{"id":45402,"date":"2012-12-23T22:31:14","date_gmt":"2012-12-23T20:31:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=45402"},"modified":"2022-02-22T09:40:36","modified_gmt":"2022-02-22T08:40:36","slug":"gigliola-frazzoni-la-fanciulla-del-west-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gigliola-frazzoni-la-fanciulla-del-west-seconda-parte\/","title":{"rendered":"Gigliola Frazzoni(1927-2016): &#8220;La fanciulla del West&#8221; (seconda parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>LA GAVETTA<br \/>\n<\/strong>Dopo un mese di lezioni, Gigliola partecipa al concerto di Firenze, una sorta di finalissima nazionale tra i vincitori dei concorsi dopolavoristi. Cant\u00f2 \u201c<em>L\u2019altra notte in fondo al mare<\/em>\u201d dal <em>Mefistofele<\/em> di Boito e come bis la canzone <em>Gelosia<\/em>. Fu un grande successo. Curioso e ingegnoso l\u2019abbigliamento fatto in casa: vestito nero di lana grossa da paletot con sopra dei ritagli di panno verde dell\u2019unione militare ricamati, da lei medesima, con fili d\u2019oro e lustrini \u201csmontati\u201d dai fregi dei fasci e delle aquile.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Studia con il m\u00b0 Marchesi, ma non ha soldi per pagare le lezioni<\/strong> e cos\u00ec, per la bellezza della voce e per il suo talento naturale, l\u2019insegnante offre gratuitamente le lezioni con la clausola di essere pagato quando sarebbe stata in carriera. La moglie del m\u00b0 Marchesi, la Signora Imelde Venturi, insegnava canto come il marito e frequentava i salotti della Bologna bene dove organizzava <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_006.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-45406\" title=\"foto Gigliola_006\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_006-225x200.jpg\" alt=\"\" width=\"312\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_006-225x200.jpg 225w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_006.jpg 793w\" sizes=\"auto, (max-width: 312px) 100vw, 312px\" \/><\/a>piccoli concerti con i suoi \u201cragazzi\u201d. Alla nostra Gigliola rimase particolarmente impresso il salotto di casa Gazzoni, in via Marsala. \u00abC\u2019era tanta bella gente elegante. Io cantai \u201c<em>Poveri fiori<\/em>\u201d dall\u2019<em>Adriana<\/em> di Cilea e l\u2019aria di Cherubino, \u201c<em>Voi che sapete<\/em>\u201d, dalle <em>Nozze di Figaro<\/em> di Mozart. La Maestra ci port\u00f2 anche\u00a0 nel teatro di villa Mazzacorati: c\u2019erano i fratelli Fogli, basso e baritono, e il tenore Blaffard. I Marchesi abitavano in via Santo Stefano dove abitava anche la famiglia Bongiovanni che gi\u00e0 da tanti anni si dedicava alle edizioni musicali. Ci fu, in quella casa, uno strano intreccio di vicende sentimentali legate al canto che interessarono anche il famoso basso romano, di famiglia ravennate, Ezio Pinza il quale un po\u2019 per la sorella, che spos\u00f2 un bolognese, un po\u2019 per la moglie che era di Bologna, capitava in quella casa e andava a ripassare gli spartiti dai miei maestri.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Quello fu anche il periodo delle spedizioni, un poco avventurose, in provincia<\/strong>, dove erano richiesti dei concerti. Ci portava la nostra Maestra Marchesi, che ci accompagnava al pianoforte, quasi tutti i sabati o le domeniche a cantare nei posti pi\u00f9 strani: paesini, ville, piazze. Una volta andammo a Ostiglia. Viaggiavo da sola, in treno. Era estate, un caldo tremendo. Stavo al finestrino e presi una congiuntivite.\u00a0 Mi avevano detto che mi sarebbero venuti a prendere alla stazione. Quando arrivo era una desolazione; la stazioncina piccola e sperduta: non c\u2019era niente intorno e nessuno. Solo io col vestitino per il concerto e la musica sottobraccio. Dopo pochi attimi arriva, tra una nuvola di polvere, una rombante motocicletta guidata da un soggetto con una faccia poco raccomandabile e due occhialoni enormi. Si avvicina e fa \u201c<em>Lei \u00e8 la cantante? Salga\u201d<\/em>. Io ero un po\u2019 impacciata e titubante, ma l\u2019ordine era perentorio. Evidentemente non mi ero seduta bene perch\u00e9 il motociclista aggiunse, sempre con tono militaresco <em>\u201cSignorina, si metta bene a cavallo e si attacchi a me\u201d.<\/em> E via. Arriviamo nel cortile di una chiesa, dietro la sagrestia dove c\u2019era il palco. Il palco era un carro agricolo con tanto di timone appoggiato in terra, ricoperto da tappeti: sopra c\u2019era il pianoforte.