{"id":46634,"date":"2013-01-20T16:32:43","date_gmt":"2013-01-20T14:32:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=46634"},"modified":"2022-02-22T10:01:30","modified_gmt":"2022-02-22T09:01:30","slug":"gigliola-frazzonila-fanciulla-del-west-sesta-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gigliola-frazzonila-fanciulla-del-west-sesta-parte\/","title":{"rendered":"Gigliola Frazzoni (1927-2016):&#8221;La fanciulla del West&#8221; (sesta parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>&#8220;TOSCA&#8221;<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00ab<strong>Il \u201956 fu un anno abbastanza pieno. Quattro produzioni di <em>Ch\u00e9nier<\/em> a Roma, Catania, Livorno e Pistoia<\/strong>: qui cantavamo all\u2019aperto, era luglio, in piazza del Duomo. I primi di agosto debuttai all\u2019arena di Verona con <em>Tosca<\/em> e alla fine del mese feci <em>Cavalleria rusticana<\/em> a Caracalla. <em>Tosca<\/em> l\u2019avevo fatta pochi giorni prima nel Castello di San Giusto a Trieste. Fu l\u2019anno in cui feci una bella esperienza verdiana con il <em>Don Carlos<\/em> al \u201cBellini\u201d di Catania e poi ci fu la registrazione Rai della prima opera in televisione: <em>La Fanciulla del West<\/em> con la regia di Mario Lanfranchi. La Frazzoni cantava con un buon tenore australiano, Ken Neate, contornati da una serie di validissimi comprimari diretti dal m\u00b0 Alfredo Simonetto. Gigliola ricorda: \u00ab Era la prima opera che faceva la televisione. Ricordo la data precisa: era il 3 marzo quando incidemmo la colonna sonora e il 13 facemmo la registrazione televisiva Avevamo solo due telecamere e bisognava stare attenti ai movimenti per non \u201cippallarci\u201d l\u2019uno con l\u2019altro. Dovevamo essere sempre scoperti davanti alla telecamera, quindi ricordare tutti i movimenti che il regista ci aveva indicato. C\u2019era molto da lavorare; erano giornate faticose. Al tenore fecero uno scherzo di pessimo gusto: in prova gli tolsero lo sgabello sotto ai piedi quando aveva gi\u00e0 il cappio al collo a rischio di impiccarlo\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_023.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46635\" title=\"FRAZZONI foto_023\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_023-148x200.jpg\" alt=\"\" width=\"160\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_023-148x200.jpg 148w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_023-270x364.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_023.jpg 513w\" sizes=\"auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a>In Agosto 1956 \u00e8 a Verona, sempre con Corelli e Gobbi, per <em>Tosca<\/em>:<\/strong> dirigeva il m\u00b0 Votto. Furono quattro applauditissime rappresentazioni, tutte esaurite cos\u00ec come la quinta della domenica 19 agosto, con Giuseppe Di Stefano. \u00abEra una bella compagnia. Franco stupendo: bello da vedere, magnifico da ascoltare, per\u00f2 sempre teso, ansioso, agitato. In verit\u00e0 davamo vita ad una coppia di amanti belli e giovani: lui 35 anni, io 29! Alla prima, gioved\u00ec 9 agosto, dopo aver cantato splendidamente <em>Recondita armonia<\/em>, seguita da un applauso enorme, speravo che si fosse rilassato, invece al momento di <em>Mario, Mario, Mario<\/em> \u2013 <em>Son qui&#8230; <\/em>, mi viene incontro pallido, tirato e mi dice \u201cAdesso cado per terra\u201d &#8211;\u00a0 \u201cCome cadi per terra\u2026 e io cosa faccio\u201d. Allora lo prendo di forza sottobraccio e lo porto al centro della scena. Roba da matti! Pensandoci adesso mi viene da ridere, ma l\u00e0 davanti a ventimila persone non c\u2019era mica tanto da ridere.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Alla seconda, domenica 12 , nel duetto del primo atto, quando mi stringe e mi corteggia, prima che io dica <em>Dio quante peccata, m\u2019hai tutta spettinata<\/em>, mi sibila in un orecchio \u201cNon mi sento bene, ho delle note sporche\u201d poi canta un\u2019altra frase e appena pu\u00f2, perch\u00e9 canto io, continua \u201cSono due giorni che ho dei problemi d\u2019intestino\u201d. Io appena posso rispondo \u201cPrendi dell\u2019olio di ricino, dicono che fa molto bene\u201d: e continuiamo il duetto alla perfezione. Per fortuna che dalla platea non si sente niente. La moglie di Franco era gelosa e quella sera disse che mi stringeva troppo e che mi parlava all\u2019orecchio. Alla terza stessa situazione:<em> Mario, Mario, Mario<\/em> \u2013 <em>Son qui&#8230; <\/em>, mi viene a prendere sorridente, quasi raggiante e sulle note dell\u2019orchestra mi sussurra \u201cGigliola avevi ragione, quell\u2019olio di ricino \u00e8 fantastico!