{"id":48291,"date":"2013-02-23T04:33:46","date_gmt":"2013-02-23T02:33:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=48291"},"modified":"2016-12-01T01:00:13","modified_gmt":"2016-12-01T00:00:13","slug":"inquietudini-e-slanci-primo-novecenteschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/inquietudini-e-slanci-primo-novecenteschi\/","title":{"rendered":"Inquietudini e slanci primo-novecenteschi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI <\/strong><br \/>\nDirettore<strong> Juraj Val\u010duha<\/strong><br \/>\nPianoforte<strong> Gloria Campaner<br \/>\n<em>Karol Szymanowski<\/em><\/strong><strong>:<\/strong> <em>Ouverture da concerto<\/em> in mi maggiore op. 12<br \/>\n<strong><em>Sergej Rachmaninov<\/em><\/strong><strong>:<\/strong> Concerto n. 2 in do minore op. 18 per pianoforte e orchestra<br \/>\n<strong><em>B\u00e9la Bart\u00f3k<\/em><\/strong><strong>:<\/strong> <em>Il mandarino miracoloso<\/em>, pantomima in un atto op. 19 su un soggetto di Menyh\u00e9rt Lengyel<br \/>\n<em>Torino, 21 febbraio 2013\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta ai fermenti musicali di fine Otto- e inizio Novecento pu\u00f2 prendere strade molto diverse; quella di<strong> Karol Szymanowski<\/strong>, allorch\u00e9 nel 1904 compone la sua <em>Ouverture da concerto<\/em>, \u00e8 senza dubbio la contaminazione degli stili pi\u00f9 in voga, inerenti soprattutto al poema sinfonico di Strauss, alle composizioni di Korngold, al sinfonismo di Mahler, ma con una magniloquenza raffinata e protesa sulla ripetizione dell\u2019arcata tematica di partenza. Il brano \u00e8 eseguito in prima esecuzione presso l\u2019OSN della RAI a Torino, e apre un concerto interamente dedicato a soluzioni musicali assai variegate, ma risalenti tutte ai primi anni del Novecento, senza la struttura privilegiata della sinfonia: un\u2019<em>ouverture<\/em>, un concerto solistico, un balletto-pantomima. <strong>Juraj Val\u010duha <\/strong>avvia la serata con grande smalto, valorizzando gli ottoni della robusta orchestrazione di Szymanowski; verso la chiusa del pezzo interviene la prima viola (Ula Ulijona) per una breve ma intensa comparsa solistica prima del trionfo decorativo. Il direttore \u00e8 molto a suo agio in una partitura che rielabora e intreccia temi, o anche solo allusioni alle novit\u00e0 mitteleuropee di quegli anni; e tale disinvoltura si mantiene anche nei brani successivi.<br \/>\n<strong>Per il Concerto n. 2 di Rachmaninov <\/strong>fa il suo ingresso la giovane pianista<strong> Gloria Campaner, <\/strong>al debutto presso l\u2019Auditorium RAI di Torino. Sin dai primi accordi appare perfetto l\u2019affiatamento tra direttore e solista, teso a porgere un Rachmaninov non conforme ai toni patetici e melodrammatici solitamente congiunti a questa partitura. Sono evitate da entrambi le sonorit\u00e0 plateali, perch\u00e9 entrambi vanno piuttosto alla ricerca degli elementi impressionisticidel concerto nato nel 1900-1901. Il I movimento, nelle sue varie articolazioni (<em>Moderato &#8211; Allegro &#8211; Maestoso (Alla marcia) &#8211; Moderato<\/em>), \u00e8 staccato con tempo rilassato, quasi solenne, mentre la pianista esordisce con un suono magmatico, a tratti indistinto; i celebri accordi iniziali, misurati, quasi trattenuti, manifestano l\u2019intento di evitare quelle inflessioni un po\u2019 volgari in cui potrebbe scadere un\u2019esecuzione troppo marcata. Ma Campaner non cerca neppure la bellezza del suono, a giudicare dalle modalit\u00e0 con cui insiste sulle sonorit\u00e0 scabre, sulle puntature acute e sui nervosismi del movimento d\u2019apertura. Ancor pi\u00f9 nel II tempo (<em>Adagio sostenuto<\/em>) i musicisti sembrano andare alla ricerca di Debussy nella filigrana delle piccole frasi: la pianista &#8211; che rivela un\u2019attenzione analitica &#8211; pi\u00f9 che sull\u2019ampia campata del discorso insiste sulle singole cellule ritmiche, quasi isolandole in un\u2019autonomia nuova, anche a costo di lieve effetto di frammentazione; il direttore non eccede mai nel volume orchestrale, trattenendo le esuberanze dei momenti pi\u00f9 concitati per favorire piuttosto le sonorit\u00e0 da camera. Anche nel III movimento (<em>Allegro scherzando &#8211; Presto &#8211; Tempo I &#8211; Alla breve. Agitato &#8211; Maestoso &#8211; Pi\u00f9 vivo. Risoluto<\/em>) Val\u010duha opta per un tempo lento, parallelamente a quello iniziale, con frequenti pause ed effetti di ritenendo assecondati dalla pianista. Tale impostazione fa s\u00ec che nel finale l\u2019enfasi retorica sia percepita come opportuna novit\u00e0 di lettura, non come ripetizione del <em>d\u00e9j\u00e0 entendu<\/em>.