{"id":44866,"date":"2012-12-15T00:25:46","date_gmt":"2012-12-14T22:25:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=44866"},"modified":"2016-12-16T01:37:40","modified_gmt":"2016-12-16T00:37:40","slug":"new-york-carnagie-hallbeatrice-di-tenda-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/new-york-carnagie-hallbeatrice-di-tenda-2\/","title":{"rendered":"New York, Carnegie Hall:&#8221;Beatrice di Tenda&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>New York, Carnegie Hall, Collegiate Chorale, 71st Concert Season <\/em><br \/>\n<strong>&#8220;BEATRICE DI TENDA&#8221; <\/strong><br \/>\nTragedia lirica in due atti, libretto di Felice Romani.<br \/>\nMusica di\u00a0<strong> Vincenzo Bellini <\/strong><br \/>\n<em>Filippo Maria Visconti<\/em>\u00a0NICHOLAS PALLESEN<br \/>\n<em>Beatrice di Tenda<\/em>\u00a0ANGELA MEADE<br \/>\n<em>Agnese del Maino <\/em>JAMIE BARTON<br \/>\n<em>Orombello <\/em>MICHAEL SPYRES<br \/>\n<em>Anichino<\/em>\u00a0NICHOLAS HOUHOULIS<br \/>\nCollegiate Chorale<br \/>\nAmerican Symphony Orchestra<br \/>\nDirettore, <strong>James Bagwell<\/strong><br \/>\n<em>New York, 5 dicembre 2012<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bellini d\u00e0 un ruolo drammatico particolarmente attivo al coro nella sua penultima opera, <em>Beatrice di Tenda<\/em>: questo fatto di per s\u00e9 rende l&#8217;opera particolarmente adatta alla Collegiate Chorale, uno dei gruppi pi\u00f9 grandi pi\u00f9 altamente qualificati nel mondo della musicale corale\u00a0 di New York City, che collabora con altri gruppi durante tutto l&#8217;anno, ma presenta anche i suoi propri programmi indipendenti. In genere ogni stagione la Corale esegue un&#8217;opera completa, numerosi lavori corali ed un&#8217;operetta. Questa stagione si \u00e8 aperta con <em>Beatrice di Tenda<\/em> il 5 dicembre. Ma quest&#8217;opera, raramente ascoltata qui e mai in forma scenica a memoria d&#8217;uomo, tuttavia, \u00e8 arrivata alla Carnegie Hall, o meglio \u00e8 ritornata, dopo l&#8217;unica esecuzione nel 1961 e che vedeva due cantanti all&#8217;inizio della loroa folgorante carriera: Joan Sutherland e Marilyn Horne (La Sutherland \u00e8 ancora oggi l&#8217;interprete di riferimento almeno nel campo della discografia dell&#8217;opera). Atto di coraggio da parte del\u00a0 direttore musicale della Corale, James Bagwell, che quai ha anche diretto l&#8217;American Symphony Orchestra.<br \/>\nMettiamo da parte la Sutherland, perch\u00e8 non ha senso arrivare ora alla Carnagie Hall con le aspettative\u00a0 che una cantante dei nostri giorni possa essere paragonata\u00a0 o addirittura superare Joan Sutherland &#8211; ma \u00e8 pure difficile sfuggire all&#8217;ombra di un s\u00ec illustre precedente.<br \/>\nPer cantare il ruolo di Beatrice &#8211; e per far dare una nuova chance alla beniama della Chorale e &#8220;star&#8221; in ascesa, \u00e8 stata scritturata il soprano <strong>Angela Meade<\/strong>, uno dei vincitori delle Audizioni del Metropolitan nel 2007 (con &#8220;Casta diva&#8221; dalla <em>Norma<\/em>), che ha anche eseguito per la Chorale l&#8217;opera in cartellone la scorsa stagione, <em>Mo\u00efse et Pharaon<\/em> di Rossini. Gi\u00e0 presentata come uno dei talenti pi\u00f9 importanti della sua generazione, soprattutto nel bel canto e nel repertorio di primo 800&#8242;, nel quale le grandi voci scarseggiano, la Meade \u00e8 richiesta al Metropolitan ed in altri importanti teatri in America e in Europa (secondo la sua biografia nel programma di sala, non ha ancora cantato in Italia). Allo stesso tempo, \u00e8 diventata oggetto di acceso dibattito tra i melomani, rigurado la sua presenza scenica, le su doti di interprete e anche la sua tecnica vocale.<br \/>\nIn questa esecuzione ha mostrato ampiamente sia i suoi punti di forza che le sue debolezze. Il suono \u00e8 ampio e bellissimo, fresco e pastoso, fluidamente emesso in tutta la gamma, e il suo controllo nelle dinamico \u00e8 spesso emozionante. A ci\u00f2 si contrappongono un&#8217;imperfetta padronanza del ritmo che sostiene le colorature e le lunghe linee vocali di Bellini. Il suo italiano \u00e8 chiaro e ben articolato, eppure sembra dare poco senso alle frasi e si \u00e8 si mostrata drammaticamente poco immedesimata nel ruolo estremamente virtuoso, ma anche quasi opaco di Beatrice. (Certo, ribadiamo, \u00e8 un personaggio tutt&#8217;altro che\u00a0 facile).<br \/>\nIl pubblico si \u00e8 diviso tra chi\u00a0 vede la Meade come una cantante degna di interesse, dotata di un talento innato ed in possesso di tutti gli strumenti per diventare un&#8217;esecutrie brillante, se riesce a trovare il modo giusto per usare questi mezzi considerevoli. Ci si chiede se non la si stia spingendo troppo in fretta in ruoli troppo impegnativi. L&#8217;altra parte del pubblico ha trovato in questa performance\u00a0 motivi pi\u00f9 che sufficienti per tributare alla Meade applausi prolungati ed una &#8220;standing ovation&#8221;. In conclusione, il dibattito su Angela Meade \u00e8 pi\u00f9 che mai aperto.