{"id":44443,"date":"2012-12-08T02:45:57","date_gmt":"2012-12-08T00:45:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=44443"},"modified":"2015-04-25T16:58:58","modified_gmt":"2015-04-25T14:58:58","slug":"bologna-teatro-comunalelolimpiade","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/bologna-teatro-comunalelolimpiade\/","title":{"rendered":"Bologna, Teatro Comunale:&#8221;L&#8217;Olimpiade&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bologna, Teatro Comunale, Evento speciale <\/em><br \/>\n<strong>\u201cL\u2019OLIMPIADE\u201d <\/strong><br \/>\nDramma musicale in tre atti di Pietro Metastasio<br \/>\nMusica di<strong> Josef Myslive\u010dek\u00a0 <\/strong><br \/>\n(Edizione a cura di Marco Beghelli)<br \/>\n<em>Megacle\u00a0<\/em>PERVIN CHAKAR<br \/>\n<em>Clistene\u00a0<\/em>YASUSHI WATANABE<br \/>\n<em>Aristea<\/em> ERIKA TANAKA<br \/>\n<em>Argene<\/em> MARIA TERESA LEVA<br \/>\n<em>Licida<\/em> TATIA JIBLADZE<br \/>\n<em>Alcandro\u00a0<\/em>SALTAN AKHMETOVA<br \/>\n<em>Aminta<\/em> PASQUALE SCIRCOLI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna<br \/>\nDirettore <strong>Oliver von Doh\u00e0nyi <\/strong><br \/>\nRegia <strong>Ludek Gol\u00e0t <\/strong><br \/>\nScene <strong>Stefano Iannetta <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Daniela Gilli <\/strong><br \/>\nLuci <strong>Daniele Naldi <\/strong><br \/>\nAllestimento del Teatro Comunale di Bologna<br \/>\n<em>Bologna, 25 novembre 2012\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Teatro Comunale di Bologna non \u00e8 nuovo alla pratica di impiegare il proprio coro, la propria orchestra, il proprio personale tecnico per organizzare spettacoli che poi fa di tutto per evitare di pubblicizzare.<\/strong> Ricordo ancora una eccellente rappresentazione di qualche anno fa del (brutto) musical-opera <em>Jackie O<\/em> con una sala praticamente vuota. Ma di rado si \u00e8 assistito in un teatro importante a una desolazione quale quella che ha accolto <em>L\u2019Olimpiade<\/em> di Myslive\u010dek organizzata dalla Scuola dell\u2019Opera. Credo che nella rappresentazione cui ho assistito il pubblico non arrivasse alle 60 persone, principalmente amici e parenti dei cantanti, mimi e ballerini coinvolti e musicologi (n\u00e9 \u2013 mi dicono \u2013 c\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 pubblico per la prima rappresentazione). Questo non per un particolare odio dei bolognesi verso il &#8220;Divino Boemo&#8221; o l\u2019opera settecentesca, ma perch\u00e9 semplicemente pochissimi erano a conoscenza dell\u2019evento. Perfino il sito del Teatro Comunale non ne faceva menzione fino ad una settimana prima e non si sono mai nemmeno presi la briga di riportarvi il cast. Se questo modo di operare sia un uso oculato dei fondi pubblici, \u00e8 una questione che lascio risolvere al lettore.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-44472\" title=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/PB188706-342x257-custom.jpg\" alt=\"\" width=\"342\" height=\"257\" \/>Purtroppo bisogna riconoscere che i tanti assenti non si sono persi gran cosa.<\/strong> Le arie di quest\u2019opera, andata in scena per la prima volta il 4 novembre 1778 al San Carlo di Napoli e gi\u00e0 ripresa a Praga nel 2005, sono tutte ben scritte e gradevoli e possono fare una buona figura in recital (ricordiamo ad esempio l\u2019innocua \u201cPi\u00f9 non si trovano\u201d proposta da Magdalena Ko\u017een\u00e1). Ma, nel suo complesso, non si pu\u00f2 fare a meno di notare come quest\u2019opera sia un perfetto esempio di quella degenerazione virtuosistica fine a s\u00e9 stessa contro cui si batterono Gluck, Traetta, Jommelli e Mozart. Ogni numero dell\u2019opera, se non \u00e8 un\u2019aria brillante in quattro quarti con le colorature e i tipici bassi ribattuti, \u00e8 un elegante minuetto. Tutto \u00e8 all\u2019insegna della brillantezza (e del modo maggiore). Quanto era stato profetico fin dal lontano 1723 Pierfrancesco Tosi nel deplorare la rapida scomparsa del \u201cpatetico\u201d nell\u2019opera! Giova citare il passo delle <em>Opinioni de\u2019 cantori antichi e moderni<\/em> nella sua interezza:<br \/>\n\u201c<em>Giacch\u00e8 ci sono tanti Compositori moderni (tra&#8217; quali pi\u00f9 d&#8217; un ve n&#8217; ha di mente eguale, e forse pi\u00f9 aperta di quelle de&#8217; migliori Antichi) per qual ragione, con qual motivo escludono sempre dalle rare invenzioni de&#8217; loro bellissimi pensieri il sospirato Adagio? Che delitto pu\u00f2 mai commettere il suo flemmatico temperamento? Se non pu\u00f2 galoppare coll&#8217;Arie che corrono la posta, perch\u00e8 non lasciarlo con quelle, che han bisogno di riposo, o almen almeno con una sola, che pietosa assista un infelice Eroe, allor che deve piagnere, e morire in Teatro? Signor n\u00f2, la gran Moda vuol che pianga, e crepi cantando presto, e allegramente. Ma ch\u00e8! L&#8217; ira del gusto moderno non si placa col sacrificio solo del Patetico, e dell&#8217; Adagio amici indivisibilissimi, ma passa tant&#8217; oltre, che se le Arie non hanno la terza maggiore sono anch&#8217;esse per confederazione proscritte. Si pu\u00f2 sentir di peggio?