-11-22T18:41:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=43681"},"modified":"2016-12-03T20:51:41","modified_gmt":"2016-12-03T19:51:41","slug":"et-surtout-la-chose-enivrante-la-liberte-carmen-al-regio-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/et-surtout-la-chose-enivrante-la-liberte-carmen-al-regio-di-torino\/","title":{"rendered":"\u00abEt surtout la chose enivrante: La libert\u00e9!\u00bb Carmen al Regio di Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio, Stagione Lirica 2012-2013<\/em><br \/>\n<strong>\u201cCARMEN\u201d <\/strong><br \/>\nOp\u00e9ra-comique in quattro atti, libretto di Henri Meilhac e Ludovic Hal\u00e9vy, dalla omonima novella di Prosper M\u00e9rim\u00e9e.<br \/>\nMusica di <strong>Georges Bizet <\/strong><br \/>\n<em>Carmen<\/em> ANITA RACHVELISHVILI<br \/>\n<em>Don<\/em> <em>Jos\u00e9<\/em> MAKSIM AKS\u00cbNOV<br \/>\n<em>Mica\u00ebla<\/em> ALESSANDRA MARIANELLI<br \/>\n<em>Escamillo<\/em> MARK S. DOSS<br \/>\n<em>Frasquita<\/em> ARIANNA VENDITTELLI<br \/>\n<em>Merc\u00e9d\u00e8s<\/em> ANNALISA STROPPA<br \/>\n<em>Il<\/em> <em>Danca\u00efre<\/em> PAOLO MARIA ORECCHIA<br \/>\n<em>Il<\/em> <em>Remendado<\/em> ANTONIO FELTRACCO<br \/>\n<em>Moral\u00e8s<\/em> FEDERICO LONGHI<br \/>\n<em>Zuniga<\/em> FRANCESCO MUSINU<br \/>\n<em>Lillas<\/em> <em>Pastia<\/em> BOB MARCHESE<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nCori di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio \u201cG. Verdi\u201d<br \/>\nDirettore d\u2019orchestra <strong>Yutaka Sado <\/strong><br \/>\nMaestro dei Cori <strong>Claudio Fenoglio <\/strong><br \/>\nRegia <strong>Calixto Bieito <\/strong><br \/>\nripresa da <strong>Joan Anton Rechi <\/strong><br \/>\nScene <strong>Alfons Flores <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Merc\u00e8 Paloma <\/strong><br \/>\nLuci <strong>Alberto R. Vega <\/strong><br \/>\nDirettore dell\u2019allestimento <strong>Saverio Santoliquido\u00a0 <\/strong><br \/>\nAllestimento del Teatro Regio in coproduzione con Gran Teatre del Liceu di Barcellona, Teatro Massimo di Palermo, Teatro La Fenice di Venezia<br \/>\n<em>21 novembre 2012<br \/>\n<\/em><br \/>\n\u00abQuesta musica \u00e8 malvagia, raffinata, fatalistica: malgrado ci\u00f2 essa resta popolare [\u2026]. \u00c8 ricca. \u00c8 precisa. Costruisce, organizza, porta a compimento: con ci\u00f2 essa \u00e8 in antitesi alla musica tentacolare, alla \u201cmelodia infinita\u201d. Si sono mai uditi sulle scene accenti tragici pi\u00f9 dolorosi? E in che modo essi vengono raggiunti! Senza smorfie! Senza battere moneta falsa! Senza la <em>menzogna<\/em> del grande stile!\u00bb<br \/>\n<strong>Quando si riascolta <em>Carmen<\/em> a Torino \u00e8 inevitabile almeno un rimando alla celebre <\/strong><em><strong>Lettera da Torino del maggio 1888, in cui Friedrich Nietzsche contrappone la musica di Bizet,<\/strong> cos\u00ec vitale e sanguigna, ai languori wagneriani, e soprattutto al ripiegamento cristiano del Parsifal<\/em>. Il filosofo aveva in quell\u2019anno assistito per la ventesima volta nella sua vita all\u2019<em>op\u00e9ra-comique<\/em>, non gi\u00e0 al Regio, ma al Teatro Carignano; comunque era Torino a decidere del suo ultimo fervore musicale. E le riflessioni di Nietzsche tornano quanto mai utili, in particolare allo spettatore di un allestimento come quello di Calixto Bieito, su cui molto si \u00e8 