{"id":46332,"date":"2013-01-13T11:41:35","date_gmt":"2013-01-13T09:41:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=46332"},"modified":"2016-11-23T18:01:41","modified_gmt":"2016-11-23T17:01:41","slug":"salerno-teatro-verdiaida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/salerno-teatro-verdiaida\/","title":{"rendered":"Salerno, Teatro Verdi:&#8221;Aida&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Salerno, Teatro Municipale Giuseppe Verdi, Stagione Lirica 2012<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;AIDA&#8221;<\/strong><br \/>\nOpera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni tratto da un soggetto di A. Mariette<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/strong><em>Il Re d\u2019 Egitto\u00a0 <\/em>ANGELO NARDINOCCHI<br \/>\n<em>Amneris,\u00a0 sua figlia <\/em>GIOVANNNA CASOLLA<br \/>\n<em>Aida, schiava etiope\u00a0 <\/em>KRISTIN LEWIS<br \/>\n<em>Radam\u00e8s, capitano delle guardie\u00a0 <\/em>CARLO VENTRE<br \/>\n<em>Ramfis, capo dei sacerdoti\u00a0 <\/em>CARLO STRIULI<br \/>\n<em>Amonasro, Re d\u2019Etiopia, padre di Aida <\/em>AMBROGIO MAESTRI<br \/>\n<em>La Sacerdotessa <\/em>NATASHA VERNIOL<br \/>\n<em>Un messaggero\u00a0\u00a0 <\/em>FRANCESCO PITTARI<br \/>\n<em>Primo ballerini<\/em>\u00a0 GISEPPE PICONE, STEFANIA FIGLIOSSI<br \/>\nOrchestra Filarmonica Salernitana \u2018Giuseppe Verdi\u2019<br \/>\nCoro del Teatro dell\u2019 Opera di Salerno<br \/>\nDirettore <strong>Giampaolo Bisanti<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Luigi Petrozziello<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Riccardo Canessa <\/strong><br \/>\nScene e Costumi <strong>Flavio Arbetti <\/strong><br \/>\nCoreografie <strong>Pina Testa <\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro \u2018Giuseppe Verdi\u2019 di Salerno<br \/>\n<em>Salerno, 26 dicembre 2012<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La rappresentazione di <em>Aida <\/em>dovrebbe rispecchiare o almeno evocare, al di l\u00e0 di <em>mise en<\/em> <em>sc\u00e8ne <\/em>\u00a0spettacolari e sontuose a cui questo titolo ci ha abituati,\u00a0<\/strong> tutta la statuaria, statica,\u00a0 \u2018bidimensionale\u2019,\u00a0 monolitica concezione della vita e della morte propria dell\u2019antico Egitto. Nel nuovo allestimento del Teatro Giuseppe Verdi di Salerno, a sipario alzato, il primo impatto visivo ci riconduce ad una scena molto ben studiata, nei dettagli, \u2018tecnicamente\u2019 disposta come si deve, presentata al fine di fornire l\u2019idea che trattasi di \u2026..<em>Aida.<\/em> E\u2019 difficile spiegare la sensazione dell\u2019impatto\u2026..non \u00e8 l\u2019Egitto arcaico dei Faraoni e dei Numi che viene riprodotto,\u00a0 ricreato, immaginato ma l\u2019<em>Aida<\/em>, l\u2019Opera di Verdi con tutti gli elementi che occorrono: sfinge, obelischi, idolo, trono, tripode. Si cerca, attraverso questo discorso, di trasmettere ai gentili lettori ci\u00f2 che \u2018passa\u2019\u2026\u2026senza connotare il commento di giudizi negativi\u2026n\u00e9 positivi.<br \/>\nLe scene ideate da <strong>Flavio Arbetti<\/strong>, si riempiono di\u00a0 colori chiari e luci \u2018fredde\u2019\u00a0 che cristallizzano lo spazio\u00a0 conferendo\u00a0 ampiezza\u00a0 ad un palcoscenico notoriamente piccolo e non particolarmente adatto ad allestimenti sfarzosi e magniloquenti a cui spesso si rimanda quando si parla di <em>Aida<\/em>, come dicevamo,\u00a0 in relazione anche allo scopo della sua creazione: scritta per l\u2019inaugurazione del Canale di Suez, l\u2019 Opera, che conserva caratteri tipici del Grand-Op\u00e9ra (scena del trionfo con la celebre \u2018Marcia\u2019, balletti, argomento storico), pur evidenziando anche aspetti pi\u00f9 propriamente \u2018intimi\u2019, fu concepita comunque in virt\u00f9 di questo forte impatto\u00a0 visivo,\u00a0 per sottolineare naturalmente, unitamente alla vicenda, precipui riferimenti ad un popolo, ai suoi usi, alla sua ricchezza, alla sua atavica solennit\u00e0.