{"id":47696,"date":"2013-02-12T15:58:18","date_gmt":"2013-02-12T13:58:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=47696"},"modified":"2016-12-02T14:40:18","modified_gmt":"2016-12-02T13:40:18","slug":"ballet-preljocaj-ce-que-jappelle-oubli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/ballet-preljocaj-ce-que-jappelle-oubli\/","title":{"rendered":"Ballet Preljocaj, &#8220;Ce que j\u2019appelle oubli&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Reggio Emilia, Teatro Valli, Stagione di Danza 2012\/2013<\/em><br \/>\n<strong>\u201cCE QUE J&#8217;APPELLE OUBLI\u201d<\/strong><br \/>\n<em>Testo<\/em> <strong>Laurent Mauvignier<\/strong>, <em>Ce que j\u2019appelle oubli<\/em> (\u00c9ditions de Minuit)<br \/>\n<em>Coreografia \/ Regia<\/em> <strong>Angelin Preljocaj<\/strong><br \/>\n<em>Musica<\/em> <strong>79D<\/strong><br \/>\n<em>Scenografia e costumi<\/em> <strong>Angelin Preljocaj<\/strong><br \/>\n<em>Luci<\/em> <strong>C\u00e9cile Giovansili-Vissi\u00e8re<\/strong><br \/>\n<em>Assistente, aggiunto alla direzione artistica<\/em> <strong>Youri Van den Bosch<\/strong><br \/>\n<em>Coreologo<\/em> <strong>Dany L\u00e9v\u00eaque<\/strong><br \/>\n<em>Narratore<\/em> <strong>Laurent Cazanave<\/strong><br \/>\n<em>Danzatori<\/em> <strong>Aur\u00e9lien Charrier, Fabrizio Clemente, Baptiste Coissieu, Carlos Ferreira Da Silva, Liam Warren, Nicolas Zemmour<\/strong><br \/>\nProduzione Ballet Preljocaj<br \/>\nCoproduzione Biennale della danza di Lione, Th\u00e9\u00e2tre de la Ville (Parigi), Th\u00e9\u00e2tre de Saint-Quentin-en-Yvelines<br \/>\nPrima italiana<br \/>\n<em>Reggio Emilia, 9 febbraio 2013<\/em><br \/>\nPer lo spettatore italiano che volesse approfondire, riscoprire o conoscere la coreografia di Angelin Preljocaj questo \u00e8 il momento giusto. Dopo la tappa veronese presso il Teatro Ristori in cui a due ormai storici lavori del coreografo franco-albanese (<em>Annonciation<\/em> e <em>Centaures<\/em>, rispettivamente un duetto femminile ed uno maschile) \u00e8 stata affiancata la prima italiana di <em>Royaume Uni<\/em>, il Ballet Preljocaj giunge al Teatro Valli con <strong><em>Ce que j&#8217;appelle oubli<\/em><\/strong>, presentato alla Biennale di Danza di Lione 2012, per poi tornare a maggio al rinato Festival ParmaDanza con un\u2019ulteriore prima nazionale che porta il titolo provvisorio di <em>Mille et une nuits<\/em>. Quindi un tour italiano soprattutto all\u2019insegna della \u201cnovit\u00e0\u201d. Nel mese di gennaio, la Compagnia \u00e8 stata ospite presso l\u2019Op\u00e9ra di Parigi presentando due brani del proprio repertorio: <em>Helikopter<\/em> del 2001 e <em>Eldorado (Sonntags Abschied)<\/em> del 2007, dittico accomunato dalle musiche di Karlheinz Stockhausen.<br \/>\n\u00c8 notoriamente con l\u2019Op\u00e9ra che Angelin Preljocaj ha instaurato un rapporto d\u2019elezione: probabilmente in forza di una formazione davvero eclettica che alla formazione accademica ha fatto seguire studi con Karin Waehner e Merce Cunningham, ne \u00e8 derivata nel tempo una grande famigliarit\u00e0 nella creazione di coreografie per compagnie di stampo sia classico che contemporaneo. Sono infatti innumerevoli e ininterrotte le collaborazione con diversi Corpi di Ballo, a partire dal <em>Rom\u00e9o et Juliette <\/em>creato nel 1990 per il Balletto di Lione. A seguito dei primi successi ispirati ai Ballet Russes del \u201cperiodo Diaghilev\u201d (<em>Noces<\/em>, <em>Le Spectre de la rose<\/em> e <em>Parade<\/em>), nel 1994 venne invitato dalla ora neo-uscente direttrice del Corpo di Ballo dell\u2019Op\u00e9ra Brigitte Lef\u00e8vre a creare un balletto per la Compagnia: <em>Le Parc<\/em>, un grande affresco sull\u2019impossibile resistenza all\u2019amore. Il successo fu strepitoso tanto da conquistare il Benois de la danse. Anche il Balletto del Teatro alla Scala di Milano (in cui il primo titolo di Preljocaj ad entrare in repertorio fu <em>Annonciation <\/em>nel 2002) rappresent\u00f2 il titolo nel 2007: fu la prima compagnia italiana e, in quell\u2019occasione, ne furono splendidi interpreti Massimo Murru e Aur\u00e9lie Dupont.