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Poi arrivarono anche gli altri allievi della Marchesi che voleva sempre farci fare dei pezzi completi d\u2019opera. Quella volta facemmo tutto il terzo atto della <em>Boh\u00e8me<\/em>, poi tanti altri duetti e le solite romanze. C\u2019erano i fratelli Fogli che cantavano sempre un duetto molto popolare e di grande effetto \u201c<em>Suoni la tromba, e intrepido<\/em>\u201d dai <em>Puritani<\/em>. Non ti dico le risate su quel carro \u2013 palcoscenico che ogni tanto si muoveva\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_007.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-45407\" title=\"foto Gigliola_007\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_007-231x200.jpg\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_007-231x200.jpg 231w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_007-270x232.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_007.jpg 793w\" sizes=\"auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><\/a>Molti concerti Gigliola tenne con l\u2019amico fraterno Gianni Raimondi,<\/strong> grande tenore bolognese. Hanno debuttato a pochi mesi di distanza e l\u2019addio alle scene \u00e8 avvenuto nello stesso anno: 1979.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00ab<em>Gianni \u00e8 sempre stato il fratellone che mancava nella nostra famiglia\u00bb<\/em>, questo ha detto pi\u00f9 volte Gigliola. Coincidenza strana, ma Gianni Raimondi e Gigliola Frazzoni, da ragazzi, abitavano nello stesso quartiere, a pochi metri. \u00ab<em>Sono nato il 17 aprile 1923 in quella strada che c\u2019\u00e8 dopo il ponte della Mascarella; in fondo alla strada ci stava la Frazzoni\u00bb. <\/em><strong>Si sono esibiti nei posti pi\u00f9 strani e in condizioni talvolta rocambolesche<\/strong>. La famosa e utile \u201cgavetta\u201d che purtroppo tende a scomparire e&#8230; si sente.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Nel 1946<\/strong> in maggio hanno cantato all\u2019Azienda del gas di Bologna; in giugno all\u2019Azzurro Dancing di Revere; in agosto al Circolo Repubblicano di Faenza e, sempre in Romagna, sabato 17 agosto all\u2019Arena del Popolo di Cesenatico dove evidentemente sono piaciuti, perch\u00e9 ripetono l\u2019esibizione il 19 al Giardino Lido Dancing ancora a Cesenatico. Racconta la Frazzoni che, nel breve intervallo tra i due concerti, non tornarono a Bologna, e la domenica sera dormirono a Cesenatico in una stanza con tre materassi per terra: Gigliola, una sorella e Gianni che misero nel mezzo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Il 10 marzo 1947 vince un concorso lirico nazionale indetto dal \u201cCircolo Artistico Forlivese\u201d<\/strong> e organizzato dall\u2019E.N.A.L. di Forl\u00ec. Si legge sulla stampa locale \u201c&#8230;La giuria ha convalidato il giudizio del pubblico che partecipava direttamente al concorso attraverso un votazione. Prima \u00e8 riuscita, meritatamente, la bolognese Gigliola Frazzoni con punti 213; al secondo posto \u00e8 stato classificato il tenore Carlo Zampighi, al terzo la milanese Lia Lauria, quarta il soprano Ila Tomesani\u201d. Ancora nel \u201947 da un\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_016.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-45446\" title=\"foto Gigliola_016\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_016-290x177.jpg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_016-290x177.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_016-270x165.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_016.jpg 690w\" sizes=\"auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><\/a>piccolo, spiegazzato, ingiallito, ritaglio di giornale pieno di fascino, veniamo a conoscenza di un \u201cConcerto vocale a Montecatone. Gioved\u00ec sera, ben organizzato dal compagno Renzo Olivieri, \u00e8 stato dato nel <em>Centro Sanatoriale<\/em> un riuscitissimo concerto vocale, sotto la impeccabile direzione del M\u00b0 Marchesi. Il concerto, oltre ad avere procurato un vero godimento ai degenti ed al personale, ha dato modo di mettere nel dovuto rilievo ottimi elementi e vere speranze per l\u2019arte. I soprani Frazzoni e Tomesani, il baritono Bosi, il concittadino Olivieri, hanno entusiasmato l\u2019attento uditorio che non \u00e8 stato avaro