{"id":45824,"date":"2013-01-01T00:22:44","date_gmt":"2012-12-31T22:22:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=45824"},"modified":"2016-12-01T02:32:10","modified_gmt":"2016-12-01T01:32:10","slug":"decimo-concerto-di-capodanno-alla-fenice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/decimo-concerto-di-capodanno-alla-fenice\/","title":{"rendered":"Decimo Concerto di Capodanno alla Fenice"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro La Fenice<br \/>\n<\/em><strong>CONCERTO DI CAPODANNO 2013<br \/>\n<\/strong>Orchestra e Coro del Teatro La Fenice<br \/>\nDirettore <strong>Sir John Eliot Gardiner <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Claudio Marino Moretti<br \/>\n<\/strong>Soprano <strong>Desir\u00e9e Rancatore<\/strong><br \/>\nTenore <strong>Saimir Pirgu <\/strong><br \/>\n<em>Giuseppe Verdi: &#8221; Aida&#8221;<\/em>, Sinfonia (versione 1872)<br \/>\n<em>P\u00ebtr Il\u2019i\u010d \u010cajkovskij:<\/em>\u00a0 Sinfonia n. 2 in do minore op. 17, &#8220;Piccola Russia&#8221;<br \/>\n<em>Gioachino Rossini<\/em>:&#8221; <em>Le si\u00e8ge de Corinthe<\/em>&#8220;,Galop<br \/>\n<em>Giuseppe Verdi: &#8220;La Traviata<\/em>&#8221; : \u00abDi Madride noi siam mattadori\u00bb; <em>&#8220;I vespri siciliani&#8221;<\/em> : \u00abMerc\u00e9, dilette amiche\u00bb; <em>&#8220;Rigoletto&#8221;<\/em>: \u00abQuesta o quella per me pari sono\u00bb; &#8220;<em>Attila&#8221;<\/em> : Preludio; <em>&#8220;I lombardi alla prima crociata&#8221;<\/em> : \u00abO Signore, dal tetto natio\u00bb; &#8220;La <em>Traviata&#8221;:<\/em> Preludio atto,\u00a0 \u00abSempre libera degg\u2019io\u00bb; &#8220;<em>I lombardi alla prima crociata&#8221;<\/em> : \u00abLa mia letizia infondere\u00bb; &#8220;<em>Nabucco&#8221;<\/em> : \u00abVa\u2019 pensiero sull\u2019ali dorate\u00bb; &#8220;<em>La Traviata&#8221;<\/em> : \u00abLibiam ne\u2019 lieti calici\u00bb.<br \/>\nIn coproduzione con Raiuno<br \/>\n<em>Venezia, 29 dicembre 2012<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sir John Eliot Gardiner \u00e8 ritornato sul podio del Teatro La Fenice di Venezia<\/strong> per dirigere l&#8217;ormai tradizionale Concerto di Capodanno, giunto alla sua decima edizione, dopo essere stato tra i protagonisti di quella di tre anni fa. Divenuto, attraverso la televisione, un appuntamento immancabile ed atteso per milioni di spettatori in Europa, compresi i paesi dell&#8217;Est, l&#8217;importante evento \u00e8 un modo per salutare il nuovo anno all&#8217;insegna di uno spettacolo <em>Made in Italy<\/em>, facendo conoscere nel nostro paese e nel mondo, l&#8217;alto livello artistico raggiunto da uno dei massimi templi della musica, il cui stato di salute, incredibilmente florido, pur in tempi di crisi, \u00e8 stato messo in evidenza, dati alla mano, nella conferenza stampa di presentazione del concerto, in cui erano presenti, tra gli altri, i reponsabili della direzione artistica e amministrativa del teatro. Una presentazione su cui merita spendere qualche parola. <strong>La ricetta vincente, per cos\u00ec dire, \u00e8 fatta di due soli ingredienti: un&#8217;oculata politica culturale e una sana amministrazione,<\/strong> che integri ai buoni incassi della biglietteria l&#8217;insostituibile contributo degli sponsor, a rimpinguare i magri finanziamenti pubblici. In questa prospettiva va inserito anche il Concerto di Capodanno, che, come ha sottolineato il direttore delle pubbliche relazioni di Rai Uno Fabrizio Maffei, propone nella seconda parte \u2013 la sola che sar\u00e0 trasmessa in diretta da Rai Uno, Arte, ZDF, WDR, Radio France e da varie emittenti dell\u2019Est Europa \u2013\u00a0 una serie di titoli che l&#8217;Azienda ritiene