scritto e polemizzato (ma soprattutto chiacchierato con leggerezza); occorre infatti, al di l\u00e0 di presunti scandali e provocazioni annunciate, capire la plausibilit\u00e0, la funzionalit\u00e0 di un impianto di regia, e pi\u00f9 di tutto la sua relazione con la musica. A questo proposito, appunto, dalla musica bisogna partire, perch\u00e9 la <em>Carmen<\/em> del Regio \u00e8 stata diretta in maniera impeccabile da <strong>Yutaka Sado<\/strong>: questo \u00e8 parso l\u2019elemento di maggior risalto, determinante alla comprensione del dramma. Sicuramente si percepisce uno scollamento (non per\u00f2 negativo) tra direzione orchestrale e palcoscenico. <strong>Sado ha presentato una lettura accuratissima, rivelando tutte le finezze della musica di Bizet,<\/strong> specie le prodezze assegnate a ottoni e fiati. La linea-guida della direzione \u00e8 stata la raffinatezza, tesa a esaltare i colori in continuo avvicendamento; del resto Sado \u00e8 un frequentatore del repertorio sinfonico, e l\u2019abitudine a dirigere Mahler e autori del Novecento si rispecchia anche su Bizet con un effetto di grande arricchimento rispetto a pagine ascoltate cos\u00ec tante volte. I tempi sono sempre ben calibrati, le sonorit\u00e0 e i volumi mai eccessivi; Sado non si allinea a nessuna versione tradizionale della <em>Carmen<\/em>, proprio perch\u00e9 \u00e8 alla continua ricerca dell\u2019autentico spirito musicale di ogni scena, al di l\u00e0 di schematismi e impostazioni predefinite. E l\u2019orchestra del Regio risponde perfettamente alle frequenti sollecitazioni del maestro, porgendo un suono preciso, vibrante di intensit\u00e0 &#8211; a tratti davvero commovente &#8211; in ogni famiglia strumentale.<br \/>\nAl contrario, <strong>sul palcoscenico \u00e8 esaltata ogni componente prosaica, immediata, concreta,<\/strong> che le varie situazioni sceniche offrano; l\u2019impianto di regia non d\u00e0 tregua ai cantanti (e neppure ai cori) perch\u00e9 ogni battuta del libretto, nel canto come nella recitazione, \u00e8 accompagnata da precise scelte attoriali, movimenti, gestualit\u00e0. Inutile parlare di scene o scenografia, perch\u00e9 il grande palcoscenico del Regio \u00e8 quasi sempre vuoto: nel I atto un palo per l\u2019alzabandiera dei soldati \u00e8 piantato nel centro; nel II e nel III macchine sgangherate di una Spagna franchista degli Anni Settanta ospitano Carmen con amici e contrabbandieri; nel IV \u00e8 disegnato un cerchio di polvere bianca, entro cui si consuma l\u2019assassinio della protagonista. Tutto \u00e8 concentrato sulla fisicit\u00e0, sulla corporeit\u00e0 dei cantanti e degli attori, sulla traduzione gestuale della parola teatrale.<br \/>\n<strong>Sia la direzione orchestrale sia la regia costituiscono quindi due modelli di grande coerenza<\/strong>, e l\u2019effetto straniante che producono nel complesso forse \u00e8 una delle cifre (se non <em>la<\/em> cifra) che rende <em>Carmen<\/em> cos\u00ec misteriosa, affascinante, inclassificabile nelle solite tipologie di melodramma. Il problema irresolubile del genere e della qualit\u00e0 artistici cui l\u2019opera appartiene non pu\u00f2 che essere presentato con un effetto di contrasto: massime raffinatezza ed eleganza nella musica e nel canto, contro l\u2019immediatezza sfacciata e maliziosa, sempre sensuale, della situazione drammaturgica.