{"id":47802,"date":"2013-02-15T00:01:56","date_gmt":"2013-02-14T22:01:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=47802"},"modified":"2016-12-01T03:32:07","modified_gmt":"2016-12-01T02:32:07","slug":"la-bottega-e-i-clienti-vanitosiil-barbiere-di-siviglia-al-comunale-di-ferrara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-bottega-e-i-clienti-vanitosiil-barbiere-di-siviglia-al-comunale-di-ferrara\/","title":{"rendered":"&#8220;Il Barbiere di Siviglia&#8221; al Comunale di Ferrara"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><em>Ferrara, Teatro Comunale, <\/em><em>Stagione Lirica 2013 <\/em><br \/>\n<\/em>&#8220;<strong>IL\u00a0 BARBIERE\u00a0 DI\u00a0 SIVIGLIA&#8221;<br \/>\n<\/strong>Melodramma buffo in due atti su libretto di Cesare Sterbini dalla commedia \u201c<em>Le barber de S\u00e9ville<\/em>\u201d di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais.<br \/>\nMusica di <strong> Gioachino Rossini<\/strong><em><strong><br \/>\n<\/strong><em>Il Conte d\u2019Almaviva<\/em> <\/em>FILIPPO ADAMI<em><br \/>\n<em>Don Bartolo<\/em>\u00a0 <\/em>ALFONSO ANTONIOZZI<em><br \/>\n<em>Rosina <\/em><\/em>JOSE&#8217; MARIA LO MONACO<em><br \/>\n<em>Figaro<\/em> <\/em>GEZIM MYSHKETA<em><br \/>\n<em>Basilio <\/em><\/em>LORENZO REGAZZO<em><br \/>\n<em>Berta<\/em> <\/em>NOVELLA BASSANO<em><br \/>\n<em>Fiorello<\/em> <\/em>ALEX MARTINI<em><br \/>\n<em>Un ufficiale<\/em> <\/em>YANNIS VASSILAKI<em><br \/>\n<\/em>Orchestra Citt\u00e0 di Ferrara<br \/>\nVoxonus Choir<br \/>\nDirettore <strong>Sergio Alapont<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Alessandro Toffolo<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Regia <strong>Italo Nunziata<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Scene e costumi <strong>Pasquale Grossi<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Patrick Latronica <\/strong><em><br \/>\n<\/em>Coproduzione Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. &#8211; Treviso,\u00a0Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.<br \/>\n<em><em>Ferrara, 10 febbraio 2013<\/em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMi si \u00e8 rotto un tacco!\u00bb \u00abDon Alonso, avete comprato le scarpe dai cinesi?\u00bb. Per capire la taratura attoriale del cast del <em>Barbiere di Siviglia<\/em> che ha aperto la nuova stagione del Teatro Comunale di Ferrara basterebbero queste poche battute. Siamo nel II atto, una scarpa di Filippo Adami, che impersona un esilarante e spassosamente effeminato Don Alonso, cede. Nel mentre Bartolo va rovistando le carte per rinvenire la parte della sua noiosissima caffariellata, Adami, con <em>nonchalance<\/em>, si toglie le scarpe, le poggia sotto il pianoforte, e prosegue la recita\u2026 scalzo. L\u2019episodio motiva lo scambio di battute improvvisate di cui sopra, una risata divertita del pubblico, e il successivo ingresso di Basilio in vista del quintetto, con un regalo per il \u201csuo allievo\u201d: le scarpe riparate! Tanta scioltezza nella recitazione, e tanto divertimento del pubblico, si devono alla gradevolissima regia di <strong>Italo Nunziata<\/strong>, che si conferma fra i migliori talenti sulla scena italiana e internazionale.<br \/>\n<strong>Complice le asciutte e funzionali scenografie di Pasquale Grossi, Nunziata ambienta il \u201csuo\u201d Barbiere,<\/strong> in cui prevalgono i toni dell\u2019azzurro e del blu, dentro la bottega di Figaro (ricordate? \u00abmostra in azzurro, alla moderna\u00bb), qui <em>deus ex machina<\/em> al massimo grado, al punto che tutti i personaggi diventano di fatto clienti. L\u2019allestimento che mantiene intatta tutta la sua freschezza e ilarit\u00e0 (era nato per il teatro Comunale di Treviso nel 2004), restringe anzitutto lo spazio del palcoscenico entro alte pareti e quinte in prospettiva centrale nelle quali continuamente a scomparsa si aprono finestre e porte (comprese quelle della casa di Rosina nel I atto) che lasciano intravedere luci dai colori decisi. Una cornice che potr\u00e0 forse sembrare severa e claustrofobica, ma che in