{"id":44987,"date":"2012-12-15T23:27:16","date_gmt":"2012-12-15T22:27:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=44987"},"modified":"2022-02-24T17:09:31","modified_gmt":"2022-02-24T16:09:31","slug":"gigliola-frazzoni-la-fanciulla-del-west-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gigliola-frazzoni-la-fanciulla-del-west-prima-parte\/","title":{"rendered":"Gigliola Frazzoni (1927-2016): &#8220;La fanciulla del West&#8221; (prima parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Cos\u00ec, chiacchierando con Gigliola Frazzoni (Bologna 22 febbraio 1927 &#8211; 3 dicembre 2016)\u00a0<\/strong> nacque l\u2019idea di scrivere la sua biografia. Gi\u00e0 dalla prima visita alla sua casa rimasi colpito dalla preziosa raccolta di ricordi, cimeli, foto, locandine, costumi, giornali: i testimoni della grande carriera di una grande artista che non ha mai concesso nulla al divismo. <strong>Scrivere della Frazzoni non \u00e8 stato facile<\/strong>, ma divertente perch\u00e9 tra lei e il marito \u00e8 tutta una battuta, le risate si sprecavano.<br \/>\nSono ospiti eccezionali e Giorgio ai fornelli \u00e8 un mago. Tra loro battibeccano simpaticamente correggendosi su episodi e date della carriera artistica di Gigliola, concludendo poi con pittoresche frasi in dialetto bolognese. \u00c8 capitato spesso, dietro mia richiesta, di ascoltare delle registrazioni della Signora e qui&#8230; si piange. E\u2019 una commozione molto forte dalla quale non voglio farmi prendere, ma di brividi ne ho sentiti tanti. Questa biografia nasce con l\u2019intento di rendere giustizia ed onore all\u2019arte di Gigliola Frazzoni.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Introduzione\u00a0 <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00abMi piacerebbe scrivere un libro su di me. Anzi ho gi\u00e0 scritto tante cose, ma mi riesce difficile legarle tra loro, poi sono disordinata. Perch\u00e9 non lo scrivi tu un libro su di me? Ti passo tutti i fogli che ho scritto, i ritagli dei giornali, le fotografie e tutto quello che pu\u00f2 servire\u00bb. <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u00abMah, non so se riesco a scrivere una biografia!\u00bb <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00abNo, non voglio una biografia: sa di necrologio. Io voglio proprio un libro, una storia magari a episodi. Vedi un po\u2019 cosa puoi fare; intanto prendi quello che ho scritto e queste critiche che ho ritagliato dai giornali di allora\u00bb. <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ritorno a casa sotto il peso della \u201cstoria\u201d che scarico sul tavolo e comincio a guardare, con molta curiosit\u00e0, a quello spaccato di storia del melodramma. Mi convinco sempre di pi\u00f9 che Gigliola Frazzoni \u00e8 stata soffocata, come altre sue colleghe, dal binomio Callas-Tebaldi. Continuo a razzolare freneticamente fra le carte, poi ad un tratto mi accorgo che non ci sono le date, tranne alcune scritte a penna. L\u2019indomani chiamo la Frazzoni.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u00abCiao sono Mario\u00bb. <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00abMario, Mario, Mario!\u00bb <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>\u00abSon qui<\/em><\/strong><strong>, ma piuttosto sconcertato per non dire altro\u00bb. <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00abCos\u2019\u00e8 successo?!\u00bb <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u00abMa Gigliola, non c\u2019\u00e8 una data, un riferimento preciso. Nei tuoi fogli sparsi prima racconti un episodio con una data, poi lo ripeti pi\u00f9 avanti cambiando la data e dicendo cose differenti. I ritagli dei giornali sono talmente \u201critagliati\u201d che mancano tutte le date e i nomi delle testate. Io non capisco pi\u00f9 niente e non riesco ad andare avanti\u00bb. <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00abNon \u00e8 un problema. Tu scrivi quello che riesci a prendere dai miei fogli e dai giornali: altre cose te le dir\u00f2 io. Poi le date non sono molto importanti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u00abCome sarebbe, sono importantissime! Se qualcuno legger\u00e0 queste pagine, senza riferimenti cronologici capir\u00e0 poco\u00bb. <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00abAh, se lo dici tu&#8230; adesso vado in cantina e tiro fuori tutti i contratti con le date\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>IL PRIMO INCONTRO\u00a0 <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il nostro incontro avvenne perch\u00e9 <em>Il Resto del Carlino<\/em> pubblic\u00f2 un\u2019intervista che le avevo fatto e che aveva avuto su di lei un effetto rivitalizzante: si trov\u00f2 improvvisamente al centro dell\u2019attenzione di un pubblico che, colpevolmente, l\u2019aveva relegata nel \u201cdimenticatoio\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-44992\" title=\"foto Gigliola_001\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_001-321x275-custom.jpg\" alt=\"\" width=\"321\" height=\"275\" \/>Per essere un\u2019artista la Frazzoni \u00e8 un personaggio strano<\/strong>. Mi sembra che non abbia mai voluto o potuto mettersi in mostra, come hanno fatto quasi tutti i suoi colleghi. E\u2019 una cosa insolita per un soprano che ha avuto una carriera molto importante. Evidentemente mancando la cosiddetta \u201cpromozione\u201d si deduce che i successi siano stati frutto esclusivo delle sue qualit\u00e0 artistiche. Tutto ci\u00f2 \u00e8 sorprendente, perch\u00e9 il temperamento, direi sanguigno, e la grinta sempre presente nelle sue interpretazioni, contrastano con questo modo di essere. <strong>La personalit\u00e0 di Gigliola Frazzoni non \u00e8 facile da definire.