{"id":45963,"date":"2013-01-03T00:09:13","date_gmt":"2013-01-02T22:09:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=45963"},"modified":"2016-12-01T02:34:43","modified_gmt":"2016-12-01T01:34:43","slug":"milano-teatro-alla-scalaromeo-et-juliette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/milano-teatro-alla-scalaromeo-et-juliette\/","title":{"rendered":"Milano, Teatro alla Scala:&#8221;Rom\u00e9o et Juliette&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Milano, Teatro alla Scala, Stagione lirica 2012\/2013<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;ROM\u0116O ET JULIETTE&#8221;<br \/>\n<\/strong>Sinfonia drammatica per soli, coro e orchestra op.17, libretto di \u00c9mile Deschamps, da Shakespeare.<br \/>\nMusica di <strong>Hector Berlioz<br \/>\n<\/strong>Coreografia <strong>Sasha Walts<br \/>\n<\/strong><em>Rom\u00e9o<\/em> HERV\u0116 MOREAU<br \/>\n<em>Juliette <\/em>AUR\u0116LIE DUPONT<br \/>\n<em>Le p\u00e8re Laurence <\/em>MICK ZENI<br \/>\n<em>Mezzosoprano <\/em>EKATERINA SEMENCHUK<br \/>\n<em>Tenore <\/em>LEONARDO COLTELLAZZI<br \/>\n<em>Basso<\/em> NICOLAS CAVALLIER<br \/>\nSolisti, Corpo di ballo e orchestra del Teatro alla Scala<br \/>\nDirettore <strong>James Conlon<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Bruno Casoni<\/strong><br \/>\nScene <strong>Pia Maier Schriever, Thomas Schenk, Sasha Waltz <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Bernd Skodzig <\/strong><br \/>\nLuci <strong>David Finn<br \/>\n<\/strong>Nuova produzione Teatro alla Scala, in coproduzione con Deutsche Oper Berlin e in collaborazione con Op\u00e9ra National de Paris<strong><br \/>\n<\/strong><em>Milano, 28 dicembre 2012<br \/>\n<\/em>\u00ab<em>Questo lavoro non \u00e8 un\u2019opera da concerto, n\u00e9 una cantata, ma una Sinfonia con cori. Anche se il canto figura sin dall\u2019inizio, esso deve preparare l\u2019animo dell\u2019ascoltatore alle scene drammatiche in cui i sentimenti e le passioni sono espresse dall\u2019orchestra. Ci\u00f2 inoltre serve per introdurre un po alla volta nello sviluppo musicale le masse corali, la cui improvvisa apparizione potrebbe nuocere all\u2019unit\u00e0 della composizione.\u00bb<\/em><br \/>\nCos\u00ec Hector Berlioz scriveva nella Prefazione a \u201c<em>Rom\u00e9o et Juliette<\/em>\u201d denominata come grande sinfonia drammatica per tre solisti (mezzosoprano, tenore, basso), coro e orchestra.<br \/>\nLa sinfonia ebbe la prima esecuzione il 24 novembre 1839 a Parigi nella sala del Conservatorio e dirigeva Berlioz stesso. In sala erano presenti grandi personaggi della societ\u00e0 parigina e soprattutto Richard Wagner. La composizione della sinfonia drammatica \u201cRomeo e Giulietta\u201d fu resa possibile dal generoso dono di 20.000 franchi di Niccol\u00f2 Paganini al compositore. \u00c8 nota l\u2019ammirazione da parte di\u00a0 Paganini nei confronti di Berlioz nel quale vedeva l\u2019erede di Beethoven. Berlioz quindi si mise subito all\u2019opera nella scrittura del suo nuovo lavoro. Il compositore francese decise di pubblicare il suo lavoro solamente nel1847 dove aver effettuato alcuni tagli importanti.<br \/>\nIn questo caso sul podio del Teatro alla Scala abbiamo ritrovato in gran forma il direttore d\u2019orchestra statunitense <strong>James Conlon<\/strong>. La sua esecuzione infonde nuova vita al capolavoro di Berlioz. Ha fatto raggiungere all\u2019orchestra della Scala pagine che toccano il capolavoro.<br \/>\nLa coreografa tedesca <strong>Sasha Waltz<\/strong>, conosciuta stella del teatrodanza, \u00e8 stata chiamata dal Teatro alla Scala per mettere in movimento la sfuggente musica di \u201cRom\u00e9o et Juliette\u201d. Impresa alla quale si erano gi\u00e0 sottoposti grandissimi coreografi come ad esempio Maurice B\u00e9jart e Amedeo Amodio. Nelle recite inaugurali della nuova Stagione di balletto scaligero,questo allestimento ha come protagonisti le due \u00e9toiles che hanno dato vita al debutto della coreografia all\u2019Op\u00e9ra di Parigi e per le quali il balletto \u00e8 stato creato. <strong>Aur\u00e9lie Dupont<\/strong> ha ritrovato il suo partner <strong>Herv\u00e9 Moreau<\/strong>: la coppia di artisti \u00e8 stata protagonista anche della ripresa di <em>Rom\u00e9o et Juliette<\/em> all\u2019Op\u00e9ra nel maggio scorso e trasmessa in pi\u00f9 di 200 cinema in Italia e in Europa.