{"id":48526,"date":"2013-02-27T02:09:06","date_gmt":"2013-02-27T00:09:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=48526"},"modified":"2016-12-16T02:43:23","modified_gmt":"2016-12-16T01:43:23","slug":"rigoletto-al-met","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/rigoletto-al-met\/","title":{"rendered":"Metropolitan Opera: &#8220;Rigoletto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>New York City, Metropolitan Opera <\/em><\/span><br \/>\n\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong>RIGOLETTO\u201d <\/strong><br \/>\nOpera in tre atti di Francesco Maria Piave, tratto da <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>Le Roi s\u2019amuse<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> di Victor Hugo.<br \/>\nMusica di <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong>Giuseppe Verdi <\/strong><br \/>\n<em>Rigoletto<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> Z\u02c7ELJKO LUC\u02c7IC\u00b4<br \/>\n<em>Gilda<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> DIANA DAMRAU<br \/>\n<em>Duca di Mantova<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> PIOTR BECZALA<br \/>\n<em>Sparafucile<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> STEFAN KOCAN<br \/>\n<em>Maddalena<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> OKSANA VOLKOVA<br \/>\n<em>Monterone<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> ROBERT POMAKOV<br \/>\n<em>Giovanna <\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">MARIA ZIFCHAK<br \/>\n<em>Marullo<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> JEFF MATTSEY<br \/>\n<em>Borsa <\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">ALEXANDER LEWIS<br \/>\n<em>La Contessa Ceprano<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> EMALIE SAVOY<br \/>\n<em>Il Conte Ceprano <\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">DAVID CRAWFORD<br \/>\n<em>Paggio della duchessa\u00a0<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> CATHERINE CHOI<br \/>\n<em>Un uscire\u00a0<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> EARLE PATRIARCO<br \/>\nOrchestra e Coro del Metropolitan Opera<br \/>\nDirettore d\u2019orchestra<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong> Michele Mariotti <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong>Donald Palumbo <\/strong><br \/>\nRegia <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong>Michael Mayer <\/strong><br \/>\nScene <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong>Catherine Jones <\/strong><br \/>\nCostumi <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong>Susan Hilferty <\/strong><br \/>\nLuci <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong>Kevin Adams <\/strong><br \/>\nCoreografie <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong>Steven Hoggett <\/strong><br \/>\n<em>New York City, 12 febbraio 2013<br \/>\n<\/em>La produzione targata Otto Schenk di <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>Rigoletto<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> (del 1989) \u00e8 l\u2019ultimo danno commesso dalla politica del Met di sistematica eliminazione delle produzioni di maggior successo della compagnia. Lo scopo verosimile \u00e8 il maggior impegno verso il valore teatrale, nella speranza di attrarre nuovo pubbico; tutte le nuove produzioni sono state caratterizzate da scenari sgombri, invece di essere dettagliati come un libro illustrato, oltre a (ma forse non \u00e8 una coincidenza) solisti attraenti che rendono bene in video, dato che le produzioni vengono trasmesse in diretta nei cinema di tutto il mondo, per poi essere vendute in DVD.