<br \/>\nPer chi scrive, la vera star della serata, tra i cinque solisti, \u00e8 stata\u00a0 il mezzosoprano <strong>Jamie Barton,<\/strong> vincitrice anche lei delle audizioni del Metropolitan Opera nel 2007, che ha cantato il ruolo di Agnese. Si \u00e8 rivelata un&#8217;artista attenta alle sfumature del testo e precisa nel superare le\u00a0 insidie della musica. Certo aiuta il fatto che, dei quattro principali di questo dramma di intrighi di palazzo e processi, Agnese \u00e8 senza dubbio la pi\u00f9 convincente: Filippo ama Agnese, Agnese ama Orombello, Orombello ama Beatrice, e Beatrice ama?&#8230; beh, non \u00e8 del tutto chiaro, nonostante lei sia certamente attenta alla sua reputazione di donna \u201cvirtuosa\u201d. Da un punto di vista drammaturgico, la Barton ha interpretato una Agnese in bilico tra una Adalgisa e una Eboli, un&#8217;approccio teatrale che si pu\u00f2 definire ottimale.<br \/>\nIl giovane mezzosoprano americano, che ha fatto una buona impressione al recente Gala della Fondazione Richard Tucker, ha esaltato la platea con uno strumento potente, con un registro grave che a volte ricorda quella di Marilyn Horne, e una tessitura acuta scintillante molto vicina a quella di Angela Meade. Neanche a farlo apposta, la Barton ha illustrato perfettamente ci\u00f2 che mancava alla prestazione della Meade in termini di sensibilit\u00e0 ritmica, coloratura ben calibrata e brillantemente eseguita, e fervore drammatico. Tutte queste qualit\u00e0 erano presenti gi\u00e0 a partire dalla sua prima apparizione vocale, ascoltata da fuori scena: una volta fatto il suo ingresso, \u00e8 rimasta completamente nel carattere. Se le si pu\u00f2 rimproverare qualcosa, \u00e8 di aver forse cantato\u00a0 con troppa veemenza e potenza e nei concertati ha un po&#8217; penalizzato i colleghi. Lo stesso discorso potrebbe anche valere per la Chorale (considerato il loro numero, risultano molto potenti anche nei pianissimo).<br \/>\nNel ruolo di Orombello, il tenore americano <strong>Michael Spyres<\/strong> ha offerto un canto vibrante ed immedesimazione emotiva, soprattutto nel secondo atto, quando il personaggio ritratta la sua confessione per difendere Beatrice, e nel trio finale dell&#8217;opera con Beatrice ed Agnese. La sua voce emana un malinconicit\u00e0 che si adatta perfettamente allo sfortunato giovane. Il fraseggio elegante e la presenza infuocata del baritono <strong>Nicola Pallesen<\/strong> rendevano il ruolo del tormentato <em>villain<\/em> Filippo meno antipatico del solito, anche se qualche in punto in pi\u00f9 di peso vocale non gli sarebbe nuociuto. (anche Pallesen \u00e8\u00a0 uscito dalle audizioni nazionali del Metropolitan nel 2007, \u00e8 un &#8220;Faith Geier Young Artist&#8221; della Chorale.) Nei suoi brevi interventi nel ruolo del confidente di Orombello, Anichino, il tenore <strong>Nicholas Houhoulis<\/strong> ha offerto un sostegno vigoroso senza per\u00f2 risolvere il perch\u00e9 Bellini e il suo librettista, Felice Romani, hanno ritenuto di aver bisogno di questo personaggio&#8230;.<br \/>\nAlla testa di un Coro circa sei volte pi\u00f9 grande di quello che Bellini aveva previsto e di un&#8217;orchestra che quasi sicuramente non aveva mai eseguito questa partitura davanti ad un pubblico, e cinque solisti posizionati alle sue spalle, <strong>James Bagwell<\/strong> ha mostrato di sapere gestire tutto in modo appropriato, anche se va detto che in altre occasioni, con partiture ben pi\u00f9 complesse,\u00a0 ha concertato in modo sfumato e\u00a0 preciso. Per Bagwell, direttore di coro, la dizione chiara, linee pulite, e controllo dinamico sono della massima importanza, ma anche quando canta piano, la Chorale, come gi\u00e0 abbiamo detto,\u00a0 ha talvolta soverchiato i cantanti e la semplice linea melodica belliniana. Nel complesso, il suo \u00e8 stato un risultato degno di nota, e mentre i puristi (e i fans della registrazione con la Sutherland) hanno notato alcuni tagli nella partitura, per il resto del pubblico, questi non hanno condizionato l&#8217;impatto drammatico (per quello che \u00e8 stato) e il godere delle belle melodie di\u00a0 <em id=\"yui_3_7_2_1_1355415794809_7949\">Beatrice di Tenda<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>New York, Carnegie Hall, Collegiate Chorale, 71st Concert Season &#8220;BEATRICE DI TENDA&#8221; Tragedia lirica in due atti, libretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":108,"featured_media":44881,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5588,6826,6828,6827,6830,1231,2399,6829,145,224],"class_list":["post-44866","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-angela-meade","tag-beatrice-di-tenda","tag-carnagie-hall","tag-collegiate-chorale","tag-james-bagwell","tag-jamie-barton","tag-michael-spyres","tag-nicholas-pallesen","tag-opera-lirica","tag-vincenzo-bellini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/108"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44866"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87808,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44866\/revisions\/87808"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}