realt\u00e0 appare ideale alla regia. In questo spazio, animati dall\u2019intelligenza teatrale di Nunziata, che persegue con straordinaria coerenza la via di una comicit\u00e0 dai tratti surreali, si muovono in maniera piacevolmente disinvolta personaggi estremamente vanitosi spesso intenti ad ammirarsi in specchi fittizi. Ed \u00e8 appunto lo specchio, elemento cardine di ogni buona bottega da barbiere, il motivo ricorrente di tutta la produzione. In questa casa-bottega si specchiano tutti: Rosina all\u2019inizio della sua cavatina, Basilio nella calunnia, Bartolo prima della sua aria, figaro nel duetto con la pupilla, e perfino il Conte, prima di ogni serenata e prima di entrare travestito in casa di Bartolo sia nel primo che nel secondo atto. <strong>Se Nunziata \u00e8 bravissimo nel far recitare i maniera disinvolta e spigliata non solo il cast ma perfino il coro<\/strong> (a proposito, davvero bravi le sezioni maschili del <em>Voxonous Choir<\/em> sapientemente istruite da <strong>Alessandro Toffolo<\/strong>) dal punto di vista vocale occorre fare dei distinguo.<br \/>\nLa prestazione offerta dal Conte d\u2019Almaviva di <strong>Filippo Adami<\/strong> \u00e8 assai alterna. Nel primo atto, dove, per lo meno fino al Finale, le doti del vocalista dovrebbero prevalere su quelle dell\u2019attore, la prova del tenore \u00e8 nel complesso se non deludente per lo meno inadatta al cimento del ruolo. La sua esecuzione di <em>Ecco ridente in cielo<\/em> \u00e8 assai disomogenea, non tanto nella prima, quanto nella seconda parte dove le agilit\u00e0 sono in larga parte spoggiate, anche perch\u00e9 il cantante testardamente insiste su sonorit\u00e0 nasaleggianti. Nel seguito il bagaglio tecnico si conferma spesso insufficiente, specie laddove il canto non sia sostenuto in maniera insistente dalla musica (\u00e8 cos\u00ec ad esempio nel concertato di stupore del Finale I). Nel secondo atto, dove con la complicit\u00e0 di Rossini e Sterbini \u00e8 l\u2019attore a dover prevalere sul cantante, Adami, dopo esser stato soldato esilarante, interpreta uno spassosissimo e assolutamente convincente Don Alonso.<br \/>\nAlterno \u00e8 anche il Figaro di <strong>Gezim Myshketa<\/strong>, piuttosto opaco nella cavatina quanto decisamente pi\u00f9 spigliato nel seguito dell\u2019opera. Se non gli mancano certo una piacevole familiarit\u00e0 con la lingua italiana, una rigorosa articolazione della parola rossiniana, doti interpretative di grande rilievo, il giovane baritono albanese (classe \u201882) dovrebbe approfondire l\u2019arte di \u201cgirare\u201d i suoni di modo da ottenere risultati pi\u00f9 convincenti nel registro acuto. Cos\u00ec il suo Figaro da validissimo diventer\u00e0 eccellente. <strong>Jos\u00e8 Maria Lo Monaco<\/strong> disegna una Rosina assai credibile scenicamente e stilisticamente. La voce \u00e8 preziosamente brunita (forse anche troppo per il ruolo) e il bagaglio tecnico considerevole e amministrato con la saggezza della vocalista di rango. La cantante sciorina le agilit\u00e0 con precisione e facilit\u00e0 fin dalla sua cavatina, raggiungendo esiti assai convincenti nella scena della lezione di canto. Da approfondire ancora l\u2019estremo acuto dove la voce, vuoi anche per una ragione prettamente fonatoria (l\u2019artista tende sovente a coprire e scurire), perde la dovuta elasticit\u00e0. Il Basilio di <strong>Lorenzo Regazzo<\/strong> \u00e8 esilarante nella resa del personaggio, lussuoso nel tono, nelle intenzioni, nel fraseggio. Vocalmente ha perso per\u00f2 qualche colpo di \u201ccannone\u201d: ne hanno risentito, nella sua pur gradevolissima \u201ccalunnia\u201d, sia l\u2019altro \u201ccannone\u201d (quello rossiniano) che il \u201cmeschino calunniato\u201d, che \u00e8 andato \u201ca crepar\u201d piuttosto in sordina. Che dire poi di <strong>Alfonso Antoniozzi<\/strong>? Che \u00e8 un artista completo, un cantante di razza superiore dotato di un timbro particolare e affascinante, un maestro del sillabato rossiniano (impressiona la facilit\u00e0 con cui sciorina quello della sua aria del primo atto), un interprete raffinato capace di piegare, come pochi altri, il canto alle ragioni della parola e della recitazione\u2026 insomma, Antoniozzi \u00e8 Bartolo per antonomasia! Fra i comprimari spicca la bella prestazione di <strong>Alex Martin<\/strong>i nel ruolo di Fiorello, mentre la Berta di <strong>Novella Bassano<\/strong> domina intelligentemente un vibrato diversamente troppo insistente, e l\u2019Ufficiale di <strong>Yannis Vassilaki<\/strong> \u00e8 assolutamente da rimettere a fuoco.