<br \/>\n<strong>Il nuovo <\/strong><\/span><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>Rigoletto<\/em><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong>, che ha debuttato il 28 gennaio<\/strong>, vanta un team creativo di luminari di Broadway, a cominciare dal regista <strong>Michael Mayer,<\/strong> i cui lavori pi\u00f9 recenti includono i musical rock <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>Spring Awakening<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> (basato su Wedekind, musica di Duncan Sheik) e <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>American Idiot<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> (musica dei Green Day). Il design team composto da <strong>Christine Jones<\/strong> (scenografia), <strong>Susan Hilferty<\/strong> (costumi) e <strong>Kevin Adams<\/strong> (luci) passeranno direttamente dal Met a Broadway con un altro nuovo musical, <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>Hands on a Hardbody<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">. Si tratta di credenziali solide legate a standard del mondo teatrale americano (di molti altri), ma per quanto concerne l\u2019intento di attrarre un pubblico pi\u00f9 giovane, va detto che il parterre al Met il 12 febbraio era pieno di capigliature grigie come sempre.<br \/>\n<strong>Mayer ha scelto di ricollocare <\/strong><\/span><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>Rigoletto<\/em><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong> nei casin\u00f2 di Las Vegas ai tempi di Frank Sinatra e del Rat Pack, nel 1960<\/strong> circa. Mayer e il Met descrivono insistentemente questa scelta come \u201ccoraggiosa,\u201d anche se non si discosta poi molto dal <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>Rigoletto<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"> di Jonathan Miller per l\u2019English National Opera (del 1982), ambientato nella Little Italy di New York degli anni \u201850; o dalla produzione di James McDonald per il Welsh National Opera (del 2002), che era ambientata nella Casa Bianca al tempo dei Kennedy. Il concept di Mayer \u00e8 certamente brillante, peraltro, e il suo elemento migliore \u00e8 l\u2019impressionante uso dei neon. Questi vengono sfruttati al meglio nella scena della tempesta, in cui le luci sono coreografate, creando un accompagnamento visivo alla musica.<br \/>\n<strong>In questa versione, il Duca \u00e8 un cantante di pianobar <\/strong><\/span><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>\u00e0 la<\/em><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><strong> Sinatra che proprietario dell\u2019hotel con annesso casin\u00f2<\/strong> dove si esibisce; Rigoletto \u00e8 l\u2019artista cui spetta il numero di apertura, un irritante comico cabarettista, il cui sostentamento dipende dal favore del Duca, e Sparafucile possiede uno strip-club fuori citt\u00e0. In questo periodo storico, la Mafia era attiva a Las Vegas, e come ha dimostrato anche Miller con il suo <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>Rigoletto<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">, i gangster americani rappresentano una plausibile alternativa ai cortigiani mantovani di Verdi. Elementi di violence, vendetta, corruzione e sfruttamento sessuale giocano un ruolo importante nella storia di Las Vegas Strip. Facile comprendere perch\u00e9 Rigoletto vuole proteggere sua figlia da quest\u2019atmosfera.<br \/>\nMa il regista che dovesse allontanarsi dalla drammaturgia originale di un\u2019opera ha una grande responsabilit\u00e0 e deve riflettere bene sul suo &#8220;concept&#8221;: in questo caso, Mayer ci \u00e8 riuscito solo in parte. Per esempio, nella seconda scena del primo atto, apprendiamo che Rigoletto sta nascondendo Gilda nello stesso hotel\u2013casin\u00f2 che \u00e8 gestito dal Duca ed \u00e8 infestato dai suoi tirapiedi. Dato che i cortigiani devono poter spiare Rigoletto e Gilda, la scena non pu\u00f2 aver luogo in una camera d\u2019albergo; Mayer s\u2019inventa una specie di foyer fra ai lati\u00a0 dell\u2019ascensore che fiancheggia il palco, costringendo Rigoletto a far venire allo scoperto Gilda. La fanciulla viene quindi rapita con un&#8217; ascenseore, al posto della classica scala. Pu\u00f2 essere un\u2019idea interessante ma poco credibile in in termini di credibilit\u00e0 ed eleganza visiva.