{"id":50756,"date":"2013-04-13T00:22:59","date_gmt":"2013-04-12T22:22:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=50756"},"modified":"2016-11-27T13:53:11","modified_gmt":"2016-11-27T12:53:11","slug":"interviste-dannata-anita-cerquetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/interviste-dannata-anita-cerquetti\/","title":{"rendered":"Interviste d&#8217;annata: Anita Cerquetti (1931-2014)"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Rilassata, tranquilla, affabile e disponibile ad essere intervistata. Cos\u00ec si presenta nella sua casa di campagna a Castelnuovo che, nonostante sia Marittimo, \u00e8 inerpicato sulle colline livornesi, Anita Cerquetti. Nella storia dell\u2019opera \u00e8 stata una meteora e come tale splendida, ma di brevissima durata. Siamo accolto festosamente dal famoso soprano e dal marito, circondati da alcuni parenti. Ci sediamo tutti attorno ad un tavolo, cos\u00ec alla buona e subito provvedono ad offrire un buon vino della zona. La signora Cerquetti si accende una sigaretta e non sar\u00e0 l\u2019unica nella serata. L\u2019incontro si apre quindi sotto i migliori auspici. Parliamo. Mi sono preparato una valanga di domande.<br \/>\n<strong>Ci racconta un po&#8217; dei suoi inizi di carriera? <\/strong><br \/>\n\u00abIl mio paese si chiama Montecosaro, in provincia di Macerata, dove sono nata il 13 aprile 1931 e ho debuttato in <em>Aida<\/em> a Spoleto nel 1950, a 19 anni; dirigeva il m\u00b0 Ottavio Ziino. Vinsi il concorso a Spoleto e avrei dovuto fare <em>Suor Angelica<\/em>, perch\u00e9 non c\u2019era <em>Aida<\/em> in programma, c\u2019era il <em>Trittico<\/em> di Puccini e quella era l\u2019unica opera drammatica. Poi durante le prove dissero che ero sprecata per fare un\u2019opera in un atto e cos\u00ec decisero per l\u2019<em>Aida<\/em>. L\u2019ultima che ho fatto \u00e8 stato il <em>Nabucco<\/em> ad Amsterdam\u00bb.<br \/>\nLa loquacit\u00e0 della Signora \u00e8 affascinante quanto travolgente e tumultuosa; difficile redigere un racconto ordinato. Parla della sua breve e trionfale carriera con entusiasmo e, almeno in apparenza, nessun rimpianto. Si \u00e8 ritirata nel \u201860, giovanissima, a 29 anni.<br \/>\n<strong>In Emilia ha cantato? <\/strong><br \/>\n\u00abDalle vostre parti ho cantato a Reggio Emilia: feci <em>Loreley<\/em> con Bergonzi e il baritono Campolonghi, poi il <em>Trovatore<\/em> credo con Filippeschi e Aldo Protti. A Modena: <em>Trovatore<\/em> e <em>Forza del destino<\/em>. A Bologna un\u2019<em>Aida<\/em> all\u2019aperto in Piazza Maggiore. Dovevo cantare a Parma un <em>Nabucco<\/em>, ma salt\u00f2 perch\u00e9 mi venne un\u2019appendicite d\u2019urgenza. Con Bergonzi ho cantato molte volte: ho fatto <em>Trovatore, Forza, Don Carlos, Ballo, Aida, <\/em>ma non riuscivo a vederlo come un guerriero; Carlo per\u00f2 aveva una linea di canto perfetta. Ho studiato a Firenze e l\u00ec ho cantato tanto: <em>Nabucco, Norma<\/em> al giardino dei Boboli, <em>Gioconda, Don Carlos, Ballo in maschera, la Forza, gli Abencerragi<\/em> di Cherubini, <em>Ernani<\/em>\u00bb.<br \/>\n<strong>Quanti ricordi,\u00a0 tanti ricordi di persone&#8230; di voci? <\/strong><br \/>\n\u00abA me mi colp\u00ec la voce di Gino Penno, poi Bastianini, anche Bj\u00f6rling nel <em>Ballo in maschera<\/em> a Chicago, anche se era un momentino usurato. Corelli a me piaceva molto; la <em>Norma<\/em> la faceva molto bene: l\u2019ha fatta con me. Poi l\u2019ho sentito in <em>Carmen<\/em> e mi piacque tanto. Un\u2019altra voce che mi \u00e8 sempre piaciuta moltissimo era quella di Di Stefano\u00bb. Il colloquio si perde in mille rivoli difficili a governare. E\u2019 evidente che gradisce la nostra testimonianza d\u2019affetto e di stima.Riportiamo il discorso su un argomento preciso.