\u201d. Finalmente: <em>Perch\u00e9 chiuso \u2013 Lo vuole il sagrestano<\/em> e via senza problemi fino alla fine.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_022.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46637\" title=\"FRAZZONI foto_022\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_022-266x200.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_022-266x200.jpg 266w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_022-270x202.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_022.jpg 956w\" sizes=\"auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><\/a>Di quell\u2019anno ricordo il caldo torrido: non si dormiva. Dopo la prima andammo, con Giorgio e Gobbi, a mangiare il cocomero in un chiosco lungo il vialone che porta in Arena, credo si chiami corso Porta Nuova, e siamo stati l\u00ec, tra anguria e chiacchiere, fino alle sette del mattino\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Tosca<\/em> \u00e8, statisticamente, l\u2019opera pi\u00f9 \u201cincidentata\u201d e anche i racconti di Gigliola aumentano&#8230;<\/strong> la statistica. \u00abA proposito di <em>Tosca <\/em>ho un altro aneddoto da raccontare. Eravamo al Comunale di Bologna, circa quattro anni dopo&#8230; \u201cl\u2019olio di ricino\u201d di Franco. Nel secondo atto, finita la \u201ccantata\u201d, entro nello studio di Scarpia. Gian Giacomo Guelfi, opulento nella voce e nella stazza, mi toglie il mantello e lo deposita su una poltrona, poi torna verso di me e mi invita ad accomodarmi sul divano.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201c<em>Ed or fra noi parliam da buoni amici<\/em>\u201d. Ma appena mi muovo sento che la coda dell\u2019abito \u00e8 bloccata: Guelfi ha messo un piede <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_024.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46644\" title=\"FRAZZONI foto_024\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_024-132x200.jpg\" alt=\"\" width=\"145\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_024-132x200.jpg 132w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_024-270x406.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_024.jpg 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 145px) 100vw, 145px\" \/><\/a>sopra e non se n\u2019\u00e8 accorto. Continua tranquillo a cantare. \u201c<em>Via quell\u2019aria sgomentata<\/em>\u201d. \u201c<em>Sgomento alcun non ho<\/em>\u201d: rispondo sbarrando gli occhi e, coprendomi la bocca con il ventaglio, gli dico di togliere i piedi dalla coda, ma non capisce. Continua imperterrito, sembrava facesse apposta. \u201c<em>La storia del ventaglio<\/em>\u2026\u201d \u201c<em>Fu sciocca gelosia<\/em>\u201d: non sapevo pi\u00f9 cosa fare e sempre coperta dal ventaglio straluno gli occhi e ripeto di togliere i piedi. Niente da fare. Si procede, lui tranquillo e io sempre pi\u00f9 agitata. \u201c<em>L\u2019Attavanti non era dunque alla villa<\/em>\u201d eccetera, fino ad arrivare alla mia dichiarazione \u201c<em>Egli era solo<\/em>\u201d. \u201c<em>Solo?\u201d<\/em> replica Scarpia incalzando. \u201c<em>Solo!<\/em>\u201d deve rispondere Tosca esasperata, ed io praticamente faccio un urlo per fargli capire che c\u2019era qualcosa che non funzionava. Fu molto apprezzato dal pubblico come una raffinatezza interpretativa, ma c\u2019era uno in loggione che aveva capito tutto e nel silenzio disse, in dialetto, la frase liberatoria: \u201cTira vi\u2019 i pi da la co\u2019\u201d \u2013 che tradotto alla lettera significa \u201cTira via i piedi dalla coda\u201d. Segu\u00ec una cordiale risata e Tosca finalmente and\u00f2 verso il divano\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Anche il 1957 fu un anno artisticamente molto importante e lo conferma il racconto della Frazzoni: <\/strong>\u00abFu l\u2019anno della prima mondiale, il 26 gennaio alla Scala, dei<em>\u00a0 Dialoghi delle Carmelitane<\/em>, alla presenza dell\u2019autore Francis Poulenc. Nel frattempo, sempre alla Scala mi chiedono di fare la seconda recita dei<em> Pagliacci<\/em> con Corelli perch\u00e9 il soprano