{"id":46426,"date":"2013-01-14T03:57:57","date_gmt":"2013-01-14T01:57:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=46426"},"modified":"2016-12-04T00:47:25","modified_gmt":"2016-12-03T23:47:25","slug":"verdi-e-il-potere-modelli-letterari-arie-e-balletti-per-un-anniversario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/verdi-e-il-potere-modelli-letterari-arie-e-balletti-per-un-anniversario\/","title":{"rendered":"&#8220;Verdi e il potere&#8221;: modelli letterari, arie e balletti per un anniversario"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione concertistica\u00a0 2012-2013 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI\u00a0 <\/strong><br \/>\nDirettore<strong> Roberto Abbado<\/strong><br \/>\nVoce recitante<strong> Remo Girone <\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Soprano <strong>Nkosazana Dimande <\/strong><br \/>\nBaritono <strong>Dario Solari <\/strong><br \/>\nBassi<strong> Dmitrij Beloselskij,\u00a0<\/strong><strong>Alexei Tanovitsky <\/strong><br \/>\nTenore <strong>Dario Prola <\/strong><br \/>\nGiuseppe Verdi<em>: I Masnadieri<\/em>, Preludio<br \/>\n<em>Attila<\/em>, \u201cMentre gonfiarsi l\u2019anima\u201d \u2013 scena\u00a0e aria di Attila;\u00a0 Preludio<br \/>\n<em>Aida<\/em>, \u201cQui Radames verr\u00e0 \u2026 O cieli azzurri\u201d \u2013\u00a0 \u201cRivedrai le foreste imbalsamate\u201d \u2013 duetto di Aida e Amonasro, Atto III<br \/>\n<em>Macbeth<\/em>, Ballabili, Atto III;\u00a0 \u201cPerfidi! All\u2019Anglo \u2026 Piet\u00e0, rispetto, amore\u201d \u2013 scena e aria di Macbeth, Atto IV<br \/>\n<em>Don Carlo<\/em>, \u201cRestate\u201d \u2013 duetto di Rodrigo e\u00a0Filippo, Atto II;\u00a0 Ballo della Regina, Atto III;\u00a0 \u201cElla giammai m\u2019am\u00f2\u201d \u2013 scena e cantabile di Filippo, Atto IV;\u00a0 \u201cIl Grande Inquisitor\u201d \u2013 scena e duetto di Filippo e il Grande Inquisitore, Atto IV<br \/>\n<em>Otello<\/em>, Ballabili, Atto III<br \/>\n<em>Torino, 11 gennaio 2013<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>I concerti dell\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI hanno inaugurato il 2013 con un omaggio all\u2019opera di Verdi<\/strong>, nel bicentenario della nascita; molto originale la struttura del programma, in cui si alternavano letture, brani sinfonici, scene di melodramma, proprio perch\u00e9 il motivo conduttore (<em>Verdi e il potere<\/em>) si ritrova con tale frequenza da indurre alla selezione, all\u2019antologia, agli accostamenti. Curatore del programma ed estensore delle pagine critiche a illustrazione dei brani e dei loro modelli letterari \u00e8 Cesare Mazzonis, direttore artistico dell\u2019OSN RAI di Torino, il quale firma anche la presentazione nel programma di sala (<em>Verdi e i volti del potere<\/em>). Lettura e recitazione sono invece affidate a <strong>Remo Girone<\/strong>, abilissimo nell\u2019avvicendare il tono didascalico alla recitazione dell\u2019attore di lungo corso, allorch\u00e9 la pagina verdiana richiama la fonte (Shakespeare, Schiller). Il <em>fil rouge<\/em> sul potere, ripercorso da Mazzonis nel teatro verdiano, si annoda in tante citazioni, anche molto preziose, da Racine a Canetti, da Frazer a Benjamin, ma \u00e8 costantemente adattato alle dinamiche e alla drammaturgia verdiane. Alla coerenza e all\u2019urgenza di queste ultime si dedica intensamente il direttore d\u2019orchestra, <strong>Roberto Abbado<\/strong>, che nella concertazione di preludi, ballabili, scene d\u2019opera, non fa certo rimpiangere la forma scenica; anzi, le riflessioni di Mazzonis da una parte e il canto degli interpreti dall\u2019altra sono di volta in volta accentuati da quelle partiture del Verdi considerato \u201cminore\u201d che sono i ballabili di alcune opere (o, per meglio dire, delle loro versioni parigine). Ma Abbado ha inteso il balletto non come momento distensivo, rasserenante ed elegante<em> entr\u2019acte<\/em>; e giustamente, perch\u00e9 il balletto costituisce l\u2019inciso sinfonico in cui la tensione drammatica coagula al centro dell\u2019opera, per esplodere successivamente in vista della catastrofe finale (caso emblematico, a questo proposito, il <em>Macbeth<\/em>; forse meno riuscito il <em>Ballet de la Reine<\/em> dal <em>Don Carlo<\/em>).