<br \/>\n<strong>I costumi , sempre di Arbetti, sono belli, oggettivamente: stoffe sontuose, colori\u00a0 \u2018neutri\u2019 morbidamente avvolgenti<\/strong>\u2026..davvero \u2018troppo\u2019 perfetti!\u00a0 Tutti i personaggi, dal Re al Messaggero, si presentano sontuosamente abbigliati,\u00a0 sembrano essere usciti da un atelier di un noto sarto parigino che ha sapientemente accostato ai loro abiti gli accessori e le calzature. Se si parla del Re, di sua figlia, di Aida, di Radam\u00e9s, del\u00a0 Sacerdote,\u00a0 \u00e8 anche verosimile un simile abbigliamento ma non posso evitare di riscontrare che suscita un certo \u2018sorriso\u2019 l\u2019 apparizione, in simil \u2018foggia vestiaria\u2019, degli schiavi etiopi con Amonasro, il re guerriero caduto prigioniero che non svela subito la sua identit\u00e0, al fine di preparare, in incognito,\u00a0 la riscossa. Il pap\u00e0 di Aida sembra Attila ad una festa di gala, pi\u00f9 che un guerriero sconfitto\u2026come avr\u00e0 fatto a cadere prigioniero dopo aver resistito fino alla fine, come lui stesso racconta,\u00a0 senza strapparsi nemmeno un orlo, non ci \u00e8 dato di sapere\u2026\u2026\u2026. La regia di <strong>Riccardo Canessa<\/strong> coniuga bene i momenti pi\u00f9 solenni con quelli pi\u00f9 intimi, privilegiando pochi ed essenziali movimenti, come \u00e8 naturale su un palcoscenico non grande,\u00a0 mantenendo sempre una certa morbidezza. Assenti quasi del tutto momenti di innaturale rigidit\u00e0, solisti, coro, figuranti si muovono piuttosto fluidamente, ben distribuiti all\u2019interno dello spazio. Accennati appena\u00a0 la natura dei rapporti\u00a0 tra i personaggi e lo scandaglio psicologico individuale ma al punto tale da risultare comunque presenti. Convince immediatamente la direzione di <strong>Giampaolo Bisanti<\/strong>, sin dal Preludio.<br \/>\n, fraseggiando e arricchendo di molti colori l\u2019esecuzione, come da partitura. Bisanti la guida con sicurezza e chiarezza del gesto, caricandolo anche di forte espressivit\u00e0. Davvero bella la sua prova, il migliore della serata, per completezza d\u2019intenti e risultati. Anche il Coro dell\u2019 Opera di Salerno, preparato da <strong>Luigi Petroziello<\/strong> si svincola da precedenti produzioni sottotono, fornendo una prova soddisfacente.<br \/>\nNel cast figura la sostituzione all\u2019ultimo minuto della indisposta Ekaterina Gubanova\u00a0 con\u00a0 <strong>Giovanna Casolla<\/strong>. Ci sono momenti in cui la signora Casolla scompare in una tessitura grave, sicuramente,\u00a0 poco congeniale alla sua vocalit\u00e0; in zona acuta, svetta con sicurezza e facilit\u00e0. Scenicamente sembra caricare troppo il personaggio di connotazioni popolari che la figlia del faraone non dovrebbe avere, a mio giudizio. Per contro, l\u2019 Aida di <strong>Kristin Lewis<\/strong>, predilige, non so se per scelta registica o per inclinazione personale,\u00a0 un carattere altero, algido, costante in tutte le relazioni, con Radam\u00e8s, con Amneris, con il padre. Innegabile la bellissima presenza, ma sembra essere una presenza\u2026 \u2018assente\u2019\u2026. \u00a0anche nei momenti di maggior <em>pathos.