{"id":45735,"date":"2012-12-29T17:16:25","date_gmt":"2012-12-29T16:16:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=45735"},"modified":"2022-07-06T00:23:34","modified_gmt":"2022-07-05T22:23:34","slug":"genova-teatro-carlo-felice-turandot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/genova-teatro-carlo-felice-turandot\/","title":{"rendered":"Genova, Teatro Carlo Felice: &#8220;Turandot&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Genova, Teatro Carlo Felice, Stagione lirica 2012\/2013<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;TURANDOT&#8221;<\/strong><br \/>\nDramma lirico in tre atti, libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, da Carlo Gozzi. Finale completato da <strong>Franco Alfano<\/strong><br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\n<em>La Principessa Turandot<\/em> DANIELA DESS\u00cc<br \/>\n<em>L&#8217;Imperatore Altoum<\/em> MASSIMO LA GUARDIA<br \/>\n<em>Timur<\/em> RAMAZ CHIKVILADZE<br \/>\n<em>Il Principe Ignoto (Calaf)<\/em> MARIO MALAGNINI<br \/>\n<em>Li\u00f9<\/em> ROBERTA CANZIAN<br \/>\n<em>Ping<\/em> FRANCESCO VERNA<br \/>\n<em>Pang<\/em> ENRICO SALSI<br \/>\n<em>Pong<\/em> MANUEL PIERATTELLI<br \/>\n<em>Un Mandarino<\/em> FABRIZIO BEGGI<br \/>\n<em>Il principe di Persia<\/em> PASQUALE GRAZIANO<br \/>\n<em>Prima Ancella<\/em> ANNARITA CECCHINI<br \/>\n<em>Seconda Ancella<\/em> SIMONA PASINO<br \/>\nOrchestra Coro e Coro di Voci bianche Teatro Carlo Felice<br \/>\nDirettore <strong>Donato Renzetti<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Marco Berrini<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro di Voci bianche <strong>Gino Tanasini<\/strong><br \/>\nScene <strong>Luciano Ricceri<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Elisabetta Montaldo Bocciardo<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Luciano Novelli<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Giovanni Di Cicco<\/strong><br \/>\nAllestimento Fondazione Teatro Carlo Felice<br \/>\n<em>Genova, 27 dicembre 2012<br \/>\n<\/em>Considerato il momento di crisi del Teatro Carlo Felice di Genova, la scelta di riproporre <strong><em>Turandot<\/em><\/strong> di Giacomo Puccini si rivela azzeccata su pi\u00f9 fronti: da un lato la fastosa scenografia, ideata da <strong>Luciano Ricceri<\/strong>, \u00e8 di propriet\u00e0 del teatro stesso; dall&#8217;altro, l&#8217;estremo capolavoro pucciniano rappresenta un titolo di indubbia attrattiva che riesce finalmente a restituire l&#8217;immagine di un teatro quasi esaurito in ogni ordine di posto. Rispetto all&#8217;ultima ripresa primaverile, il cast \u00e8 stato rivoluzionato, cos\u00ec da indurre chi gi\u00e0 aveva applaudito la coppia Casolla &#8211; Palombi, ad assistere al debutto di <strong>Daniela Dess\u00ec<\/strong> nel ruolo della \u201cprincipessa di gelo\u201d. Il soprano genovese sarebbe dovuto essere accompagnato dal compagno di scena e di vita Fabio Armiliato nel ruolo del Principe Ignoto; tuttavia un male di stagione ha costretto Mario Malagnini a sostituire il tenore in extremis. In sala erano inoltre presenti telecamere 3D che hanno registrato la performance per la produzione di un DVD.<br \/>\nLa scena di Ricceri presenta una reggia di Pechino, tradizionale e dorata, su due piani che, tenuto conto anche del livello del proscenio, contribuiscono a rendere l&#8217;idea di una societ\u00e0 gerarchizzata al cui vertice sta l&#8217;imperatore, quindi la corte ed i soldati, infine il popolo. Turandot, invece, che nel primo atto appare al livello pi\u00f9 alto per decretare la morte del principe di Persia, nel corso del secondo canta per lo pi\u00f9 dal piano centrale, mentre la sua metamorfosi avviene a livello del proscenio, quasi a voler simboleggiare il \u00a0progressivo divenire sempre pi\u00f9 umana della protagonista nel corso dell&#8217;opera.<br \/>\n<strong>Daniela Dess\u00ec<\/strong> ritrae una principessa certamente credibile. La voce corposa e sonora ben si adatta alla tessitura del complesso personaggio, anche se talvolta gli acuti estremi paiono un po&#8217; forzati. Nel complesso il soprano di casa offre un&#8217;ottima performance, applauditissima dal pubblico, nonostante qualche piccola sbavatura sui tempi musicali.