{"id":50726,"date":"2013-04-10T00:05:08","date_gmt":"2013-04-09T22:05:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=50726"},"modified":"2016-12-13T23:09:58","modified_gmt":"2016-12-13T22:09:58","slug":"scala-un-macbeth-a-spicchi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/scala-un-macbeth-a-spicchi-2\/","title":{"rendered":"Milano, Teatro alla Scala: un Macbeth &#8220;a spicchi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Milano, Teatro alla Scala \u2013 Stagione d\u2019Opera e Balletto 2012\/2013<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;MACBETH&#8221;<\/strong><br \/>\nMelodramma in quattro atti, libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei, dall\u2019omonima tragedia di William Shakespeare<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Macbeth<\/em> FRANCO VASSALLO<br \/>\n<em>Banco<\/em> \u0160TEFAN KOC\u00c1N<br \/>\n<em>Lady Macbeth<\/em> LUCRECIA GARCIA<br \/>\n<em>Dama<\/em> EMILIA BERTONCELLO<br \/>\n<em>Macduff<\/em> STEFANO SECCO<br \/>\n<em>Malcolm <\/em>ANTONIO CORIAN\u00d2<br \/>\n<em>Medico<\/em> GIANLUCA BURATTO<br \/>\n<em>Domestico<\/em> ERNESTO PANARIELLO<br \/>\n<em>Sicario<\/em> LUCIANO ANDREOLI<br \/>\n<em>Prima apparizione<\/em> LORENZO TEDONE<br \/>\n<em>Seconda apparizione<\/em> BEATRICE FASANO<br \/>\n<em>Terza apparizione<\/em> LUCILLA AMERINI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro alla Scala<br \/>\nDirettore <strong>Valery Gergiev<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Bruno Casoni<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Giorgio Barberio Corsetti<\/strong><br \/>\nScene <strong>Giorgio Barberio Corsetti<\/strong> e <strong>Cristian Taraborrelli<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Cristian Taraborrelli<\/strong> e <strong>Angela Buscemi<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Fabrice Kebour<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Rapha\u00eblle Boitel<\/strong><br \/>\nVideo design <strong>Fabio Massimo Iaquone<\/strong> e <strong>Luca Attili<\/strong><br \/>\n<em>Milano, 28 marzo 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si conclude con una serie di fischi e urla di malcontento la prima rappresentazione di <em>\u201cMacbeth\u201d<\/em>o sul grande palcoscenico milanese.<\/strong> L\u2019opera, cos\u00ec tanto voluta dal giovane Giuseppe Verdi, non ha quasi mai raggiunto il grado di sublimit\u00e0 a cui il compositore e i librettisti F.M. Piave e A. Maffei avevano tanto aspirato.<strong> Complici di questa disfatta il duo Gergiev-Corsetti<\/strong> che questa volta, a differenza della maestosa &#8220;Turandot&#8221; dell\u2019Aprile 2011, non sono stati in grado di soddisfare le aspettative del pubblico scaligero. Il sipario si apre sulle note cupe del preludio scoprendo una scenografia fredda e stilizzata: due grossi muri semicircolari simili a \u201cspicchi\u201d di una grande arena girano su stessi sintetizzando l\u2019idea di interno ed esterno e facendo cos\u00ec da scena a tutta l\u2019opera. Il tutto \u00e8 ambientato, per citare le parole del regista, \u201cin un tempo presente ma inventato\u201d, in una dimensione temporale ipoteticamente vicina alla nostra. Il risultato di questi spazi irregolari alla De Chirico induce ad un senso di distaccamento che forse non era nelle intenzioni verdiane e tantomeno shakespeariane. <strong>Le streghe, prime ad apparire,<\/strong> <strong>simili ad uno sciame di mosche, vestite di stracc<\/strong>i, hanno un aspetto quasi ripugnante; le loro prime battute \u201c<em>Che faceste? Dite su!&#8230;Ho sgozzato un verro<\/em>\u201d danno subito idea dell\u2019intento del compositore, splendidamente riuscito, di incarnare in loro le forze maligne dell\u2019animo umano. Esse, con i loro presagi, solleticando l\u2019ambizione di Macbeth e della sua Lady, sono altrettanto protagoniste e artefici della tragedia che si abbatter\u00e0 sulla stirpe regale.<br \/>\n<strong>Entrano il protagonista e Banco,<\/strong> rispettivamente <strong>Franco Vassallo<\/strong> e <strong>\u0160tefan Koc\u00e1n<\/strong>; il primo, che debutta il ruolo, attacca la sua frase \u201c<em>Giorno non vidi mai si fiero e bello!<\/em>\u201d con voce piena e profonda lasciando un po\u2019 in ombra il basso che si riscatter\u00e0 egregiamente nel secondo atto con la famosa aria \u201c<em>Come dal ciel precipita<\/em>\u201d.<br \/>\n<strong>Nella scena successiva compare il grande personaggio femminile, Lady Macbeth<\/strong>, inizialmente burattinaia dell\u2019insicuro marito poi vittima delle sue nefaste azioni. Per questo ruolo Verdi avrebbe voluto una voce \u201caspra, soffocata, cupa\u201d nell\u2019 intento di \u201cservire meglio il poeta che il maestro\u201d, intento non pienamente raggiunto dal soprano venezuelano <strong>Lucrecia Garcia<\/strong> che legge le parole giunte dal marito con spiccato accento sudamericano e con poco guizzo interpretativo. Durante la sua aria smaniosa di potere scopriamo un timbro tagliente e asprigno, una vocalit\u00e0 che si presta bene alla scrittura ibrida verdiana ma che non eccelle, risultando un po\u2019 approssimativa nelle agilit\u00e0.