{"id":46443,"date":"2013-01-16T01:04:31","date_gmt":"2013-01-15T23:04:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=46443"},"modified":"2016-12-01T02:26:37","modified_gmt":"2016-12-01T01:26:37","slug":"trieste-teatro-verdiil-corsaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/trieste-teatro-verdiil-corsaro\/","title":{"rendered":"Trieste, Teatro Verdi:&#8221;Il Corsaro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Trieste, Teatro Verdi, Stagione lirica e di balletto 2013<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;IL CORSARO&#8221;<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Melodramma tragico in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi <\/strong><br \/>\n<em>Corrado, Capitano dei Corsari <\/em>LUCIANO GANCI<em><br \/>\nMedora, giovane amante di Corrado, <\/em>MIHAELA MARCU<em><br \/>\nGulnara, schiava prediletta di Sedi <\/em>PAOLETTA MARROCU<em><br \/>\nSeid, pasci\u00e0 di Corone <\/em>ALBERTO GAZALE<em><br \/>\nGiovanni, Corsaro <\/em>MICHAIL RYSSOV<em><br \/>\nL&#8217;eunuco <\/em>ROMINA BOSCOLO<em><br \/>\nUno schiavo <\/em>ALESSANDRO DE ANGELIS<em><br \/>\n<\/em>Orchestra e Coro del Teatro Lirico &#8220;Giuseppe Verdi&#8221; di Trieste<em><br \/>\n<\/em>Direttore, regista e ideatore luci <strong>Gianluigi Gelmetti<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Paolo Vero<\/strong><br \/>\nScene <strong>Pier Paolo Bisleri <\/strong><br \/>\nDipinti <strong>Franco Fortunato <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Giuseppe Palella<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Coproduzione della Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste con l&#8217;Opera di Monte-Carlo<em><br \/>\nTrieste, 11 gennaio 2013<br \/>\n<\/em><br \/>\nUna felice inaugurazione di stagione con questo allestimento che la Fondazione Teatro lirico &#8220;Giuseppe Verdi&#8221; di Trieste produce assieme all&#8217;Oper\u00e0 di Monte-Carlo: il nome di Trieste e del suo teatro lirico iniziano a girare per l&#8217;Europa con produzioni che, finalmente, possiamo definire in linea con quanto prodotto nel resto d&#8217;Europa. Ogni tanto Trieste sembra svegliarsi dal suo tipico torpore da <em>bella addormentata<\/em> mitteleuropea e dimostra di poter fare. Di poter fare molto e bene. Speriamo che i tagli ministeriali e il generale stato di crisi non penalizzi troppo questo teatro che \u00e8 riuscito a riassestare il proprio bilancio e a dimostrare seriet\u00e0 e buona volont\u00e0, sicuramente grazie all&#8217;ex Commisario, ora Sovrintendente Orazi e alle maestranze tutte.\u00a0 Un bel segnale di austerit\u00e0, al passo con i tempi e in linea con quanto appena detto, \u00e8 stato entrare in teatro e non trovarlo con gli addobbi floreali tipici dello spettacolo inaugurale: non me ne vorranno i fiorai, ma credo che sar\u00e0 stato un bel risparmio e la sala era bellissima, come sempre.<br \/>\nLa stessa sala che ha visto debuttare questo &#8220;Il Corsaro&#8221; di Giuseppe Verdi il 25 ottobre 1848, giorno della prima assoluta: alcuni degli spettatori devono esser ancora gli stessi a giudicare dai colpi di tosse, dalla banale piaggeria di quelli commentano l&#8217;opera come: &#8220;la solita opera di Verdi: chiassosa e piena di zum-pa-p\u00e0&#8221;. Sorprendono solamente, come al solito, al momento della chiusura del sipario quando, con scatto da allenati centometristi, corrono verso il guardaroba per eviatre la fila! Ma cosa vengono a fare a teatro? Per fortuna si respira un vento nuovo: il Verdi ha stipulato una convenzione con l&#8217;Ufficio Scolastico regionale che, in effetti, ha popolato il teatro di tanto giovani, speriamo, interessati all&#8217;opera e a diventarne il futuro pubblico.<br \/>\nVenendo allo spettacolo, forse quest&#8217;opera potrebbe godere di una maggiore attenzione: \u00e8 verdiana; ha delle\u00a0 pagine molto belle&#8230;.Mah? Retaggi storici o insuperabili brutta fama?