<br \/>\n<strong>La sua voce, com\u2019\u00e8 stata educata e come ha superato eventuali problemi tecnici? <\/strong><br \/>\n\u00abNo, problemi vocali non ne ho incontrati. La voce l\u2019avevo impostata naturalmente. Lo studio mi \u00e8 servito per ampliare la voce come volume, per cercare lo stile e la linea di canto. Avendo cominciato giovanissima ne avevo proprio bisogno, ma problemi vocali veri e propri non ne ho mai avuti. Per esercizio studiavo opere leggere, ma eseguivo opere drammatiche. Per esempio mi esercitavo facendo la romanza della <em>Semiramide<\/em>, del <em>Flauto magico<\/em>. Fortunatamente mi sono trovata una voce piuttosto forte e abbastanza duttile. Io poi avevo studiato il violino per sette anni, quindi la musica la conoscevo e gli spartiti potevo studiarmeli da sola, anche se suonavo con una mano, cio\u00e8 la parte del canto\u00bb.<br \/>\n<strong>Possiamo quindi dedurre che la sua voce sia stata un\u00a0 raro esempio di soprano drammatico di agilit\u00e0 naturale. <\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, \u00e8 proprio cos\u00ec anche se all\u2019inizio mi chiamavano lirico spinto; mi veniva tutto molto spontaneo. Qualche volta ho dovuto ritoccare alcune note: aprire questa, chiudere di pi\u00f9 quella. Il mio passaggio era sul si bemolle che veniva meno brillante delle altre e allora con il mio maestro, il m\u00b0 Rossini, studiavo e mi riascoltavo. Problemini qua e l\u00e0, ma sempre risolti. Certe volte dipendeva da come e con chi avevo studiato un\u2019opera. Mi capit\u00f2 con la <em>Forza<\/em>, imparata un po\u2019 cos\u00ec alla carlona, tant\u2019\u00e8 vero che quando l\u2019ho dovuta fare nei teatri ho dovuto ristudiarla. Nella <em>F<\/em><em>orza<\/em>, comunque, non sono mai riuscita a rendere quello che volevo. Certi effetti vocali che avrei voluto fare non mi riuscivano. Ecco cosa mi dava fastidio: stare zitta per tanto tempo e poi saltare fuori con l\u2019aria. Guardi, dover attaccare con <em>Pace mio Dio<\/em> a voce fredda, quando ti sei scaricata psicologicamente, \u00e8 tremendo. In quei lunghi intervalli non sapevo cosa fare; andavo in camerino a cantare non tanto per la voce, ma per tenermi caricata.<br \/>\n<object width=\"420\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/rKLixeg9Cm0?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"420\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/rKLixeg9Cm0?hl=it_IT&amp;version=3\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><br \/>\nMentre invece un\u2019opera che mi piaceva da matti era il <em>Trovatore<\/em>, per me era un divertimento: era come andare in ferie, non mi stancava per niente. Molto impegnative per la voce erano <em>Nabucco<\/em> e <em>Norma<\/em>, ma la <em>Norma<\/em> non mi stancava vocalmente, mi stancava fisicamente. Alla fine ero distrutta, crollavo sulla sedia. Un\u2019opera che avrei voluto fare era <em>Carmen<\/em>: mi \u00e8 sempre piaciuta. La mia voce andava dal do acuto al do-la basso. Pensi che una volta ad Amsterdam, il direttore del Concertgebouw voleva farmi fare <em>Rigoletto<\/em>, perch\u00e9 secondo lui Gilda \u00e8 un soprano drammatico! Chiss\u00e0, forse poteva essere interessante. Tutte le opere presentano problemi da affrontare con grande umilt\u00e0 e tanto studio. Ho fatto opere difficilissime: <em>Norma, Nabucco, Mos\u00e9<\/em> di Rossini per la RAI, anche il <em>Ballo in maschera<\/em> non scherza. <em>Ernani<\/em> mi veniva facile. Certo che per fare la romanza <em>Ernani involami<\/em> in tono me la cantavo tre volte in camerino: prima in tono, poi mezzo tono sopra, poi un tono sopra e sfioravo il re bemolle. Invece di fare i vocalizzi, come fanno tutti, me la cantavo tre volte cos\u00ec avevo la voce calda. Non le so dire quante ore al giorno studiassi. Quando dovevo fare opere pi\u00f9 leggere, intercalavo con romanze leggere. Se venivo dalla <em>Gioconda<\/em> e poi dovevo fare il <em>Mos\u00e8<\/em>, allora cercavo di alleggerire e ritrovare l\u2019agilit\u00e0. Certi giorni con il mio maestro studiavo anche quattro o cinque ore, poi mi diceva \u201cOra basta e domani non si fa niente\u201d quindi non c\u2019era una regola fissa\u00bb.