<br \/>\n<strong>I personaggi evocati dal rapporto truce e distruttivo con il potere sono nell\u2019ordine Attila, Amonasro con la figlia Aida, Macbeth, Filippo II con Rodrigo e il Grande Inquisitore;<\/strong> dunque regnanti, o rappresentanti di un potere assoluto che confligge con autorit\u00e0 diverse dalla propria; ma anche personalit\u00e0 in preda al dubbio, rovinate dalla malvagit\u00e0 e dal rimpianto, a volte tentate dal pentimento, verso le quali affiora \u00abla piet\u00e0 verdiana per tanta sofferenza\u00bb (Mazzonis). Ai cantanti spetta un compito non facile, rappresentare conflitti interiori e sofferenze di caratteri detratti dal loro contesto originario e naturale (la scena teatrale), perch\u00e9 risaltino sul palcoscenico dell\u2019Auditorium RAI sulla scorta del solo elemento musicale, in tutta la sua autonomia. Tra i quattro artisti principali <strong>Dmitrij Beloselskij<\/strong> \u00e8 il pi\u00f9 corretto ed efficace: nell\u2019arioso e nella cabaletta da <em>Attila<\/em> la voce \u00e8 ancora un po\u2019 fibrosa e penalizzata da un vibrato largo, con qualche acuto forzato e non del tutto fermo, mentre migliora sensibilmente nelle tre scene dal <em>Don Carlo<\/em>. \u00abElla giammai m\u2019am\u00f2\u00bb \u00e8 senza dubbio la pagina solistica meglio riuscita della serata, unitamente ai duetti con baritono e basso: Beloselskij interpreta molto bene la pretesa autorevolezza di Filippo, incrinata dai rimpianti e dalle insicurezze; il basso riesce dunque molto meglio nella vocalit\u00e0 ripiegata e intensa del monarca spagnolo che non negli slanci appassionati di Attila. <strong>Dario Solari<\/strong> deve cimentarsi in due pagine impervie: il duetto con Aida e l\u2019aria finale dal <em>Macbeth<\/em>, a conclusione della prima parte del concerto; dopo l\u2019intervallo \u00e8 Rodrigo nel duetto dal <em>Don Carlo<\/em>. Tre ruoli baritonali che riassumono bene l\u2019attenzione di Verdi per questa categoria vocale: il padre che si trasforma in oppressore, il re sconfitto, il nobile idealista e libertario; tutti e tre destinati inequivocabilmente alla sciagura. Solari (ascoltato recentemente nel <em>Belisario<\/em> di Donizetti a Bergamo) ha voce un po\u2019 troppo leggera per Amonasro e Macbeth, tant\u2019\u00e8 vero che non si percepisce nei momenti di espansione sonora dell\u2019orchestra; il cantante indulge un po\u2019 troppo ai portamenti e alle emissioni di gola, ed \u00e8 in difficolt\u00e0 negli acuti (specie in <em>Aida<\/em>); il suo Macbeth \u00e8 garbato, ma tutto sommato poco convincente, prima di tutto a causa del limitato volume vocale.<br \/>\n<strong>Nkosazana Dimande,<\/strong> soprano di origini sudafricane, \u00e8 un\u2019Aida dalla voce un po\u2019 acerba, e dal registro disomogeneo; forse perch\u00e9 ha il difficile compito di attaccare a freddo \u00abO cieli azzurri\u00bb, canta con un vibrato stretto abbastanza fastidioso (che fortunatamente si attenua a met\u00e0 della scena); per\u00f2 non appoggia troppo bene i fiati, e produce risonanze di effetto discutibile, specie negli acuti. Purtroppo Abbado, impegnatissimo a far risaltare le finezze della partitura verdiana, non segue a sufficienza i cantanti proprio nel duetto di <em>Aida<\/em>: sia Dimande sia Solari, talora sovrastati dall\u2019orchestra, appaiono un po\u2019 impacciati negli attacchi delle rispettive battute. <strong>Alexei Tanovitski<\/strong> \u00e8 un Grande Inquisitore dalla voce ragguardevole ma dagli acuti tremuli nella prima parte del duetto con Filippo II; in generale, problematica \u00e8 la tenuta della singola nota, poich\u00e9 il suono tende (forse per un difetto di respirazione) a distorcersi e a risuonare in gola. Corretto il tenore <strong>Dario Prolo<\/strong> (Uldino e Conte di Lerma). Ai cantanti verdiani, e soprattutto ai creatori storici dei ruoli rievocati durante la serata, \u00e8 dedicato il saggio di Giorgio Gualerzi all\u2019interno del programma di sala (<em>Avanti i primi<\/em>).