<br \/>\n<strong>Il Maestro Gelmetti ne ha proposto una lettura\u00a0 interessante:<\/strong> ricca (a volte troppo) di stimoli e di simboli, evita i trabocchetti delle finte battaglie in scena, dei velieri in arrivo e la avvicina alla nostra sensibilit\u00e0, senza troppe scimitarre di latta. Al posto dell&#8217;incendio, della battaglia ci propone immagini di guerra, di sofferenza dei giorni nostri, forse per ricordarci che dobbiamo ancora crescere, evolverci per superare gli inutili conflitti, per umiliare gli altri da noi. All&#8217;apertura dello spettacolo, dopo averci presentato un&#8217;elegante fanciulla in bianco (forse il fato, il destino) che ci accompagner\u00e0 per tutto lo spettacolo, introduce uomini-bomba, poliziotti del futuro, personaggi in burqa, terroristi, sgozzamenti e lapidazioni&#8230;.non cos\u00ec truce come ve lo racconto e non tutto assieme, ma non si pu\u00f2 fare a meno di notare come la storia non cambi mai, come i sorprusi siano sempre gli stessi; come Oriente e Occidente restino sempre due realt\u00e0 invise e incomprese, l&#8217;una all&#8217;altra. Citando le parole dello stesso Gelmetti: <em>&#8220;Il vero, assoluto protagonista dell&#8217;opera \u00e8 il rapporto tra Oriente ed Occidente e il loro contrasto &#8220;perenne, atroce, inesorabile&#8221; come urla Corrado. E&#8217; la collusione, lo scontro tra il mondo musulmano &#8211; la mezzaluna &#8211; e quello giudaico-cristiano &#8211; la croce e la stella di David. Nel mezzo di questi mondi, troviamo due uomini e due donne che si spartiscono affetti, odi, vendette. Sarebbe una grave limitazione declinare tutto in forza dei valori politici e sociali che animano Verdi e che troppo spesso, a mio avviso, si riducono a una lettura ingigantita da una lente risorgimentale italiana.&#8221;\u00a0 <\/em><br \/>\nL&#8217;allestimento \u00e8 estremamente suggestivo: grazie alle lineari e geometriche scenografie di <strong>Pier Paolo Bisleri<\/strong> che grazie ad un emiciclo scorrevole come fondale, ogni tanto svela navi, simboli e il muro di fondo del teatro a sottolineare la narrazione della vicenda cos\u00ec come\u00a0 Gelemtti l&#8217;ha immaginata. E illuminata: sempre a lui dobbiamo l&#8217;ideazione delle luci al cui disegno ha collaborato <strong>Iuraj Saleri<\/strong>. L&#8217;aspetto interessante \u00e8 che, invece di illuminare la scena secondo i canoni classici, le luci sottolineano gli ambienti, le sensazioni e diventano pi\u00f9 evocative e meno funzionali. Mi spiego meglio: lo scopo non \u00e8 quello di illuminare un fondale o creare quello che in gergo si definisce &#8220;piazzato&#8221; (luce che illumini equamente tutto il palcoscenico), ma quella di partecipare all&#8217;azione, illuminando il cammino di un cantante o isolandolo come nella suggestiva scena della prigione in una torre, del terzo atto. Molto belli anche i quadri pittorici dipinti da <strong>Franco Fortunato<\/strong>. Una nota a parte meritano i costumi di Giuseppe Palella: immaginifici, fantasiosi e azzardati nel suggerire il futuro, senza dimenticare il passato e la tradizione. Le bellissime cromie (nel secondo atto ad esempio rosso e viola assieme, spesso impensabile), evocano tutta la raffinata e viva eleganza di certi sari indiani o thailandesi. Alcuni <em>coup de theatre<\/em> il direttore-regista dovr\u00e0 riconoscerli proprio a Palella: dall&#8217;apertura dello spettacolo con l&#8217;ingresso dei &#8220;robocop&#8221; all&#8217;Harem del secondo, dall&#8217;ingresso dell&#8217;Eunuco alla scena del porto, la bellezza dei costumi esalta le scarne scenografie e provoca il compiacimento di meraviglia del pubblico.