{"id":49258,"date":"2013-03-14T01:43:39","date_gmt":"2013-03-13T23:43:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=49258"},"modified":"2016-12-07T19:28:57","modified_gmt":"2016-12-07T18:28:57","slug":"roma-teatro-delloperai-due-foscari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/roma-teatro-delloperai-due-foscari\/","title":{"rendered":"Roma, Teatro dell&#8217;Opera:&#8221;I Due Foscari&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><em>Teatro Dell\u2019Opera di Roma, Stagione di Opere e Balletti 2012- 2013<\/em><em><br \/>\n<\/em><strong>&#8220;I DUE FOSCARI&#8221;<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Tragedia lirica in tre atti, libretto di Francesco Maria Piave<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi <\/strong><br \/>\n<em>Francesco Foscari <\/em> LUCA SALSI<br \/>\n<em>Jacopo Foscari <\/em>\u00a0FRANCESCO MELI<br \/>\n<em>Lucrezia Contarini<\/em> TATIANA SERJAN<br \/>\n<em>Jacopo Loredano<\/em> LUCA DALL\u2019AMICO<br \/>\n<em>Barbarigo <\/em>ANTONELLO CERON<br \/>\n<em>Pisana <\/em> ASUDE KARAYAVUZ<br \/>\n<em>Fante del Consiglio dei Dieci <\/em>SAVERIO FIORE<br \/>\n<em>Servo del Doge <\/em>DONATO DI GIOIA<br \/>\nCoro e Orchestra del Teatro dell\u2019Opera di Roma<br \/>\nDirettore <strong>Riccardo Muti<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Werner Herzog <\/strong><br \/>\nScene e costumi <strong>Maurizio Bal\u00f2<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Maestro del coro <strong>Roberto Gabbiani<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Vincenzo Raponi<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Nuovo Allestimento<br \/>\n<em>Roma, 8 marzo 2013<\/em><br \/>\n\u201c<em>Nei soggetti naturalmente tristi, se non si \u00e8 ben cauti si finisce col fare un mortorio, come, per modo di esempio, i Foscari, che hanno una tinta, un colore troppo uniforme dal principio alla fine.\u201d<\/em><br \/>\n<strong>Lo spettacolo, andato in scena a Roma al Teatro dell\u2019Opera in un allestimento nuovo, \u00e8 stato affidato alla regia di Werner Herzog.<\/strong> La vicenda viene collocata in una scarna e spoglia Venezia rinascimentale neanche particolarmente elegante dal punto di vista estetico, ma questo \u00e8 un fatto di gusto squisitamente personale, in uno spazio sempre chiuso e privo di orizzonti, dove la tinta dominante \u00e8 un perenne grigio e nel quale cumuli di neve nelle stanze di palazzo ducale e stalattiti di ghiaccio pendenti dovrebbero significare, da quanto si legge nell\u2019intervista al regista pubblicata nel programma di sala, il gelo della vita e una sorta di congelamento sociale ed emotivo nato dal contrasto insanabile e dalla assoluta separatezza tra la sfera della ragion di stato, della politica e delle leggi e quella personale, degli affetti e della dramma privato. L\u2019opera gi\u00e0 di per se uniforme nella tinta, come ebbe a scriverne anche l\u2019autore nel suo scritto riportato all\u2019inizio, viene dipinta di grigio dall\u2019inizio alla fine nelle scene ed finanche nei costumi disegnati da <strong>Maurizio Bal\u00f2<\/strong> e davvero bellissimi, con la sola eccezione delle maschere tenute in mano dal coro e dal gruppo di saltimbanchi che all\u2019inizio del terzo atto si agitano sulla scena anche durante l\u2019aria del tenore. Buone, sebbene un po\u2019 a buon mercato, alcune idee come il coro che volge le spalle a Jacopo nel momento dell\u2019addio a testimoniare il disinteresse del popolo per le vicende politiche e personali della famiglia Foscari, ma per esempio \u00e8 risultata assolutamente inerte e priva di vitalit\u00e0 teatrale la realizzazione del bellissimo e potenzialmente intenso finale secondo. Anche la recitazione, indipendentemente dalle capacit\u00e0 dei cantanti e dalla loro individuale gestualit\u00e0, \u00e8 stata improntata a sottolineare la staticit\u00e0 e l\u2019isolamento fisico di ciascun personaggio, contribuendo in molti momenti ad abbassare sensibilmente la resa della tensione emotiva. E\u2019 certo che non si pu\u00f2 pensare di assistere sempre a rappresentazioni fondate sul\u2019iconografia ottocentesca e nel caso specifico sulle comunque non disprezzabili tavolozze cromatiche di Hayez o Delacroix o, peggio, basate sugli stereotipi di una Venezia da cartolina. Altre letture e nuove strade vanno certamente esplorate, per\u00f2 la monotonia non crediamo che sia una soluzione che possa funzionare. Forse prima di sentenziare in merito alla qualit\u00e0 teatrale del dramma di Verdi Piave o di vantarsi di esprimere il proprio fastidio ad assistere a spettacoli operistici \u201c molto meglio andare allo stadio o a giocare a pallone\u201d, come si legge sempre nell\u2019intervista al regista pubblicata nel programma di sala e nella quale fa bella mostra di se la riproduzione di due manifesti di suoi celebri film che per\u00f2 riteniamo che nulla abbiano a che vedere con Giuseppe Verdi o con i Foscari, crediamo che sarebbe meglio, e si badi bene lo scriviamo con simpatia, usare la modestia dei grandi e riflettere quantomeno su come non perpetuarne gli errori, se mai ve ne sono.