{"id":45022,"date":"2012-12-16T03:49:06","date_gmt":"2012-12-16T01:49:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=45022"},"modified":"2016-12-04T00:22:16","modified_gmt":"2016-12-03T23:22:16","slug":"bach-sul-tablet-con-angela-hewitt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/bach-sul-tablet-con-angela-hewitt\/","title":{"rendered":"Bach sul tablet con Angela Hewitt"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Concerti 2012-2013 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI<br \/>\n<\/strong>Direttore e pianoforte <strong>Angela Hewitt<br \/>\n<\/strong>Violino <strong>Roberto Ranfaldi<br \/>\n<\/strong>Flauti <strong>Luigi Arciuli,\u00a0 <\/strong><strong>Marco Jorino\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Johann Sebastian Bach:<\/em> Concerto n. 3 in re maggiore BWV 1054 (versione per pianoforte e archi del Concerto per violino BWV 1042); Concerto n. 6 in fa maggiore BWV 1057 per due flauti, pianoforte e archi (dal Concerto Brandeburghese n. 4 BWV 1049); Concerto Brandeburghese n. 5 in re maggiore BWV 1050 per flauto, violino, pianoforte e archi; Concerto n. 1 in re minore BWV 1052 (versione per pianoforte e archi di un concerto per violino perduto)<br \/>\n<em>Torino, 13 dicembre 2012<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Nell\u2019eterno dilemma sull\u2019utilizzo del clavicembalo o del pianoforte per eseguire Bach<\/strong> (non la musica barocca in generale, ma specificamente quella di Bach) il nome di <strong>Angela Hewitt<\/strong> si inserisce con nobile semplicit\u00e0. \u00c8 naturale che, con la consapevolezza di ascoltare un testo musicale suonato su strumenti diversi da quelli previsti dall\u2019autore, l\u2019attenzione finisca per spostarsi soprattutto sull\u2019interprete, sulle sue capacit\u00e0 di riuscire espressivo, plausibile, convincente. Ma <strong>la tecnica e l\u2019approccio bachiani della Hewitt sono talmente consolidati ed equilibrati, che il pubblico dimentica ben presto la questione dello strumento,<\/strong> per concentrarsi sugli aspetti armonici, sulle soluzioni strutturali, sulle priorit\u00e0 affidate di volta in volta ai diversi strumenti della compagine. E dunque l\u2019interesse principale torna a essere la musica stessa di Bach con le sue straordinarie architetture; tale obbiettivo vale pi\u00f9 di qualunque disquisizione interpretativa, come fa intendere una recente dichiarazione della stessa Hewitt: \u00abSul clavicembalo \u00e8 impossibile imitare il crescere e il decrescere della voce umana e, dopo cinque minuti che lo suono, ne ho abbastanza e non vedo l\u2019ora di tornare a suonare il piano\u00bb (da un\u2019intervista di Fabrizio Testa, pubblicata su \u00abSistema Musica\u00bb 4, 2012-13).<br \/>\n<strong>Il direttore al pianoforte \u00e8 circondato di una ventina di strumenti ad arco dell\u2019OSN RAI<\/strong>, e propone alcuni tra i pi\u00f9 celebri concerti bachiani, in origine composti per violino o per pi\u00f9 strumenti, e pi\u00f9 tardi trascritti per valorizzare quella tastiera che a partire dagli Anni Trenta del Settecento attirava sempre pi\u00f9 l\u2019attenzione dei compositori, e di Bach in particolare: il clavicembalo. In tale ambito di sperimentazione e di adattamento (anche tonale: il Concerto n. 3 \u00e8 per esempio abbassato di un tono rispetto alla partitura originaria per violino a causa dei limiti del clavicembalo dell\u2019epoca), la scelta della Hewitt si rivela molto coerente: in qualche modo risolve tempo, articolazione, fraseggio, dinamica dei testi bachiani (spesso poveri di indicazioni in merito) sempre alla ricerca di colori e sentimenti, evitando qualsivoglia \u201cmeccanicit\u00e0\u201d.