<br \/>\n<strong>Nel terzo atto, Sparafucile getta il corpo di Gilda morente nel bagagliaio di un auto<\/strong>, di cui dopo da le chiavi a Rigoletto. Non si capisce come non sia passato per la mente di Mayer che, nella logicia di un padre che abbia appena scoperto la propria figlia ferita a morte, potrebbe entrare nell\u2019auto e <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>guidare il pi\u00f9 veloce possibile <\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">verso il primo ospedale. La maggioranza dei critici americani hanno incolpato Mayer per aver trasformato Monterone in uno sceicco arabo, forse una scelta plausibile nel contesto di una storia ambientata a Las Vegas, bench\u00e9 nel libretto originale non sia uno straniero, ma un cortigiano mantovano come tutti gli altri. Immediatamente, accuse di indelicatezza e di \u201cscorrettezza politica\u201d, un peccato mortale a New York, si sono rincorse sulla stampa e in Internet; peggiorate dal fatto che alla vista di Monterone in caftano, il pubblico del Met si messo sonoramente a ridere. Situazione peggiorata quando, nel secondo atto, ambientato nell&#8217;attico del Duca, Mayer ci mostra i &#8220;cortigiani&#8221; che conducono Monterone nelle stanze del capo, dove lo uccidono \u2014 come se a Las Vegas i sicari fosse normale portare le loro vittime nell\u2019appartamento del &#8220;Frank Sinatra&#8221; di turno.<br \/>\n<strong>In maniera del tutto inusuale, il Met ha rafforzato questa drammaturgia della regia riscrivendo i sottotitoli in Inglese<\/strong> per questa produzione incoroporando il gergo Rat Pack. Nel complesso, \u00e8 piuttosto irritante: si, si perde qualcosa quando \u201cCortigiani, vil razza dannata\u201d diviene \u201cYou\u2019re a pack of lousy rats\u201d [\u201cSiete un gruppo di vermi schifosi\u201d, <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em>ndt<\/em><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">] ma anche un pi\u00f9 letterale \u201cCourtiers, you vile damned race\u201d non \u00e8 esattamente alta poesia. Anche i sottotitoli hanno suscitato le risate del pubblico, vanificando l\u2019atmosfera che Verdi e Piave hanno cercato di creare.*<strong> A conti fatti, Mayer e i suoi collaboratori hanno creato un\u2019ambientazione colorata e suggestiva<\/strong> e di certo sono riusciti a raccontare la storia di Rigoletto, ma con delle libert\u00e0 che possiamo definire mprobabili e talvolta inappropriate. Ci\u00f2 in cui Mayer \u00e8 stato davvero eccellente \u00e8 stato nell\u2019ottenere dai cantanti delle performance drammatiche convincenti.<br \/>\nIl Rigoletto del baritono serbo <strong>Z\u02c7eljko Luc\u02c7ic\u00b4<\/strong> \u00e8 decisamente migliorato da quando lo vidi nella produzione Schenk di due anni fa. In precedenza aveva mostrato scarso interesse per la fisicit\u00e0 del gobbo e Mayer non sembra avergli fatto una richiesta diversa: cammina piuttosto normalmente. A questa falcata pi\u00f9 fluida si accompagna una linea vocale altrettanto pi\u00f9 fluida e ora Luc\u02c7ic\u00b4 canta con grande attenzione alle sfumature dinamiche: le sue tenere dichiarazioni a Gilda sono state genuinamente toccanti e i dialoghi velenosi con i cortigiani anche pi\u00f9 credibili. Il soprano tedesco <strong>Diana Damrau<\/strong>, molto amata dal pubblico del Met, ha offerto un ritratto davvero vincente di un\u2019adolescente innamorata pazza, anche se in questo caso i costumi di Hilferty ( troppo classicamente matronali) avrebbero potuto aiutarla di pi\u00f9. Cantando \u201cCaro nome\u201d mentre scrive il suo diario, per esempio, la Damrau ha dato vita ad un personaggio credibile la cui successiva afflizione \u00e8 sembrata, per contrasto, particolarmente toccante. la sua esibizione \u00e8 stata caratterizzata da un suono lirico robusto e rotondo, senza mai vacillare o stridere nelle note pi\u00f9 acute, ammirevole nel canto d&#8217;agilit\u00e0. A ci\u00f2 ha aggiunto anche una vera agilit\u00e0 fisica che le ha permesso di cantare in modo impeccabile la scena finale mentre veniva tirata fuori dal bagagliaio dell\u2019auto. Anche il tenore\u00a0 <strong>Piotr Beczala<\/strong> ha esibito al massimo il lato giovanile, sfrontato del Duca, fino a farsi qualche giro attorno al palo della &#8220;lap dance&#8221; (anacronistico) del club di Sparafucile. Si capisce facilmente perch\u00e9 questo Duca vivace e di bell\u2019aspetto possa affascinare sia il pubblico del casin\u00f2, sia le ragazze che vivono in convento e questo fascino \u00e8 stato rafforzato dalla