{"id":45098,"date":"2012-12-18T00:47:56","date_gmt":"2012-12-17T22:47:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=45098"},"modified":"2016-12-23T23:21:05","modified_gmt":"2016-12-23T22:21:05","slug":"teatro-san-carlo-di-napolila-traviata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/teatro-san-carlo-di-napolila-traviata\/","title":{"rendered":"Teatro San Carlo di Napoli:&#8221;La Traviata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Napoli, Teatro di San Carlo, Stagione Lirica 2012\/2013<\/em><br \/>\n&#8220;<strong>LA TRAVIATA&#8221;<\/strong><br \/>\nMelodramma in tre atti di Francesco Maria Piave tratto dal dramma La dame aux cam\u00e9lias di Alexandre Dumas figlio<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/strong><em>Violetta Val\u00e9ry<\/em> CARMEN GIANNATTASIO<br \/>\n<em>Flora Bervoix<\/em> GIUSEPPINA BRIDELLI<br \/>\n<em>Annina<\/em>\u00a0 MICHELA ANTENUCCI<br \/>\n<em>Alfredo Germont<\/em>\u00a0 SAIMIR PIRGU<br \/>\n<em>Giorgio Germont<\/em>\u00a0 SIMONE PIAZZOLA<br \/>\n<em>Gastone<\/em> FEDERICO LEPRE<br \/>\n<em>Il barone Douphol<\/em> NICOLO&#8217; CERIANI<br \/>\n<em>Il dottor Grenvil<\/em> GIANLUCA BREDA<br \/>\n<em>Il marchese d&#8217;Obigny<\/em>\u00a0 ALESSANDRO BATTIATO<br \/>\n<em>Giuseppe\u00a0<\/em> GIUSEPPE VALENTINO<br \/>\n<em>Un domestico<\/em> SERGIO VALENTINO<br \/>\n<em>Un commissionario<\/em>\u00a0 CARMINE DURANTE<br \/>\nOrchestra, coro e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli<br \/>\nDirettore\u00a0<strong> Michele Mariotti <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Salvatore Caputo<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Ferzan Ozpetek <\/strong><br \/>\nScene <strong>Dante Ferretti <\/strong><br \/>\nCostumi\u00a0 <strong>Alessandro Lai<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Giuseppe Di Iorio <\/strong><br \/>\nCoreografie <strong>Alessandra Panzavolta <\/strong><br \/>\nCoproduzione con la Fondazione Lirico-Sinfonica Petruzzelli di Bari<br \/>\n<em>Napoli, 9 dicembre 2012\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel bicentenario verdiano, il Teatro San Carlo, sceglie <em>La Traviata<\/em> per inaugurare la stagione operistica 2012\/2013 e per celebrare il maestro di Busseto. Il regista <strong>Ferzan Ozpetek<\/strong> posticipa al 1910 il dramma di Violetta <em>(discostandosi dal libretto originale che\u00a0 situava la vicenda al 1850)<\/em>, questo per collocare <em>La<\/em> \u201csua\u201d <em>Traviata<\/em> in una Parigi tutta imbevuta del gusto ottomano, ispirata dallo scrittore francese Marcel Proust. Bella intuizione! Infatti, Violetta, fra nuove emozioni, pentimenti, ripensamenti e disperazione, \u00e8 continuamente <em>alla ricerca del tempo perduto<\/em>, concetto del tutto proustiano.\u00a0Le scene di <strong>Dante Ferretti<\/strong> rimandano da subito al contesto storico ricercato dal regista, al Decadentismo, alla trasformazione della societ\u00e0 francese ed alla crisi dell\u2019aristocrazia. Il primo atto si apre sull\u2019elegante salone della casa parigina di Violetta, arricchito di elementi sia architettonici che decorativi di chiara matrice orientalistica, dalle tinte calde ed intense. A contrastare quest\u2019atmosfera di luci soffuse, di bui, \u00e8 il sole! Infatti il secondo atto \u00e8 ambientato nel cortile interno della nuova abitazione di Violetta ed Alfredo, come a voler sottolineare la naturalezza e la veridicit\u00e0 del loro amore, vissuto appunto, alla luce del sole. Mentre le vicende si susseguono, i dialoghi incalzano, il tramonto riporta i protagonisti nuovamente all\u2019atmosfera greve e lasciva del primo atto. La scena, per il <em>finale secondo<\/em>, \u00e8 dominata da una gigantesca scalinata, che si perde a vista d\u2019occhio, e gli elementi architettonici di sapore ottomano si ritrovano. Nel terzo atto, dove la scena si svolge nella camera da letto di Violetta, la solidit\u00e0 architettonica dello spazio scenografico si trasforma in uno spazio astratto di luce, dove si consuma il dramma della morte.<br \/>\nCon tessuti morbidi, avvolgenti, che seguono il corpo femminile senza costringerlo, disegnando <em>silhouette<\/em> affusolate, sinuose e sensuali, <strong>Alessandro Lai<\/strong> ha saputo dar forza all\u2019idea registica, ispirandosi al grande Paul Poiret, che liberava finalmente le donne dalla prigionia delle gabbie, fatte da crinoline e da <em>tournure<\/em>, disegnando degli stupendi costumi, arricchiti da elementi che contribuiscono a creare l\u2019atmosfera calda ed ambrata del primo e del finale del secondo atto: damaschi, sete rosse, bronzo ed oro, mescolate alle piume di struzzo rosse rubino ed a meravigliosi gioielli esagerati, fuori misura. In questo bel contenitore, manca per\u00f2 un reale contenuto.