{"id":47112,"date":"2013-01-29T11:30:11","date_gmt":"2013-01-29T09:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=47112"},"modified":"2016-12-01T00:46:10","modified_gmt":"2016-11-30T23:46:10","slug":"il-mesto-omaggio-dei-compositori-berg-e-bruckner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-mesto-omaggio-dei-compositori-berg-e-bruckner\/","title":{"rendered":"Il mesto omaggio dei compositori: Berg e Bruckner"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI <\/strong><br \/>\nDirettore<strong> Juraj Val\u010duha<\/strong><br \/>\nViolino<strong> Vadim Repin<\/strong><br \/>\n<em>Alban Berg<\/em>: Concerto per violino e orchestra <em>Alla memoria di un angelo<\/em><br \/>\n<em>Anton Bruckner<\/em>: Sinfonia n. 7 in mi maggiore<br \/>\n<em>Torino, 25 gennaio 2013<br \/>\n<\/em><strong><br \/>\nDurante alcuni concerti accade che l\u2019ascoltatore percepisca un legame forte, tutto affettivo, tra un brano e l\u2019altro del programma<\/strong>: fili di seta si annodano intorno al cuore, lo stringono, suscitano la commozione, a partire da musiche che si richiamano da s\u00e9, anche in modalit\u00e0 diversissime. Ed \u00e8 la sensazione nata dall\u2019accostamento del Concerto per violino e orchestra di Berg, scritto su commissione del violinista Louis Krasner, ma dedicato alla figlia di Walter Gropius e Alma Mahler, Manon, morta diciottenne il 22 aprile 1935, e la VII Sinfonia di Bruckner, il cui Adagio si conclude con una elegiaca marcia funebre, inserita in seguito alla morte di Richard Wagner (13 febbraio 1883). In entrambi i lavori i compositori modificano dunque assunti e struttura stilistica dell\u2019opera per rendere omaggio a una persona cara, sia una tenera fanciulla sia il pi\u00f9 rivoluzionario dei compositori europei; e in entrambi i casi la piega di mestizia, anche se localizzata all\u2019interno del discorso musicale (come in Bruckner), finisce per imprimere un sigillo peculiare a tutto quanto.<br \/>\n<strong>Per il concerto bergiano interviene il talentuoso solista di origini siberiane Vadim Repin<\/strong>, con il suo violino Bonjour, un Guarneri del Ges\u00f9 del 1743; pacatezza del suono e uso molto moderato del vibrato caratterizzano la prima sezione (Andante &#8211; Allegretto), mentre all\u2019inizio della seconda sezione (Allegro &#8211; Adagio) spicca il controcanto tra violino e ottoni e percussioni. Val\u010duha mantiene terse le sonorit\u00e0 dell\u2019orchestra, specie nei pezzi d\u2019insieme, in una lievit\u00e0 espressiva compiuta e coerente, in modo tale che anche la citazione del corale bachiano (dalla cantata BWV 60), enunciata soprattutto dai legni, sembri sgorgare con grande discrezione da un tenue tessuto orchestrale: non crea alcun conflitto con la scrittura dodecafonica, anzi la rivitalizza nel nome della tradizione. Nella ricerca sonora del direttore l\u2019obbiettivo parrebbe essere non tanto l\u2019omogeneit\u00e0, quanto la voce distinta delle singole famiglie strumentali; a esse si affianca poi il violino di Repin con la sua cristallina chiarezza. Di grande effetto, virtuosistico ed espressivo insieme, il suono scintillante eppure evanescente dello strumento solista che si spegne nel prolungato accordo conclusivo. <strong>Alle festose acclamazioni del pubblico il violinista risponde concedendo un bis del tutto in linea con la raccolta tristezza del concerto di Berg: l\u2019Allemanda dalla Sonata n. 4 di Eug\u00e8ne Ysa\u00ffe<\/strong> (gi\u00e0 nel concerto dello scorso 6 dicembre Nemanja Radulovi\u0107 aveva proposto come fuori programma un movimento della sonata n. 3 di Ysa\u00ffe: repertorio che coniuga in modo esemplare ricerca dell\u2019espressivit\u00e0 e virtuosismo tecnico).