particolarmente adatti a coinvolgere un vasto pubblico. Gli ha fatto eco \u2013 mentre si attendeva l&#8217;arrivo del maestro Gardiner, impegnato in una prova \u2013 il sovrintendente Cristiano Chiarot, che non ha perso l&#8217;occasione di riprendere la polemica, di cui \u00e8 stato protagonista anche lo scorso anno, concernente l&#8217;inopportunit\u00e0, almeno in Italia, di celebrare l&#8217;anno nuovo al ritmo della Marcia Radetzky (da sempre trascinante finale della <em>kermesse<\/em> viennese), in quanto evocherebbe nel nome del maresciallo austriaco la dura repressione che fece seguito \u2013 a Milano, a Venezia e altrove sul patrio suolo \u2013 ai moti del Quarantotto. Meglio, dunque, il gaudente Brindisi dalla <em>Traviata<\/em>, con cui si conclude tradizionalmente lo spettacolo veneziano. Ma ecco entrare nella sala un ragazzo di settant&#8217;anni in gran forma e senza complessi <strong>(Sir John Eliot Gardiner, appunto), a introdurre una nota di dissenso, lamentando apertamente l&#8217;eccessiva &#8220;popolarit\u00e0&#8221; dei brani previsti nella seconda parte del concerto da lui diretto:<\/strong> i titoli che tanto piacciono alla Rai faranno anche <em>audience<\/em>, ma non educano il pubblico, e forse anche lo sottovalutano &#8230; Qualche attimo di imbarazzo gela il clima fino ad allora di unanime approvazione; poi con <em>nonchalance<\/em> l&#8217;insigne direttore ha preso a commentare i brani in programma, soffermandosi in particolare sul titolo iniziale, che costituisce una vera e propria rarit\u00e0: quella sinfonia dell&#8217;<em>Aida<\/em> che Verdi compose per la prima scaligera del 1872, ma che all&#8217;ultimo momento non volle far eseguire, preferendole il preludio, composto per la prima assoluta del Cairo, che tutt&#8217;ora si ascolta. Un lavoro di ampio respiro sinfonico, che attraverso un frequente uso del contrappunto coniuga i temi portanti dell&#8217;opera, tra cui spiccano quelli che connotano le due grandi rivali Aida e Amneris, mai entrato nel repertorio, nonostante la riscoperta di Toscanini, che lo esegu\u00ec nel 1940, e l&#8217;esecuzione successiva di Abbado del 1977.<br \/>\nCon questa preziosa riproposta si \u00e8 dunque aperto l&#8217;attuale Concerto di Capodanno,\u00a0 diviso, come d&#8217;abitudine, in una prima parte solo strumentale e in una seconda, dedicata quasi interamente a brani operistici verdiani, che prevede la presenza del coro e di due cantanti assai noti, quali il soprano palermitano <strong>Desir\u00e9e Rancatore<\/strong> e il tenore albanese <strong>Saimir Pirgu<\/strong>.<br \/>\n<strong>Va detto subito che la direzione e la concertazione di Gardiner si sono distinte per la purezza del suono e la capacit\u00e0 di rendere ogni sfumatura, ogni particolare a livello sia dinamico che agogico<\/strong>, pur con grande senso dell&#8217;insieme. Ogni battuta, ogni nota assumeva il giusto rilievo, il giusto carattere. Tutto era estremamente sorvegliato ed elegante, e generalmente senza eccessi. Cos\u00ec nella sinfonia verdiana si \u00e8 potuta apprezzare un&#8217;orchestra impeccabile, nitida e al tempo stesso coesa, nell&#8217;incessante gioco contrappuntistico di una composizione, che forse indulge un po&#8217; troppo all&#8217;effetto e che, purtuttavia, il direttore inglese ha saputo consegnarci in una veste stilisicamente impeccabile.