<br \/>\nQuesto allestimento non ha nulla a che fare con i \u201cRomeo e Giulietta\u201d tradizionali: nessun elemento oleografico,\u00a0 balconi, cripte, o riferimenti a alla citt\u00e0 di Verona, nulla che ci possa ricondurre all\u2019immaginario narrato da Shakespeare.<br \/>\nLa Waltz, non a caso, si \u00e8 accostata al lavoro di Berlioz che ha fortemente sintetizzato la vicenda dei due giovani amanti veronesi. nel suo linguaggio corporeo i temi presenti nella musica.<br \/>\nBerlioz creando una \u201dsinfonia drammatica\u201d si \u00e8 preso molte libert\u00e0, in primis quella di non seguire alla lettera il filo della storia. Questa scelta ha aiutato la creazione della coreografa. Nemmeno alla Waltz piace raccontare storie in modo meramente cronologico ed abbandona i dettagli della narrazione concentrandosi sull\u2019essenziale.<br \/>\nCome Berlioz non ha utilizzato tutti i personaggi del dramma shakespeariano, la Walz \u00e8 arrivata a conservare soltanto i tre principali ovvero Romeo, Giulietta e Padre Lorenzo. Se i primi due sono protagonisti naturali dello spettacolo, al terzo \u00e8 affidato il difficile compito di raccogliere i fili della tragedia consumata, mostrare al popolo fino a che punto pu\u00f2 arrivare la scelleratezza umana.<br \/>\nE proprio in questa scena<strong> Sacha Waltz<\/strong> crea danze in perfetta sintonia con il canto. Bravissimo ed elegante il primo ballerino <strong>Mick Zeni<\/strong> nel ruolo di Padre Lorenzo. Potente, presente e dal grande magnetismo in scena. Tutto il conflitto delle famiglie Capuleti e Montecchi \u2013 che in Shakespeare s\u2019 incarna nei ruoli di Tebaldo e Mercuzio- \u00e8 stato espresso da Berlioz attraverso la musica orchestrale e dalla Waltz in forme coreografiche di gruppo.<br \/>\nLa Waltz considera la musica alla stregua di un partner su cui conta molto. Si percepisce chiaramente che i movimenti delle sue creazioni derivano anzitutto da una pulsione e da un ritmo del corpo. Per lei la musica nel momento della creazione non \u00e8 la parte fondamentale del pezzo. Basti vedere il stupendo solo di Romeo interpretato da Herv\u00e9 Moreau. Quasi cinque minuti senza musica in cui il disperato tentativo di Romeo di scalare una piattaforma rialzata al massimo, faceva percepire tutto lo strazio esistenziale del personaggio. In questa scena un liquido nero che cola dal piano verticale simboleggia il veleno-sonnifero con cui Giulietta finge la morte. Con quell\u2019inchiostro, nel silenzio orchestrale, Moreau si sporca mani, viso, collo come se il tossico scorresse nel corpo di Romeo.<br \/>\n<strong>Herv\u00e9 Moreau<\/strong> molto toccante in questo assolo ha convinto\u00a0 meno nel pas de deux con Giulietta, interpretato da <strong>Aur\u00e9lie Dupont<\/strong>. Della ballerina francese si ammira la forza espressiva che la fa talvolta imporre sul suo partner in alcuni pas de deux. La Dupont \u00e8 una Giulietta ideale: la grazia nei modi e la bellezza dei suoi sguardi la rendono appassionante e struggente.<br \/>\nIn questa creazione di Sasha Waltz non credo che i protagonisti assoluti siano Romeo e Giulietta che spesso si ritrovano a fare da contorno alla composizione stessa. Il vero protagonista \u00e8 il Corpo di ballo e la musica stessa di Berlioz. In questo spettacolo ci ritroviamo davanti a tutti i generi teatrali uniti fondamentalmente dalla musica, non esistono quindi protagonisti assoluti.<br \/>\nIl Corpo di ballo della Scala \u00e8 stato eccezionale nel danzare per quasi un\u2019ora e quarantacinque. La stessa coreografa ha dichiarato di esser rimasta pienamente soddisfatta del gruppo.<br \/>\nLa ricerca di Sasha Waltz si basa sui movimenti organici, sull\u2019esplorazione del suolo e sulle forme che attraversano il corpo. Questo tipo di ricerca s\u2019inserisce pienamente nel panorama della danza contemporanea, pur senza dimenticare, in questo caso, di avere a che fare con una compagnia classica. Essa ha trovato il Corpo di ballo della Scala aperto al mondo della danza contemporanea. Da ricordare i bravi ed espressivi <strong>Christian Fagetti<\/strong> e <strong>Federico Fresi<\/strong> che per bravura tecnica e magnetismo personale spiccano in molte scene.