{"id":50816,"date":"2013-04-11T00:04:28","date_gmt":"2013-04-10T22:04:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=50816"},"modified":"2016-12-07T19:35:05","modified_gmt":"2016-12-07T18:35:05","slug":"opera-di-romasamson-et-dalila","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/opera-di-romasamson-et-dalila\/","title":{"rendered":"Opera di Roma:&#8221;Samson et Dalila&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><em>Teatro dell\u2019Opera di Roma &#8211; Stagione Lirica 2012\/2013<\/em><em><br \/>\n<\/em><strong>&#8220;SAMSON ET DALILA&#8221;<\/strong><br \/>\nOpera in tre atti Libretto di Ferdinand Lemaire<br \/>\nMusica di <strong>Camille Saint-Sa\u00ebns\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Sansone<\/em> ALEKSANDRS ANTONENKO<br \/>\n<em>Dalila<\/em>\u00a0 OLGA BORODINA<br \/>\n<em>Abimelech<\/em> MIKHAIL KOROBEINIKOV<br \/>\n<em>Il Gran Sacerdote di Dagon <\/em> ELCHIN AZIZOV<br \/>\n<em>Un vecchio ebreo<\/em> DARIO RUSSO<br \/>\n<em>Primo Filisteo<\/em> GREGORY BONFATTI<br \/>\n<em>Secondo Filisteo<\/em> FILIPPO BETTOSCHI<br \/>\n<em>Un Messagero Filisteo<\/em> NICOLA PAMIO<br \/>\nCoro e Orchestra del Teatro dell\u2019Opera<br \/>\nDirettore <strong>Charles Dutoit<br \/>\nMaestro del Coro <\/strong><strong>Roberto Gabbiani<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Regia ed Impianto Scenico <strong>Carlus Padrissa\/La Fura dels Baus <\/strong><br \/>\nin collaborazione con <strong>Zamira Pasceri<\/strong><strong> e <\/strong><strong>Jaume Grau<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Costumi <strong>Chu Uroz<br \/>\n<\/strong>Movimenti coreografici <strong>Adriana Borriello<br \/>\n<\/strong>Maestro Bondage <strong>Alfil<br \/>\n<\/strong>Video <strong>Marcos Molinos<br \/>\n<\/strong>Impianto luci <strong>Agostini Angelini<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento<br \/>\n<em>Roma 07 aprile 2013<\/em><br \/>\n<strong>Questo titolo, caposaldo della letteratura operistica francese, mancava dal Teatro dell\u2019Opera di Roma dal 1963,<\/strong> quando venne allestito con un cast stellare per i tempi, e non solo, con Giulietta Simionato, Mario Del Monaco nelle parti dei protagonisti e la direzione di Franco Capuana. Viene riproposto oggi a distanza di tanti anni attraverso la lettura che ne offre il gruppo della Fura dels Baus. In linea con la cifra espressiva di questa compagnia spagnola, <strong>tutta la regia \u00e8 impostata su un continuo bombardamento di proiezioni, sulle tinte dominanti del bianco e del nero<\/strong> con improvvisi e violenti squarci di rosso sempre volti a sottolineare il sangue, ora vivo ora raggrumato e le lacrime anche nel trucco e nei costumi dei coristi che nel primo atto indossano dei fotofori frontali che fanno molto sala operatoria forse con l\u2019intento, oltre agli espliciti riferimenti al sado-maso, al bondage, al chubby, al doggy style e quant\u2019altro, di citare anche il genere medical. A parte questi particolari che possono fare sensazione anche in modo simpatico ma non possono costituire certo la sostanza di uno spettacolo, l\u2019effetto visivo generale era francamente brutto e risaputo e non aiutava minimamente a chiarire lo sviluppo della vicenda, la sua collocazione storico-temporale volutamente confusa dalla contemporanea presenza di personaggi in abiti novecenteschi, biblici e da fantascienza n\u00e9 a definire una chiave di lettura dell\u2019opera, quale che fosse.<strong> In molti momenti soprattutto le proiezioni si sovrapponevano semplicemente alla musica ed ai personaggi in scena creando un contrasto stridente e distraente dall\u2019ascolto<\/strong>, come se si fissasse lo schermo di una vecchia televisione priva del collegamento con l\u2019antenna. Nonostante questo apparato iper-tecnologico da guerre stellari al quale voleva evidentemente essere affidata la gran parte del messaggio espressivo, i cantanti davano al contrario l\u2019impressione di essere lasciati a loro stessi per quanto riguardava la recitazione ed i movimenti di scena, rifugiandosi spesso nella tanto esecrata recitazione convenzionale, viso in alto, braccia in avanti, mani nei capelli et similia, raffreddando cos\u00ec l\u2019atmosfera di diversi momenti come il duetto del secondo atto fra i protagonisti e contribuendo ulteriormente ad aumentare il divario palpabile e la sostanziale estraneit\u00e0 tra un testo ostentatamente accademico e \u201cconservatore\u201d ed un simile approccio interpretativo. <strong>Ci\u00f2 che lascia perplessi non sono tanto le scelte esecutive del gruppo della Fura dels Baus che possono piacere o meno<\/strong> e per la realizzazione delle quali, come si legge dalla locandina, sono stati comunque necessari un regista e due collaboratori, un costumista, un aiuto costumista, un addetto ai movimenti coreografici, un aiuto coreografo, un direttore tecnico, un addetto alla produzione, un collaboratore alla produzione, un addetto ai video e anche un maestro di bondage che da quanto si trova in internet sembra essere una personalit\u00e0 di spicco del settore, ma l\u2019intenzione di chi ha pensato di coinvolgerli in una operazione del genere, specialmente in una epoca di difficolt\u00e0 economiche.