{"id":46952,"date":"2013-01-25T01:05:11","date_gmt":"2013-01-24T23:05:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=46952"},"modified":"2016-12-20T10:11:49","modified_gmt":"2016-12-20T09:11:49","slug":"il-sax-di-mondelci-entusiasma-il-filarmonico-di-verona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-sax-di-mondelci-entusiasma-il-filarmonico-di-verona\/","title":{"rendered":"Il sax di Mondelci entusiasma il Filarmonico di Verona"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Teatro Filarmonico, Stagione Sinfonica 2012\/2013<br \/>\n<\/em><strong>Orchestra dell&#8217;Arena di Verona<br \/>\n<\/strong>Direttore <strong>Paul Chiang<br \/>\n<\/strong>Sax <strong>Federico Mondelci<br \/>\n<\/strong><em>Carlo Boccadoro<\/em>: Invisible Acropolis<br \/>\n<em>Claude Debussy<\/em>: Rapsodia per sax alto e orchestra<br \/>\n<em>Roberto Molinelli<\/em>: Four Pictures from New York<br \/>\n<em>P\u00ebtr Il&#8217;i\u010d \u010cajkovskij<\/em>: Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36<br \/>\n<em>Verona, 19 gennaio 2013<br \/>\n<\/em><br \/>\nIl\u00a0 6\u00b0 concerto della stagione sinfonica della Fondazione Arena di Verona,\u00a0 ha offerto nella prima parte, un programma piuttosto desuete. Due partiture contemporanee e l\u2019impiego di uno strumento solista moderno, il sassofono, che avuto il compito di immergere il concerto\u00a0 in un clima di impressionismo e modernismo. <strong>La serata \u00e8 cominciata con\u00a0 <em>Acropoli Invisibile<\/em> composta da <em>Carlo Boccadoro<\/em> tra 2011-2012,<\/strong> ( prima esecuzione al Maggio Musicale Fiorentino nel 2012). Anche senza le note nel programma che descrivevano il pezzo e la sua genesis, per meglio preparare il pubblico all\u2019ascolto, l\u2019uso sapiente dell\u2019orchestrazione allo scopo di evocare le sfumature di umori e impressioni, il ricamo delle voci strumentali individuali dentro e fuori il tappeto del tessuto orchestrale, le onde progressive di dinamiche, \u00a0\u00a0le sovrapposizioni fluttuanti di strumenti, e l\u2019improvviso silenzio dell\u2019orchestra che lasciava che un quintetto d\u2019archi conversasse in un angoscioso dialogo, prima che tutto finisse con i sinistri e minacciosi tocci di gran cassa, \u00a0contribuiscono a una creazione musicalmente ed esteticamente capaci di attrarre e coinvolgere l\u2019ascoltatore. L\u2019impatto che ha avuta la visita, citata come fonte d\u2019ispirazione, \u00a0al campo di concentramento Birkenau del compositore,\u00a0 colpito dal contrasto tra la desolazione di oggi con la eterna presenza dei fantasmi dei detenuti di ieri, con l\u2019eco dei rumori ed l\u2019immagine degl\u2019edifici, sono espressi fedelmente e in modo commovente nella partitura.<br \/>\nIl programma \u00e8 proseguito con la\u00a0 <strong><em>rapsodie pour orchestra et saxophone<\/em><\/strong> che <strong>Claude Debussy<\/strong> scrisse (pare con una certa riluttanza, data dalla modernit\u00e0 dello strumento) su commissione di una sassofonista americana. La partitura rimase incompleta alla morte del compositore e l\u2019orchestrazione fu completata\u00a0 da Roger-Ducasse. Malgrado la sua sua diffidenza verso lo strumento, Debussy ha creato un lavoro raffinato in uno stile astratto e impressionistico, che rievoca, in certi momenti, il poema sinfonico <em>La Mer, <\/em>\u00a0su cui stava lavorando in quel periodo. In ogni caso sembra meno interessato alle possibilit\u00e0 virtuosistiche dello strumento, preferendo piuttosto l\u2019esplorazione del suo particolare carattere e timbro. Viene utilizzata un&#8217;ampia compagine orchestrale, inclusi 3 flauti, 2 oboi, un corno inglese, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, e basso tuba, che spesso vengono impiegati in sequenze di onde sonore, sulle quali il sassofono &#8220;cavalca&#8221;. Si tratta di un unico movimento ma, come suggerisce il titolo, si dipana in rapidi cambiamenti espressivi. Dopo un\u2019inizio tranquillo, con cadenze morbide per il solista, da una sorta di atmosfera sospesa, parte di scatto \u00a0una sezione pi\u00f9 rapida, che, caratterizato dalla propensione di Debussy per l\u2019esotico, si sente chiaramente l\u2019influenza Araba, specialmente nelle figure ritmiche dell\u2019accompagnamento. <strong>Federico Mondelci<\/strong> ne \u00e8 stato un eccellente\u00a0 interprete. Tecnicamente sicuro e a suo agio, completamente assorto nella musica, il suono libero e pulito, spaziava in modo morbido e uniforme dagli acuti brillanti e splendenti ai i gravi caldi e pieni. Non risultava mai sovrastato dall\u2019orchestra ma allo stesso tempo il suono non era mai spinto o forzato.