{"id":44169,"date":"2012-12-04T00:12:38","date_gmt":"2012-12-03T22:12:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=44169"},"modified":"2016-12-10T16:59:19","modified_gmt":"2016-12-10T15:59:19","slug":"doppia-inaugurazione-alla-fenice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/doppia-inaugurazione-alla-fenice\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: &#8220;Otello&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Lirica 2012\/2013<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;OTELLO&#8221;<\/strong><br \/>\nDramma lirico in quattro atti, libretto di Arrigo Boito da <em>Othello<\/em> di William Shakespeare.<br \/>\nMusica <strong>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/strong><em>Otello<\/em> GREGORY KUNDE<br \/>\n<em>Jago<\/em> LUCIO GALLO<br \/>\n<em>Cassio<\/em> FRANCESCO MARSIGLIA<br \/>\n<em>Roderigo<\/em> ANTONELLO CERON<br \/>\n<em>Lodovico<\/em> MATTIA DENTI<br \/>\n<em>Montano<\/em> MATTEO FERRARA<br \/>\n<em>Un araldo<\/em>\u00a0 SALVATORE GIACALONE<br \/>\n<em>Desdemona<\/em> LEAH CROCETTO<br \/>\n<em>Emilia<\/em> ELISABETTA MARTORANA<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro La Fenice<br \/>\nPiccoli Cantori Veneziani<br \/>\nDirettore <strong>Myung-Whun Chung\u00a0 <\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Claudio Marino Moretti <\/strong><br \/>\nMaestro del coro di voci bianche <strong>Diana D&#8217;Alessio <\/strong><br \/>\nRegia<strong> Francesco Micheli <\/strong><br \/>\nScene <strong>Edoardo Sanchi <\/strong><br \/>\nCostumi<strong> Silvia Aymonino <\/strong><br \/>\nNuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice nel bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi<br \/>\n<em>Venezia, 29 novembre 2012<\/em><br \/>\n<strong>Una scelta davvero coraggiosa quella di proporre in apertura della Stagione lirica 2012-2013 due titoli inaugurali assolutamente impegnativi come quelli di <em>Otello<\/em> e <em>Tristan und Isolde<\/em>,<\/strong> entrambi affidati all&#8217;esperta bacchetta di Myung-Whum Chun, per celebrare degnamente il bicentenario della nascita di due sommi compositori, Giuseppe Verdi e Richard Wagner, legati per motivi diversi a Venezia al pari delle due opere in programma. Ci piace, altres\u00ec, \u00a0ricordare che <em>Otello, <\/em>per quel declamato drammatico da cui \u00e8 percorso dall&#8217;inizio alla fine, nella quasi totale assenza di pezzi chiusi, \u00e8 apparso ad alcuni \u2013 <em>in primis<\/em> a Stravinskij, che peraltro lo afferm\u00f2 a titolo di demerito \u2013 l&#8217;opera pi\u00f9 wagneriana del Maestro di Busseto: un ulteriore elemento che, in qualche modo, avvicina i due capolavori.<br \/>\nPer quanto riguarda l&#8217;opera di Verdi, generalmente poco rappresentata per la difficolt\u00e0 di trovare un tenore in grado di sostenere le difficolt\u00e0 della parte del protagonista, basata fondamentalmente sul registro centrale ma con qualche repentina impennata verso l&#8217;acuto,\u00a0 diciamo subito che il tenore<strong> Gregory Kunde<\/strong> ha fatto ascoltare un&#8217;interpretazione del personaggio di Otello come da molti anni non accadeva. Nato come tenore di grazia, col tempo la sua voce si \u00e8 irrobustita ed ha assunto un carattere drammatico, che la rende congeniale al ruolo davvero impegnativo del \u201cmoro\u201d verdiano. Una voce ferma, di nobile metallo, omogenea e senza incrinature; un fraseggio scolpito e\u00a0 drammaticamente efficace. Forse Kunde ha voluto imprimere al protagonista un carattere talora eccessivamente aggressivo, pur senza mai cadere completamente nell&#8217;abisso di una certa tradizione che ha fatto del protagonista la caricatura del selvaggio urlatore e sanguinario. Tuttavia, a nostro modesto avviso, sarebbe stata pi\u00f9 consona ai suoi mezzi vocali, oltre che alle intenzioni di Verdi e Boito, una lettura ancora pi\u00f9 decisamente orientata verso l&#8217;interiorizzazione del dramma, appropriandosi della grande lezione di Jon Vickers. In ogni caso l&#8217;interpretazione del tenore statunitense ha rivelato un suo fascino e una sua forza drammatica. Ed ha pienamente convinto il pubblico.