{"id":47188,"date":"2013-01-30T22:56:49","date_gmt":"2013-01-30T20:56:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=47188"},"modified":"2016-12-14T03:03:20","modified_gmt":"2016-12-14T02:03:20","slug":"tra-attrazione-e-sventura-rusalka-al-san-carlo-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/tra-attrazione-e-sventura-rusalka-al-san-carlo-di-napoli\/","title":{"rendered":"&#8220;Rusalka&#8221; al San Carlo di Napoli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"right\"><em>Napoli, Teatro di San Carlo, Stagione Lirica e di Balletto 2012-13<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;RUSALKA&#8221;<\/strong><br \/>\nOpera in tre atti. Libretto di Jaroslav Kvapil<br \/>\nMusica di <strong>Antonin Dvo\u0159\u00e1k<\/strong><br \/>\n<em>Rusalka<\/em> DINA KUZNETSOVA<br \/>\n<em>Il Principe<\/em> PAVEL \u010cERNOCH<br \/>\n<em>La Principessa Straniera<\/em> JOLANA FOGAS<br \/>\n<em>Je\u017eibaba<\/em> IRINA MISHURA<br \/>\n<em>Vodnik, lo Spirito delle Acque<\/em> RICHARD PAUL FINK<br \/>\n<em>Guardacaccia<\/em> ANDREA PORTA<br \/>\n<em>Sguattero<\/em> FRANCESCA RUSSO ERMOLLI<br \/>\n<em>Il cacciatore<\/em> ANTONIO DI MATTEO<br \/>\n<em>Ninfe del Bosco<\/em> VALDA WILSON, FEDERICA GIANSANTI, GIUSEPPINA BRIDELLI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro San Carlo<br \/>\nDirettore <strong>John Fiore<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Salvatore Caputo<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Manfred Schweigkofler<\/strong><br \/>\nScene <strong>Walter Scheutze<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Mateja Benedetti<\/strong><br \/>\nVideoproiezioni <strong>Christoph Grigoletti<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Claudio Schmid<\/strong><br \/>\nCoproduzione con il Teatro Comunale e Auditorium di Bolzano<br \/>\n<em>Napoli, 24 gennaio 2013<br \/>\n<\/em><br \/>\nChe sia il Reno o il Tirreno ad accoglierle coi loro corpi ibridi e anelanti, ad avvolgere il loro canto ammaliante e disarmante poco importa\u2026Che sia tramontana o scirocco a generarle, a costituirle nell\u2019essenza poco importa\u2026 Il richiamo ancestrale e la potenza catartica del mito si rincorrono da sempre e ogni tanto si incontrano. Partenope incontra Rusalka, sua sorella nordica celebrata musicalmente in maniera magistrale da \u00a0<strong>Dvorak<\/strong>. L\u2019opera, rappresentata per la prima volta a Praga nel 1901, \u00a0approda vergine sui \u201clitorali\u201d sancarliani in una coproduzione dello Stabile Napoletano e del \u00a0Teatro Comunale di Bolzano<em>.<br \/>\n<\/em>La bellezza effimera, leggera, espressiva della musica del compositore boemo incontra la profondit\u00e0 disarmante del libretto di <strong>Jaroslav Kvapil<\/strong> resa anche nella traduzione fornita in sovra schermo. L\u2019orchestra diretta da <strong>John Fiore<\/strong> si esprime in maniera misurata, placida, controllata <em>in <\/em>un\u2019 esecuzione piacevole, delicata<em>. <\/em><br \/>\nQuella di Fiore \u00e8 una conduzione densa, protesa verso la valorizzazione ulteriore delle suggestioni timbriche e della variet\u00e0 dei registi stilistici della partitura in un rispetto mirato ed efficace dei volumi e delle dinamiche che ha, sicuramente, favorito l\u2019esecuzione e le possibilit\u00e0 interpretative dei cantanti e del coro diretto da <strong>Salvatore Caputo. <\/strong>Qualche perplessit\u00e0 \u00a0riserva, invece, la regia di <strong>Manfred Schweigkofler. <\/strong>Gi\u00e0 l\u2019impianto scenografico, ideato da <strong>Walter Schuetze, <\/strong>di dubbio impatto suggestivo, evoca, qualche perplessit\u00e0. A mancare \u00e8 forse, quella separazione spaziale funzionale alla comprensibilit\u00e0 delle dinamiche della vicenda stessa. Mancanza e compenetrazione geografica, presumibilmente,\u00a0 concepite dalla regia come l\u2019inseparabilit\u00e0 di ogni dualit\u00e0, ma, che, a livello scenico, conducono ad un \u201cnonsocch\u00e8\u201d di scarno, incompiuto,\u00a0 indefinito. Un \u201cnonsocche\u201d che, probabilmente, ha proprio a che fare con la difficolt\u00e0 \u201cumana\u201d di accogliere qualsiasi dimensione nell\u2019altra:\u00a0 sogno-realt\u00e0,\u00a0 giorno- notte,\u00a0 natura- societ\u00e0, desiderio-perdizione, vita-altrove. Le scelte registiche non valorizzano, inoltre, la raffigurazione del cambiamento, del passaggio da una condizione all\u2019altra. La gestualit\u00e0 riservata ai personaggi nel primo