{"id":48167,"date":"2013-02-21T11:30:13","date_gmt":"2013-02-21T09:30:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=48167"},"modified":"2016-12-01T03:03:40","modified_gmt":"2016-12-01T02:03:40","slug":"verona-teatro-ristoridido-and-aeneas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/verona-teatro-ristoridido-and-aeneas\/","title":{"rendered":"Verona, Teatro Ristori:&#8221;Dido and Aeneas&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Teatro Ristori, Stagione Lirica della Fondazione Arena di Verona 2012\/2013<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;DIDO AND AENEAS&#8221;<br \/>\n<\/strong>Opera in tre atti, libretto di Nahum Tate.<br \/>\nTesti recitati tratti da <em>Epistulae Heroidum <\/em>di Publio Ovidio Nasone.<br \/>\nMusica di<strong> Henry Purcell<\/strong><br \/>\n<em>Didone, regina di Cartagine <\/em>ROBERTA INVERNIZZI<br \/>\n<em>Enea, principe troiano <\/em>LEONARDO CORTELLAZZI<br \/>\n<em>Belinda, confidente <\/em>MARIA HINOJOSA MONTENEGRO<br \/>\n<em>Seconda Donna <\/em>IRENE FAVRO<br \/>\n<em>Maga <\/em>MARINA DE LISO<br \/>\n<em>Prima strega <\/em>ALESSIA NADIN<br \/>\n<em>Seconda strega <\/em>ELISA FORTUNATI<br \/>\n<em>Spirito <\/em>TEONA DVALI<br \/>\n<em>Primo marinaio <\/em>PAOLO ANTOGNETTI<br \/>\n<em>Attrice <\/em>ERMELINDA PANSINI<br \/>\nCoro, Orchestra e Corpo di Ballo dell&#8217;Arena di Verona<br \/>\nDirettore <strong>Stefano Montanari<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Armando Tasso<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Marina Bianchi<br \/>\n<\/strong>Scene e costumi <strong>Leila Fteita<br \/>\n<\/strong>Coreografia <strong>Maria Grazia Garofoli<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Paolo Mazzon<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento della Fondazione Arena<em><br \/>\nVerona, 19 febbraio 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stagione della Fondazione Arena di Verona, lascia momentaneamente la abituale sede del Teatro Filarmonico, per entrare nella dimensione pi\u00f9 intima del Ristori, pi\u00f9 adatto al carattere cameristico della seicentesca <em>Dido and Aeneas <\/em>di Purcell. Partitura affascinante e per molti aspetti misteriosa (nel libretto \u00e8 previsto un Prologo, ma non ha mai visto la luce della pubblicazione e non si sa se Purcell lo abbia mai effettivamente musicato e a ci\u00f2 si aggiunge che ci sono giunte pi\u00f9 di una versione della partitura), sola opera nel senso italiano del termine, scritta da Purcell. E&#8217; certamente un capolavoro, ma non scevro di difetti: composta per delle risorse teatrali assai modeste (un collegio femminile di Chelsea), della durata di poco pi\u00f9 di un&#8217;ora, <em>Dido and Aeneas <\/em>presenta i limiti imposti dai ritmi\u00a0 stretti dell&#8217;azione. Situata a met\u00e0 strada fra le &#8220;Masques<em>&#8221; <\/em>inglesi e le produzioni musicali italiane, la cui influenza \u00e8 innegabile, il valore primario di <em>Dido and Aeneas <\/em>risiede nella maestria con cui il compositore inglese, prima di qualsiasi altro, soddisfa le complesse esigenze di un&#8217;opera seria, vincendo i limiti imposti dal soggetto, ridotto, come durata e come azione, a non pi\u00f9 di un atto d&#8217;opera.<em><br \/>\n<\/em>Ora, dopo tempo, la musica barocca si riaffaccia nella programmazione della Fondazione Arena che, ovviamente utilizza i propri complessi strumentali e corali per interpretare questo lavoro, per loro desueto.