{"id":46781,"date":"2013-01-22T17:26:09","date_gmt":"2013-01-22T15:26:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=46781"},"modified":"2016-12-22T23:56:42","modified_gmt":"2016-12-22T22:56:42","slug":"bari-teatro-petruzzelliotello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/bari-teatro-petruzzelliotello\/","title":{"rendered":"Bari, Teatro Petruzzelli:&#8221;Otello&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bari, Teatro Petruzzelli, Stagione Lirica 2013<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;OTELLO&#8221;<br \/>\n<\/strong>Dramma lirico in quattro atti su libretto di Arrigo Boito, da Shakespeare.<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Otello, moro, generale dell&#8217;armata veneta <\/em>CLIFTON FORBIS<br \/>\n<em>Desdemona, sua moglie <\/em>JULIANNA DI GIACOMO<br \/>\n<em>Jago, alfiere <\/em>CLAUDIO SGURA<br \/>\n<em>Emilia, sua moglie <\/em>SARA FULGONI<br \/>\n<em>Cassio, capo di squadra <\/em>FRANCISCO CORUJO<br \/>\n<em>Roderigo, gentiluomo veneziano <\/em>MASSIMILIANO CHIAROLLA<br \/>\n<em>Montano, gi\u00e0 governatore di Cipro<\/em> ROBERTO ABBONDANZA<em><br \/>\nLodovico, ambasciatore della Repubblica Veneta<\/em> LUCA TITTOTO<br \/>\nCoro e Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari<br \/>\nCoro di voci bianche &#8220;all&#8217;Ottava&#8221;<br \/>\nDirettore <strong>Keri-Lynn Wilson<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Franco Sebastiani<br \/>\n<\/strong>Voci bianche dirette da<strong> Emanuela Aymone<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Eimuntas Nekro\u0161ius<\/strong><br \/>\nScene <strong>Marius Nekro\u0161ius<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Nadezda Gultiajeva<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Audrius Jankauskas<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento della Fondazione Petruzzelli di Bari<em><br \/>\nBari, 19 gennaio 2013<br \/>\n<\/em>Una donna sul podio, un\u2019orchestra di recente formazione con un\u2019et\u00e0 media inferiore ai trent\u2019anni, regia di <strong>Eimuntas Nekro\u0161ius<\/strong>. Basterebbero questi tre dati per lasciare intendere l\u2019eccezionalit\u00e0 del nuovo allestimento dell\u2019<em>Otello<\/em> verdiano prodotto dalla Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari. Pare davvero che per il politeama barese sia iniziata un\u2019autentica rinascita sul fronte della qualit\u00e0 e del \u2018peso\u2019 internazionale degli spettacoli messi in scena.<br \/>\nLe idee sottese alla gestualit\u00e0 visionaria del teatro di Nekro\u0161ius si sono combinate in un gioco di sovrapposizione (verrebbe da dire \u2018polifonico\u2019) con la scrittura di Boito e Verdi fin dagli attimi precedenti all\u2019alzata del sipario: sul tessuto rosso di quest\u2019ultimo veniva infatti a proiettarsi un quadrato di luce, simbolo visivo del fazzoletto che tanta parte ha nell\u2019innesco della catastrofe, ritagliato beffardamente con forbici sartoriali da Jago per farlo proprio. Su quella stessa sagoma quadrata, spostata a terra, si inginocchier\u00e0 Otello per intonare il monologo del suo disfacimento interiore, della sua fine. Un filo sottile, dunque, quello che il regista pone tra gli estremi che perimetrano il consumarsi del dramma, realizzato con un gesto altrettanto impalpabile, fatto di sola luce (l\u2019elemento, la luce elettrica, che nel 1887 affascin\u00f2 Verdi per il nuovo dispiegamento di effetti speciali che consentiva d\u2019ottenere sulla scena). Non \u00e8 dato sapere se il regista abbia consultato le meticolose disposizioni sceniche Ricordi che fissano il primigenio allestimento; l\u00e0 vigeva una netta bipartizione dello spazio scenico che Nekro\u0161ius di fatto ha rispettato: per la scena ticoscopica della tempesta iniziale il sipario si apre solo per met\u00e0; per tutta l\u2019opera sulla sinistra si colloca una pedana fissa circolare, simbolo della spirale che attanaglia l\u2019attivit\u00e0 psichica del protagonista; lo stesso coro (qui ottimamente preparato, come non mai, da <strong>Franco Sebastiani<\/strong> e da <strong>Emanuela Aymone<\/strong> per le voci bianche) si bipartiva tra zone di immobilit\u00e0 (sulla sinistra) e altre di dinamismo (sulla destra) coordinando gesti chiamati a far da cassa di risonanza emotiva al canto e al gesto dei personaggi, movimenti minimi con cui Nekro\u0161ius \u00e8 stato capace di rivitalizzare la funzione classica, greca, della coralit\u00e0. L\u2019uso immaginifico degli oggetti \u2013 che qualche anno fa tocc\u00f2 le vette del sublime nella riduzione teatrale dell\u2019<em>Anna Karenina<\/em> di Tolstoj \u2013 qui \u00e8 pi\u00f9 contenuto rispetto alle abitudini di Nekro\u0161ius: l\u2019\u00abassalto furibondo\u00bb di Cassio e Montano vede le spade sostituite da proiettori che accecano il pubblico con uno sfavillio violento (di nuovo l\u2019idea d\u2019una teatralit\u00e0 fatta di sola luce) e una benda rossa simboleggia il sangue che sgorga da Montano; sacchi di iuta diventano ambasciatori e un enorme nappo nero