{"id":47606,"date":"2013-02-11T03:01:35","date_gmt":"2013-02-11T01:01:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=47606"},"modified":"2016-12-01T03:46:22","modified_gmt":"2016-12-01T02:46:22","slug":"ancona-teatro-delle-muse-madama-butterfly","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/ancona-teatro-delle-muse-madama-butterfly\/","title":{"rendered":"Ancona, Teatro delle Muse:&#8221; Madama Butterfly &#8220;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ancona, Teatro dell Muse \u201dFranco Corelli\u201d , Stagione lirica 2012\/13 <\/em><br \/>\n\u201c<strong>MADAMA BUTTERFLY<\/strong>\u201d<br \/>\nTragedia giapponese in due atti, libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dalla tragedia giapponese <em>Madame Butterfly<\/em> di David Belasco e dal racconto omonimo di John Luther Long. Editore Universal Music Publishing Ricordi srl, Milano. Musica di <strong>Giacomo Puccini\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Madama Butterfly<\/em> ELENA POPOVSKAYA<br \/>\n<em>Suzuki<\/em> ENKELEJDA SHKOSA<br \/>\n<em>Kate Pinkerton<\/em> ALIONA STARICOVA<br \/>\n<em>B.F. Pinkerton<\/em> LUCIANO GANCI<br \/>\nS<em>harpless<\/em> GIANFRANCO MONTRESOR<br \/>\n<em>Goro<\/em> STUART PATTERSON<br \/>\n<em>Il principe Yamador<\/em>i GIACOMO MEDICI<br \/>\n<em>Lo zio Bonzo<\/em> GIANLUCA BREDA<br \/>\n<em>Il commissario imperiale<\/em> GIANNI PACI<br \/>\n<em>L\u2019ufficiale del registro<\/em> ALESSANDRO PUCCI<br \/>\nFORM Orchestra Filarmonica Marchigiana<br \/>\nCoro Lirico Marchigiano \u201cV.Bellini\u201d<br \/>\nDirettore <strong>Renato Palumbo <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro P<strong>asquale Veleno <\/strong><br \/>\nRegia, Scene e Luci <strong>Arnaud Bernard <\/strong><br \/>\nNuovo Allestimento Teatro dell Muse \u201dFranco Corelli\u201d<br \/>\n<em>Ancona, 8 Febbraio 2013<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Nuovo allestimento della Fondazione Teatro delle Muse di Ancona, <em>Madama Butterfly<\/em><\/strong> di G.Puccini ha chiuso la serratissima stagione lirica del capoluogo dorico. Regia, scene e luci erano del regista francese <strong>Arnaud Bernard<\/strong> che aveva gi\u00e0 firmato alcune settimane prima il primo titolo della stagione \u201c<em>L\u2019Enfant prodigue\u201d<\/em> di Debussy e <em>\u201cCavalleria Rusticana\u201d<\/em> di Mascagni. <strong>Assolutamente in linea con austerit\u00e0 di mezzi e rigore stilistico, il regista ha saputo con poco ricreare<\/strong> le atmosfere nipponiche attraverso una scena sostanzialmente fissa. Le vicissitudini della sfortunata protagonista si svolgono all\u2019 interno di una pedana inclinata di legno con due labirintici accessi laterali. Sotto questa un mare nero e profondo alle volte coperto di petali di carta rossi, nella stagione d\u2019amore, poi lambito da centinaia e centinaia di bandierine americane tutte rivolte ad est ,nel tempo delle illusioni e poi il nulla, la stagione della\u00a0 consapevolezza e della perdita dell\u2019onore. <strong>Ci troviamo nel mondo interiore di Cio Cio San che come un\u2019isola lontana\u00a0 da tutto e da tutti viene contornata e lambita dall\u2019esterno dalle vicissitudini e dalle debolezze dell&#8217;uomo.<\/strong>\u00a0Un piccolo mondo che si sforza di mantenere purezza ed ingenuit\u00e0, ma che poi cade e si sgretola nel dramma. Peccato che questa idea, nella realizzazione, appare poco curata: luci sporche (nel III atto infatti riflettono il PVC di sfondo), costumi ed attrezzeria scelte con poco gusto sia per materiale che per taglio e infine i cambi scena eccessivamente lunghi, per un impianto che, in sostanza, \u00e8 fisso. Il limite pi\u00f9 vistoso \u00e8 per\u00f2 venuto dalla regia, o sarebbe meglio dire, la mancanza di questa che ci fa assistere alla solita sequela di gesti eccessivamente forzati, enfatici, che possiamo definire anacronistici. Avranno sicuramente pesato la scarsit\u00e0 di tempo e mezzi ma, parafrasando Ronconi qui \u00e8 venuta a mancare la \u00a0capacit\u00e0 di entrare in rapporto con il testo, con lo \u00a0spazio, con gli interpreti \u00a0e con il\u00a0 pubblico. C\u2019\u00e8 assolutamente da riconoscere in questo spettacolo un grande potenziale, rimasto in superficie e di conseguenza, anche piuttosto\u00a0 noioso.