\u00a0 Di conseguenza non si pu\u00f2 fare della vera e propria filologia interpretativa, ma arrivare a una sorta di compromesso, partendo dall&#8217;affidare la concertazione a un musicista principalmente impegnato nella Musica Antica, <strong>Stefano Montanari,<\/strong> e mettere insieme un cast che genericamente possiamo definire &#8220;misto&#8221; (specialisti del Barocco e non). Indubbiamente la presenza di Montanari si sente. La sua \u00e8 una direzione ricca di vigore, di contrasti, incisiva, vitale, ritmica. Peccato che i pur ridotti strumentisti areniani (all&#8217;inizio anche piuttosto in lotta con l&#8217;intonazione) ogni tanto sfuggano al controllo e debordino in sonorit\u00e0 fuori luogo. Compagnia di canto complessivamente omogenea e di buon livello. Bisogna per\u00f2 dire che l&#8217;aver talvolta teatralizzato il canto ha nuociuto alla purezza alla gi\u00e0 di per s\u00e9 intensa espressivit\u00e0 della melodia e, soprattutto, del fraseggio, spesso poco incisivo. Aggiungere languori o caricare troppo certe espressivit\u00e0, in particolare nel caso della Maga, non rappresenta un valore aggiunto dell&#8217;opera, in particolare di questa, che ha proprio il pregio di essere cos\u00ec concentrata.\u00a0 <strong>Roberta Invernizzi<\/strong> \u00e8 una Didone pi\u00f9 dolente che regale, canta con sensibilit\u00e0 ma non \u00e8 propriamente una tessitura che le si conf\u00e0 e i vuoti timbrici si sentono. Timbricamente un po&#8217; troppo simile a Didone, la Belinda di <strong>Maria Hinojosa Montenegro. <\/strong>A un pelo dal cadere nel caricaturale la Maga, comunque timbricamente ricca, di <strong>Marina De Liso. <\/strong>Corrette <strong>Irene Favro <\/strong>(seconda donna), <strong>Alessia Nadin <\/strong>(prima strega), <strong>Elisa Fortunati <\/strong>(seconda strega), <strong>Teona Dvali <\/strong>(Spirito). Sul versante maschile, <strong>Leonardo Cortellazzi,<\/strong> in un ruolo, quello di Enea, dal quale non si pu\u00f2 tirare fuori molto, \u00e8 stato vocalmente gradevole, ma piuttosto compassato sul piano interpretativo. Brillante, nel suo breve intervento, <strong>Paolo Antognetti <\/strong>(secondo marinaio). Lodevole nell&#8217;impegno di creare precisione e omogeneit\u00e0 la prova offerta dal Coro areniano. La facciata di un palazzo con grandi\u00a0 colonne neoclassiche fa da sfondo alla regia lineare, classico-moderna di <strong>Marina Bianchi. <\/strong>Non mancano le suggestioni visive, soprattutto grazie a un uso intelligente delle proiezioni che creano una certa atmosfera, cos\u00ec come ci sono parsi abbastanza efficaci gli interventi in prosa dell&#8217;attrice <strong>Emelinda Pansini<\/strong> che ha in qualche modo colmato quei limiti di cui abbiamo fatto cenno. La scelta di modernizzare visivamente i personaggi non \u00e8 stato per\u00f2 un valore aggiunto alla partitura. Di fatto appare una inutile forzatura la caratterizzazione sexy sadomaso della Maga con il suo seguito. Abbiamo gi\u00e0 fatto cenno alla bella scena di <strong>Leila Fteita<\/strong>. Non convincono per\u00f2 i costumi, che passano da forzature legate all&#8217;iconografia del <em>bondage<\/em>, come si \u00e8 detto nel caso della Maga, ad un certo gusto per lo stile da picnic alto borghese al parco. Valido l&#8217;apporto del Corpo di Ballo areniano, anche se le coreografie non sono andate oltre a un certo decorativismo di maniera.Teatro gremito, successo caloroso.\u00a0 <em>Foto Ennevi per Fondazione Arena<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Ristori, Stagione Lirica della Fondazione Arena di Verona 2012\/2013 &#8220;DIDO AND AENEAS&#8221; Opera in tre atti, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102207,"featured_media":48190,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7217,386,5134,455,7216,7219,781,2868,7215,5846,2778,145,4754,3518,2836,7218],"class_list":["post-48167","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessia-nadin","tag-dido-and-aeneas","tag-elisa-fortunati","tag-henry-purcell","tag-irene-favro","tag-leila-fteita","tag-leonardo-cortellazzi","tag-maria-grazia-garofoli","tag-maria-hinojsa-montenegro","tag-marina-bianchi","tag-marina-de-liso","tag-opera-lirica","tag-paolo-antognetti","tag-roberta-invernizzi","tag-stefano-montanari","tag-teona-divali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102207"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48167"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48167\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48190"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}