{"id":49183,"date":"2013-03-12T18:08:49","date_gmt":"2013-03-12T16:08:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=49183"},"modified":"2016-12-01T04:33:12","modified_gmt":"2016-12-01T03:33:12","slug":"raggi-di-crepuscolo-wagneriano-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/raggi-di-crepuscolo-wagneriano-a-torino\/","title":{"rendered":"Raggi di crepuscolo wagneriano a Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI <\/strong><br \/>\nDirettore<strong> Kirill Petrenko<\/strong><br \/>\nSoprano <strong>Evelyn Herlitzius<\/strong><br \/>\nTenore<strong> Lance Ryan<br \/>\n<\/strong><em>Richard Wagner<\/em>: G\u00f6tterd\u00e4mmerung, brani scelti dalla terza giornata della Tetralogia <em>Der Ring des Nibelungen<br \/>\nTorino, 7 marzo 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I wagneriani ortodossi (ne esisteranno ancora?) hanno sempre guardato con sospetto alla pratica concertistica di estrapolare pagine sinfoniche dalla Tetralogia<\/strong> (o da altro titolo) per presentarle a s\u00e9, quali numeri di un programma, magari a <em>ouverture<\/em> o a punto culminante di una serata di musica. Tale diffidenza pare giustificata da pi\u00f9 ragioni, di ordine drammaturgico ma ancora prima musicale. Ben diverso \u00e8 il caso di un concerto interamente desunto da un\u2019opera wagneriana, perch\u00e9 la selezione delle scene e il collegamento dei vari segmenti sono gi\u00e0 frutto di una scelta ponderata, necessariamente dipendente da un criterio di coerenza narrativa, e dunque frutto di esigenze drammaturgiche.<br \/>\n<strong>Kirill Petrenko<\/strong>, reduce da un <em>Rheingold<\/em> in forma di concerto diretto pochi giorni fa all\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, \u00e8 il protagonista della <em>G\u00f6tterd\u00e4mmerung<\/em> torinese insieme all\u2019OSN RAI e ai due solisti che interpretano Br\u00fcnnhilde e Siegfried: <strong>Evelyn Herlitzius<\/strong> e <strong>Lance Ryan<\/strong>. L\u2019esecuzione di alcune scene e delle pagine sinfoniche pi\u00f9 celebri del <em>Crepuscolo degli dei<\/em> (il Rheinfahrt dell\u2019eroe e la sua Marcia funebre) \u00e8 stata cos\u00ec convincente e trascinante da far rimpiangere l\u2019ascolto anche delle parti omesse dalla selezione. Da Roma a Torino, dal <em>Rheingold<\/em> alla <em>G\u00f6tterd\u00e4mmerung<\/em>, Petrenko dimostra con quanta attenzione stia studiando le partiture del <em>Ring<\/em>, per prepararsi alla direzione della Tetralogia la prossima estate a Bayreuth, nell\u2019edizione speciale del bicentenario della nascita di Wagner. Anche l\u2019appuntamento torinese \u00e8 motivato dalla ricorrenza, ma non si esaurisce certo nell\u2019intento puramente celebrativo.<br \/>\n<strong>Il programma \u00e8 strutturato in due parti:<\/strong> nella prima si ascoltano <strong>i due duetti tra Siegfried e Br\u00fcnnhilde,<\/strong> dal Prologo e dalla scena III dell\u2019atto I, intervallati dal <em>Viaggio di Siegfried sul Reno<\/em>;<strong> nella seconda parte la scena II dell\u2019atto III<\/strong>, con la narrazione di Siegfried, la sua uccisione, la cosiddetta Marcia funebre, e quindi l\u2019Olocausto di Br\u00fcnnhilde con il finale dell\u2019opera. Il direttore stacca tempi piuttosto mossi, anche se non rapidi; richiede grande nitidezza e forte squillo agli ottoni, mentre agli archi chiede di definire il dettaglio delle trame interne alla loro famiglia. Il nervosismo che pervade la scrittura wagneriana sembra la cifra stilistica che Petrenko ambisce a far risaltare di pi\u00f9; ogni momento ha una sua importanza drammatica, ma non epica, neppure nei brani pi\u00f9 strettamente sinfonici, perch\u00e9 alla solennit\u00e0 e all\u2019indugio della rappresentazione mitica si preferiscono l\u2019incalzare dell\u2019azione e soprattutto &#8211; quel che rende plausibile l\u2019impostazione della selezione &#8211; la giovanile esuberanza dei due personaggi protagonisti, impulsivi nell\u2019amare come nel condannare, e quindi nel tradirsi e nel distruggersi. L\u2019unica pagina da cui trapeli una qualche intonazione epica \u00e8 la Marcia funebre del III atto, in cui Petrenko sembra prediligere due aspetti: l\u2019enunciazione del tema della spada quale culmine eroico di tutta la narrazione, e l\u2019evidenza dell\u2019elemento percussivo (piatti, timpani, tamburo, triangolo) nella seconda parte, una vera apoteosi dell\u2019eroe ucciso. Dopo la morte di Br\u00fcnnhilde, lo straripamento del Reno e la conflagrazione universale che distrugge anche le divinit\u00e0, Petrenko sceglie di legare l\u2019ultimo tema della Tetralogia (quella celebre \u201credenzione d\u2019amore\u201d che richiama a Siegfried il personaggio materno di Sieglinde) con quanto precede direttamente, ossia le voci orchestrali delle figlie del Reno, finalmente di nuovo in possesso dell\u2019oro alla base di tutta la vicenda: una legatura significativa, perch\u00e9 considera la redenzione d\u2019amore come conclusione effettiva del <em>Ring<\/em>, pi\u00f9 che come preludio a una nuova umanit\u00e0, nata dalle ceneri dell\u2019Olocausto di Br\u00fcnnhilde e degli dei del Walhall.