\u00a0 Che ha apprezzato allo stesso modo anche <strong>Leah Crocetto<\/strong>, al debutto nel ruolo di Desdemona, delineata dal soprano americano in tono ingenuo e quasi fanciullesco anche in conseguenza di una vocalit\u00e0 chiara e brillante, comunque sempre attentamente sorvegliata, a rendere le sfumature del canto, gli squarci lirici come quelli drammatici.<br \/>\nQualche incertezza, invece, si \u00e8 sentita nella voce tendenzialmente ingolata e intubata di\u00a0\u00a0 <strong>Lucio Gallo<\/strong>, che ci ha offerto uno Jago abbastanza tradizionale, esasperando gli aspetti esteriori del cattivo, ma facendo sentire nel \u201cCredo\u201d un fraseggio scandito, intimamente drammatico senza cercare l&#8217;effetto. Fresco e giovanile il Cassio di\u00a0 <strong>Francesco Marsiglia,<\/strong> che ha sfoggiato un timbro brillante. Espressiva ed elegante <strong>Elisabetta Martorana<\/strong> nella parte di Emilia. Quantomeno accettabili gli interpreti dei ruoli minori. Eccellente la prestazione del coro, istruito da <strong>Claudio Marino Moretti,<\/strong> e dei Piccoli Cantori Veneziani, affidati alle cure di <strong>Diana D&#8217;Alessio. <\/strong><br \/>\nMa il successo dello spettacolo \u00e8 dovuto in buona parte alla sensibilit\u00e0 e all&#8217;intelligenza di <strong>Myung-Whun Chung,<\/strong> che si \u00e8 sobbarcato, senza mostrare segni di stanchezza, la fatica di studiare e dirigere contemporaneamente due partiture raffinate e complesse, alternando le recite di <em>Otello<\/em> a quelle di <em>Tristan und Isolde<\/em>. Acuta ed analitica, come ci ha ormai abituato il direttore coreano, la lettura dell&#8217;opera verdiana. Il piglio giustamente vigoroso e concitato impresso ad una pagina come quella dell&#8217;iniziale tempesta marina che minaccia la nave comandata da Otello, non ha, ad esempio, impedito di far apprezzare ogni particolare della partitura, che, talora con imponente volume sonoro, evoca i bagliori del fulmine e le onde frenetiche del mare tra le grida di chi vi assiste da terra trepidante: dall&#8217;orchestra alle voci, tutto si \u00e8 sentito nitidamente, a conferma di una magistrale capacit\u00e0 di concertazione. Un&#8217;orchestra duttile e ricca di svariati colori e impasti sonori ha accompagnato superbamente il \u201cCredo\u201d; si \u00e8 fatta sottilmente meditativa in \u201cDio! Mi potevi scagliar\u201d, divenendo poi una candida trina a commentare l&#8217;accorata \u201cAve Maria\u201d dell&#8217;altrettanto candida Desdemona. E non abbiamo ricordato che alcuni momenti particolarmente significativi di questa esecuzione con cui Chung ha dimostrato ancora una volta che una solida cultura musicale, insieme alla frequentazione del repertorio sinfonico, \u00e8 presupposto indispensabile per affrontare degnamente il teatro musicale e non farlo diventare un genere minore in cui conta solo l&#8217;abilit\u00e0 negli acuti o nelle colorature.<br \/>\n<strong>\u201cOr incomincian le dolenti note\u201d: infatti stiamo per parlare della regia e, in generale, degli aspetti visivi dello spettacolo.