della prima fu fischiata. Sempre in quei giorni vado a Parma al teatro Regio per <em>Ch\u00e9nier<\/em>. Dopo ci fu una<em> Fanciulla<\/em> alla Scala e uno <em>Ch\u00e9nier<\/em> al teatro San Carlos di Lisbona, poi<em> Manon<\/em> a Lione. In giugno <em>Fanciulla<\/em> al Kongresshaus di Zurigo e dopo cominci\u00f2 una giostra di spettacoli estivi, fra luglio e agosto, che si incastravano uno con l\u2019altro:<em> Tosca<\/em> a Caracalla, <em>Aida<\/em> a Enna al Castello di Lombardia,<em> Tosca<\/em> all\u2019Arena Flegrea a Napoli,<em> Ch\u00e9nier<\/em> nell\u2019anfiteatro Romano di Cagliari. In settembre andai a Oviedo per<em> Butterfly<\/em>, quindi in ottobre <em>Fanciulla<\/em> con Franco Corelli e Piero Guelfi, diretti dal m\u00b0 Argeo Quadri a Livorno al teatro Goldoni, poi al \u201cDonizetti\u201d di Bergamo con Corelli per <em>Ch\u00e9nier<\/em>. Finalmente l\u2019anno lo conclusi al Comunale, qui a Bologna con <em>Boh\u00e8me<\/em> insieme ad altri due bolognesi: Gianni Raimondi e Mario Zanasi con la direzione di Armando La Rosa Parodi\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/41Lcj8EiRiL._SL500_AA300_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46646\" title=\"41Lcj8EiRiL._SL500_AA300_\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/41Lcj8EiRiL._SL500_AA300_-200x200.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/41Lcj8EiRiL._SL500_AA300_-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/41Lcj8EiRiL._SL500_AA300_-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/41Lcj8EiRiL._SL500_AA300_-270x270.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/41Lcj8EiRiL._SL500_AA300_.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Sempre con il teatro milanese ha cantato cinque volte in Turchia e tre in Germania: Wiesbaden, Monaco, Stoccarda. \u00abContinuavo a studiare opere nuove, come <em>L\u2019amica<\/em> di Mascagni: l\u2019avevo quasi dimenticata. La cantai al Teatro Carignano di Torino, ma la stampa non scrisse molto: si limit\u00f2 a sottolineare la mia \u201cpi\u00f9 generosa dedizione musicale\u201d anche in questo ruolo. <strong>Debuttai in <em>Tosca<\/em>, con Ferruccio Tagliavini, e fu un ottimo successo tanto che la Cetra fece l\u2019incisione<\/strong>. Poi un altro disco con romanze varie e tanti concerti Martini &amp; Rossi. Sono stata una Maddalena, in <em>Andrea Ch\u00e9nier<\/em>, piena di passione: \u201c<em>Viva la morte insiem<\/em>\u201d dell\u2019ultimo atto era pieno di vita e di orgoglio. Ho fatto delle bellissime recite di <em>Ch\u00e9nier<\/em> con quel tenore straordinario che \u00e8 stato Franco Corelli. Anche qui a Bologna lo dovevo fare con Franco, ma prese l\u2019influenza e fu sostituito da Antonio Annaloro: molto bravo\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Leggiamo alcuni passi della stampa relativi a questo <em>Ch\u00e9nier<\/em> in cartellone al Comunale per la stagione 1959. Diretti da Angelo Questa cantarono Annaloro, Guelfi e la Frazzoni di cui si legge: \u201c&#8230; come era da prevedere, ha dato pieno risalto vocale e scenico alla fiera e dolce figura di Maddalena, ora modulando il suo canto con soavit\u00e0 di fraseggio, ora accentandolo drammaticamente con esuberante intensit\u00e0 di voce. Interpretazione di intelligente rilievo che valse all\u2019egregia artista le pi\u00f9 vive acclamazioni anche a scena aperta\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Un altro quotidiano sottolinea, della Frazzoni-Maddalena, \u201cLa sicurezza dei passaggi e la fluidit\u00e0 delle note\u201d unitamente al massimo impegno e \u201cgenerosit\u00e0 encomiabile\u201d. <strong>Era una stagione definita \u201cinquieta e travagliata\u201d quella del 1961-\u201862<\/strong> e al Comunale <em>Manon Lescaut<\/em> era attesa. Buona la compagnia che vedeva accanto alla Frazzoni, il tenore Gastone Limarilli, il baritono Renato Capecchi e un Geronte di lusso era il basso Saturno Meletti.<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_026.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46648\" title=\"FRAZZONI foto_026\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_026-266x200.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_026-266x200.jpg 266w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_026-270x202.