\u201d<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/PB188700.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-44476\" title=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/PB188700-357x269-custom.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"269\" \/><\/a>Ed in effetti, pi\u00f9 di 50 anni dopo, gli eroi di Myslive\u010dek piangono e minacciano di crepare gorgheggiando lietamente come usignoli sotto l\u2019effetto di stupefacenti. Basta confrontare l\u2019incomprensibile allegria con cui il Boemo affronta il lacrimevolissimo duetto di Megacle e Aristea \u201cNe\u2019 giorni tuoi felici\u201d con l\u2019intensit\u00e0 sublime dell\u2019impareggiabile versione di Pergolesi (1735) (il duetto nacque con altre parole come duetto fra Guglielmo e l\u2019eremita Arsenio nel dramma sacro <em>San Guglielmo<\/em>, ma non per questo \u00e8 meno appropriato nell\u2019<em>Olimpiade<\/em>).<br \/>\n<strong>Non mancano per\u00f2 alcuni momenti di pregnanza drammatica<\/strong>: la furiosa aria \u201cChe non mi disse un d\u00ec\u201d di Argene, in modo minore (anch\u2019essa incisa dalla Ko\u017een\u00e1), la tenera \u201cNon so donde viene\u201d di Clistene e il grande recitativo obbligato di Megacle \u201cMisero me, che veggo?\u201d seguito dall\u2019aria \u201cSe cerca, se dice\u201d, che, se non proprio commovente, \u00e8 almeno piuttosto \u201csperimentale\u201d nella sua struttura insolitamente libera.<br \/>\n<strong>La produzione della Scuola dell\u2019Opera non \u00e8 stata certamente in grado di riscattare le debolezze di quest\u2019opera.<\/strong> In vista di una collaborazione con Praga (sfumata a causa della solita crisi economica), sono stati chiamati dalla Repubblica Ceca il direttore d\u2019orchestra <strong>Oliver von Dohn\u00e0nyi<\/strong> (della famosa famiglia del compositore e pianista Erno e del direttore Christoph), che, senza essere uno specialista del repertorio, ha diretto la performance con piacevole brio, e il regista <strong>Ludek Gol\u00e0t<\/strong>, che ha confezionato uno spettacolo raffazzonato, noioso e brutto da vedere (ben coadiuvato in questo dalle scene di <strong>Stefano Iannetta<\/strong> e dai costumi di <strong>Patrizia Gilli<\/strong>), con pochissime idee ma tutte stupide e non pertinenti (comparse e cantanti che fanno jogging, una giostra di cavalli, marionette che aprono il sipario facendo a botte come Fagiolino e Sganapino\u2026).<br \/>\nI giovani cantanti (due soli dei quali italiani) hanno fatto il possibile per cavarsela nella scrittura virtuosistica del Boemo, senza fare particolari disastri (se si eccettuano gli scempi di vocali e consonanti italiane del soprano giapponese nei panni di Aristea e del mezzosoprano georgiano nei panni di Licida e gli acuti maldestri &#8211; taluni dei quali peraltro aggiunti solo per farsi del male \u2013 del tenore Pasquale Scircoli) ma senza nemmeno avere i mezzi vocali o interpretativi per aggiungere alcunch\u00e9. Si pu\u00f2 segnalare per\u00f2 il piacevole sopranino <strong>Pervin Chakar<\/strong>, dai notevoli mezzi tecnici, che come Megacle era piuttosto fuori ruolo per le dimensioni tutt\u2019altro che eroiche della figura e della voce (perfettamente proiettata e sonora ma molto piccola nel timbro) e che ha fatto notevoli macelli di memoria con le parole, ma che sicuramente pu\u00f2 farsi molto onore in altri ruoli, tipo Oscar nel <em>Ballo in maschera<\/em> o Blondchen nel <em>Ratto dal serraglio<\/em>. P.V.Montanari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bologna, Teatro Comunale, Evento speciale \u201cL\u2019OLIMPIADE\u201d Dramma musicale in tre atti di Pietro Metastasio Musica di Josef Myslive\u010dek\u00a0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":44471,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[6793,4665,6786,6783,2300,6792,6787,6791,145,6790,6784,6789,6794,6788,6785],"class_list":["post-44443","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-daniela-gilli","tag-daniele-naldi","tag-erika-tanaka","tag-josef-myslivecek","tag-lolimpiade","tag-ludek-golat","tag-maria-teresa-leva","tag-oliver-von-dohanyi","tag-opera-lirica","tag-pasquale-scircoli","tag-pervin-chakar","tag-saltan-akhmetova","tag-stefano-iannetta","tag-tatia-jibladze","tag-yasushi-watanabe"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44443","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44443"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44443\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44471"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44443"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44443"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44443"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}