{"id":47000,"date":"2013-01-28T01:38:55","date_gmt":"2013-01-27T23:38:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=47000"},"modified":"2016-12-10T18:22:00","modified_gmt":"2016-12-10T17:22:00","slug":"il-barbiere-di-morassi-al-malibran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-barbiere-di-morassi-al-malibran\/","title":{"rendered":"Il &#8220;Barbiere di Siviglia&#8221; al Teatro Malibran di Venezia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro<\/em><em> Malibran, Stagione Lirica del Teatro La Fenice 2012\/2013 <\/em><br \/>\n&#8220;<strong>IL\u00a0 BARBIERE\u00a0 DI\u00a0 SIVIGLIA&#8221;<br \/>\n<\/strong>Melodramma buffo in due atti su libretto di Cesare Sterbini dalla commedia<em> \u201cLe barber de S\u00e9ville\u201d <\/em>di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais.<br \/>\nMusica di <strong> Gioachino Rossini<\/strong><em><br \/>\nConte d\u2019Almaviva<\/em> MAXIM MIRONOV<br \/>\n<em>Don Bartolo<\/em>\u00a0 OMAR MONTANARI<br \/>\n<em>Rosina <\/em>CHIARA AMARU&#8217;<br \/>\n<em>Figaro<\/em> VINCENZO TAORMINA<br \/>\n<em>Basilio <\/em>LUCA DALL&#8217;AMICO<br \/>\n<em>Berta<\/em> GIOVANNA\u00a0 DONADINI<br \/>\n<em>Fiorello<\/em> WILLIAM CORRO&#8217;<br \/>\n<em>Un ufficiale<\/em> NICOLA NALESSO<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro La Fenice<br \/>\nDirettore <strong>Stefano Rabaglia<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro Claudio <strong>Marino Moretti<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Bepi Morassi<br \/>\n<\/strong>Scene e costumi <strong>Lauro Crisman<br \/>\n<\/strong>Light designer: <strong>Vilmo Furian <\/strong><br \/>\nAllestimento della Fondazione Teatro La Fenice.<em><br \/>\nVenezia, 25 gennaio 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se c&#8217;\u00e8 un opera con cui\u00a0 Bepi Morassi intrattiene un rapporto assolutamente particolare e continuativo<\/strong>, questa \u00e8 certamente il <em>Barbiere<\/em> rossiniano. Infatti, come si legge nelle note che corredano il programma di sala, \u00e8 dal lontano 2002 che questo capolavoro di Rossini costituisce per il regista un appuntamento annuale con quella che considera \u201c<em>la sintesi assoluta della teatralit\u00e0\u201d<\/em>, un&#8217;occasione per mettere in pratica la propria concezione scenica che vede negli interpreti (di volta in volta almeno in parte diversi) il proprio punto di forza e, perci\u00f2 stesso, \u00e8 un&#8217;esperienza sempre nuova e intrigante. Un allestimento, quello di cui ci stiamo occupando, che \u2013 sottolinea ancora Morassi \u2013 \u00e8 stato criticato per il suo aspetto visivo esageratamente tradizionale, ma che invece\u00a0 si basa su un presupposto non cos\u00ec scontato, almeno dieci anni fa, nel <em>milieu <\/em>del teatro musicale: la preponderanza, rispetto all&#8217;ambientazione, del virtuosismo interpretativo, identificato con il <em>musical<\/em> americano, in cui il regista vede la continuazione della gloriosa tradizione della Commedia dell&#8217;Arte.<br \/>\nA questo proposito, le scene di <strong>Lauro Crisman<\/strong>, al pari dei costumi settecenteschi da lui stesso ideati, <strong>sono gradevoli, ma non nostrano nulla che si segnali per originalit\u00e0<\/strong>: in apertura una piazzetta sul cui lato destro si affaccia il balcone di Rosina, chiuso da una grata vagamente andalusa, e sullo sfondo scuro la <em>silhouette<\/em> rossastra di Siviglia con la Giralda; successivamente, l&#8217;interno della casa di Bartolo, in particolare la stanza che d\u00e0 sulla piazzetta, con le pareti tappezzate di rosso a righe gialle su cui campeggiano i ritratti di famiglia. <strong>L&#8217;originalit\u00e0, dunque, andrebbe ricercata nella presenza scenica e nella gestualit\u00e0 degli interpreti, ma anche qui nulla di particolarmente nuovo sotto il sole<\/strong>, oltre tutto certe scelte registiche non erano sempre funzionali alla musica o alla situazione sulla scena: Figaro sale in palcoscenico dopo aver percorso la platea intonando le prime battute della sua celeberrima cavatina, ma i troppi movimenti non assecondano il canto e lo fanno arrivare alla fine di questo brano, gi\u00e0 di per s\u00e9 molto impegnativo, visibilmente provato. Anche la trovata di far cantare a Figaro e al Conte il duetto \u201cAll&#8217;idea di quel metallo\u201d prevedendo per entrambi movenze pi\u00f9 indicate per qualche commedia musicale di Broadway con tanto di bastone alla Fred Astaire \u2013 cosa che il barbiere ripete anche nel corso del duetto del primo atto con Rosina \u2013 non ci \u00e8 sembrata di impatto visivo particolarmente felice. In genere si \u00e8 cercato \u2013 com&#8217;\u00e8 naturale in un&#8217;opera buffa \u2013\u00a0 di divertire il pubblico, ma talora si \u00e8 esagerato in episodi macchiettistici finalizzati solo alla facile risata. Sempre efficace, peraltro, si \u00e8 rivelata nel corso dello spettacolo qualche occhiata ammiccante lanciata dal palcoscenico con effetto di straniamento sul pubblico, ma anche questo \u00e8 un <em>d\u00e9j\u00e0 vu<\/em> di vecchia data.