<br \/>\nAlla guida della FORM Orchestra Filarmonica marchigiana, <strong>Renato Palumbo <\/strong>ha diretto con grande competenza ed evidente conoscenza stilistica. Una lettura di assoluta chiarezza\u00a0 ed affidabilit\u00e0 che ha conosciuto particolari colpi d\u2019ala interpretativi nell\u2019Interludio orchestrale del terzo atto. Attento al ricco cromatismo della partitura protegge i solisti sostenuti nelle ragioni del canto non sempre in verit\u00e0 grati di cotanta attenzione. Elemento di spicco di questa produzione, oltre alla concertazione del maestro Palumbo, \u00e8 stata la prestazione di <strong>Luciano Ganci.<\/strong> Il tenore romano, in ottima forma vocale, oltre ad essere un Pinkerton scenicamente e fisicamente ideale, ha cantato con giusto piglio il primo atto, trovando gli adeguati accenti nel duetto d\u2019amore ed emergendo non solo per una credibile\u00a0 irruenza scenica, ma al contempo con rara morbidezza di\u00a0 suono. Poi nel \u201c<em>Fiorito asil\u201d<\/em> ha sostenuto con nostalgico affanno un arioso di solito interpretato da molti in maniera accademica anche grazie ad un bellissimo fraseggio ed un\u2019 articolazione chiarissima.<br \/>\nLa russa <strong>Elena Popovskaya<\/strong>, nel ruolo di titolo, ha assolutamente una voce importante per volume e per timbro tipica di un lirico spinto, ma ancora non possiede ricercatezza e variet\u00e0 nel canto tanto che spesso, soprattutto nel registro centro grave non riesce a dominare la scena offuscandosi nei suoni orchestrali. Bisogna certo riconoscerle un impegno espressivo, tuttavia non sempre sorretto dalla plasticit\u00e0 della linea e da una dizione a volte \u00a0incomprensibile. E\u2019 stata una Butterfly manierata e lo si coglie fin dalle prime battute, quando, dichiarando la propria et\u00e0, i famosi quindici anni, sembra invero una sussiegosa matrona. Il pubblico ha comunque apprezzato la sua interpretazione, in particolare dopo la notissima aria &#8220;<em>Un bel d\u00ec vedremo&#8221;<\/em>. Puntuale la lettura di <strong>Enkelejda Shkosa<\/strong>\u00a0 (che sostituiva Anna Malavasi), viva e credibile Suzuki nonostante anche lei soffrisse di una dizione alquanto nebulosa. Ha voce e presenza scenica assolutamente compatibili con la collega Popovskaya condividendo appunto stesso temperamento e stesse buone intenzioni. <strong>Gianfranco Montresor<\/strong>, ad onta di una vocalit\u00e0 non prorompente, ha sostenuto il ruolo\u00a0 di Sharpless con\u00a0 un buon fraseggio, con un controllo vocale sorvegliato\u00a0 negli attacchi e nell\u2019intonazione e con una linea generale\u00a0 filtrata da accenti sottilissimi nobilitando cos\u00ec la caratura psicologica del personaggio e l\u2019intima sensibilit\u00e0. Completavano il cast:\u00a0 <strong>Stuart Patterson<\/strong> un Goro credibile seppur di \u00a0maniera, il poderoso e tonante <strong>Gianluca Breda<\/strong> nel ruolo dello Zio Bonzo. Piuttosto alterne e deboli le prove di\u00a0 <strong>Giacomo Medici<\/strong> (Yamadori), <strong>Aliona Staricova<\/strong> (Kate Pinkerton), <strong>Gianni Paci <\/strong>(il commissario imperiale)<strong> Alessandro Pucci<\/strong> (l&#8217;ufficiale del registro). Come sempre corretto e ben preparato il Coro Lirico Marchigiano V.Bellini diretto dal Maestro <strong>Pasquale Veleno<\/strong>. Teatro gremito e accoglienze calorose per tutti i protagonisti della serata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancona, Teatro dell Muse \u201dFranco Corelli\u201d , Stagione lirica 2012\/13 \u201cMADAMA BUTTERFLY\u201d Tragedia giapponese in due atti, libretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":47612,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7122,7124,2851,7126,7125,136,944,7123,902,465,145,1272,1222],"class_list":["post-47606","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-pucci","tag-aliona-staricova","tag-arnaud-bernard","tag-elena-popovskaya","tag-enkelejida-shkosa","tag-giacomo-puccini","tag-gianfranco-montresor","tag-gianni-paci","tag-luciano-ganci","tag-madama-butterfly","tag-opera-lirica","tag-renato-palumbo","tag-teatro-delle-muse-di-ancona"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47606","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=47606"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47606\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87121,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47606\/revisions\/87121"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/47612"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=47606"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=47606"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=47606"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}