{"id":49579,"date":"2013-03-21T00:25:17","date_gmt":"2013-03-20T22:25:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=49579"},"modified":"2016-12-01T04:19:18","modified_gmt":"2016-12-01T03:19:18","slug":"un-mondo-che-dura-un-istante-per-tornare-subito-a-dissolversi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/un-mondo-che-dura-un-istante-per-tornare-subito-a-dissolversi\/","title":{"rendered":"\u00abUn mondo che dura un istante, per tornare subito a dissolversi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium \u201cGiovanni Agnelli\u201d, I Concerti del Lingotto 2012-2013<\/em><br \/>\n<strong>Swedish Radio Symphony Orchestra<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Daniel Harding<\/strong><br \/>\n<em>Joseph Martin Kraus<\/em>: \u201cSymphonie fun\u00e9bre\u201d in do minore VB 148<br \/>\n<em>Gustav Mahler<\/em>: Sinfonia n. 5 in do diesis minore<br \/>\n<em>Torino, 17 marzo 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 16 marzo 1792 re Gustavo III di Svezia fu gravemente ferito nel corso di un ballo in maschera<\/strong>; mor\u00ec il 29 dello stesso mese, e nelle esequie che ebbero luogo il 13 aprile la solenne liturgia contemplava la <strong><em>Symphonie fun\u00e9bre<\/em><\/strong> di <strong>Joseph Martin Kraus<\/strong>, un brano articolato in quattro brevi movimenti (<em>Andante mesto \u2013 Larghetto \u2013 Chorale \u2013 Adagio<\/em>), improntati su un rigore funerario trattenuto e solenne, d\u2019uno stile sospeso tra Gluck e Mozart. Daniel Harding, aprendo il concerto torinese con questa pagina rara e severa, non indulge mai al forte, e sono pochissimi i passaggi in cui imprime un\u2019accelerazione (minima) al ritmo di marcia funebre o al corale del III movimento. Predomina il colore scuro dei violoncelli e dei corni, per una musica tutt\u2019altro che facile da eseguire, come si arguisce dagli attacchi leggermente disallineati, anche presso il finale, in cui il suono \u00e8 del tutto nudo, scoperto, affidato a poche voci strumentali.<br \/>\n<strong>La marcia funebre guidata dal timpano solo in Kraus ha un\u2019ideale prosecuzione nella <em>V Sinfonia<\/em> di Gustav Mahler<\/strong>, composta tra 1901 e 1904 (ma pi\u00f9 volte ritoccata in seguito), a causa del suo attacco in ritmo e stile analoghi. Ma se Kraus rendeva omaggio alla memoria di un sovrano, Mahler rappresenta l\u2019idea stessa della morte, e poi dell\u2019esistenza, con un linguaggio che mutua strutture musicali consolidate (appunto il <em>Kondukt<\/em>) per distorcerle fino all\u2019irriconoscibilit\u00e0 e all\u2019enigma; Daniel Harding sa bene tutto questo, tanto \u00e8 vero che cerca di risolvere l\u2019enigma della sinfonia, e ci riesce in modo pi\u00f9 che persuasivo.<br \/>\n<strong>Squilla alla perfezione la tromba che apre l\u2019opera da sola, nitida e cupa al tempo stesso<\/strong>, e dunque avvia l\u2019articolazione del I\u00b0 movimento (<em>Trauermarsch. In gemessenem Schritt. Streng. Wie ein Kondukt<\/em>); il tempo staccato dal direttore \u00e8 solenne ma non troppo dilatato, mentre la marcia vera e propria \u00e8 cos\u00ec delicata e pausata da avvicinarsi prodigiosamente alla forma del valzer, o comunque a un passo danzante. Nel II\u00b0 movimento (<em>St\u00fcrmisch bewegt. Mit gr\u00f6\u00dfter Vehemenz<\/em>) \u00e8 stupendo il dialogo tra gli archi in mezza tinta e i legni, tutti distinguibili uno a uno, dall\u2019oboe al clarinetto al corno inglese. L\u2019intensit\u00e0 brunita del suono degli archi (vera cifra sonora e cromatica dell\u2019Orchestra della Radio Svedese) \u00e8 mirabile, al pari della loro leggerezza. Il primo blocco si conclude senza che l\u2019ascoltatore abbia percepito nulla dell\u2019usuale pesantezza di un corteo funebre.<br \/>\nIl valzer che apre lo <em>Scherzo<\/em> (<em>Kr\u00e4ftig, nicht zu schnell<\/em>) \u00e8 pieno e contegnoso come la marcia funebre d\u2019apertura, cui si richiama per pi\u00f9 aspetti; anzi, gradatamente esso diviene la trasposizione grottesca di quel corteo funerario. E infatti le frasi del valzer sono interrotte da squilli e fanfare degli ottoni (quelli del movimento d\u2019apertura): la direzione di Harding permette di capire molto bene la ripresa stravolta dell\u2019avvio, e dunque di collegare prima e seconda sezione della sinfonia in termini di riscrittura deformata, di metafrasi stilistica. Con i pizzicati e le frasi singhiozzate dei legni si comprende altrettanto bene come, secondo Harding, il brano pi\u00f9 doloroso dell\u2019intera sinfonia sia proprio lo <em>Scherzo<\/em>: la sofferenza pi\u00f9 autentica \u2013 pure mascherata da una larva grottesca \u2013 si riversa con pi\u00f9 intensit\u00e0 al centro dell\u2019opera, pur avendo preso le mosse da una marcia funebre nel I movimento. <strong>Nel finale del III\u00b0 gli ottoni sono spettacolari nel tentativo di celare il dolore precedentemente espresso<\/strong>, che ritorna anche nella coda della sezione. Nell\u2019esecuzione di Harding lo <em>Scherzo<\/em> risulta dunque chiaramente strutturato in due parti: quella autentica, di espressione della sofferenza, per prima; la seconda \u00e8 invece falsa, mascherata di derisione, di interventi reboanti e contraddittori (scriveva il compositore alla moglie: \u00ablo Scherzo \u00e8 un tempo maledetto! [\u2026] il pubblico, mio dio, che faccia pu\u00f2 fare di fronte a questo caos che continua a partorire un mondo che dura un istante per tornare subito a dissolversi?