da tendaggio pu\u00f2 effigiare l\u2019ombra della ragione dove restano impigliate le <em>dramatis personae<\/em>. Come sempre anche in quest\u2019occasione Nekro\u0161ius prosciuga il contesto ambientale per concentrarsi su immagini metaforiche, su gestualit\u00e0 connotative afferenti a una stratificazione di codici attoriali occidentali e orientali, qui aiutato dall\u2019ulteriore prosciugamento operato sulla scenografia da suo figlio Marius: la sagoma di un castello, tratteggiata con linearit\u00e0 infantile; elementi radianti; colombe-burattini messe in azione dopo il soffocamento di Desdemona; enormi ali di colomba che seguono la protagonista per formarne prima il letto nuziale\/di morte e poi una sorta di mandorla o di vulva, dove Otello va a morire ricongiungendosi con l\u2019amata. L\u2019oscurit\u00e0 dell\u2019impianto scenografico e il grigiore dolente dei costumi di <strong>Nadezda Gultiajeva<\/strong> (abiti di tradizione lituana nel cromatismo del <em>Quarto Stato<\/em> di Pelizza da Volpedo) \u00e8 risultata funzionale all\u2019esaltazione degli oggetti e degli attori in linea con un simbolismo teatrale (mai statico) che si sposava appieno con il simbolismo musicale dell\u2019ultimo Verdi. Questo connubio cos\u00ec perfetto ha reso pi\u00f9 semplice il lavoro sui cantanti-attori, chiamati a mettere da parte la prossemica tradizionale per accettare di farsi marionette grottesche, articolate da gesti stilizzati e talora allusivi al mondo ferino (Otello accenna a mordere Desdemona sulla nuca come farebbe un leone con una leonessa).<br \/>\nPremesso l\u2019estremo fascino esercitato dalle invenzioni di Nekro\u0161ius, va detto che tra le voci si stagliava per perfezione di emissione e fraseggio quella di <strong>Julianna di Giacomo<\/strong>, soprano dal timbro ricco e variegato, duttile e cristallina, precisa e intensa sul piano espressivo. Pi\u00f9 incerto e torbido l\u2019Otello di <strong>Clifton Forbis<\/strong>, che, inizialmente affossato dall\u2019orchestra, palesava un vero impaccio (vocale e attoriale) poi sfumato nel secondo atto. Ben pi\u00f9 convincente la prova del basso-baritono brindisino (classe 1974) <strong>Claudio Sgura<\/strong>, pastoso nella zona centrale, nitido in quella acuta e brunito (anche se non troppo potente) in quella grave. Al suo Jago forse mancava un certo satanismo nel modo di proporre la propria corporeit\u00e0 (peraltro imponente in altezza) ma di certo non \u00e8 mai caduto nel rischio di concedere spazio ai manierismi attoriali che appesantiscono questo straordinario personaggio. Di buon livello la prova delle parti di fianco:<strong>Francisco Corujo <\/strong>(Cassio), <strong>Massmiliano Chiarolla<\/strong> (Roderigo), <strong>Roberto Abbondanza<\/strong> (Montano), <strong>Luca Tittoto<\/strong> (Lodovico). Una particolare per <strong>Sara Fulgoni<\/strong>, una Emilia di grande intensit\u00e0 emotiva (peraltro esaltata da Nekro\u0161ius in sequenze dove fasci di luce la esaltavano come personaggio chiave del dramma, un alter ego di Jago destinato alla redenzione; il colore viola dell\u2019abito a questo alludeva). Ottima la prova direttoriale di <strong>Keri-Lynn Wilson<\/strong>: mano sinistra sicura e inflessibile, mano sinistra eloquente, gesto contenuto e al tempo stesso intenso, segno di una disciplina e di una sensibilit\u00e0 che non di rado contrassegnano il mondo femminile. Ricca di colore, misurata e attenta la giovane orchestra del Petruzzelli, segno eloquente di un cambio di rotta che far\u00e0 solo il bene del capoluogo pugliese. Il governatore Vendola ha assistito all\u2019intero spettacolo, contornato dalle maggiori figure istituzionali della citt\u00e0; pubblico numerosissimo (elegantissimo), anagraficamente trasversale, entusiasta e generoso negli applausi. Prossime repliche il\u00a0 22, 24, 27 e 29 gennaio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bari, Teatro Petruzzelli, Stagione Lirica 2013 &#8220;OTELLO&#8221; Dramma lirico in quattro atti su libretto di Arrigo Boito, da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":46783,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7016,7015,3529,153,5991,7017,7014,145,96],"class_list":["post-46781","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-claudio-sgrua","tag-clifton-forbis","tag-eimuntas-nekrosius","tag-giuseppe-verdi","tag-julianna-di-giacomo","tag-keri-lynn-wilson","tag-nadezda-gultiajeva","tag-opera-lirica","tag-otello"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46781","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46781"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46781\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86866,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46781\/revisions\/86866"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46783"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46781"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46781"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46781"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}