<br \/>\n<strong>Il suo rapporto con i direttori d\u2019orchestra&#8230;. <\/strong><br \/>\n\u00abMi sono trovata molto bene con Molinari Pradelli, con Santini,con Giulini e Serafin. Votto non era molto comunicativo, ma nel cuore mi \u00e8 rimasto Mitropulos. Era un uomo amabilissimo che ti metteva subito a tuo agio in tutti i sensi: era facile cantare con lui. Qualche volta, con altri direttori, si discuteva sui tempi; all\u2019inizio mi adattavo poi cercavo di vincere io, sia sui tempi che sul volume: pi\u00f9 forte pi\u00f9 piano. C\u2019era un direttore che voleva ch\u2019io cantassi <em>Casta diva<\/em> pi\u00f9 forte, questo in disco, mentre io sostenevo di cantarla pi\u00f9 piano essendo una preghiera. Ma lei ha capito di chi parlo, era un suo concittadino: Francesco Molinari Pradelli. Era un gran direttore con cui mi trovavo benissimo. Su Verdi era fantastico. Poi ricordo un altro grande direttore: Tullio Serafin che a Chicago si nascondeva dietro le quinte per sentirmi nel <em>Ballo in maschera<\/em> e non se ne andava. A chi lo veniva a chiamare diceva che era la prima volta in tanti anni di carriera che gli capitava di voler sentire una voce. E\u2019 stato sempre dietro le quinte e poi andammo a cena insieme. I giornali del giorno dopo dissero che ero la pupilla di Serafin, e lo avevo conosciuto quella sera l\u00ec!<br \/>\n<object width=\"420\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/6Sm_GsUUUQg?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"420\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/6Sm_GsUUUQg?hl=it_IT&amp;version=3\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><br \/>\nDopo seppe che avrei fatto <em>Gioconda<\/em> e allora mi scrisse dandomi dei consigli. Mi diceva di stare attenta, perch\u00e9 \u00e8 un\u2019opera che si canta a fine carriera; non \u00e8 che mi dicesse di non cantarla, ma di fare attenzione e di cantarla con quella dovuta cautela: non forzare le note, non forzare i centri. Nella <em>Gioconda<\/em> ci sono delle note basse da mezzosoprano che sono quelle che ti rovinano: poi magari devi fare un do o un si naturale. Ti trovi quel pop\u00f2 di notone che, se la voce non la spingi non hanno effetto. Poi, quando la feci, La Nazione scrisse che avevo cantato la <em>Gioconda<\/em> di Ponchielli come se fosse stata scritta da Mozart. Non sapevo se era una critica o un complimento; lo dissi a Serafin e lui mi rispose che era un complimento e di prenderlo come tale\u00bb.<br \/>\n<strong>Quale consiglio darebbe ad un giovane che volesse intraprendere la carriera. Da chi lo manderebbe a studiare, da un cantante o da un maestro di musica? <\/strong><br \/>\n\u00abDa un cantante mai e nemmeno da un maestro di canto, ma da un maestro di musica: un vecchio direttore d\u2019orchestra con una grande esperienza. Un giovane che si trova la voce deve fare le solite cose: studiare, avere tanta pazienza e la fortuna d\u2019incontrare un maestro che lo capisca, anche per la scelta del registro, ch\u00e9 molti sbagliano. Vedi Bergonzi ritenuto baritono, Bastianini addirittura un basso. Lucia Danieli debutto da soprano per colpa della madre che, nonostante la maestra le dicesse che era mezzo-soprano, si oppose dicendo che non voleva mezze misure: o soprano intero o niente. Me lo