<\/em> Il canto di Kristin Lewis segue questa linea: colpisce per morbidezza e fluidit\u00e0 in tutta la gamma ma \u00e8 evidente una scarsa variet\u00e0 di accenti nella parola, cosa che invece richiederebbe \u00a0la scrittura verdiana, \u00a0anche nel canto \u2018morbido\u2019 e nei \u2018piano\u2019. Bravo ancora una volta Bisanti che non la copre mai, con un occhio sempre in palcoscenico, anche nelle parti pi\u00f9 gravi della tessitura in cui la voce del bravo soprano\u00a0 si fa troppo esile e a tratti velata. <strong>Carlo Ventre,<\/strong> come Radam\u00e8s, sfoggia una voce piena, timbricamente importante e si districa molto bene nella parte del\u00a0 guerriero innamorato della schiava ma promesso alla futura Regina d\u2019Egitto, privilegiando il lato eroico e mantenendo, devo dire, sempre una certa bellezza di suono anche nei momenti pi\u00f9 \u2018spinti\u2019. <strong>Ambrogio\u00a0 Maestri<\/strong> , Amonasro, sin dalle prime battute, invece, predilige la parola e l\u2019accento e\u00a0 ci piace perch\u00e9 capiamo tutto\u2026qualche suono risulta un po\u2019 forzato, \u00e8 vero,\u00a0 ma l\u2019intelligibilt\u00e0 non deve essere seconda a niente, soprattutto in una zona discorsiva della tessitura vocale, soprattutto con le difficolt\u00e0 che incontra oggi il Teatro d\u2019Opera a farsi capire, amare e seguire\u2026..Corrette e senza nessuna particolare nota di merito tutte le altre \u2018parti di fianco\u2019 e \u2018comprimariali fisse\u2019 del Teatro Giuseppe Verdi, a cui si aggiunge <strong>Natasha Veniol,<\/strong> la Sacerdotessa che ci \u00e8, sinceramente, sfuggita, nel senso che non l\u2019abbiamo sentita\u2026<br \/>\nUna nota di riguardo al <em>pas de deux<\/em> di <strong>Giuseppe Picone<\/strong> e <strong>Stefania Figliossi<\/strong> che ha suggellato con forte e convincentissima espressivit\u00e0 i momenti delle danze nel secondo atto,\u00a0 quello del Trionfo,\u00a0 tutti piacevolmente espressi dal corpo di ballo su coreografie di <strong>Pina Testa<\/strong>. Ampiamente meritati i calorosi applausi ai danzatori tutti. Buona l\u2019esecuzione strumentale in palcoscenico della Marcia.Si chiude con questa \u2018bianca\u2019 Aida, la stagione del Teatro Giuseppe Verdi di Salerno. <em>Foto Massimo Pica<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salerno, Teatro Municipale Giuseppe Verdi, Stagione Lirica 2012 &#8220;AIDA&#8221; Opera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":46335,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[111,1290,6278,4343,2798,6969,5780,1235,1406,153,3363,6968,145,1777],"class_list":["post-46332","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-aida","tag-ambrogio-maestri","tag-angelo-nardinocchi","tag-carlo-striuli","tag-carlo-ventre","tag-flavio-arbetti","tag-giampaolo-bisanti","tag-giovanna-casolla","tag-giuseppe-picone","tag-giuseppe-verdi","tag-kristin-lewis","tag-natasha-verniol","tag-opera-lirica","tag-stefania-figliossi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46332","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46332"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46332\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86857,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46332\/revisions\/86857"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46335"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46332"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46332"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46332"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}