<br \/>\nTale opposizione ha raggiunto il culmine, senza esplodere in conflitto, con l\u2019inizio del III atto, dopo l\u2019unico intervallo della serata: il meraviglioso <em>entr\u2019acte<\/em>, capolavoro di orchestrazione di Bizet, affidato in particolare al flauto e alle arpe, ha il compito di introdurre uno scenario nuovo e suggestivo, i Pirenei selvaggi e sereni (<em>Un site sauvage dans la montagne<\/em>, recita la didascalia). Bieito ha invece trasformato l\u2019intermezzo in una garbata esibizione plastica di un figurante torero, che si spoglia rapidamente dei suoi abiti e, completamente nudo in una luce bluastra, mima una scena di corrida; in alto, nella semi-oscurit\u00e0, la <em>silhouette<\/em> nera di un enorme toro, che domina tutto il III atto. La nudit\u00e0 di per s\u00e9 non ha nulla di volgare; \u00e8 il suo uso che pu\u00f2 risultare di cattivo gusto, o decisamente scurrile; in questa scena lo scollamento tra musica (pensata per fare immaginare, pi\u00f9 che per rappresentare qualcosa: il sipario avrebbe dovuto restare chiuso) e recitazione era davvero molto ampio; eppure non \u00e8 parso che la trivialit\u00e0 gratuita avesse il sopravvento; anzi, la presenza di un nudo maschile sembrava il corrispettivo della continua fisicit\u00e0 femminile esibita, ostentata nei precedenti due atti. Forse le intenzioni musicali sono state in parte tradite; quanto meno, per\u00f2, l\u2019esecuzione musicale non \u00e8 stata disturbata: nel disordine degli allestimenti contemporanei, \u00e8 gi\u00e0 risultato positivo.<br \/>\nProtagonista indiscussa della rappresentazione \u00e8 stata <strong>Anita Rachvelishvili<\/strong>, ben nota al pubblico italiano per aver interpretato Carmen in apertura e chiusura della stagione 2009-2010 del Teatro alla Scala (con regia di Emma Dante); rispetto a quell\u2019edizione la voce della cantante \u00e8 oggi migliorata in sicurezza di emissione, omogeneit\u00e0, acuti squillanti e ben sostenuti. Le note basse non sono affrontate con quelle fastidiose e goffe emissioni di petto cui indulgono molte cantanti (oggi come ieri), tranne che in qualche momento nel III e IV atto, poich\u00e9 l\u2019artista \u00e8 troppo impegnata a soddisfare le richieste registiche. Bravissima sulla scena, la Rachvelishvili disegna un personaggio credibile dall\u2019inizio alla fine (anche se un poco prevedibile); sul piano vocale, specialmente in occasione dei brani pi\u00f9 attesi del I atto (Habanera e S\u00e9guedille), l\u2019artista preferisce cantare sempre a voce piena, anzich\u00e9 rendere le numerose suggestioni del libretto con diverse gradazioni di volume (a volte fraseggia con dei pianissimi suggestivi; perch\u00e9 non ricorrervi pi\u00f9 frequentemente?); le allusioni alla magia e a un mondo di credenze irrazionali sono trascurate, a favore di quella componente corporea che trionfa nell\u2019impostazione registica. Per fortuna Bieito e Rachvelishvili individuano una misura otre la quale non spingersi: ecco perch\u00e9 la loro <em>Carmen<\/em> \u00e8 potente, sfacciata, anche sconvolgente (come peraltro deve essere), ma non volgare.