<br \/>\n<strong>Pur nell\u2019ambito di sonorit\u00e0 massicce (a volte anche fragorose), la direzione di Petrenko rivela numerose finezze strumentali,<\/strong> affidate ai legni o agli archi (come l\u2019intensa rievocazione del tema di Loge nel finale, per mezzo delle viole), oltre alla cura nell\u2019accompagnamento dei cantanti. <strong>Lance Rayan<\/strong> \u00e8 un noto specialista, ben conosciuto anche dal pubblico italiano per le sue prove scaligere (protagonista del <em>Siegfried<\/em> lo scorso Ottobre); artista certamente esperto della parte e assai sicuro di s\u00e9, ha per\u00f2 un approccio stilistico <em>sui generis<\/em> rispetto alla vocalit\u00e0 del tenore wagneriano: sempre debordante, spesso a rischio di intonazione, spinto negli acuti (ma con effetto sgraziato e aggressivo anzich\u00e9 eroico), incline a distorcere la corretta pronuncia tedesca con troppe vocali aperte. Nel primo duetto del I atto l\u2019emissione di Ryan \u00e8 anche soggetta a qualche oscillazione, che poi si attenua a mano a mano che la voce si riscalda; e infatti rende meglio nel secondo duetto, anche nell\u2019apprezzabile intento di modificare la voce di Siegfried, allorch\u00e9 l\u2019eroe appare a Br\u00fcnnhilde nei panni di G\u00fcnther. Nel III atto il tenore si impegna ad alleggerire la voce, poich\u00e9 deve imitare i tratti caratteristici dei personaggi che rievoca (Mime, l\u2019uccellino del bosco): \u00e8 efficace l\u2019attenzione con cui Petrenko lo accompagna, realizzando analogo effetto mimetico e naturalistico anche in orchestra.<br \/>\nNel dipanarsi delle varie scene il pubblico \u00e8 aiutato a comprendere la selezione dal programma di sala, contenente brevi saggi di Cesare Mazzonis (direttore artistico dell\u2019OSN RAI), di Alberto Mattioli e di Giorgio Gualerzi; ma tale aiuto non \u00e8 completo, perch\u00e9 mancano i testi delle pagine antologizzate all\u2019interno del concerto, nella lingua originale e in traduzione italiana (la RAI \u00e8 sempre molto precisa nel riportare questo tipo di sussidio; perch\u00e9 questa volta no? Forse perch\u00e9 del concerto \u00e8 prevista una replica con qualche brano differente, e il programma di sala \u00e8 unico?).<br \/>\n<strong>Evelyn Herlitzius<\/strong> \u00e8 stata un\u2019Ortrud molto apprezzata poco pi\u00f9 di due mesi fa nel <em>Lohengrin<\/em> inaugurale alla Scala, sia perch\u00e9 \u00e8 in generale un\u2019ottima professionista wagneriana sia perch\u00e9 quella parte si adattava perfettamente alla sua voce di mezzosoprano acuto; la tessitura di Br\u00fcnnhilde richiederebbe piuttosto un soprano (<em>tout court<\/em>) drammatico e con cavata potente. Nei due duetti, e poi nella grandiosa scena dell&#8217;olocausto, la Herlitzius canta in maniera molto corretta, e restituisce bene il baldanzoso vigore della figlia di Wotan, ma \u00e8 costretta a forzare l\u2019emissione in corrispondenza delle note pi\u00f9 acute; la voce risulta quindi disomogenea, non perfettamente sostenuta, velata nelle puntature, un po\u2019 incline al grido (difetto che interessa entrambi gli interpreti, specie nella stretta del primo duetto), anche se migliora di scena in scena, fino alla prova conclusiva, in cui il vibrato largo dell\u2019inizio si evolve in un tremulo dall\u2019effetto pi\u00f9 autenticamente drammatico.<br \/>\nIl pubblico torinese &#8211; wagneriano sin dagli albori della storia esecutiva della Tetralogia &#8211; ha apprezzato moltissimo il concerto diretto da Kirill Petrenko: ha applaudito con calore di gran lunga superiore al solito l\u2019orchestra, tutte le prime parti (presentate via via dal direttore e accolte da un\u2019ovazione), i cantanti; ha quindi manifestato ammirazione per l\u2019entusiasmo realmente trascinante del giovane direttore (ed \u00e8 bello poter dire che giovane era anche una congrua componente dello stesso pubblico). Con grande delicatezza, con un gesto toccante di omaggio, la RAI ha dedicato il concerto alla memoria di Wolfgang Sawallisch, scomparso il 22 febbraio: un grande direttore wagneriano della pi\u00f9 rigorosa tradizione germanica, la cui ultima apparizione torinese risale al 2000. Ma il ricordo migliore \u00e8 di un concerto del 1996, quando diresse l\u2019OSN RAI presso l\u2019Auditorium del Lingotto in un\u2019opera monumentale, e animata da spirito musicale wagneriano, come l\u2019VIII Sinfonia di Anton Bruckner.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore Kirill Petrenko Soprano Evelyn [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":49187,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,6188,172,7344,6538,6483,173],"class_list":["post-49183","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-evelyn-herlitzius","tag-gotterdammerung","tag-kyrill-petrenko","tag-lance-ryan","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-richard-wagner"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49183","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49183"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49183\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87133,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49183\/revisions\/87133"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/49187"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49183"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49183"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49183"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}