di applausi. Un elogio va dato alla solerte Direzione del Sanatorio che ha coadiuvato alla riuscita della bella serata\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Sempre nel 1947 tiene due concerti insieme all\u2019amico Raimondi<\/strong>: domenica 27 aprile al Circolo Socialista di Faenza e mercoled\u00ec 21 maggio al Teatro Garibaldi di Medicina. In agosto si esibisce al Circolo Repubblicano di Faenza con il baritono Fabbri di Lugo. Nel 1948 si forma uno splendido trio di cantanti bolognesi: al soprano e al tenore si aggiunge il baritono Anselmo Colzani, bolognese di Budrio. Si esibiscono in due concerti: gioved\u00ec 5 febbraio in Sala Bossi al Conservatorio di Bologna e domenica 15 nella Sala Gadda a Forl\u00ec.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Poi, quando gi\u00e0 avevano raggiunto la notoriet\u00e0 e riscosso tanti successi, la splendida accoppiata bolognese, Frazzoni \u2013 Raimondi,<\/strong> sar\u00e0 interprete di <em>Butterfly<\/em> al San Carlo di Napoli, il 30 aprile 1959, per la direzione di Ugo R\u00e0palo e alle Terme di Caracalla, il 1\u00b0 agosto 1963, canteranno <em>Tosca<\/em>, diretti da Armando La Rosa Parodi. Quella <em>Tosca<\/em> ebbe un grande successo. Spigolando qua e l\u00e0 sulla stampa dell\u2019epoca leggiamo. \u201cSi calcola che non meno di diecimila spettatori abbiano assistito alla rappresentazione e applaudito gli interpreti alla fine di ogni atto [&#8230;]. Gigliola Frazzoni \u00e8 stata una Tosca drammatica e interiormente vibrante; ella ha sciolto il nodo intorno al quale si addensa la sua vicenda di gelosia, di odio, di amore con purezza di canto e con sottile eleganza di gesto\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Ritorniamo al racconto di Gigliola<\/strong>: \u00abIl mio maestro Marchesi mi port\u00f2 a Milano da un agente per un\u2019audizione e fui sentita, per caso, dal m\u00b0 Serafin che mi volle conoscere. Quell\u2019incontro fu\u00a0 fondamentale anche se io, ingenuamente, non lo andai a trovare a Roma, come mi aveva invitato a fare. Ci perdemmo di vista fino a quando ci incontrammo nel 1961 a Torino per <em>Manon<\/em>. Sempre molto caro e gentile, mi fece i complimenti per la carriera e mi disse che avrebbe voluto essere lui il mio angelo protettore. Da quell\u2019audizione milanese nacque la scrittura per cantare nella <em>Francesca da Rimini<\/em>, nel ruolo di Samaritana, la sorella di Francesca. Quello fu il mio debutto: sabato 4 ottobre 1947 al teatro Rossini di Pesaro. Dirigeva il m\u00b0 Tullio Serafin e la stampa di me disse \u201cmolto bene nella dolce parte di Samaritana la soprano Gigliola Frazzoni\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Dopo Pesaro, l\u2019anno seguente 1948, fu l\u2019anno delle <em>Boh\u00e8me<\/em>:<\/strong> debuttai al \u201cDuse\u201d di Bologna, poi al teatro Esperia di Forl\u00ec e all\u2019Alighieri di Ravenna. A Forl\u00ec e a Ravenna cantavo con l\u2019altro caro amico bolognese Anselmo Colzani, il direttore era il m\u00b0 Ino Savini. Al Comunale di Bologna fu ripresa la produzione pesarese della <em>Francesca<\/em>: dirigeva il m\u00b0 Votto. Il mio repertorio si allargava sempre di pi\u00f9. Ero molto impegnata nello studio e&#8230; nell\u2019amore. Ero innamoratissima di Giorgio, ma mi faceva arrabbiare ed ero sempre agitata; per fortuna che riuscivo a controllarmi e la voce non ne risentiva. Fui scritturata, ancora al Comunale per cantare un\u2019operina di Luigi Ferrari Trecate, facevo la parte di una fata, cantavo e parlavo, si chiamava <em>Il Buricchio<\/em>: fu una cosa piacevole. Sempre dello stesso autore feci anche <em>La mosca mora<\/em> che era una commedia dove io cantavo una canzone.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Il Teatro Comunale mi apr\u00ec le porte molto presto<\/strong>; erano piccole cose, gli inizi, ma poi \u00e8 arrivato il grande momento anche per me. Avevo soddisfazione con opere di repertorio: <em>Pagliacci<\/em>, <em>Carmen<\/em> \u2013 come Micaela. Proprio con <em>Carmen<\/em> fui chiamata a Ravenna dove ebbi la fortuna di cantare a fianco di Mario Del Monaco, che era gi\u00e0 qualcosa pi\u00f9 di una promessa. Del Monaco non era il titolare, venne convocato perch\u00e9 l\u2019altro tenore era andato improvvisamente gi\u00f9 di testa: si guardava nello specchio e dava delle testate contro la sua immagine. Fu cos\u00ec che mi trovai davanti a Mario che era veramente molto bello: non gli toglievo gli occhi di dosso. Ero emozionata al punto che nel duetto smisi di cantare e De Fabritiis mi sgrid\u00f2.