<br \/>\n<strong>Venendo alla parte musicale<\/strong>, il\u00a0 <em>factotum<\/em> Gelmetti: profondo\u00a0 conoscitore di Verdi,\u00a0\u00a0 riesce a trovare il giusto equilibrio tra lirismo e impeto eroico ben assecondato dall&#8217;orchestra che ha offerto un&#8217;ottima prova. Molto buona anche la prestazione del coro triestino, guidato da <strong>Paolo Vero<\/strong>: attenti, misurati e anche stavolta buoni attori che hanno saputo calarsi nei complicati personaggi a loro richiesti. Un plauso in particolare al settore femminile per come ha saputo mettersi in gioco nella scena dell&#8217;harem. Nel ruolo di Corrado, abbiamo trovato <strong>Luciano Ganci<\/strong>\u00a0 a partire dall&#8221;aria <em>&#8220;Tutto parea sorridere&#8221;<\/em> ha confermato di possedere un bel timbro, di buon\u00a0 volume, fraseggio sufficientemente accurato e una gradevole\u00a0 presenza scenica.<br \/>\nValido anche il Seid di <strong>Alberto Gazale<\/strong>. Ha dominato il ruolo con baldanza scenica e vocale. Pi\u00f9 discontinue le voci femminili: poco convincente la Medora di\u00a0 <strong>Mihaela Marcu.<\/strong> Affascinante presenza scenica, vocalmente mostra per\u00f2 limiti di volume, una dizione oscura. Sfoggia qualche bel filato e si riscatta un po&#8217; nel finale dell&#8217;opera. E&#8217; noto che <strong>Paoletta Marrocu<\/strong> \u00e8 una cantanta temperamentosa e anche qui lo conferma. La baldanza scenica non \u00e8 per\u00f2 sufficiente dal salvarla dalle insidie delle sua aria e cabaletta d&#8217;esordio: gli acuti sono gridati, le agilit\u00e0 quanto mai difficoltose. Il fraseggio \u00e8 s\u00ec vigoroso, ma anche piuttosto oscuro, cos\u00ec come la sua\u00a0 interpretazione, pur se non priva di fascino, \u00e8 sempre tendenzialmente &#8220;verista&#8221;. Il cast \u00e8 validamente completato da: <strong>Michail Ryssov<\/strong> (Giovanni), <strong>Romina Boscolo <\/strong>(Eunuco) e <strong>Alessandro De Angelis<\/strong> (schiavo).\u00a0 Siamo lieti di aver potuto leggere nel libretto di sala le intenzioni del regista che, altrimenti, avremmo con molta probabilit\u00e0 travisato: un plauso quindi all&#8217;Ufficio Stampa del Teatro per aver finalmente trasformato questo <em>souvenir<\/em> in uno strumento utile, completo e interessante.\u00a0 Il pubblico delle prime ha fama di non essere mai molto generoso in applausi o interessato, ma in questo caso dobbiamo registrare un&#8217;eccezione visto che, a parte i casi sopra evidenziati, \u00e8 rimasto incollato alla poltrona e ha applaudito con grande fragore, anche se il sipario poteva essere fatto scendere almeno una chiamata prima. Dal loggione piovevano fiori di viscontiana memoria agli interpreti: francamente appariva fuori luogo e superato, anche se condividiamo il plauso a questo spettacolo. <em>Foto Fabio Parenzan \u00a9 Teatro Verdi Trieste<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trieste, Teatro Verdi, Stagione lirica e di balletto 2013 &#8220;IL CORSARO&#8221; Melodramma tragico in tre atti su libretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":46510,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4206,6975,6976,153,57,902,5230,145,579,2068,6974],"class_list":["post-46443","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alberto-gazale","tag-alessandro-de-angelis","tag-franco-fortunato","tag-giuseppe-verdi","tag-il-corsaro","tag-luciano-ganci","tag-michail-ryssov","tag-opera-lirica","tag-paoletta-marrocu","tag-pier-paolo-bisleri","tag-romina-boscolo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46443","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46443"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46443\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46510"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46443"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46443"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46443"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}