<br \/>\n<strong>Il pubblico apprezza moltissimo l\u2019esecuzione del concerto,<\/strong> e la pianista corrisponde alle aspettative elargendo un bis, <strong><em>\u00c9l\u00e9gie<\/em><\/strong><strong> in mi bemolle minore (dai <\/strong><strong><em>Morceaux de fantaisie<\/em><\/strong><strong>, op. 3 n. 1)<\/strong> dello stesso<strong> Rachmaninov: <\/strong>momento di grande commozione, e conferma nell\u2019entusiasmo generale. Dopo la pausa torna protagonista l\u2019orchestra, per eseguire <strong><em>Il mandarino miracoloso<\/em><\/strong><strong> di B\u00e9la Bart\u00f3k; <\/strong>non la <em>suite<\/em> tratta dalla pantomima, ma la partitura completa destinata in origine al teatro (la prima, assai sfortunata nell\u2019esito, avvenne presso lo Stadttheater di K\u00f6ln nel 1926). L\u2019esecuzione completa in sala da concerto \u00e8 abbastanza rara, perch\u00e9 i direttori preferiscono solitamente proporre la <em>suite<\/em>, mancante di diversi numeri e soprattutto priva della scena della morte del Mandarino. Val\u010duha non ha recuperato a caso la partitura integra, poich\u00e9 nel corso delle precedenti stagioni egli aveva gi\u00e0 proposto a Torino le altre due opere sceniche di Bart\u00f3k, <em>Il castello del duca Barbabl\u00f9<\/em> (25 novembre 2010) e <em>Il principe di legno<\/em> (5 aprile 2012); si tratta quindi di completare un piccolo ciclo bart\u00f3kiano, cui il direttore ha dedicato grande impegno. Nel susseguirsi delle truci e allucinate scene della pantomima, Val\u010duha \u00e8 molto abile a trasformare di volta in volta in protagonisti dell\u2019esecuzione musicale singoli strumenti o famiglie, abbinati a personaggi e voci dell\u2019azione: le viole per i malviventi, il clarinetto (Cesare Coggi) per le danze di seduzione, il trombone (Enzo Turriziani) per l\u2019anziano signore, ancora trombone e soprattutto la tuba (Daryl Smith) per l\u2019inquietante Mandarino. Ma al di l\u00e0 dei singoli colori e timbri, al di l\u00e0 dei ritmi indiavolati dell\u2019imponente famiglia di percussioni, al di l\u00e0 anche dei vari numeri in cui emergono i protagonisti strumentali, Val\u010duha concerta benissimo la valenza narrativa della non facile partitura; la tensione drammatica raggiunge il punto massimo in corrispondenza di un\u2019elaborata fuga orchestrale, rappresentativa delle coltellate e delle percosse inferte sulla scena. La lunga coda che segue, dai toni languenti e misteriosi, rappresenta la morte del Mandarino, ossia quella sequenza esclusa dalla riduzione concertistica dell\u2019opera. Anche per questo brano il pubblico torinese dimostra caloroso apprezzamento; segno che il fascino morboso della musica di Bart\u00f3k sa contrastare anche l\u2019assenza degli elementi scenici.\u00a0 <em>Digital Photo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore Juraj Val\u010duha Pianoforte Gloria [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":48296,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,7231,1508,103,6515,4954],"class_list":["post-48291","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-gloria-campaner","tag-juraj-valcuha","tag-karol-szymanowski","tag-orchestra-nazionale-della-rai","tag-sergej-rachmaninov"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48291","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48291"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48291\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48296"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48291"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48291"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48291"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}