<br \/>\n<strong>I concerti in programma offrono diverse soluzioni del ruolo conferito da Bach alla tastiera<\/strong> in questi arrangiamenti da precedenti lavori: o protagonista assoluta, come nei Concerti nn. 1 e 3, oppure affiancata da violino solista, uno o due flauti, come nel Concerto n. 6 e nel Brandeburghese n. 5. Insieme alla Hewitt si esibiscono quindi <strong>Roberto Ranfaldi<\/strong>, primo violino dell\u2019OSN RAI, e i flautisti <strong>Marco Jorino<\/strong> e <strong>Luigi Arciuli<\/strong>, anch\u2019essi prime parti dell\u2019orchestra torinese. Tra i momenti pi\u00f9 belli della serata l\u2019<em>Andante<\/em> del Concerto n. 6, in cui l\u2019accordo iniziale del pianoforte sprigiona una forza capace di caratterizzare tutto il movimento, e d\u00e0 ragione ai giudizi del direttore-interprete sulle possibilit\u00e0 espressive e sonore dello strumento moderno rispetto a quelle possibili sul clavicembalo. Bellissimo mosaico di timbri e colori \u00e8 stato il confronto strumentale, con la serie di giochi imitativi, nell\u2019<em>Allegro<\/em> del Concerto Brandeburghese n. 5, in cui pianoforte, violino e flauto instaurano un dialogo tanto elegante quanto naturale. Ma forse il momento pi\u00f9 suggestivo \u00e8 stato scandito dall\u2019<em>Allegro<\/em> del Concerto n. 1, a conclusione della serata, unico in tonalit\u00e0 minore del programma, e forse per questo caratterizzato da un\u2019<em>allure<\/em> particolare. Anche il pianoforte lo ha rimarcato in modo inequivocabile rispetto al resto, poich\u00e9 sembrava essersi trasformato, per leggerezza e per trasparenza, proprio in un clavicembalo. Dall\u2019avvio deciso e assertivo del Concerto n. 3 tutto \u00e8 andato come trasfigurandosi in scioltezza e finezza espressiva.<br \/>\n<strong>Al termine del programma il direttore si congratula con tutte le prime parti, il pubblico manifesta con grande calore il suo entusiasmo<\/strong>, e Angela Hewitt concede un <em>bis<\/em> per pianoforte solo: ovviamente ancora Bach, la <em>Siciliana<\/em> dalla Sonata per flauto in mi bemolle maggiore (secondo un arrangiamento di Wilhelm Kempf che la Hewitt ama proporre nei suoi <em>recital<\/em>).<br \/>\n<strong>A partire dal Concerto n. 6 sul leggio del pianoforte non erano posati i soliti spartiti cartacei, bens\u00ec un oggetto pi\u00f9 piccolo, sottile, dai riflessi azzurrognoli: un tablet, sul cui monitor la Hewitt leggeva la musica<\/strong>, opportunamente scannerizzata, sfogliando le varie pagine elettroniche per mezzo di un comando a pedale (posto accanto alla pedaliera del pianoforte); ecco una piccola innovazione, per il gesto e per la manualit\u00e0 dello strumentista di oggi: non pi\u00f9 l\u2019obbligo di girare affannosamente a mano le pagine dello spartito (o avere qualcuno al fianco che le volti al momento opportuno), ma appena una lieve pressione del piede. Ma &#8211; almeno con Bach &#8211; si pu\u00f2 star tranquilli, perch\u00e9 \u00e8 la Hewitt stessa a raccomandare il \u00abpianoforte moderno per eseguire quei lavori per tastiera, usandolo naturalmente in maniera corretta (magari senza annegare il tutto col pedale)\u00bb. Appunto: ora il piede serve ad azionare il tablet.<em> Digital Photo per OSN RAI<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Concerti 2012-2013 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore e pianoforte Angela Hewitt Violino [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":45025,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[6846,14678,488,6848,6849,6483,6847],"class_list":["post-45022","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-angela-hewitt","tag-concerti","tag-johann-sebastian-bach","tag-luigi-arciuli","tag-marco-jorino","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-roberto-ranfaldi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45022","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45022"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45022\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45025"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45022"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45022"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}