<br \/>\n<strong>Allorch\u00e9 Val\u010duha attacca il variegato I movimento della VII Sinfonia di Bruckner<\/strong> il volume appare subito eccessivamente forte (nell\u2019Allegro moderato), anche se \u00e8 apprezzabile l\u2019intento di evidenziare l\u2019intensit\u00e0 del suono (inevitabilmente segmentato a blocchi, proprio a causa dell\u2019accentuata sonorit\u00e0). Grazie alla precisione degli archi (capeggiati dal violino di Roberto Ranfaldi) il direttore riesce a differenziare bene i piani del discorso musicale, secondo un tempo piuttosto serrato, che rispetta poi le variazioni ritmiche previste da Bruckner per il complesso movimento d\u2019apertura (Molto animato &#8211; A tempo &#8211; Molto solenne &#8211; Molto calmo; a poco a poco pi\u00f9 veloce). Con la famiglia degli archi cos\u00ec rispondente al rigore del dettato musicale, \u00e8 quasi un peccato che il direttore richieda un tono aggressivo agli ottoni (i cui attacchi non sono sempre nitidi e precisi, specie nella sezione intermedia). <strong>Buona omogeneit\u00e0 caratterizza invece i momenti pieni e solenni:<\/strong> gli ottoni spiccano, ma gli archi restano il gruppo pi\u00f9 convincente per precisione di esecuzione, per ricchezza di colori, per dolcezza. Anche l\u2019Adagio si avvia in modo plausibile, ma da subito un po\u2019 troppo forte; ora la voce caratterizzante \u00e8 quella del flauto (<strong>Dante Milozzi<\/strong>), le cui sobrie e rarefatte melodie si intrecciano con il modulo della ripetizione di base secondo un effetto molto bello. <strong>Al centro del movimento Val\u010duha individua un equilibrio nell\u2019elaborazione della lenta progressione<\/strong>, per mezzo di un adeguato contrasto di piano e di forte, fino alla culminazione, scandita dall\u2019unico intervento di triangolo e piatti (e a proposito di percussioni val bene ricordare l\u2019apporto, sempre impeccabile, dei timpani di Carlo Romano). <strong>Al trionfo orchestrale segue il ripiegamento funebre, introdotto da evidenti allusioni wagneriane, alla fine di Siegfried e di Tristan: Val\u010duha<\/strong> rende in modo efficace la trasformazione dell\u2019Adagio in do diesis minore in una breve marcia funebre, segnata solo da rimpianto e commozione. Se la VII Sinfonia \u00e8 la pi\u00f9 nota al pubblico italiano, certamente il suo ampio Adagio \u00e8 il brano bruckneriano pi\u00f9 conosciuto e presente alla memoria degli ascoltatori, soprattutto a causa della sua inserzione a commento dei momenti pi\u00f9 languidi e morbosi in Senso di Luchino Visconti (era il 1954, e l\u2019esecuzione dei primi due movimenti era gi\u00e0 affidata a un\u2019orchestra RAI, diretta dal grande Franco Ferrara). Basso tuba e tube wagneriane sovrastano le sonorit\u00e0 anche nello Scherzo, che per\u00f2 scorre molto fluido nelle simmetrie rispetto al Trio centrale, tutto tramato di danze popolari appena accennate: i contrasti sonori tra ottoni e archi raggiungono ora il vertice, ma si proiettano anche sul Finale (Mosso ma non presto), scandito per lo pi\u00f9 da motivi eroici e solenni; la chiusa della sinfonia riprende parzialmente un\u2019idea iniziale del I movimento, per suggellare l\u2019opera con un accordo maestoso, eppure non trionfante.<br \/>\n<strong>Val\u010duha propone insomma un Bruckner molto tradizionale, dalla voce sempre corposa<\/strong>, dalle sonorit\u00e0 sempre marcate: beethoveniano nei ritmi, wagneriano (ma del Wagner di Rienzi, pi\u00f9 che di Tristan o di Parsifal) negli squilli e nelle fanfare; magniloquente e rassicurante, \u00e8 per\u00f2 un Bruckner declinato \u201call\u2019italiana\u201d grazie a una peculiarit\u00e0 del tutto positiva, come le pi\u00f9 volte riscontrate accuratezza e gentilezza degli archi. Formula che convince appieno il pubblico torinese, a giudicare dai prolungati applausi per il direttore e per i professori dell\u2019orchestra; apprezzamento pi\u00f9 che opportuno, considerato che l\u2019ultima esecuzione RAI a Torino della VII risale al giugno 2007. <em>(Nelle foto, la prova generale del concerto)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore Juraj Val\u010duha Violino Vadim [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":47132,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[502,3431,14678,1508,6483,7062],"class_list":["post-47112","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alban-berg","tag-anton-bruckner","tag-concerti","tag-juraj-valcuha","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-vadim-repin"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47112","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=47112"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47112\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/47132"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=47112"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=47112"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=47112"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}