raccont\u00f2 lei, Lucia! Sa, \u00e8 difficile dare consigli, perch\u00e9 ognuno ha una voce diversa dall\u2019altro; \u00e8 per questo che non ho fiducia nel maestro di canto, perch\u00e9 quello t\u2019imposta la voce in un modo uguale per tutti. Poi circa quello che si deve cantare, oltre agli esercizi, posso parlare solo di me. Io ho cantato delle romanze di Tosti e Mozart, tanto Mozart! Comunque \u00e8 tutto soggettivo, non si pu\u00f2 generalizzare; a me se questa nota mi viene bene in una posizione, pu\u00f2 essere che a un\u2019altra signora la stessa nota venga bene in un\u2019altra posizione. La voce, i suoni dipendono da tante componenti: la cavit\u00e0 del palato, l\u2019apertura della bocca, la cavit\u00e0 nasale. Non si pu\u00f2 dare un insegnamento unico che vale per tutti\u00bb.<br \/>\n<strong>Fonte inesauribile di esperienze e di aneddoti, Anita Cerquetti, simpaticissima, improvvisamente ci parla di Beniamino Gigli, marchigiano come lei. <\/strong><br \/>\n\u00abA me Gigli piaceva moltissimo. Ci fu un concertino cos\u00ec informale, diciamo tra amici. Cant\u00f2 un centinaio di romanze; alle tre di notte cantava ancora. Con lui ho fatto solo qualche concerto: opere non ne faceva pi\u00f9. Abbiamo cantato allo Sferisterio di Macerata e al teatro Lauro Rossi, sempre a Macerata. Abbiamo fatto romanze varie e duetti: si passava dal <em>duetto delle ciliegie<\/em> a quello della <em>Cavalleria rusticana<\/em> a quello dell\u2019<em>Otello<\/em>. Che bei ricordi!\u00bb<br \/>\n<object width=\"420\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/kCxGZo2itww?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"420\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/kCxGZo2itww?version=3&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><br \/>\n<strong>Come ci si deve comportare in scena? Il suo rapporto con i registi? <\/strong><br \/>\n\u00abIo, pi\u00f9 che altro mi soffermavo sugli atteggiamenti che alcune volte provavo davanti allo specchio. Con i registi ricordo una discussione con Squarzina, perch\u00e9 non andai ad una prova di luci degli Abencerragi. Io non sapevo di quella prova! Quando ritornai in teatro, Squarzina pretendeva che gli chiedessi scusa ed io gli dissi che, se dovevo chiedere scusa a qualcuno, l\u2019avrei chiesta al m\u00b0 Giulini. Ma la discussione grossa ci fu con Franco Enriques. Dovevo fare <em>Il Pirata<\/em> a Palermo e dopo tutte le recite di <em>Norma<\/em> che avevo cantato non ero riuscita a studiare <em>Il Pirata,<\/em> perci\u00f2 cantavo con lo spartito in mano. Allora Enriques mi disse che Maria in tre giorni l\u2019avrebbe imparato tutto; e continuava con \u2018sta Maria. E va be\u2019- gli dissi &#8211; Maria non c\u2019\u00e8, adesso ci son\u2019 io\u2026 Poi lo scenografo, suo degno compare, Zuffi, mi voleva mettere un costume di rosso di raso lucido e io gli dissi di no. \u201cIl baritono lo vesti di bl\u00f9 e a me mi vesti di rosso?\u201d Quello s\u2019arrabbi\u00f2 e si mise a urlare: \u201cLo scenografo sono io!\u201d \u2013 \u201cS\u00ec per\u00f2 il costume me lo devo mettere io e non lei, perch\u00e9 se se vestisse pure lei de rosso famo la stessa figura, tanto pi\u00f9 o meno siamo l\u00ec\u201d.[n.d.r. Zuffi e la Cerquetti erano notevolmente robusti] Questi sono stati gli unici problemi; ma non sono mai intervenuta in scelte registiche, tranne quando contrastavano con le esigenze musicali, come nell\u2019<em>Aida<\/em> a Verona con Pabst, quella famosa col Nilo vero! Ma l\u00ec non era una questione che riguardasse solo me, la situazione contrastava anche con tutti gli altri. C\u2019era troppa roba: dovevano arriva\u2019 i cavalli de corsa e poi c\u2019era \u2018sto rigagnolo d\u2019acqua dove doveva passare una barca. Mi ricordo la prima sera di prove che cascarono tutti in acqua. Lui voleva fare della cinematografia, ma non ci si riesce con la musica. Serafin s\u2019arrabbi\u00f2 moltissimo: lanci\u00f2\u00a0 via la bacchetta\u00bb.