\u00bb).<br \/>\nIl celebre <strong><em>Adagietto<\/em> (<em>Sehr langsam<\/em> \u00e8 l\u2019indicazione di tempo)<\/strong> costituisce ancora una variazione di stile rispetto alle parti precedenti: dopo la morte, l\u2019amore; o meglio, dopo la disperazione per la consunzione fisica, quella elegiaca per la passione e gli affetti. Harding collega le frasi di violini e viole in arcate lunghissime, proponendo cos\u00ec una lettura molto discorsiva dell\u2019<em>Adagietto<\/em>, equilibrato soprattutto dalle sonorit\u00e0 congiunte degli archi e dell\u2019arpa.<br \/>\n<strong>Grazie al piglio baldanzoso di corni e legni, l\u2019attacco del finale brilla per le sue frasi legate e scorrevoli.<\/strong> A questo punto, dopo una lettura cos\u00ec coerente e riconoscibile dei primi quattro tempi, l\u2019ascoltatore s\u2019interroga su come Harding possa affrontare il problematico finale (<em>Rond\u00f2. Allegro<\/em>), una pagina che taluni studiosi considerano stilisticamente incongrua nella costruzione della sinfonia, altri addirittura un errore di impostazione del compositore. Si tratta quasi certamente di gioia e di positivit\u00e0 convenzionali, di facciata, ma il direttore sembra suggerirne una diversa giustificazione, basata sulla specularit\u00e0 dei tre blocchi che compongono l\u2019intera sinfonia (i primi due movimenti, lo <em>Scherzo<\/em> isolato al centro, e poi gli ultimi due). Come convenzionale \u00e8 la rappresentazione della morte nella <em>Trauermarsch<\/em> iniziale, cos\u00ec \u00e8 convenzionale la gioia serena del V movimento, che riesce anche a \u201cfare il verso\u201d al precedente <em>Adagietto<\/em>. Musica rappresentativa della realt\u00e0 e dell\u2019esistenza, dunque, pi\u00f9 che esistenza artistica assoluta e autonoma? Ogni nervo \u00e8 scoperto, ogni segno rispettato ed enfatizzato; tutto \u00e8 evidente, <em>in primis<\/em> l\u2019entusiasmo posticcio del trionfo. Le ragioni della rappresentazione diventano ancora pi\u00f9 importanti del vero da rappresentare: forse \u00e8 il mistero della musica di Mahler, la sua grande \u201cinattualit\u00e0\u201d, che lo rende il pi\u00f9 contemporaneo dei sinfonisti di tardo Ottocento e del Novecento (o addirittura dell\u2019intero sinfonismo). E sono semplicemente fantastici i tromboni che squillano nella coda, con una lievissima (l\u2019unica nel corso di tutta l\u2019esecuzione) accelerazione di ritmo: un ultimo sprizzo di vitalit\u00e0 e di sorriso forzato. Nella gioia che tutto suggella, creda chi vuole illudersi.<br \/>\n<strong>Appalusi straordinari hanno salutato la conclusione della sinfonia mahleriana, gli strumentisti e il direttore d\u2019orchestra<\/strong>; poi Harding ha preso la parola, per ricordare l\u2019anniversario dell\u2019assassinio di Gustavo III, ricorrenza sempre rispettata dalla cultura svedese, e ha introdotto uno splendido fuori-programma, il Preludio dalla pi\u00f9 famosa opera ispirata al fatto storico: <em>Un ballo in maschera<\/em> di Giuseppe Verdi. Dopo tanti ritmi funesti e disorientante <em>grandeur<\/em>, i temi del melodramma italiano sono risuonati come l\u2019augurio di un\u2019esistenza appassionata, ma molto pi\u00f9 serena e propositiva; con il tono robustissimo della grande orchestra sinfonica, ma anche con l\u2019intonazione elegiaca di una triste storia d\u2019amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium \u201cGiovanni Agnelli\u201d, I Concerti del Lingotto 2012-2013 Swedish Radio Symphony Orchestra Direttore Daniel Harding Joseph Martin [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":49582,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,327,746,7380,7379],"class_list":["post-49579","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-daniel-harding","tag-gustav-mahler","tag-joseph-martin-kraus","tag-swedish-radio-symphony-orchestra"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49579","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49579"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49579\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87130,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49579\/revisions\/87130"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/49582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49579"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49579"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49579"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}