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_026.jpg 956w\" sizes=\"auto, (max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/a> La direzione dell\u2019orchestra del Comunale era affidata alla bacchetta sapiente di Carlo Felice Cillario. La stampa defin\u00ec \u201cprecisa e ben condotta\u201d la regia di Sandro Bolchi e \u201cbelle ed appropriate\u201d le scene di Franco Zeffirelli. \u201c<em>Manon Lescaut<\/em> era la soprano Gigliola Frazzoni, immancabile interprete delle eroine pucciniane (lo scorso anno fu <em>Tosca<\/em>), che ha dato dei propri mezzi vocali ed interpretativi una nuova prova\u201d. Non si spreca molto questo articolista che si firma \u201cr.z.\u201d Pi\u00f9 prodigo di notizie \u00e8 G.M. Modonesi che sul \u201cCarlino\u201d di domenica 17 dicembre 1961 scrive: \u201cNell\u2019edizione di ieri sera abbiamo potuto rilevare, con vero compiacimento, che molti aspetti espressivi dell\u2019affascinante partitura pucciniana sono stati valorizzati tanto nel settore vocale, come in quello strumentale. [&#8230;] \u00e8 stata molto ammirata, quale protagonista, il soprano Gigliola Frazzoni, che ha potuto [&#8230;] mettere in piena luce le sue pregevoli qualit\u00e0 artistiche in una parte, senza dubbio, congeniale al colore ed alle dimensioni della sua voce. Le si addicono perci\u00f2 la soavit\u00e0 e la grazia allusiva degli accenti sapientemente modellati nei primi due atti, mentre nel terzo e, soprattutto, nel quarto atto, facendosi pi\u00f9 serrato il nodo drammatico, il suo canto ha raggiunto momenti di toccante intensit\u00e0 espressiva nella straziante, bellissima aria \u201c<em>sola, perduta, abbandonata<\/em>\u201d. <em>Manon Lescaut<\/em> chiudeva in bellezza, per il Comunale, il 1961. Anno ricco di scritture tra cui ricordiamo <em>Tosca<\/em> a Catania, Trapani e Losanna; <em>Cavalleria<\/em> al Massimo di Palermo a febbraio e, nella stagione lirica di primavera al teatro Nuovo di Torino, fu un\u2019applaudita <em>Manon<\/em>. Un\u2019insolita e sorprendente estate verdiana attende Gigliola Frazzoni con sei applaudite recite di <em>Aida <\/em>a Caracalla. In novembre<em> La cena delle beffe<\/em> di Umberto Giordano nella sua citt\u00e0: Foggia. L\u2019anno per la Frazzoni si conclude alla Fenice di Venezia dove canta<em> Butterfly<\/em> e, con la stessa opera inizia il nuovo anno.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il 1962, infatti, la vede come <em>Cio cio san<\/em>\u00a0 al Verdi di Trieste, al teatro dell\u2019Aquila di Fermo, al Bonci di Cesena e al Duse di Bergamo. Continua a viaggiare. A Roma, d\u2019inverno all\u2019Opera e d\u2019estate a Caracalla, con <em>Cavalleria<\/em>; <em>Tosca<\/em> nella stagione di Quaresima a Catania, poi <em>Manon<\/em> al teatro del Casino di Vichy, <em>Ch\u00e9nier<\/em> a Fermo e conclude l\u2019anno a casa, al Comunale di Bologna con <em>Lucrezia Romana<\/em> di Ottorino Respighi. \u00abHo fatto <em>La cena delle beffe<\/em> di Giordano dove ero una Ginevra piena di ardore e di sensualit\u00e0. Poi mi volli cimentare in Verdi e cantai <em>Aida<\/em>, <em>Trovatore<\/em> e <em>Don Carlos<\/em>. La voce mi usciva molto bene e tutti dicevano che era una voce verdiana. Ma in quel periodo c\u2019era la corsa per cantare Verdi, mentre pochi soprani coltivavano il verismo che non \u00e8 solo Puccini, ma \u00e8 anche Mascagni e Giordano. Il verismo \u00e8 difficile, richiede temperamento, dizione chiara nei recitativi e tanto cuore: una tale partecipazione che, alla fine dell\u2019opera, ti sembra di aver vissuto realmente quella storia. Mancava la cantante verista,&#8230; c\u2019era la Frazzoni che andava bene. Io sono stata l\u2019artista di getto, vera e selvaggia comunicatrice con il pubblico. L\u2019intensit\u00e0 di quei momenti ha fatto piangere pi\u00f9 di un maestro suggeritore\u00bb.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_025.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46653\" title=\"tutte le foto Frazzoni_025\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_025-92x200.jpg\" alt=\"\" width=\"107\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_025-92x200.jpg 92w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_025-270x582.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_025.jpg 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 107px) 100vw, 107px\" \/><\/a>In quella Svizzera che, per dirla con Gigliola aveva \u201csetacciato in tutti i cantoni\u201d, il teatro Comunale organizz\u00f2 una tourn\u00e9e verso la met\u00e0 di ottobre 1967.