<br \/>\nSul piano musicale, la bacchetta di <strong>Stefano Rabaglia<\/strong> ha saputo guidare l&#8217;orchestra e i cantanti con rigore e autorevolezza anche nelle scene d&#8217;insieme, ma non ha sempre ottenuto quella levit\u00e0 e quel nitore di suono che la frizzante partitura spesso richiede a partire dalla sinfonia. Inoltre lo stacco dei tempi e la dinamica non avevano, in generale, quell&#8217;articolazione che permettesse di rendere appieno la <em>verve<\/em> di alcuni momenti concitati o il delicato lirismo di altre pagine. Anche i recitativi non avevano quella vivacit\u00e0, quella spigliatezza \u201cmozartiana\u201d che l&#8217;opera a volte richiede. Un&#8217;esecuzione, in sintesi, certamente corretta dal punto di vista tecnico e comunque godibile, ma ristretta entro una gamma espressiva, a nostro avviso, un po&#8217; troppo contenuta.<br \/>\nDi encomiabile professionalit\u00e0, per lo meno, tutti i componenti del cast. <strong>Maxim Mironov<\/strong> (Lindoro-Il conte d&#8217;Almaviva) ha fatto sentire una bella voce di tenore di grazia dal timbro non banale, di pasta omogenea, che gli ha permesso di affrontare con facilit\u00e0 acuti e sovracuti, oltre che i passaggi d&#8217;agilit\u00e0 come in \u201cEcco ridente in cielo\u201d, che ha concluso degnamente con un sonoro do. Vocalmente esteso il Figaro di <strong>Vincenzo Taormina<\/strong>, baritono dal timbro piuttosto chiaro, che comunque, anche grazie ad un&#8217;efficace gestualit\u00e0, \u00e8 stato in grado di delineare un \u201cfactotum della citt\u00e0\u201d pieno di vulcanica energia come dev&#8217;essere. Vitalissima la Rosina di <strong>Chiara Amar\u00f9<\/strong>, mezzosoprano dall&#8217;emissione abbastanza corposa, che sa farsi sottile quando serve, a proprio agio di fronte alle pi\u00f9 ardue colorature che caratterizzano il suo ruolo: impeccabile in \u201cUna voce poco fa\u201d, dove, in particolare, ha scandito con precisione e <em>verve<\/em> la seconda parte dell&#8217;aria (\u201cMa se mi toccano\u201d). Rispetto al recente <em>Occasione fa il ladro, <\/em><strong>Omar Montanari<\/strong> \u00e8 parso meno a suo agio nell&#8217;affrontare Bartolo. La voc\u00e8 \u00e8 parsa con sonorit\u00e0 piuttosto metalliche e\u00a0\u00a0 in \u201c A un dottor de la mia sorte\u201d non aveva il peso adeguato ad esprimere la tronfia quanto ridicola superbia dell&#8217;anziano pretendente di fronte alla sua tutt&#8217;altro che ingenua pupilla; il sillabato veloce (\u201cSignorina, un&#8217;altra volta\u201d) era alquanto fievole, ma si \u00e8 fatto maggiormente valere nel prosieguo dell&#8217;opera. Complessivamente buona la prestazione, dal punto di vista vocale e scenico, del basso-baritono<strong> Luca dall&#8217;Amico<\/strong> (Basilio), che ha intonato\u201cLa calunnia\u201d (tra l&#8217;altro, giocando a carte insieme a Bartolo) con sufficiente potenza di emissione, in particolare nel famosissimo crescendo. Irresistibile Berta, per la voce e il gesto di <strong>Giovanna Donadini,<\/strong> almeno stando agli applausi che si \u00e8 meritata dopo l&#8217;aria \u201cIl vecchiotto cerca moglie\u201d, nonostante una voce un po&#8217; troppo aperta e alcune movenze, a dir poco, da avanspettacolo. Valide le prestazioni di <strong>William Corr\u00f2<\/strong> e<strong> Nicola Nalesso<\/strong>, rispettivamente Fiorello e Un ufficiale, nonch\u00e9 quella del coro. Successo vivissimo con diverse chiamate dei singoli e di tutti gli interpreti e responsabili dello spettacolo.\u00a0 <em>Foto Michele Crosera<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro Malibran, Stagione Lirica del Teatro La Fenice 2012\/2013 &#8220;IL\u00a0 BARBIERE\u00a0 DI\u00a0 SIVIGLIA&#8221; Melodramma buffo in due [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":47005,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4944,886,143,5017,240,7041,2385,325,7042,889,145,6368,2569,1488],"class_list":["post-47000","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-bepi-morassi","tag-chiara-amaru","tag-gioachino-rossini","tag-giovanna-donadini","tag-il-barbiere-di-siviglia","tag-lauro-crisman","tag-luca-dallamico","tag-maxim-mironov","tag-nicola-nalesso","tag-omar-montanari","tag-opera-lirica","tag-stefano-rabaglia","tag-vincenzo-taormina","tag-william-corro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47000","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=47000"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47000\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86861,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47000\/revisions\/86861"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/47005"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=47000"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=47000"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=47000"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}