<br \/>\nLa prima parte si \u00e8 chiusa con <strong><em>Four Pieces from New York<\/em>, composto nel 2001 da Roberto Molinelli<\/strong>, un brano che ha perfettamente messo in luce versatilit\u00e0 e la musicalit\u00e0 di Mondelci e ha confermato la sua maestria nel calibrare e giocare con timbri e agilit\u00e0 tecnica sul sassofono soprano, tenore e contralto suonati a turno. <strong>Quattro scene musicali che seguono una esatta descrizione data nella partitura, <em>Dreamy Dawn, Tango Club, Sentimental Evening and Broadway Night<\/em>,<\/strong>\u00a0 un chiaro ed eclettico omaggio\u00a0 alla musica popolare americana: dal jazz allo swing, alla musica da film e al blues. Un sussegguirsi di temi noti ma trasformati in modo originale e fantasioso. Mondelci, da vero mattatore, in <em>Sentimental Evening, <\/em>spostandosi nel mezzo dell\u2019orchestra, ha voluto quasi creare una sorta trio jazz come se fosse in una sessione improvvisata (un eccellente pianoforte, basso e percussioni\/tamburi dall\u2019orchestra). Ha poi dominato il centro del proscenio, lanciandosi\u00a0 nel ritmico e sincopato <em>Tango Club<\/em> e cullati con la dolce cantabilit\u00e0 di <em>Dreamy Dawn<\/em>. Una esebizione nel segno della ricchezza coloristica, timbrica e di stili, sempre contrassegnata da\u00a0 grande rigore e\u00a0 sensibilit\u00e0 musicale. Il pubblico letteralmente entusiasta, dopo molte chiamate, ha portato al bis del\u00a0 <em>Tango Club<\/em>.<br \/>\nLa seconda parte del concerto ci ha riportati a un repertorio pi\u00f9 tradizionale, con l&#8217;esecuzione della\u00a0 <strong>quarta sinfonia di \u010cajovskij<\/strong>. Un&#8217;esecuzione in parte contrassegnata da molte\u00a0 incertezze di intonazione e articolazione, con una mancanza generale di coesione.\u00a0 Si \u00e8 notato che i violoncelli e i primi violini non sempre erano sincronizzati. Il primo movimento in particolare \u00e8 stato piuttosto\u00a0 piatto e pesante, forse a causa di un tempo particolarmente lento, cos\u00ec come le frasi che passavano fra gli strumentini \u00a0risultavano frammentate. \u00a0Solo al quarto movimento l\u2019orchestra sembrava aver trovato una coesione e ingranato la marcia giusta.\u00a0 Nell\u2019insieme, con l\u2019eccezione della sezione dei tromboni compatti e precisi, la prova dell&#8217;orchestra non \u00e8 stata al\u00a0 livello dei concerti pi\u00f9 recenti. Il direttore d\u2019orchestra taiwanes <strong>Paul Chiang<\/strong> del Taiwan, in\u00a0\u010cajovskij non sembrava avere \u00a0un sufficiente controllo sull\u2019orchestra, a differenza della prima parte nella quale ha saputo\u00a0 evidenziare con sensibilit\u00e0, le intrinseche voci in Boccadoro e gli umori atmosferici in Debussy, e ha mantenuto una linea fluida e un equilibrio perfettamente calibrato tra il solista e l\u2019orchestra sia in Molinelli che Debussy.<em> Foto Ennevi per Fondazione Arena di Verona<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Filarmonico, Stagione Sinfonica 2012\/2013 Orchestra dell&#8217;Arena di Verona Direttore Paul Chiang Sax Federico Mondelci Carlo Boccadoro: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":46956,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[7036,880,3064,14678,6293,7039,6545,6996,2290,7037,7038,7040],"class_list":["post-46952","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-acropoli-invisibile","tag-carlo-boccadoro","tag-claude-debussy","tag-concerti","tag-federico-mondelci","tag-four-pictures-from-new-york","tag-orchestra-dellarena-di-verona","tag-paul-chiang","tag-petr-ilic-cajkovskij","tag-rapsodia-per-sax-alto-e-orchestra","tag-roberto-molinelli","tag-sinfonia-n-4-in-fa-minore-op-36"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46952"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46952\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46956"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}