<br \/>\nCi\u00f2 premesso, la serata \u00e8 stata piacevole ed interessante dal punto di vista musicale anche perch\u00e9 l\u2019opera, sia pure con alcuni dei limiti identificati anche dall\u2019autore e prima ricordati, \u00e8 davvero splendida e godibile. Magnifica la direzione di <strong>Riccardo Muti<\/strong>, sempre attenta a evidenziare la cantabilit\u00e0 dei vari temi musicali, i colori, il respiro delle pause e il ritmo di danza che pervade la partitura. Ottima la prova dell\u2019orchestra per nitore e qualit\u00e0 del suono e ugualmente bravissimo il coro. E veniamo agli interpreti. Jacopo Foscari era impersonato dal tenore <strong>Francesco Meli<\/strong> che dopo le primissime frasi del primo recitativo ha trovato per tutta la sera una cifra interpretativa di altissimo livello sotto il profilo musicale e teatrale. Il suo bellissimo timbro vocale sapientemente fuso con i colori dell\u2019orchestra cercati dal maestro Muti, ha saputo rendere appieno il senso e la commozione di ogni frase e di ogni situazione che il suo bel personaggio era chiamato ad esprimere, con partecipazione misurata ma intensa, raccogliendo il maggior successo della serata. Del ruolo di Lucrezia Contarini il soprano<strong> Tatiana Serjan<\/strong> dalla voce sicura e tecnicamente impeccabile, ha sottolineato prevalentemente il lato volitivo e potremmo dire risorgimentale del personaggio, mancando forse un po\u2019 di quella composta nobilt\u00e0 che si vorrebbe in una figlia di una delle dodici famiglie apostoliche del patriziato della Serenissima. Tuttavia si \u00e8 trattato nel complesso di una interpretazione di ottimo livello, alla quale il pubblico ha tributato applausi calorosi. Bravissimo <strong>Luca Dall\u2019Amico<\/strong> nella breve, ingrata ma teatralmente importante parte di Loredano, sempre concentrato, efficace ed espressivo quando presente in scena ed autorevole vocalmente. Validi e funzionali nei rispettivi ruoli <strong>Antonello Ceron, Asude Karayavuz, Saverio Fiore<\/strong> e <strong>Donato Di Gioia<\/strong>.<br \/>\nResta in ultimo il Doge di <strong>Luca S<\/strong><strong>alsi<\/strong>. Dirne male \u00e8 oggettivamente impossibile, per\u00f2, sinceramente, anche dirne bene. Peso vocale adeguato, buona pronuncia, musicalmente preciso. Quella che \u00e8 mancata al suo Francesco Foscari a nostro giudizio \u00e8 stata la capacit\u00e0 di rendere la profondit\u00e0 della parola scenica, di riempire il palcoscenico in modo espressivo anche nei momenti di silenzio e, in sintesi, di restituire la complessit\u00e0 e la dolente nobilt\u00e0 del personaggio, lasciando dopo l\u2019ascolto un che di irrisolto e di interlocutorio. Come sempre interessante il programma di sala approntato, anche se sarebbe stata utile un\u2019analisi delle non molte incisioni discografiche di questa opera che meriterebbe una maggiore diffusione sia per la sua bellezza sia per l\u2019importanza avuta dalla vicenda storica in essa narrata nell\u2019immaginario iconografico, cinematografico e letterario degli ultimi due secoli. <em>Foto Lelli e Masotti \u00a9 Teatro dell&#8217;Opera<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Dell\u2019Opera di Roma, Stagione di Opere e Balletti 2012- 2013 &#8220;I DUE FOSCARI&#8221; Tragedia lirica in tre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":35,"featured_media":49265,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4208,4171,536,153,159,2385,5892,800,4920,4413,7352],"class_list":["post-49258","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-asude-karayavuz","tag-donato-di-gioia","tag-francesco-meli","tag-giuseppe-verdi","tag-i-due-foscari","tag-luca-dallamico","tag-maurizio-balo","tag-riccardo-muti","tag-saverio-fiore","tag-tatiana-serjan","tag-werner-herzog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49258","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/35"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49258"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49258\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87409,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49258\/revisions\/87409"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/49265"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49258"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49258"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49258"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}