<br \/>\n<strong>Maksim Aks\u00ebnov<\/strong> (don Jos\u00e9) \u00e8 un tenore dalla voce vigorosa, ma poco educata: nel I atto, a freddo, ha squadrato il personaggio in modo piuttosto rude; poi, dopo il duetto con Mica\u00ebla, \u00e8 andato migliorando, fino a cantare l\u2019aria del fiore in modo apprezzabile. I duetti con Carmen sono risultati efficaci, nonostante qualche momento in cui la voce del tenore tende al grido; di tutti i duetti il migliore \u00e8 certamente stato quello finale, in cui Aks\u00ebnov si \u00e8 mantenuto corretto e misurato, sia nell\u2019impostazione vocale sia nella recitazione. <strong>Alessandra Marianelli<\/strong> \u00e8 stata una Mica\u00ebla dal canto molto delicato, dalla vocalit\u00e0 diafana, opportuna alla resa del personaggio, soprattutto nel contrasto con Carmen, anche se un poco leggera rispetto alla parte. <strong>Mark S. Doss<\/strong> interpretava il ruolo di Escamillo: una voce, la sua, che il pubblico del Regio conosce molto bene, sia per la frequentazione di lunga data con il teatro torinese sia per la variet\u00e0, anche un po\u2019 azzardata, dei personaggi: nel giugno 2000 era Mustaf\u00e0 nell\u2019<em>Italiana in Algeri<\/em>, nel marzo 2010 Capitano Balstrode nel <em>Peter Grimes<\/em>, e il mese scorso era il protagonista del <em>Fliegende Holl\u00e4nder<\/em> inaugurale della stagione 2012-2013. Qualche portamento di troppo e acuti privi di smalto hanno rivelato come la parte di Escamillo sia troppo acuta per adattarsi alla voce di questo abile cantante; la sicurezza sulla scena e l\u2019intelligenza interpretativa gli hanno comunque permesso di risultare abbastanza convincente nella famosa canzone del torero. Simpatiche e scenicamente perfette <strong>Arianna Vendittelli<\/strong> (Frasquita) e <strong>Annalisa Stroppa<\/strong> (Merc\u00e9d\u00e8s, un po\u2019 querula negli acuti). Autorevole, sicuro, dalla voce a tratti debordante il Moral\u00e8s di <strong>Federico Longhi<\/strong>, mentre <strong>Francesco Musinu<\/strong> (Zuniga) ha fornito una prestazione non del tutto soddisfacente. Straordinari i cori, del Regio e del Conservatorio, nel canto e negli incessanti movimenti sulla scena. Il pubblico, al termine degli atti e alla fine della rappresentazione, ha tributato applausi molto convinti a tutti i cantanti (in particolare ad Anita Rachvelishvili), alle masse corali, ai figuranti e ancor pi\u00f9 al direttore d\u2019orchestra. Ed \u00e8 giusto che sia stato cos\u00ec: il Teatro Regio ha offerto un grande spettacolo, curato nei minimi dettagli, ed \u00e8 stato all\u2019altezza di un melodramma tanto conosciuto quanto equivocato; a Torino invece era ben chiaro il senso ultimo dell\u2019opera, sulla libert\u00e0 assoluta quale preludio di violenza e di morte. D\u2019altra parte \u00abanche quest\u2019opera redime\u00bb, come scriveva lo stesso Nietzsche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, Stagione Lirica 2012-2013 \u201cCARMEN\u201d Op\u00e9ra-comique in quattro atti, libretto di Henri Meilhac e Ludovic Hal\u00e9vy, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":43686,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[3169,2568,752,2178,133,1950,6704,145,6705],"class_list":["post-43681","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandra-marianelli","tag-anita-rachvelishvili","tag-bizet","tag-calixto-bieito","tag-carmen","tag-mark-s-doss","tag-maxim-aksenov","tag-opera-lirica","tag-yutaka-sado"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43681","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43681"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43681\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}