\u00a0 Portarono, al teatro Beaulieu di Losanna, <em>La Fanciulla<\/em> con la stessa compagnia che si sarebbe esibita in dicembre al Comunale: Giuseppe Taddei, Gastone Limarilli, Paride Venturi, Franco Bordoni, direttore Oliviero De Fabritiis. \u201c<em>Tribune de Lausanne<\/em>\u201d recensisce lo spettacolo il 14 ottobre 1967 definendo esemplare la precisione dell\u2019orchestra e del coro bolognese. Il giornale prosegue dicendo che <em>La Fille du Far West <\/em>\u201csi \u00e8 rivelata spettacolo di prim\u2019ordine in particolare grazie al contributo di Gigliola Frazzoni \u2013 le cui risorse vocali sono eccezionali \u2013che si \u00e8 ammirevolmente adattata al carattere drammatico che riveste il ruolo di Minnie\u201d. E continua dicendo: \u201cGigliola Frazzoni \u00e8 ammirevole, commovente interpretando Minnie. La sua voce \u00e8 di grande estensione e sontuosit\u00e0 straordinarie, sbalorditive: patetica nell\u2019acuto, di un\u2019intimit\u00e0 soave e misteriosa nei gravi\u201d. Un altro giornale \u201c<em>La Gazzette de Lausanne<\/em>\u201d scrive: \u201cGigliola Frazzoni ha trionfato nel ruolo di Minnie. Interpreta questo personaggio complesso con una purezza, una tenerezza e una violenza inaudite. La sua voce, dalla possibilit\u00e0 di sfumature infinite, \u00e8 impressionante nell\u2019esprimere le passioni le pi\u00f9 diverse.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Poi, in dicembre, lo spettacolo venne dato a Bologna con pari successo. Duilio Courir, noto critico musicale, cos\u00ec scrisse sul \u201c<em>Corriere della sera<\/em>\u201d: \u201cGigliola Frazzoni dopo aver attraversato molti palcoscenici europei come un astro dalla voce intensa e drammatica, piega adesso le sue risorse vocali ad espressioni pi\u00f9 sfumate. La stessa versione di Minnie che la cantante ha dato nell\u2019edizione di ieri sera rispetto a quella di Losanna dimostra l\u2019attenzione stilistica che il soprano mette nelle sue interpretazioni e la ricerca di effetti meno teatrali nel taglio del personaggio pucciniano e musicalmente pi\u00f9 convincenti\u201d. E G.M. Modonesi sul \u201c<em>Resto del Carlino<\/em>\u201d del 17 dicembre \u201967 dice: \u201cGigliola Frazzoni \u00e8 indubbiamente la migliore Minnie del momento attuale, non solo per la perfetta aderenza al personaggio pucciniano, ma soprattutto per la vibrazione degli accenti drammatici e l\u2019estrema facilit\u00e0 con cui essa sa modellare la sua voce al morbido fraseggio ed elevarla, con scaltriti accorgimenti, fino alle vette del pentagramma\u201d. Guardando tra montagne di giornali, riviste e rotocalchi che Gigliola Frazzoni mi ha messo a disposizione, trovo un ritaglio senza il nome della testata, senza data, senza firma. L\u00e0 c\u2019erano parole molto eloquenti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Si legge che al Metropolitan, nella stagione 1965-66, fu fatta una specie di gara del <em>bel canto<\/em> dove furono invitate soprano prestigiose ad interpretare <em>Tosca<\/em>: Maria Callas, R\u00e9gine Crespin, Birgit Nilsson. A questa gara non fu invitata Gigliola Frazzoni. Potenza delle lobby, degli impresari, delle agenzie. Forse il soprano di Bologna, che avrebbe potuto benissimo far parte della <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_025.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46655\" title=\"FRAZZONI foto_025\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_025-266x200.jpg\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_025-266x200.jpg 266w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_025-270x202.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/FRAZZONI-foto_025.jpg 956w\" sizes=\"auto, (max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><\/a>tenzone, disturbava. Erano molte le ragioni per le quali avrebbe potuto disturbare. Ricordiamo che \u00e8 stata una delle pi\u00f9 importanti protagoniste del teatro musicale verista e che le sue interpretazioni di <em>Fanciulla del West<\/em> e di <em>Madama Butterfly<\/em>, negli anni a cavallo del \u201960, \u201channo fatto lezione e le hanno consentito di occupare un posto di rilievo nel panorama delle esecuzioni pucciniane\u201d. <strong>\u201cQuanto a <em>Tosca<\/em> la Frazzoni ha dato vita in molti teatri all\u2019eroina tragica di Sardou e Puccini.