<br \/>\nIl Calaf di <strong>Mario Malagnini<\/strong> \u00e8 notevole dal punto di vista vocale: la facilit\u00e0 negli acuti ed un timbro squillante, anche se non potentissimo, lo rendono adatto al ruolo del tenore pucciniano. Peccato, per\u00f2, che a tanta generosit\u00e0 musicale non corrispondano, forse per il poco tempo di prove a disposizione, un&#8217;interpretazione scenica e mimica coinvolgente: sul suo viso non vediamo l&#8217;amore folle per la principessa, il terrore degli enigmi, la gloria della vittoria. Anzi, spesso Malagnini si pone a braccia conserte ad osservare quel che accade in scena da spettatore aggiunto, per nulla intimidito, per esempio, dal servo del boia che agita una spada lucente verso di lui nel finale del primo atto. Applausi a scena aperta dopo &#8220;Non piangere Li\u00f9&#8221; ed autentica ovazione al termine dei tre celeberrimi &#8220;vincer\u00f2&#8221;.<br \/>\nNel ruolo di Li\u00f9, <strong>Roberta Canzian<\/strong> ha offerto una prestazione convincente sotto ogni punto di vista. Dotata di voce generosa e raffinata ha ritratto la schiava innamorata con garbo e delicatezza, sempre attenta a restituire un ritratto dell&#8217;ultima eroina pucciniana studiato nel profondo; decisamente toccante l&#8217;ultima aria con la quale lei e, metaforicamente, Puccini abbandonano la scena.<br \/>\nConvincenti i tre ministri Ping, Pong e Pang, impersonati rispettivamente da <strong>Francesco Verna<\/strong>, <strong>Manuel Pierattelli<\/strong> ed <strong>Enrico Salsi<\/strong> che riescono a rendere quel misto di simpatia e cinismo che caratterizza le tre maschere.<br \/>\n<strong>Ramaz Chikviladze<\/strong> realizza il vecchio Timur con correttezza e convince non solo per potenza vocale ma anche per l&#8217;imponenza della figura. Decisamente sonoro il Mandarino di <strong>Fabrizio Beggi<\/strong>, al contrario dell&#8217;Imperatore (<strong>Massimo La Guardia<\/strong>) che molti faticano a sentire dal momento che canta in posizione piuttosto sfavorevole nella zona pi\u00f9 profonda della scena. Corrette le ancelle di Turandot, Annarita Cecchini e Simona Pasino. Buona prova del coro, specie nel primo atto, diretto da Marco Berrini ed ottima la prova delle voci bianche di Gino Tanasini.<br \/>\nNel complesso apprezzabile la direzione di <strong>Donato Renzetti<\/strong>, sebbene talvolta l&#8217;orchestra sovrasti le voci dei solisti ed il coro di donne fuori scena del terzo atto (su &#8220;mio fiore mattutino&#8221;) parta una battuta in ritardo.<br \/>\nMeravigliosi i costumi storici di <strong>Elisabetta Montaldo Bocciardo<\/strong> ed estremamente efficaci le luci di <strong>Luciano Novelli<\/strong> che contribuiscono a rendere le macabre atmosfere del primo atto, la luminosit\u00e0 della corte riunita nel secondo e la notte di &#8220;stelle che tremano d&#8217;amore&#8221; nella terza parte.<br \/>\nLa storica regia di <strong>Giuliano Montaldo<\/strong>, ripresa da Fausto Cosentino, risulta lineare, non particolarmente complessa ma efficace, fatta eccezione per la sezione in cui Turandot rivela al principe il suo amore, che appare eccessivamente statica e non particolarmente coinvolgente, mentre il finale, con pi\u00f9 di centocinquanta elementi sul palcoscenico, \u00e8 senza dubbio l&#8217;immagine migliore per salutare con gioia e sventolio di bandiere il teatro gremito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genova, Teatro Carlo Felice, Stagione lirica 2012\/2013 &#8220;TURANDOT&#8221; Dramma lirico in tre atti, libretto di Giuseppe Adami e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":496,"featured_media":45744,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[302,1239,6904,4035,5068,4389,136,6905,5043,4086,3494,4394,4170,144],"class_list":["post-45735","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-daniela-dessi","tag-donato-renzetti","tag-elisabetta-montaldo-bocciardo","tag-enrico-salsi","tag-fabrizio-beggi","tag-francesco-verna","tag-giacomo-puccini","tag-luciano-novelli","tag-luciano-ricceri","tag-manuel-pierattelli","tag-mario-malagnini","tag-ramaz-chikviladze","tag-roberta-canzian","tag-turandot"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45735","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/496"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45735"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45735\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88132,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45735\/revisions\/88132"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45744"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45735"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45735"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45735"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}