\u00a0 La regia di Ozpetek scivola via, senza lasciare un segno indelebile, ossia quella che dovrebbe essere la \u201czampata d\u2019autore\u201d.\u00a0 Abbiamo invece assistito a una Traviata \u201cpoliticamente corretta\u201d.\u00a0La lettura dell\u2019opera, da parte del direttore <strong>Michele Mariotti<\/strong>, \u00e8 priva di provocazioni gratuite e di grandi stravolgimenti, continuamente alla ricerca di un suono caldo, mai nevrotico, sempre elegante ed aristocratico. Discutibili alcune sue scelte d\u2019esecuzione, come l\u2019andamento del Preludio, estremamente sostenuto, tra l&#8217;altro, durante il Preludio, una gigantografia di Violetta, interpretata da <strong>Carmen Giannattasio<\/strong>, viene proiettata sulla scena, distogliendo l\u2019attenzione dalla musica e vanificando l\u2019effetto evocativo, e non descrittivo, che essa vuole ricreare, ed il rallentamento che subisce l\u2019<em>Allegro Agitato<\/em>, la partita a carte, del <em>finale secondo<\/em>. Alle parole di Violetta: <em>&lt;&lt;Ah, perch\u00e9 venni, incauta! Piet\u00e0 di me, gran Dio!&gt;&gt;<\/em>, il ritmo febbrile subisce una frenata, ponendo cos\u00ec l\u2019attenzione sulla linea melodica e non sull\u2019idea verdiana di concepire quest\u2019intervento come un pensiero interno della protagonista, tutto calato nell\u2019inferno che sta vivendo.\u00a0 Il primo atto si apre in modo brillante, con staccati e trilli luminosi e vitali. Vivacit\u00e0 che non trova da subito un riscontro sulla scena.<br \/>\nLa protagonista, <strong>Carmen Giannattasio<\/strong>, interprete di Violetta Valery, ha la padronanza del personaggio solo strada facendo. Il primo atto anche per lei \u00e8 uno scoglio e le tensioni della tessitura acuta sono evidenti.\u00a0 Nel resto dell\u2019opera si trova decisamente pi\u00f9 a suo agio e pu\u00f2 mettere in luce una vocalit\u00e0 piena e morbida. La sua Violetta non ha per\u00f2 l\u2019incisivit\u00e0 di accenti che abbisognerebbe. Poco convincente il tenore <strong>Saimir Pirgu<\/strong>, Alfredo, dotato di bella voce, ma limitato nell\u2019interpretazione: gli mancano stile, elenza, nobilt\u00e0. Ancora una volta ci troviamo a parlare dell\u2019eccellente <strong>Simone Piazzola<\/strong>. Il suo Giorgio Germont \u00e8 morbido, autorevole, ricco di chiaroscuri e canta in modo pressoch\u00e9 impeccabile. Applausi prolungati per l\u2019esecuzione dell\u2019aria <em>\u201cDi Provenza il mar, il suol\u2026\u201d<\/em>. Adeguati gli interventi del\u00a0 Coro e delle parti di fianco. Degne di nota <strong>Giuseppina Bridelli<\/strong> <em>(Flora)<\/em> e <strong>Michela Antenucci<\/strong> <em>(Annina)<\/em>.\u00a0La pagina sinfonica che apre il terzo atto \u00e8 stata concepita da Verdi gi\u00e0 nella scena. Ozpetek coglie questo aspetto, ricreando una serie di <em>flashback<\/em> che conducono l\u2019ascoltatore dalla frenesia del <em>finale secondo<\/em>, alla desolazione dell\u2019atto terzo, non interrompendo cos\u00ec il percorso drammatico della vicenda. Ottimo l\u2019intervento della Banda Interna, sia quello relativo al primo atto, che al terzo. Teatro pieno in ogni ordine di posto. Successo caloroso di pubblico. <em>Foto Luciano Romano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli, Teatro di San Carlo, Stagione Lirica 2012\/2013 &#8220;LA TRAVIATA&#8221; Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":45103,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5044,4090,4008,1901,153,108,791,145,232,1637,680],"class_list":["post-45098","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-lai","tag-carmen-giannattasio","tag-dante-ferretti","tag-ferzan-ozpetek","tag-giuseppe-verdi","tag-la-traviata","tag-michele-mariotti","tag-opera-lirica","tag-saimir-pirgu","tag-simone-piazzola","tag-teatro-san-carlo-di-napoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45098","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45098"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45098\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82809,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45098\/revisions\/82809"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45103"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45098"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45098"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45098"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}