<\/strong> Il suo destino cupo e violento, che ci ha sempre fatto pensare ad un\u2019anticipazione neorealista, la nudit\u00e0 drammatica della struttura del personaggio diverso dallo strazio tenero e protetto di Mim\u00ec, hanno avuto in Gigliola Frazzoni un\u2019interprete d\u2019efficacia immediata dovuta anche alla solennit\u00e0 intima dei suoi atteggiamenti scenici. Tutto, il temperamento, la voce ed il gesto, ha portato il soprano bolognese al teatro verista ed in questa area del melodramma la Frazzoni ha trovato uno spazio ideale per le sue qualit\u00e0. Lo slancio vocale della Frazzoni riesce a forzare i limiti del canto tradizionale per raggiungere quelle inflessioni realistiche, intense e crude, nelle quali si realizza lo stile verista\u201d. Di questo stile \u00e8 rimasto qualche cosa consegnato al disco, dove per\u00f2 non viene resa completamente giustizia ai suoi mezzi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/08.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46705\" title=\"08\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/08-146x200.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"280\" \/><\/a>Proprio <em>Tosca<\/em> \u00e8 una delle poche opere incise dalla Frazzoni<\/strong> nel 1956, con il tenore Ferruccio Tagliavini e il baritono Gian Giacomo Guelfi: orchestra e coro della radiotelevisione italiana di Torino diretti da Arturo Basile, edizione Fonit Cetra. Ascoltando riusciamo a percepire l\u2019intensit\u00e0 del personaggio vissuto con tutto il vigore, l\u2019abbandono appassionato, le improvvise mutazioni di registro che conferiscono a questa <em>Tosca<\/em> una gamma di colori difficilmente uguagliabile. \u201cL\u2019eroina pucciniana raggiunge nel finale un guizzo, un brivido tragico in quell\u2019esplosione d\u2019urlo che apre veramente un capitolo diverso del teatro musicale e che Gigliola Frazzoni sa esprimere nel suo canto passando dal trasalimento allo sgomento, alla disperazione e rabbia in un precipizio dinamico e vocale di fortissimo effetto\u201d. Il racconto di Gigliola si fa sempre pi\u00f9 affascinante e avvincente, anche per la partecipazione con cui viene proposto. \u00abMa sta per arrivare il grande momento, un momento magico che mi regal\u00f2 Puccini. Ho amato Mim\u00ec, ho esaltato Manon, ho trionfato in <em>Tosca<\/em>, mi sono innamorata di Cio-Cio-San e ho pianto per lei. Nella <em>Fanciulla del West<\/em> mi sono identificata: Minnie ero io\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Gigliola Frazzoni, <em>La Fanciulla del West<\/em>. E\u2019 un binomio inscindibile quello tra il soprano bolognese e l\u2019opera di Puccini<\/strong>. Perch\u00e9? E\u2019 semplice la risposta: la sua interpretazione \u00e8 rimasta insuperata e, forse, insuperabile. La Scala le regal\u00f2 i costumi. Questa \u00e8 la risposta ufficiale, ma non convince, soprattutto se si esaminano attentamente le richieste (i contratti) e le recensioni. La carriera della Frazzoni non \u00e8 stata \u201cspezzata\u201d come lei disse forse in un momento di rabbia, la carriera della Frazzoni \u00e8 stata abilmente e politicamente \u201cpilotata\u201d e dal momento che era quasi impossibile reprimerla, fu fatto di tutto per convincere persino lei che Frazzoni fosse uguale a <em>Fanciulla del West<\/em>. La Scala le regal\u00f2 i costumi!?<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Ma la Scala le regal\u00f2 anche i costumi di <em>Butterfly<\/em>. Infatti ha partecipato a pi\u00f9 produzioni di <em>Butterfly<\/em>, <em>Cavalleria<\/em>, <em>Ch\u00e9nier<\/em> e <em>Tosca<\/em> che non di <em>Fanciulla<\/em>.<\/strong> Purtroppo le documentazioni sono poche, ma per quanto si pu\u00f2 sentire, ad esempio, c\u2019\u00e8 il duetto del II atto di <em>Tosca<\/em> che \u00e8 di una potenza incredibile. Anche Guelfi, uno Scarpia strepitoso, viene coinvolto emotivamente, basti sentire come dice \u201c<em>agil qual leopardo t\u2019avvinghiasti all\u2019amante<\/em>\u201d per cogliere la partecipazione del baritono direttamente proporzionale alle azioni del soprano. La stampa, il pubblico stesso percepiva questa situazione magica che si creava tra la Frazzoni e il partner. Ma noi che ne sappiamo di quello che la Frazzoni combinava nello <em>Ch\u00e9nier <\/em>dove riusciva a conquistare il pubblico del Comunale di Bologna con un\u2019interpretazione che <em>Il Resto del Carlino<\/em> definiva \u201cdi rara finezza e bravura\u201d. E cos\u00ec continuava:<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_030.