atto \u00e8 schematica, forse volutamente, ma debole, pedissequa, non \u201cgiustificata\u201d e comunque poco credibile. Il problema scenico di come rendere il movimento di esseri acquatici resta irrisolto, come se solo parzialmente affrontato, vuoi per volont\u00e0, vuoi per il suo contrario. ( A questo proposito il richiamo alle soluzioni sceniche adoperate nel Musical The Little Marmaid, di Broadway in cui le sirene e gli abitanti del mare si muovono pattinando, \u00e8 inevitabile, ma \u00e8 solo una \u00a0possibilit\u00e0 di messa in scena). Fondamentali e molto interessanti per la rievocazione suggestiva della scena sono le videoproiezioni di <strong>Christoph Grigoletti<\/strong>.<br \/>\nForse, la difficolt\u00e0 scenica\u201d,\u00a0 poc\u2019 anzi evidenziata, incontra e investe anche la resa vocale e scenica di <strong>Dina Kuznetsova<\/strong>, la quale offre una Rusalka <em>in fieri<\/em>. Nel primo atto, la sua condotta, bloccata da posizioni fisiologicamente scomode, non \u00e8 completamente fluida, gli attacchi di fiato non sono sempre precisi e la bellezza del fraseggio\u00a0 e delle sfumature vocali, successivamente presenti, sono, qui, quasi assenti. Sebbene la resa della sua aria\u00a0 (<em>Mes\u00edcku na nebi hlubok\u00e9m,\u00a0 <\/em>Inno alla luna) \u00e8, comunque, dignitosa. E\u2019 dal secondo atto che Rusalka cresce, come se il silenzio forzato a cui \u00e8 costretta in seguito al patto con Jezibaba sia salutare e produttivo: la sua voce si riscopre, si rivela con delle aperture sonore libere e rotonde dal sapore tiepido e avvolgente e con dei piani davvero intensi. Stessa sorte sembra toccare al Principe <strong>Pavel \u010cernoch, <\/strong>il quale nella sua comparsa in scena rivela doti di tenore leggero di circostanza senza quasi nessun pregio. Lo scatto, anche per lui, infatti, avviene dal secondo atto, cos\u00ec il giovane interprete regala un duetto molto intenso e l\u2019 aria<em> (Mil\u00e1cku, zn\u00e1s mne, zn\u00e1s?<\/em>) precisa e piacevole. Bella l\u2019apertura dell\u2019opera con la presentazione delle sorelle di Rusalka avvolte nei bellissimi costumi,\u00a0 ideati \u00a0da <strong>Mateja Benedetti<\/strong>. Sofisticato \u00a0e semplice il disegno coreografico a loro destinato come del resto anche la condotta vocale\u00a0 delle <em>tre ninfe<\/em><strong> Valda Wilson, Federica Giansanti, Giuseppina Bridelli. <\/strong>Una bellezza terrena e sensuale, dirompe, invece, con l\u2019entrata in scena della <em>Principessa straniera<\/em>, <strong>Jolana Fogas, <\/strong>ottima interprete sia vocalmente che attorialmente. Spiccata incisivit\u00e0 dimostra anche<strong>\u00a0 Irina Mishura<\/strong> <em>Jezibaba<\/em>, la Strega, che nel primo atto \u00e8 presentata in un costume che lascia i seni scoperti con facile rievocazione della <em>Semiramide<\/em> ronconiana di recente memoria per il pubblico sancarliano.<br \/>\nBuonissime invece le caratteristiche attoriali dei servi del castello:<em><strong> Andrea Porta <\/strong>(Guardiacaccia)<\/em><strong> Francesca Russo Ermolli<\/strong> (Lo sguattero) <em>en travesti<\/em>. Il baritono<strong> Richard Paul Fink<\/strong>, interpreta lo <em>Spirito delle Acque <\/em>in maniera molto terrena, quasi per antitesi, quell\u2019antitesi nella quale \u00e8 possibile ravvisare la cifra costante e la chiave di lettura dell\u2019intero dramma:<em> bellezza che i<\/em>ncontra il buio,\u00a0 silenzio che incontra la musica, favola che incontra la realt\u00e0. La rinuncia alla propria essenza per l\u2019altro, per soddisfare il desiderio non pu\u00f2 che portare alla dannazione. L\u2019incontro di due mondi senza il rispetto della propria natura condurr\u00e0 sempre ad un altrove indefinito e buio senza possibilit\u00e0 di riscatto. L\u2019incompiuto\u00a0 che anela alla completezza \u00e8, infondo, la condizione stessa dell\u2019essere umano: ricercare la met\u00e0 mancante, il viaggio di ognuno attraverso il compromesso, la delusione, la punizione, la perdizione.<em> (Foto Francesco Squeglia)<\/em><br \/>\n<em> Per il tuo amore, per la tua bellezza,<br \/>\nper la tua irrequieta passione umana,<br \/>\nper tutto quello che ha maledetto il mio destino<br \/>\nTu, anima umana, che Dio ti sia misericordioso<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli, Teatro di San Carlo, Stagione Lirica e di Balletto 2012-13 &#8220;RUSALKA&#8221; Opera in tre atti. 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