\u00a0Per quanto riguardo il canto abbiamo ritrovato la bellissima ed elegante voce del mezzosoprano <strong>Ekaterina Semenchuk<\/strong> che con un elegante e impegnativo abito di raso bianco, si muove con equilibrio e misura sulla scena. Lo scatenatissimo e bravo tenore, <strong>Leonardo Cortellazzi<\/strong>, anima anche coreograficamente la storia della fata Mab. Riesce pienamente nella sua aria di non di facile esecuzione e al termine della serata si \u00e8 meritato un caloroso applauso.\u00a0Il basso <strong>Nicolas Cavallier<\/strong> \u00e8 magnifico nel recitativo e nell\u2019aria di Padre Lorenzo. Il cantante, che ha voce scura e omogenea, fraseggia con precisione nei recitativi ed esprime una piacevole linea di canto. Cavallier non ha difficolt\u00e0 nel presentarsi a torso nudo affiancato dal suo doppio interpretato dal ballerino Mick Zeni. Al testo cantato corrispondono dei gesti coreografici che il ballerino e il basso eseguono insieme. Cavallier anche per questo \u00e8 stato acclamatissimo dal pubblico.\u00a0<strong>Il Coro scaligero istruito splendidamente da Bruno Casoni,<\/strong> sfoggia ogni sorta di finezza vocale, \u00e8 uno dei veri protagonisti della serata, impeccabile e ben disposto anche nelle semplici ma efficaci esecuzioni mimiche.<br \/>\nLe scene ideate da <strong>Pia Maier Schriever<\/strong>, <strong>Thomas Schenk<\/strong> e dalla stessa Waltz aiutano a incorniciare la coreografia e di stabilirne le linee guida. I tre hanno immaginato di simboleggiare il contrasto fra due famiglie con due piattaforme che muovendosi sul pavimento, pian piano si aprono, come una conchiglia, fino a formare un unico piano su tutta la profondit\u00e0 della scena. Il risultato \u00e8 molto bello all\u2019occhio dello spettatore. Sembra una scena che muti da sola e che sia essa stessa una performance a s\u00e9 stante.\u00a0<strong>Bernd Skodzig<\/strong> ha realizzato dei costumi che grazie ai materiali e ai colori (dal nero al bianco, e diverse sfumature del grigio e del beige) risultano di una dimensione atemporale e universale. Unica evidenza nei colori: neri per i Montecchi, bianco tendente al crema e all\u2019oro per i Capuleti. Le autorit\u00e0 come Padre Lorenzo e il Principe di Verona indossano splendidi caffettani allacciati in vita e larghi copricapi che ricordano lo stile degli ebrei ortodossi dell\u2019Europa Orientale. I tessuti giocano sulla fluidit\u00e0 e sulla rigidezza, sulla morbidezza e sullo spessore. In alcuni costumi del coro, le forme ricordano lo spirito delle culture indiane, asiatiche e del Rinascimento. Questo tipo di spettacolo \u00e8 piaciuto moltissimo al pubblico di Milano che ha chiamato alla ribalda tutti gli artisti diverse volte. Qualche contestazione per Sasha Waltz\u2026ma quale genio ha vita facile?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Teatro alla Scala, Stagione lirica 2012\/2013 &#8220;ROM\u0116O ET JULIETTE&#8221; Sinfonia drammatica per soli, coro e orchestra op.17, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":87,"featured_media":45965,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[6922,14677,6501,6923,911,781,2242,4872,152,1656,4129],"class_list":["post-45963","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-aurelie-dupont","tag-danza","tag-ekaterina-semenchuk","tag-herve-moreau","tag-james-conlon","tag-leonardo-cortellazzi","tag-mick-zeni","tag-nicolas-cavallier","tag-romeo-et-juliette","tag-sasha-waltz","tag-teatro-alla-scala-di-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/87"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45963"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45963\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87095,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45963\/revisions\/87095"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45965"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}