<br \/>\n<strong>Tutta la vicenda \u00e8 scandita da proiezioni su sfondo<\/strong> che raffigurano talvolta volti dei personaggi, talvolta rivoli di pittura colorata che simboleggiano lo stato d\u2019animo dei protagonisti. E\u2019 cos\u00ec che Corsetti accompagna i momenti intrisi di drammaticit\u00e0 e di conflitto interiore, come quello che vede protagonista Macbeth nell\u2019indecisione di uccidere il Re Duncan o quello ancor pi\u00f9 significativo del Sonnambulismo di Lady. (L\u2019entrata sfarzosa della vittima dalla platea seguita da una ripresa in stile televisivo ci ricorda molto, forse troppo, il caro e vecchio <em>Viaggio a Reims<\/em>).<br \/>\n<strong>I momenti di vero lirismo verdiano sono affidati al Coro, magistrale come sempre,<\/strong> che riesce, nonostante qualche imprecisione del direttore ad essere ad un altissimo livello artistico. Da notare il coro delle streghe di inizio terzo atto affiancato da acrobati e ballerine che volteggiando senza sosta, quasi posseduti da forze demoniache, invocano gli spiriti sinistri.<br \/>\nLa scena, carica di esoterismo, \u00e8 di grande effetto scenico e proietta l\u2019ascoltatore nelle viscere del dramma attirando la sua attenzione tra fumi, apparizioni e movimenti inconsulti. Anche Macbeth ne rimane sconvolto svenendo alla vista dei grandi volti dei legittimi successori al trono, in questo allestimento sostituti dalle sconcertanti facce dei nostri storici dittatori proiettate sullo sfondo.<br \/>\n<strong>Il quarto ed ultimo atto si apre con una scena che riporta alla memoria i vecchi film sulla desolazione della guerra<\/strong>; i profughi sono disposti in ordine rispettoso e camminano lentamente oscillando come corpi senz\u2019anima per ottenere un pasto. L\u2019 atmosfera di oppressione e di sconforto \u00e8 ben rispettata dalla regia e affermata dalla musica di Verdi che voleva dare una \u201cpittura caratteristica, sublime, patetica della miseria della Scozia\u201d. Ricordiamo che la versione di questo coro non \u00e8 la prima, ovvero quella del 1847, che ne denotava il carattere risorgimentale, bens\u00ec la rivisitazione dello stesso autore del 1865 che risulta pi\u00f9 adatto alla scena avendo dei connotati dolenti e sofferti. Da un angolo si avvicina Macduff, interpretato dalla bella voce di <strong>Stefano Secco<\/strong>, che affronta la sua romanza \u201c<em>Ah la paterna mano<\/em>\u201d con calore sentimentale e profonda espressione malinconica, l\u2019esibizione pi\u00f9 precisa e convincente della serata.<br \/>\n<strong>La scena del Sonnambulismo, culmine strutturale del melodramma,<\/strong> \u00e8 uno dei momenti pi\u00f9 curati dal compositore sia per la raffinatezza musicale che per i gesti scenici. Verdi infatti si raccomanda che questi siano minimi, ridotti all\u2019osso; i passi lenti, quasi impercettibili, gli occhi fermi, il viso immobile stanno a rappresentare la fissit\u00e0 intrisa di significato. La Garcia, tradizionalmente di bianco vestita, deve cos\u00ec affrontare il momento espressivo e vocale pi\u00f9 impegnativo dell\u2019opera non riuscendo per\u00f2 pienamente nell\u2019intento tanto da capitolare in uno stridulo re bemolle conclusivo. Anche la voce di Vassallo al finale sembra piuttosto stanca e l\u2019opera si conclude, come predetto dalle streghe, con l\u2019incoronazione del legittimo Re Malcolm, <strong>Antonio Corian\u00f2<\/strong>, circondato dai suoi soldati approssimativamente mascherati da alberi.<br \/>\n<strong>Il sipario si chiude tra i timidi applausi del pubblico;<\/strong> la sensazione \u00e8 che questo &#8220;<em>Macbeth&#8221;<\/em> sia musicalmente poco curato e registicamente debole. Pare che il maestro Gergiev, impegnato al teatro Mariinskj di S. Pietroburgo, si sia dedicato al lavoro orchestrale e all\u2019 insieme soltanto in occasione della prova generale rigorosamente chiusa; tale insicurezza traspare in diversi punti di asincronia tra orchestra e voci. I cantanti non si presentano individualmente agli applausi, forse intimoriti dalla freddezza degli spettatori e soprattutto dalle contestazioni esplose all\u2019uscita del direttore e della squadra di Corsetti. Tutto sommato, ci si aspettava qualcosa di pi\u00f9. Chiss\u00e0 se Pier Giorgio Morandi, per 10 anni primo oboe scaligero, che condurr\u00e0 l\u2019opera il 13 aprile, sar\u00e0 in grado di entrare in sintonia con l\u2019orchestra e di ridare all\u2019opera quel grado di sublimit\u00e0 che il melodramma di Verdi si merita. <em>Foto Brescia &amp; Amisano per Teatro alla Scala<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Teatro alla Scala \u2013 Stagione d\u2019Opera e Balletto 2012\/2013 &#8220;MACBETH&#8221; Melodramma in quattro atti, libretto di Francesco [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":119,"featured_media":50771,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[939,1145,1151,153,2527,30,145,1999,1274,4129,1729],"class_list":["post-50726","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-antonio-coriano","tag-franco-vassallo","tag-giorgio-barberio-corsetti","tag-giuseppe-verdi","tag-lucrecia-garcia","tag-macbeth","tag-opera-lirica","tag-stefan-kocan","tag-stefano-secco","tag-teatro-alla-scala-di-milano","tag-valery-gergiev"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50726","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/119"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50726"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50726\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87691,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50726\/revisions\/87691"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}