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Nel 1949 cantai spesso in Emilia Romagna.<\/strong> A Bologna al Manzoni debuttai in <em>Ch\u00e9nier<\/em> che and\u00f2 bene. Ho qui il commento del Giornale dell\u2019Emilia dove dice che \u201cla soprano concittadina ha rivelato doti di primissimo ordine\u201d e pi\u00f9 avanti parla\u00a0 delle \u201crare qualit\u00e0 di una voce intelligentemente impostata e timbricamente espressiva\u201d. La stampa, invece, non riport\u00f2 di un incidente pi\u00f9 unico che raro: il tenore Pasquetto, voce bellissima, non si sa perch\u00e9, al posto dell\u2019<em>Improvviso<\/em> attacc\u00f2 <em>Di quella pira<\/em>. Gi\u00f9 il sipario, il teatro esplode, l\u2019organizzatore Cappelli scappa inseguito dal pubblico imbufalito. Noi cerchiamo di continuare lo spettacolo con il duetto del secondo atto dopo aver rincuorato Pasquetto soprattutto da me che gli avrei dato gli attacchi. L\u2019organizzazione invent\u00f2 una recita \u201criparatrice\u201d chiamando Annaloro. <strong><br \/>\nIn febbraio, al Municipale di Modena<\/strong>, cantai <em>Faust<\/em> e mi alternavo con la grande Clara Petrella: c\u2019era Andrea Mongelli, Arrigo <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_017.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-45432\" title=\"foto Gigliola_017\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/foto-Gigliola_017-149x200.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"308\" \/><\/a>Pola e dirigeva il m\u00b0 Erede. Poi in settembre al Regio di Parma feci <em>Cavalleria<\/em> con Giuseppe Vertechi, Aldo Protti: dirigeva un parmigiano, Fulvio Vernizzi. Dopo fu la volta di Ravenna, all\u2019Alighieri, con<em> Boh\u00e8me.<\/em> Nello stesso periodo erano presenti sulla piazza ravennate la Callas con <em>la Forza<\/em> e la Tebaldi con <em>Traviata. <\/em>Il lavoro fortunatamente non mancava e, grazie al Cielo, ho sempre avuto una salute di ferro. Nel 1950 ho cantato due volte al Comunale di Bologna: in luglio lo <em>Ch\u00e9nier<\/em> e in stagione la <em>Butterfly<\/em> che ho fatto anche a Pesaro. Cantai anche a Cuneo, nel teatro Toselli, una <em>Cavalleria<\/em> che mi diede soddisfazione, perch\u00e9 la stampa locale parl\u00f2 di \u201cottime doti liriche di grazia e di potenza\u201d meravigliandosi in quanto ero \u201cgiovane di et\u00e0 e giovanissima di carriera\u201d. A marzo ero a Bari al Petruzzelli, con <em>Cavalleria<\/em> e in ottobre, al teatro Gentile a Fabriano, cantai <em>Pagliacci<\/em>: dirigeva il torinese Mario Braggio, una persona squisita. Con lui andammo anche a Losanna con la stessa opera. Poi nell\u2019agosto quel grande e vulcanico impresario bolognese, l\u2019indimenticabile Carlo Alberto Cappelli, organizz\u00f2 o meglio invent\u00f2 una stagione lirica estiva a Potenza con titoli altisonanti. In cartellone c\u2019era <em>Carmen<\/em>, <em>Cavalleria Rusticana<\/em>, <em>Pagliacci<\/em> e <em>Gioconda<\/em>. Avevano creato un teatro all\u2019aperto di tremila posti. Fu un bel successo. Venerd\u00ec 13 ottobre 1950, ricordo la data per motivi scaramantici, feci una <em>Butterfly<\/em> al cinema teatro Astra di Bassano del Grappa. E mi and\u00f2 bene. Il giornale locale scrisse che avevo \u201csaputo conquistare il pubblico per la potenza di voce e la mimica scenica non disgiunte da quella dolcezza interpretativa propria del personaggio\u201d. Insomma non mi fermavo mai!\u00bb.<em> ( Fine della seconda parte)<\/p>\n<p><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA GAVETTA Dopo un mese di lezioni, Gigliola partecipa al concerto di Firenze, una sorta di finalissima nazionale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":74482,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[6845],"class_list":["post-45402","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-gigliola-frazzoni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45402","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45402"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45402\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":104335,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45402\/revisions\/104335"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}