<br \/>\n<strong>La scelta di alternare ad arie e scene d\u2019opera i ballabili del <em>Macbeth<\/em>, del <em>Don Carlo<\/em> e dell\u2019<em>Otello<\/em> \u00e8 particolarmente felice,<\/strong> non tanto perch\u00e9 il concerto mantiene cos\u00ec un suo respiro sinfonico (in altra occasione si sarebbe attinto al ricco catalogo di <em>ouvertures<\/em> e preludi verdiani), ma perch\u00e9 sono presentate al pubblico brani eseguiti di rado, su cui gravano anche pregiudizi estetici di vecchia data. Con le pagine orchestrali, poi, ha modo di spiccare anche il virtuosismo di alcuni strumenti solisti: nel Preludio dai <em>Masnadieri<\/em> (come nell\u2019introduzione all\u2019aria di Filippo II) l\u2019assolo di violoncello (affidato a <strong>Pierpaolo Toso<\/strong>) e nel balletto del <em>Don Carlo<\/em> l\u2019assolo del primo violino (<strong>Roberto Ranfaldi<\/strong>). Certamente la parte sinfonica costituisce l\u2019aspetto musicalmente pi\u00f9 interessante di tutta l\u2019esecuzione, sia nelle scene di canto, in cui ogni ripresa strumentale s\u2019impone all\u2019attenzione dell\u2019ascoltatore, sia in quelle destinate alla coreografia. Abbado scandisce molto bene i ritmi dei vari passi di danza, e soprattutto rimarca gli accenti di ogni frase, a scopo espressivo, per evitare la monotonia dell\u2019<em>Umtata-Musik<\/em> in cui i ballabili verdiani possono facilmente cadere (da cui le accuse, anche da parte di illustri musicologi, di \u201cballo dell\u2019orso\u201d, di musiche \u201cdell\u2019aia di Busseto\u201d, e cos\u00ec via; interessante, nel programma di sala, la riflessione dedicata ai balletti nello scritto di Alberto Mattioli, <em>Verdi e il potere<\/em>).<br \/>\nSe le danze del <em>Macbeth<\/em>, tra le tre proposte, sono certamente le pi\u00f9 celebri e apprezzate, Abbado dedica pari impegno anche a quelle meno fortunate del <em>Don Carlo<\/em>: sgargianti e bellissime le sonorit\u00e0 \u201csottomarine\u201d della Peregrina, sempre grazie ai forti accenti ritmici e alla cura dei contrasti; il direttore punta sulla variet\u00e0 stilistica, contrapponendo le fanfare solenni, con gli ottoni spiegati e nitidissimi, ai colorismi e alle leggerezze del Prestissimo (brano assurto di recente all\u2019onore delle cronache, poich\u00e9 inserito da Franz Welser-M\u00f6st nel viennese Concerto di Capodanno, quale omaggio a Verdi). A conclusione del concerto un altro balletto di esecuzione abbastanza rara (ma reso celebre a suo tempo dall\u2019interessamento di Toscanini), quello dell\u2019<em>Otello<\/em>, dei tre il pi\u00f9 breve. Dopo una resa molto discreta e leggera degli esotismi d\u2019apertura, Abbado valorizza gli squilli rabbiosi degli ottoni, che richiamano i \u00abtitanici oricalchi\u00bb del coro d\u2019avvio dell\u2019opera, e le armonie sempre corali del \u00abFuoco di gioia!\u00bb. Appunto, la gioia e l\u2019entusiasmo che il pubblico ha calorosamente tributato a tutti gli artisti al termine della bella serata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione concertistica\u00a0 2012-2013 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI\u00a0 Direttore Roberto Abbado Voce recitante [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":46429,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[6972,548,14678,5891,936,6971,97,153,5143,30,6936,6483,96,6935,3123],"class_list":["post-46426","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alexei-tanovitsky","tag-attila","tag-concerti","tag-dario-prola","tag-dario-solari","tag-dmitrij-beloselskij","tag-don-carlo","tag-giuseppe-verdi","tag-i-masnadieri","tag-macbeth","tag-nkosazana-dimande","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-otello","tag-remo-girone","tag-roberto-abbado"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46426","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46426"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46426\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87257,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46426\/revisions\/87257"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46429"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46426"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46426"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46426"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}