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46657\" title=\"tutte le foto Frazzoni_030\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_030-136x200.jpg\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_030-136x200.jpg 136w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_030-270x395.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_030.jpg 481w\" sizes=\"auto, (max-width: 172px) 100vw, 172px\" \/><\/a> \u201cLa sicurezza dei passaggi e la fluidit\u00e0 delle note che la voce della Frazzoni doviziosamente profonde, fanno di questa giovane esperta cantante una delle certezze della nostra lirica\u201d. Ma anche il pubblico di teatri minori, quindi meno recettivo, veniva folgorato, come avvenne durante una mini stagione al teatro Astra di Forl\u00ec, il 24 maggio 1966, quando la stampa specializzata scrisse che \u201c&#8230; ha risolto con rara efficacia la sua Maddalena di Coigny facendo appello alle eccezionali doti della sua voce e agli accorgimenti di un mestiere consumatissimo. Oppure che cosa succedeva nella sua <em>Butterfly<\/em> da trasformarla in un\u2019interpretazione indimenticabile. <em>Il Gazzettino<\/em> di Trieste cos\u00ec scriveva nel marzo del \u201962: \u201cProtagonista di questa nuova edizione dell\u2019opera \u00e8 Gigliola Frazzoni, esperta del teatro pucciniano e che alla Scala ha cantato nella <em>Butterfly<\/em> per un lungo seguito di rappresentazioni. La sua \u00e8 dunque un\u2019interpretazione passata attraverso delle prove oltremodo significative, e quella di ieri sera ne ha riconfermato i meriti degni del massimo apprezzamento. Cantante di caldo temperamento e pertanto generosamente espansiva, la Frazzoni ci ha dato della piccola Geisha un ritratto appassionato, portando alla luce con intenso rilievo i caratteri dolorosi e tragicamente espressivi del personaggio. E con l\u2019ampio delinearsi del suo canto, crescente via via in vigore dal duetto del primo atto all\u2019aria e al grande monologo del secondo alla scena finale del terzo, la Frazzoni ha dimostrato una volta ancora come al personaggio, che il Puccini e l\u2019Illica hanno immaginato di sembianze esili e graziose, sia richiesta una poderosa voce di soprano drammatico. Per non parlare di <em>Aida<\/em> che venne salutata come \u201cuna vera rivelazione\u201d in quanto il personaggio che ne usciva, era ritenuto \u201cimpressionante per il suo splendore scultoreo, per la crescente emozione esteriorizzata attraverso un canto di straordinaria bellezza\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nell\u2019estate del 1959 Gigliola canta all\u2019Arena Flegrea <em>Madama Butterfly<\/em> e prontamente, la notte dell\u201911 luglio, un giornale napoletano informa che lo spettacolo aveva ottenuto \u201cun vivo successo\u201d per merito anche della \u201cprotagonista Gigliola Frazzoni, che la Scala rivel\u00f2 quale interprete di rara sensibilit\u00e0 del soave personaggio pucciniano. Il pubblico le ha tributato calorose ovazioni\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_046.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46658\" title=\"tutte le foto Frazzoni_046\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_046-122x200.jpg\" alt=\"\" width=\"159\" height=\"262\" \/><\/a>Un altro quotidiano locale dopo aver sottolineato le doti sceniche e canore del soprano bolognese dice testualmente: \u201cE\u2019 stata una grande, significativa vittoria la sua, specie se si pensi che proprio sulle stesse scene, e nello stesso ruolo lo scorso anno trionf\u00f2 Renata Tebaldi. La Frazzoni pu\u00f2 pertanto bene andare orgogliosa della sua nuova affermazione\u201d. E un altro giornale, ancora, ricorda \u201cl\u2019indiretto confronto con Renata Tebaldi\u201d ed evidenzia il coraggio della Frazzoni \u201cartista sicura, ricca di doti interpretative e di una voce suadente [&#8230;] avvezza ai duri cimenti della scena, (che) ha risposto in pieno alla attesa, assicurandosi un pieno e meritato successo\u201d. Non sono cose da poco.