<\/strong> E\u2019 una donna dalla spiccata sensibilit\u00e0, semplice e determinata, forte e fragile nello stesso tempo, con idee molto chiare. Una donna, un\u2019artista che non ha mai accettato compromessi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Chi conosce il mondo dello spettacolo, e chi non lo conosce lo pu\u00f2 arguire, sa bene che si tratta di un ambiente molto pericoloso dove agiscono persone senza scrupoli. Rarissimi i mecenati, quelli che credono nelle possibilit\u00e0 artistiche di un giovane, quelli che offrono il proprio aiuto per il piacere di farlo, quasi fosse una scommessa con se stessi. <strong>La Frazzoni \u00e8 una persona seria nel senso pi\u00f9 stretto del termine,<\/strong> che ha sempre svolto il suo \u201clavoro\u201d in modo preciso e meticoloso. Con l\u2019umilt\u00e0 di un qualsiasi lavoratore ha messo al servizio del pubblico il suo talento, la sua arte senza clamori, con grande senso di responsabilit\u00e0, consapevole che quello era il suo contributo alla societ\u00e0. Entrava in teatro alle 18,30 quando lo spettacolo iniziava alle 21,15. Andava con molto anticipo per girare sul palcoscenico, controllare che tutto fosse a posto, cominciare ad entrare nel personaggio per esserne maggiormente coinvolta.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La sua casa \u00e8 a Zola Predosa nell\u2019interland bolognese.<\/strong> E\u2019 una casa molto accogliente, \u00e8 la casa di una cantante, come lei stessa dice. Fotografie, locandine di teatri prestigiosi, cimeli di ogni tipo, compagnie da capogiro, direttori che hanno fatto la storia del melodramma. <strong>Non \u00e8 facile \u201craccontare\u201d Gigliola Frazzoni, perch\u00e9 i suoi racconti sono una valanga di nomi<\/strong>, di eventi e di date che lasciano senza fiato. Se per caso sbaglia qualche riferimento \u00e8 prontamente corretta dal simpaticissimo marito, Giorgio Vanti: la memoria storica. La Signora, come la chiama il marito, conserva un grande fascino. Il suo sguardo ha qualcosa di magnetico che si trasmette attraverso occhi bellissimi, di un colore indefinibile: azzurro, blu, verde, grigio. <strong>Bella, simpatica, spontanea, incline alla battuta in dialetto, tipica dei bolognesi.<\/strong> Racconta e parlando di certe situazioni si commuove. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-44991\" title=\"foto Gigliola_002\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_002-303x309-custom.jpg\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"309\" \/><em>\u00abLa mia famiglia era povera, ma molto onesta e lavoratrice: la mamma, Maria, faceva la sarta, il pap\u00e0, Dante, era falegname\u00bb<\/em>. <strong>La famiglia Frazzoni da Altedo, piccolo centro della bassa bolognese<\/strong> ai confini con la provincia di Ferrara, venne ad abitare a Bologna. In casa Frazzoni c\u2019era molta allegria e la musica non era una novit\u00e0. Il padre di Gigliola suonava bene la chitarra e ogni settimana convocava due amici: un fisarmonicista e un mandolinista. I concertini nel cortile erano diventati un appuntamento anche per i vicini che ascoltavano dalle finestre e applaudivano. <em>\u00abIo avevo il teatro nel sangue, perch\u00e9 cantavo in continuazione meravigliando i presenti per il volume della mia voce. Quelli furono i miei primi applausi \u00bb. <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Poi le scuole, sempre con pochissimi soldi in tasca, sufficienti per la merenda<\/strong>. <em>\u00abEro brava in disegno e la scuola ne mand\u00f2 uno a Roma che fu premiato dal Duce. In estate mi mandavano al mare, in colonia. Noi bambine eravamo vestite da piccole italiane: gonna nera a pieghe e maglietta bianca. Devo dire che mi vergognavo un poco a portare quella maglietta, perch\u00e9 era aderente ed io, gi\u00e0 forte di seno, fui soprannominata \u201cla tettona\u201d. In colonia cantavamo spesso e la maestra voleva che io fossi la prima ad intonare, poi gli altri mi seguivano\u00bb. <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Siamo in pieno regime fascista<\/strong> e S.E. il Cav. Benito Mussolini stava spesso in mezzo ai giovani visitando scuole, impianti sportivi, colonie marine. In quegli anni, dopo diverse stagioni passate a Cattolica, villeggiava a Riccione e un giorno decise di fare visita alla Colonia Bolognese. Riporto testualmente le parole della Frazzoni che, mentre racconta, si illumina di un sorriso dolcissimo un po\u2019 velato da malinconia, cos\u00ec come quando si ricordano le cose belle di un tempo: in lei una memoria indelebile e in me l\u2019immagine dei quadri felliniani che non si possono dimenticare.