<br \/>\nAl 2006 risale l\u2019ultima presenza della Compagnia al Teatro Valli. Ora, con <strong><em>Ce que j&#8217;appelle oubli<\/em><\/strong>, ci viene presentato un lavoro ricavato da un testo letterario, non discantandosi poi molto dalla prassi che vedeva nel balletto ottocentesco un referente letterario come punto di partenza per nuove creazioni. Di pi\u00f9: il testo viene letto in scena dall\u2019attore <strong>Laurent Cazanave<\/strong>, proprio come ne <em>Le funambule<\/em>, dove lo stesso Preljocaj, oltre che a danzare, recitava i versi di Jean Genet. Da qui un dubbio enorme: essendo lo spettacolo \u201csovratitolato\u201d, il pubblico sar\u00e0 riuscito a godere a pieno della danza? Questo lungo racconto di Laurent Mauvignier, omonimo della <em>pi\u00e8ce<\/em>, \u00e8 ispirato ad una vicenda realmente accaduta: un ragazzo va in supermercato, beve una birra senza pagare e viene pestato a morte da quattro <em>vigilantes<\/em>. Alla narrazione si intervallano i pensieri dello scrittore che prova ad immaginare le sensazioni del ragazzo ucciso. \u00c8 un testo denso, una lunga frase che prende fiato di tanto in tanto grazie a qualche segno d&#8217;interpunzione: la paura, il dolore, l\u2019accusa sembrano cos\u00ec non avere mai un termine. \u00c8 un testo materiale, fisico: le guardie vengono soppesate in base all\u2019altezza, al colore dei capelli, allo sguardo. C\u2019\u00e8 l\u2019arsura della gola, l\u2019odore del sangue, la paura per gli avambracci che servono a proteggere il viso dai colpi. Talvolta diventa ripetitivo: come una litania o una preghiera, quasi a esorcizzare la morte, o come un\u2019accusa, un urlo reiterato a far risaltare l\u2019assurdit\u00e0 di una morte dovuta ad una lattina di birra che non \u00e8 stata pagata. Lo spettacolo inizia con l\u2019entrata dell\u2019attore che incomincia a declamare il testo: una luce molto fioca fa intendere in controluce il resto della compagnia e, successivamente, qualche controscena. Il resto \u00e8 un lungo <em>climax<\/em> di circa novanta minuti che procede dall\u2019incedere solenne delle guardie che incominciano a circondare la vittima, dall\u2019acquattarsi in cerchio con lunghi respiri. Il corpo maschile viene costantemente valorizzato e sollecitato dalle lunghe sequenze (il ragazzo che viene lanciato in aria e poi bloccato repentinamente sembra un insetto in un cristallo d\u2019ambra, il prodromo all\u2019inevitabilit\u00e0 della morte), dalla scena completamente spoglia (se non quando caratterizzata da sole luci al neon e praticabili) e dai brevi <em>duo<\/em> che costellano la partitura (emblematica in quest\u2019ottica la carnalit\u00e0 della scena di mattanza). I danzatori qui radunati (<strong>Aur\u00e9lien Charrier, Fabrizio Clemente, Baptiste Coissieu, Carlos Ferreira Da Silva, Liam Warren, Nicolas Zemmour<\/strong>) sono eccellenti e completamente avviluppati da un segno coreografico che mira a nobilitare il corpo levandolo spesso dalla crudezza del testo. <em>Foto JC Carbonne<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Reggio Emilia, Teatro Valli, Stagione di Danza 2012\/2013 \u201cCE QUE J&#8217;APPELLE OUBLI\u201d Testo Laurent Mauvignier, Ce que j\u2019appelle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":47700,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[7075,7131,1220],"class_list":["post-47696","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-ballet-preljocaj","tag-ce-que-jappelle-oubli","tag-teatro-valli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=47696"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47696\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87178,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47696\/revisions\/87178"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/47700"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=47696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=47696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=47696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}