<\/strong> A dire il vero, certi elementi scenografici erano di qualche interesse: la scena infatti,\u00a0 costituita da un&#8217;enorme scatola su cui \u00e8 disegnata una gigantesca mappa delle costellazioni stellari, come quelle usate da Otello in qualit\u00e0 di capitano, evoca\u00a0 uno spazio universale, astratto, entro cui si muovono i personaggi, forse l&#8217;Aldil\u00e0, il destino che condiziona la loro vita. Dentro questa scatola un grande cubo, aperto da un lato, con le pareti decorate da arabeschi traforati, diventa di volta in volta la camera nuziale di Otello e Desdemona, la stanza di Jago e quant&#8217;altro. Un marchingegno tutto sommato funzionale allo spettacolo, che ha un suo significato e una sua originalit\u00e0. In linea col dramma shakespeariano ci \u00e8 parsa anche l&#8217;idea di riportare sul velario un testo manoscritto che contiene le perfide elucubrazioni di Jago, il vero Motore immobile della truce vicenda.<br \/>\nNon cos\u00ec altre \u201ctrovate\u201d. <strong>Innanzitutto dobbiamo constatare la solita novit\u00e0 di spostare la vicenda in un&#8217;altra epoca: nel nostro caso pi\u00f9 o meno la fine dell&#8217;Ottocento<\/strong> con incongruenze abbastanza insanabili rispetto al testo e anche all&#8217;interno della stessa messinscena. Ad esempio, Otello nel secondo atto si presenta in divisa ottocentesca da ammiraglio per poi ripresentarsi nell&#8217;atto terzo indossando una corazza dorata di foggia antica. Certo! Altrimenti i dignitari della Repubblica Veneta, che portano il saluto del Doge e del Senato all&#8217;Eroe trionfatore di Cipro,\u00a0 sarebbero apparsi degli spettri provenienti dal passato. Poco felice, a nostro parere, anche l&#8217;idea di inondare la scena di divise bianche da quardiamarina (divisa che indossa anche Jago nel \u201cCredo\u201d) o quella di far apparire qua e l\u00e0 modellini di veliero fluttuanti a mezz&#8217;aria o retti in mano dai coristi, dando pi\u00f9 che altro l&#8217;idea di uno spettacolo di variet\u00e0.<br \/>\nQuantomeno singolare, concludendo, la trovata della riconciliazione <em>post mortem<\/em> tra Otello e Desdemona, che dopo la loro violenta dipartita si tengono teneramente per mano, apostrofata da un esuberante spettatore, nella recita cui abbiamo assistito, con un sonoro \u201cBuffoni!\u201d(<em>Absit iniuria verbis<\/em>). Anche questa volta, comunque, l&#8217;alto livello dello spettacolo sul piano vocale e musicale si \u00e8 imposto su tutto il resto galvanizzando il pubblico alla fine della serata, che ha tributato, in particolare, la solita ovazione al maestro coreano.<em> Foto Michele Crosera<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice, Stagione Lirica 2012\/2013 &#8220;OTELLO&#8221; Dramma lirico in quattro atti, libretto di Arrigo Boito da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":44177,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5740,2620,3577,6753,1509,153,382,6755,1068,2419,3676,5874,145,96,6754,3076,319],"class_list":["post-44169","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-antonello-ceron","tag-edoardo-sanchi","tag-elisabetta-martorana","tag-franceesco-marsiglia","tag-francesco-micheli","tag-giuseppe-verdi","tag-gregory-kunde","tag-leah-crocetto","tag-lucio-gallo","tag-matteo-ferrara","tag-mattia-denti","tag-myung-whun-chung","tag-opera-lirica","tag-otello","tag-salvatore-giacalone","tag-silvia-aymonino","tag-teatro-la-fenice-di-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44169"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87499,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44169\/revisions\/87499"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44177"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}