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La Frazzoni era sempre pi\u00f9 \u201cingombrante\u201d. Dopo la sua <em>Tosca<\/em> di Catania, il <em>Corriere di Sicilia<\/em> del 12 aprile 1962 scrive: \u201c&#8230;abbiamo ieri sera ammirato una <em>Tosca<\/em> completa: Gigliola Frazzoni appartiene alla nuova scuola italiana, che sfrutta le possibilit\u00e0 artistiche individuali per ottenere una specializzazione e quindi il miglior impiego di voce. La Frazzoni [&#8230;] \u00e8 in grado di rivestire[&#8230;] parti di cui si sente oggi la deficienza esecutiva\u201d. Quindi, secondo gli addetti ai lavori, sulla piazza era disponibile un giovane soprano bolognese, trentacinquenne nel \u201962, in grado di colmare quelle \u201cparti di cui si sente oggi la deficienza esecutiva\u201d. Renata Tebaldi aveva allora 40 anni e 39 la Callas. Il duopolio aveva gi\u00e0 fatto \u201cvittime\u201d eccellenti, ma non riusciva a perimetrare Gigliola Frazzoni davvero incontenibile. Non aveva agenti o impresari: aveva voce, temperamento, bellezza, cantava bene, la sentivano e la scritturavano.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Maria Callas dall\u2019alto della sua grandezza e della sua intelligenza, a chi le chiedeva quando avrebbe cantato <em>La fanciulla del West<\/em>, rispondeva che per quell\u2019opera c\u2019era gi\u00e0 Gigliola Frazzoni.<\/strong> La Tebaldi, invece, viet\u00f2 alla DECCA di registrare <em>La fanciulla del West <\/em>con Frazzoni e l\u2019impar\u00f2 appositamente per fare il disco. Ad onta delle inutili invidie, l\u2019anno successivo negli studi Rai di Roma, il 13 luglio 1963, Gigliola incide\u00a0 <em>Loreley<\/em> con Luigi Infantino e Piero Guelfi, diretti da Armando La Rosa Parodi. In quell\u2019anno ci furono altre cose importanti come <em>Butterfly, Fanciulla<\/em> e due volte<em> Cavalleria<\/em> alla Scala, poi la <em>Tosca<\/em>, gi\u00e0 ricordata a Caracalla con Raimondi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_047.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46675\" title=\"tutte le foto Frazzoni_047\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_047-106x200.jpg\" alt=\"\" width=\"142\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_047-106x200.jpg 106w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_047-270x507.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tutte-le-foto-Frazzoni_047.jpg 372w\" sizes=\"auto, (max-width: 142px) 100vw, 142px\" \/><\/a>Mentre altri soprani vennero facilmente ridimensionati, con la Frazzoni ci\u00f2 non era possibile<\/strong> e quindi bisognava ridurre \u201cil danno\u201d al minimo, di qui l\u2019invenzione del connubio con Minnie. Perch\u00e9 era veramente il male minore. <strong>Non si voleva che dilagasse verso le altre eroine pucciniane, come in parte egregiamente faceva o che invadesse addirittura il repertorio verdiano<\/strong>, dal momento che sappiamo dei suoi successi in <em>Aida<\/em> (Cairo e Alessandria d\u2019Egitto 1954, Enna 1957, Caracalla 1961 e 1965), <em>Don Carlos<\/em> (Catania 1956), <em>Trovatore<\/em> (Sudafrica 1951 e 1953, Hilversum alla radio olandese 1954, Bordeaux 1955). <em>La fanciulla del West<\/em> dopotutto non \u00e8 un\u2019opera molto rappresentata: \u00e8 buona cosa che la Frazzoni stia \u2026 nel \u201cfar West\u201d. Ma, come si suole dire, la classe non \u00e8 acqua e Gigliola ha tanta classe da trasformare Minnie in un prototipo. <strong>E\u2019 dunque una mezza verit\u00e0 quella di pensare che Gigliola sia stata \u201cspinta\u201d verso <em>La Fanciulla del West<\/em> per scongiurare un suo straripamento su altro repertorio.<\/strong> Diciamo che in parte \u00e8 stato cos\u00ec, perch\u00e9 il fascino che Minnie esercita sulla Frazzoni \u00e8 totalizzante. \u00abNel 1964 feci sette recite di <em>Fanciulla<\/em> alla Scala, tra gennaio e febbraio e cinque, tra luglio e agosto, a Caracalla. In marzo, al Massimo di Palermo, ricordo che vennero allestiti i<em> Dialoghi delle Carmelitane<\/em>, opera cui sono molto legata. Nell\u2019estate dell\u2019anno seguente, 1965, dopo quattro anni feci ancora <em>Aida<\/em> a Caracalla e in settembre <em>Cavalleria<\/em> al Kursaal di Lugano. Ricordo con commozione che in dicembre, portammo l\u2019opera italiana ai nostri connazionali di Fiume, dove cantai <em>Butterfly<\/em>\u00bb.\u00a0 <em>(Fine della sesta parte)<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;TOSCA&#8221; \u00abIl \u201956 fu un anno abbastanza pieno. 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