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00abUna volta venne il Duce in visita! Arriv\u00f2 dal mare in moscone con la figlia Edda seguito da un lunghissimo codazzo di altri mosconi. Fu uno spettacolo bellissimo. Sul mare vedevamo una lunga striscia bianca che costeggiava, seguiva la spiaggia. Lui, ai remi, portava una sahariana bianca, pantaloncini corti bianchi, calzini bianchi, scarpe bianche. Edda aveva un vestito lungo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-44996\" title=\"foto Gigliola_003\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_003-283x307-custom.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"307\" \/>bianco con le bretelle e in testa un cappellino piccolo. Noi aspettavamo tutti in riga. Io mi trovavo davanti, in prima fila, perch\u00e9 dovevo intonare la canzone di benvenuto. Mussolini applaud\u00ec e prese in braccio una bimba magrolina che era al mio fianco. A me fece una carezza, ma non mi prese in braccio perch\u00e9 ero cicciotta\u00bb. <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Venne la guerra e anche se i bombardamenti erano ancora lontani<\/strong>, cominci\u00f2 ad infiltrarsi nella mente di tutti la paura. Era l\u2019effetto studiato e ottenuto dagli Inglesi che terrorizzavano la popolazione con un caccia, chiamato \u201cPippo\u201d tanta era la funerea consuetudine con questo aereo che appariva all\u2019improvviso, mitragliava, uccideva e, altrettanto improvvisamente, spariva. La famiglia ritorna, sfollata, ad Altedo: il posto era pi\u00f9 sicuro. <em>\u00abFurono anni molto duri. Ricordo con i brividi la dichiarazione di guerra dalla voce del Duce che arrivava dalla radio dei vicini, da quella stessa radio che trasmetteva musica lirica. Cantava un tenore che dicevano essere molto bravo: si chiamava Gigli. Ascoltandolo imparai un\u2019aria che cantavo spesso \u201cRondini al nido\u201d. Di fronte a casa abitava una cantante lirica, Valeria Manna, che dava lezioni di canto ed io imitavo i vocalizzi dei suoi allievi. Un giorno si affaccia alla finestra, mi dice di smettere e m\u2019invita a casa sua. Mi nascosi: non sapevo cosa volesse dire studiare canto. In casa mia nessuno andava all\u2019opera, non avevo mai sentito dischi. Eravamo noi i \u201ccanterini di casa\u201d e non pensavamo al teatro, il teatro lo facevamo noi\u00bb. <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_005.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-44999\" title=\"foto Gigliola_005\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_005-308x266-custom.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"266\" \/><\/a>Una voce cos\u00ec importante non poteva passare inosservata<\/strong>; si doveva soltanto aspettare l\u2019occasione propizia. Un giorno si presenta l\u2019esattore del gas e la sente cantare. Resta impressionato da quella voce naturalmente impostata e, siccome se ne intende, perch\u00e9 canta nel coro \u201cEuridice\u201d, insiste con la famiglia per farla studiare.\u00a0 Sono cose che accadono soltanto in Emilia, il paese del melodramma, dove c\u2019\u00e8 un popolo, per dirla con Bruno Barilli \u201cfacile ad accalorarsi, travagliato e pieno di una sinistra inclinazione musicale\u201d. Il gasista aveva sentenziato che la Gigliola aveva \u00abuna v\u00f2us, una voce con delle qualit\u00e0\u00bb. La madre rimase indifferente, la figlia no e riesce a presentarsi al concorso del dopolavoro per \u201cVoci grezze e Voci pronte\u201d indetto dal Liceo musicale. Il direttore m\u00b0 Nordio e la giuria rimasero senza parole davanti a quella giovanissima sfrontata, con la frangetta e gli scarponi verdi che, per nulla intimorita, attraversava la sala piena di concorrenti \u201cveri\u201d, maestri di canto, giornalisti e pubblico, per cantare. A casa non sapevano nulla dell\u2019idea balzana venuta alla ragazzina che si present\u00f2 da sola e cant\u00f2 una canzone, <em>Rondini al nido<\/em>, senza l\u2019accompagnamento del pianoforte, perch\u00e9 la confondeva. I giudici sentenziarono che pi\u00f9 \u201cgrezza\u201d di lei non c\u2019era nessuno e la proclamarono vincitrice del concorso. La voce era bella, ricca, estesa: una voce da non perdere.<em> (fine della prima parte)<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_ApDzXn-Whk\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec, chiacchierando con Gigliola Frazzoni (Bologna 22 febbraio 1927 &#8211; 3 dicembre 2016)\u00a0 nacque l\u2019idea di scrivere la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":74519,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[6845],"class_list":["post-44987","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-gigliola-frazzoni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44987","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44987"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44987\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":104334,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44987\/revisions\/104334"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74519"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}