<br \/>\n<object width=\"420\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/KYlML0EbdjY?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"420\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/KYlML0EbdjY?version=3&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><br \/>\n<strong>Chiediamo altri aneddoti, altre riflessioni sul modo magico e insidioso del teatro d\u2019opera e Anita Cerquetti, gentilissima quanto instancabile riprende a raccontare sorridendo. <\/strong><br \/>\n\u00abBoris Christoff \u00e8 una Callas al maschile: non voleva che uscissi da sola. In America si usa che alla fine dell\u2019atto esce chi ha fatto l\u2019aria e nel <em>Don Carlos<\/em>, dopo <em>Tu che le vanit\u00e0<\/em>, dovevo uscire sola e lui non voleva. Ci fu una discussione. Lui era uscito da solo prima e voleva uscire ancora. La prima volta che cantai in America, a Chicago, dirigeva il m\u00b0 Rescigno che non conoscevo. Arriviamo al finale della romanza del <em>Nabucco<\/em> e lui voleva che la facessi com\u2019\u00e8 scritto, con il sol basso, invece con Serafin la finivo col sol acuto. Io l\u00ec m\u2019impuntai e gli dissi che l\u2019avevo sempre fatta cos\u00ec e la volevo fare cos\u00ec. Lui s\u2019arrabbi\u00f2 e ruppe la bacchetta, ma io la feci con la nota alta. A Nizza ricordo un<em> Trovatore<\/em>. Il palcoscenico era piccolo e quando Leonora muore andai a finire fuori dal velario: ci fu una risata generale\u00bb. Concludiamo la lunga intervista con una curiosit\u00e0 sorta spontaneamente quando la Signora ci ha detto di non essere pi\u00f9 andata a sentire un\u2019opera.<br \/>\n<strong>Quale cast farebbe per una <em>Norma<\/em> senza la Cerquetti?<\/strong><br \/>\n\u00abMi piacerebbe sentire la Caball\u00e9 che non ho mai sentito. Per curiosit\u00e0 vorrei sentire la <em>Norma<\/em> della Sutherland. Ho sentito la Callas, ma non ci tornerei; mi piaceva, ma non in <em>Norma<\/em>. L\u2019ho sentita in <em>Armida<\/em>: fantastica; in <em>Medea<\/em> era il non plus ultra, ma in <em>Norma<\/em> non mi piaceva. Come personaggio era sempre brava, ma non mi piacevano i recitativi: nessuno. Non mi piaceva la <em>Casta diva<\/em>, mi piaceva di pi\u00f9 quando faceva <em>In mia mano alfin tu sei.<\/em> Non mi piaceva in <em>Sediziose voci<\/em>, mentre trovavo a lei pi\u00f9 congeniale <em>Ah, bello a me ritorna.<\/em> Mi piaceva in <em>Lucia<\/em>: l\u2019andai a sentire con Lauri Volpi. Ecco l\u00ec era lei. Restando sempre in <em>Norma<\/em>, come tenore penso a Corelli, a Del Monaco e non era male anche Mirto Picchi. Per <em>Aida<\/em> penso sempre a Corelli. <em>Otello<\/em> non l\u2019ho mai fatto, ma ho sentito Del Monaco e, a Barcellona, Ramon Vinay gi\u00e0 vecchio, ma aveva delle cose fantastiche. Per <em>Aida<\/em>, come soprano certamente non la Callas. Penso alla Stella, alla Tebaldi che era per\u00f2 un bel lirico. La Scotto l\u2019ho sentita giovane, quando faceva un repertorio leggero e mi piaceva molto, poi non l\u2019ho pi\u00f9 sentita. Delle nuove leve non conosco nessuno. Ho sentito in televisione la Ricciarelli che cant\u00f2 molto bene l\u2019aria del <em>Corsaro<\/em>, ma in tv entra solo la faccia, non si possono fare delle valutazioni attendibili. Ecco: credo di averle detto proprio tutto!\u00bb. <em><br \/>\nIntervista realizzata il 28 agosto 1975<\/p>\n<p><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rilassata, tranquilla, affabile e disponibile ad essere intervistata. 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