voce di Beczala, uno strumento luminoso, fresco e brillante nel suono. Il basso slovacco<strong> Stefan Koc\u00e1n<\/strong> ha delineato uno Sparafucile minacciosamente allampanato e ha cantato con autorevolezza se non proprio con il peso specifico ideale per il ruolo. Pi\u00f9 problematica \u00e8 stato il mezzosoprano <strong>Oksana Volkova<\/strong>, che ha debuttato al Met nel ruolo di Maddalena in questa produzione. Alta, magra e molto bella, ma alquanto debole sul piano vocale al punto di essere frequentemente inudibile ( incluso il quartetto). Piuttosto debole anche il basso <strong>Robert Pomakov<\/strong> che non \u00e8 riuscito a rendere efficaci le invettive di\u00a0 Monterone, pur avendo fatto del suo meglio per rendere il personaggio credibile nonostante il ridicolo costume. Gli altri ruoli minori si sono meritati pi\u00f9 grandi onori, come nel caso della Giovanna del mezzosoprano americano <strong>Maria Zifchak<\/strong> e degli altri cortigiani, che hanno prodotto un\u2019impressione molto pi\u00f9 vivida dei loro pari nella produzione di Schenk. Grazie ai costumi aggiornati di Hilferty, non sempre si riesce a scorgere Ceprano tra la folla nella prima scena del primo atto, ma quando lo si vede si \u00e8 potuto apprezzare <strong>David Crawford<\/strong>. Anche il principale direttore d\u2019orchestra del Teatro Communale di Bologna, l\u2019italiano <strong>Michele Mariotti,<\/strong> ha fatto il suo debutto al Metropolitan con questa produzione. Ha diretto con eleganza e si \u00e8 rivelato particolarmente generoso con quei cantanti che hanno voluto indulgere &#8220;a effetto&#8221; su certe note. Essere a capo della corposa orchestra del Met, comunque, lo ha portato a sovrastare alcuni degli scoppi d\u2019ira di Rigoletto, incluso il finale \u201cLa maledizione,\u201d che \u00e8 risultato in un \u201cLa maledizi&#8230;\u201d(il resto \u00e8 stato risucchiato dall&#8217;orchestra). La poderosa forza del coro maschile, sotto la direzione di<strong> Donald Palumbo,<\/strong> \u00e8 suonata emravigliosa ed \u00e8 sembrato che tutti si si divertissero nell\u2019interpretare dei duri di Las Vegas \u2014 ma ce n\u2019erano fin troppi che affollavano il palco! Anche Sinatra non sarebbe riuscito a sopportare tutti questi tirapiedi al seguito.<em> Foto Ken Howard\/Metropolitan Opera<\/em><br \/>\n<em>*NOTA: i sottotitoli del Met Titles scorrono su dei piccoli dispositivi posizionati presso ogni posto del teatro, cosicch\u00e9 il pubblico possa scegliere in quale lingua seguire e il testo originale in Italiano \u00e8 disponibile (cos\u00ec come lo \u00e8 ora per tutte le opere italiane, in seguito a una richiesta del governo italiano); la sinossi del programma \u00e8 disponibile solo in Inglese e riflette il concept della messinscena di Mayer.<br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>New York City, Metropolitan Opera \u201cRIGOLETTO\u201d Opera in tre atti di Francesco Maria Piave, tratto da Le Roi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":108,"featured_media":48530,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7272,1904,153,811,7271,791,7269,145,4486,102,7270,1999,7273,4833],"class_list":["post-48526","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-catherine-jones","tag-diana-damrau","tag-giuseppe-verdi","tag-metropolitan-di-new-york","tag-michael-mayer","tag-michele-mariotti","tag-oksana-volkova","tag-opera-lirica","tag-piotr-beczala","tag-rigoletto","tag-robert-pomakov","tag-stefan-kocan","tag-susan-hilferty","tag-zeljko-lucic"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48526","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/108"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48526"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48526\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87102,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48526\/revisions\/87102"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48530"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48526"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48526"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48526"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}