<br \/>\n<strong>Pensare di illustrare la musica del <em>Samson<\/em> partendo in modo retrospettivo da un certo gusto del \u2018900 ed evidenziandone o attribuendole in modo arbitrario solo violenza, perversione e la loro compiaciuta e ostentata esplicitazione<\/strong> \u00e8 un\u2019operazione a nostro avviso riduttiva e che difficilmente pu\u00f2 funzionare proprio per il contrasto con la scrittura musicale, la tipologia del testo e con il gusto e le risapute intenzioni del compositore che all\u2019epoca non a caso fu fiero avversario di numerosi suoi colleghi che ricercavano linguaggi espressivi pi\u00f9 \u201cmoderni\u201d. Per vie diverse infine, un simile approccio \u00e8 destinato ad accentuare ulteriormente e non a ricomporre la dicotomia intrinseca alla composizione, della quale probabilmente era consapevole anche l\u2019autore, tra la ieraticit\u00e0 del soggetto biblico e i numerosi momenti leggeri e delicati della musica, diluendo molto la drammaticit\u00e0, il senso e la capacit\u00e0 di impatto emotivo di molte scene, trasformando un dramma epico di scontro fra popoli nel quale si inscrivono le vicende personali, in vicenda borghese di singoli. Fare i baffi alla Gioconda, se fatto una volta sola, pu\u00f2 avere una valenza espressiva dirompente poi, se si avverte in se una tanto forte \u201cvis\u201d creativa, bisognerebbe assumersi l\u2019onere di provare a dipingere quadri nuovi e magari anche di uscire a fine spettacolo insieme al resto della compagnia per confrontarsi con il giudizio del pubblico.<br \/>\n<strong>Lo spettacolo tuttavia sia pure con questa impostazione di base \u00e8 stato fortunatamente riscattato dalla parte musicale<\/strong>. Ottima e ricca di colori la direzione di <strong>Charles Dutoit<\/strong> alla guida di un\u2019orchestra sempre migliore per quanto riguarda rigore musicale e bellezza di suono. Molto buona la prova del coro diretto da Roberto Gabbiani e nell\u2019insieme omogenea e di ottimo livello tutta la compagnia di canto. Splendido protagonista il tenore<strong> Aleksandrs Antonenko<\/strong> per potenza e colore vocale, fraseggio e verit\u00e0 teatrale. A dispetto di un costume irrimediabilmente brutto e ridicolo con un finto seminudo da super-eroe della fantascienza in versione decolorata ed una parrucca rasta lunga fino ai piedi che portava a m\u00f2 di stola su un braccio, ha saputo tratteggiare un Samson appassionato, eroico e dolente con accenti giustamente misurati e sempre ispirati e sinceri. Nel ruolo di Dalila,<strong> Olga Borodina<\/strong> ha confermato la sua interpretazione del personaggio. Magnifica la resa puramente vocale per sonorit\u00e0, fraseggio, tenuta dei fiati e colori, sia pure con qualche prudenza in pi\u00f9 rispetto al passato, il suo personaggio \u00e8 tuttavia rimasto caratterizzato in modo un po\u2019 generico e con una certa freddezza di fondo che ne ha limitato soprattutto la capacit\u00e0 di seduzione anche grazie alla regia e ad un costume che certamente non aiutava. Soprattutto i momenti delle sue tre arie, cantate molto bene, infatti sono risultati particolarmente afflitti dall\u2019invadenza delle proiezioni. Molto efficace scenicamente e valido musicalmente l\u2019Abimelech di <strong>Mikhail Korobeinikov<\/strong>. <strong>Elchin Azizov<\/strong> ha impersonato un Gran Sacerdote di tutto rispetto per bel timbro vocale, fraseggio, precisione musicale ed intenzioni interpretative. Bravissimo<strong> Dario Russo<\/strong> nella breve ma significativa parte del vecchio ebreo, cantata con autentica voce di basso dal timbro naturalmente scuro, nobile, morbido ed omogeneo ed interpretata con una figura scenica elegante e credibile. Efficaci e su un livello di buona professionalit\u00e0<strong> Gregory Bonfatti, Filippo Bettoschi<\/strong> e <strong>Nicola Pamio<\/strong> rispettivamente nei ruoli di primo e secondo filisteo e del messaggero. Alla fine grandi applausi per tutti con qualche evidente cenno di dissenso probabilmente all\u2019indirizzo del regista assente.<em> Foto Amisano &amp; Bacciardi<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro dell\u2019Opera di Roma &#8211; Stagione Lirica 2012\/2013 &#8220;SAMSON ET DALILA&#8221; Opera in tre atti Libretto di Ferdinand [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":35,"featured_media":50821,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[6146,3920,7525,2323,4951,782,2986,7526,7524,5533,6763,145,7523,469],"class_list":["post-50816","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-aleksandrs-antonenko","tag-carlus-padrissa","tag-chales-dutoit","tag-dario-russo","tag-elchin-azizov","tag-filippo-bettoschi","tag-gregory-bonfatti","tag-la-fura-del-baus","tag-mikhail-korobenikov","tag-nicola-pamio","tag-olga-borodina","tag-opera-lirica","tag-samsono-et-dalila","tag-san-francisco-opera"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50816","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/35"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50816"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50816\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87410,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50816\/revisions\/87410"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50821"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50816"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50816"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50816"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}