<strong><br \/>\nDavvero straordinaria l&#8217;esecuzione della seconda sinfonia di \u010cajkovskij,<\/strong> dove la partitura del compositore russo si \u00e8 dispiegata in tutta la sua raffinatezza, e anche nei suoi talora esasperati contrasti, fino al mirabolante finale. (A proposito dell&#8217;educazione musicale del pubblico, molti spettatori applaudivano tra un movimento e l&#8217;altro &#8230; )<br \/>\n<strong>Nella seconda parte, decisamente pi\u00f9 alla portata di tutti,<\/strong> ben introdotta dal Galop da le <em>Si\u00e8ge de Corinthe<\/em> e inframezzata da altri pezzi solo orchestrali (lo struggente Preludio dell&#8217;<em>Attila <\/em>e il diafano Preludio atto I della <em>La traviata<\/em>, veri e propri inviti a nozze per il raffinato maestro inglese), il coro, come sempre istruito dal maestro Moretti,\u00a0 e i cantanti hanno dato prova di grande padronanza tecnica e adeguata sensibilit\u00e0 interpretativa. In \u00abDi Madride noi siam mattadori\u00bb da <em>La traviata<\/em>, cui Gardiner ha imposto dei tempi alquanto stringati &#8220;alla Toscanini&#8221; (forse l&#8217;unico eccesso), il coro si \u00e8 segnalato per la bella pronuncia e il fraseggio seguendo scrupolosamente l&#8217;autorevole gesto direttoriale. Di pari bellezza l&#8217;interpretazione di \u00abO Signore, dal tetto natio\u00bb da <em>I lombardi alla prima crociata,<\/em> dove il magistero di Gardiner ha saputo in qualche modo nobilitare la non eccelsa orchestrazione verdiana, che abbastanza spesso prevede l&#8217;accompagnamento del canto all&#8217;ottava, e di \u00abVa\u2019 pensiero sull\u2019ali dorate\u00bb dal <em>Nabucco<\/em>, in cui le sottolineature a livello dinamico e le figure ritmiche erano eseguite con prontezza ed agilit\u00e0 in un interpretazione composta ed espressiva.<br \/>\nUna Rancatore che sfoggia le sue armi migliori nello sfavillante registro acuto e nelle agilit\u00e0,\u00a0 ha intonato\u00a0 due pezzi di bravura come \u00abMerc\u00e9, dilette amiche\u00bb da <em>I vespri siciliani <\/em>e \u00abSempre libera degg\u2019io\u00bb da <em>La traviata<\/em>.\u00a0 Di bell&#8217;impatto\u00a0 anche la prova di facilit\u00e0 d&#8217;emissione e spavalda leggerezza fornita da\u00a0 Saimir Pirgu in \u00abQuesta o quella per me pari sono\u00bb dal <em>Rigoletto <\/em>e in \u00abLa mia letizia infondere\u00bb da <em>I lombardi alla prima crociata <\/em>( convince poco invece l&#8217;acuto in &#8220;falsetto&#8221; a chiusura dell&#8217;aria) esibendo una voce omogenea gradevolmente vibrata, capace di sottigliezze e mezze voci. L&#8217;apoteosi poi si \u00e8 avuta, come di prammatica, con \u00abLibiam ne\u2019 lieti calici\u00bb da <em>La traviata<\/em>, dove peraltro la Rancatore \u00e8 apparsa un po&#8217; in difficolt\u00e0 a scandire i non facili abbellimenti. Comunque il pubblico in delirio ha chiesto e ottenuto il bis. Dopodich\u00e9 si \u00e8 ancora scatenato in convintissimi, scroscianti applausi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice CONCERTO DI CAPODANNO 2013 Orchestra e Coro del Teatro La Fenice Direttore Sir John [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":45874,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,6918,29,3143,232,319],"class_list":["post-45824","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-concerto-di-capodanno-venezia","tag-desiree-rancatore","tag-john-eliot-gardiner","tag-saimir-pirgu","tag-teatro-la-fenice-di-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45824","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45824"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45824\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87096,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45824\/revisions\/87096"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45874"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45824"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45824"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45824"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}