<br \/>\n<strong>Sergio Alapont<\/strong>alla guida di una attenta Orchestra della citt\u00e0 di Ferrara (in larga parte composta da volenterosissimi ragazzi), dirige con gesto cos\u00ec tanto misurato e composto da sembrare molto poco coinvolto dalla materia drammatica e musicale. Un\u2019impressione che in parte si conferma, dopo una sinfonia corretta nei tempi ma non sempre pertinente nelle intenzioni (decisamente trattenute le esplosioni in fortissimo e alcuni squilibri sonori poco giustificabili con la disomogeneit\u00e0 dell\u2019organico), nella lettura fin troppo parsimoniosa dell\u2019esplosiva partitura rossiniana. Come intimorito dal pericolo di eventuali squilibri fa buca e cantanti, Alapont trattiene oltremodo il vitalistico entusiasmo timbrico dell\u2019orchestra, ottenendo il pi\u00f9 delle volte suoni velati, aridi di colori, e poco inclini al sostegno della briosa azione progettata dal regista. Di contro per\u00f2 non si pu\u00f2 non notare come la scelta dei tempi sia sempre appropriata, specie per quei leggerissimi stacchi di tempo pi\u00f9 rapidi nelle \u201ccabalette\u201d (termine, ce ne rendiamo conto, rossinianamente improprio) dei duetti, e come la musica accompagni le ragioni del canto con precisione. In sintesi, una lettura corretta, ma nulla di pi\u00f9 (e di pi\u00f9 pensiamo si potesse davvero fare), frenata dalla paura di strafare e inficiata da alcuni tagli fuori posto: ci riferiamo non tanto a quello del Rond\u00f2 di Almaviva (giustificato dai limiti tecnici del tenore), quanto piuttosto a quelli all\u2019interno della \u201ccabaletta\u201d del duetto fra Figaro e il Conte e a quelli della sezione in sillabato nell\u2019aria di Bartolo.\u00a0 Al termine della rappresentazione, applausi convinti da parte di un pubblico coinvolto, divertito e partecipe, che educatamente ha atteso che si riaccendessero le luci per lasciare la sala, una vera rarit\u00e0 in Italia\u2026 una grande prova di educazione e rispetto che non possiamo esimerci dal segnalare!<br \/>\n<em>Foto Marco Casalli Nirmal \u00a9\u00a0 Teatro Comunale Ferrara<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ferrara, Teatro Comunale, Stagione Lirica 2013 &#8220;IL\u00a0 BARBIERE\u00a0 DI\u00a0 SIVIGLIA&#8221; Melodramma buffo in due atti su libretto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":68,"featured_media":47807,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7137,792,2685,1102,143,240,3189,1593,350,1628,145,7139,2684,7138],"class_list":["post-47802","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alex-martini","tag-alfonso-antoniozzi","tag-filippo-adami","tag-gezim-myshketa","tag-gioachino-rossini","tag-il-barbiere-di-siviglia","tag-italo-nunziata","tag-jose-maria-lo-monaco","tag-lorenzo-regazzo","tag-novella-bassano","tag-opera-lirica","tag-pasquale-grossi","tag-sergio-alapont","tag-yannis-vassilaki"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47802","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/68"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=47802"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47802\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87119,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47802\/revisions\/87119"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/47807"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=47802"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=47802"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=47802"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}