{"id":51255,"date":"2013-04-20T15:31:34","date_gmt":"2013-04-20T13:31:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=51255"},"modified":"2016-12-15T02:34:59","modified_gmt":"2016-12-15T01:34:59","slug":"fiorentino-per-sceltaintervista-a-zubin-mehta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/fiorentino-per-sceltaintervista-a-zubin-mehta\/","title":{"rendered":"Fiorentino per scelta&#8230;.Intervista a Zubin Mehta."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Non ha certo bisogno di presentazioni una star internazionale del calibro di Zubin Mehta,\u00a0\u00a0 direttore d\u2019orchestra che porta con s\u00e9 tutto il fascino di un paese, misterioso e profumato di spezie come l\u2019India. Nato a Bombay il 29 Aprile del 1936, avviato alla musica\u00a0 dal padre Mehli celebre violinista e fondatore della Bombay Symphony Orchestra, abbandona presto gli studi in medicina per trasferirsi a Vienna ed inseguire il sogno di diventare un grande direttore d\u2019orchestra sotto la guida di Hans Swarowsky.<br \/>\nIl sogno diviene presto realt\u00e0 e fin dai primissimi esordi \u00e8 scelto per incarichi prestigiosi con orchestre di altissimo livello quali Montreal Symphony Orchestra, Los Angeles Philharmonic della quale diviene direttore musicale ad appena 26 anni e New York Philharmonic che guida per ben 13 anni. Nel 2011 celebra\u00a0 50 anni di attivit\u00e0 con 3 delle maggiori orchestre filarmoniche del del mondo a Vienna, Berlino e Israele dove \u00e8 stato nominato Direttore a vita, cos\u00ec come al Maggio Musicale Fiorentino. Non si contano i premi e le onorificenze (compresa una stella in Hollywood Boulevard) ricevute nel corso di una carriera che copre oltre mezzo secolo e non smette di regalare emozioni. Zubin Mehta considera la musica come un ponte fra i popoli ed oltre all\u2019impegno in campo umanitario si dedica al sostegno e alla formazione di giovani talenti musicali in India con la Mehli Mehta Music Foundation e in Israele con la Buchman-Mehta School of Music. Lo incontriamo all\u2019undicesimo piano dell\u2019Hilton Hotel di Tel Aviv in una giornata di primavera di fronte ad una vista mozzafiato sul Mediterraneo.<br \/>\n<strong>Dato che la nostra rivista si focalizza principalmente sul melodramma mi piaceva aprire questa conversazione chiedendole un ricordo della prima esperienza della sua carriera con l\u2019opera. Se non erro con <em>Tosca<\/em>? <\/strong><br \/>\nEsatto, la prima volta \u00e8 stata con <em>Tosca<\/em> a Montreal nel 1963, mentre nel 1964 ho diretto opera per la prima volta in Europa con <em>La Traviata<\/em>.<br \/>\nNel 1963 a Montreal era una nuova produzione e abbiamo un po\u2019 \u201cimprovvisato\u201d, ma avevamo nel cast il grandissimo basso-baritono George London che \u00e8 venuto soltanto per la prova generale perch\u00e9 eravamo amici e mi ha fatto un favore!<br \/>\nNel 1965 ho debuttato al MET con <em>Aida<\/em>. Al MET ho diretto molto fino al \u201971 poi non sono pi\u00f9 tornato perch\u00e9 sono iniziati i miei impegni a Salisburgo, con la Scala e con l\u2019opera di Vienna. Negli ultimi 25 anni ho diretto opera soprattutto a Firenze.<br \/>\n<strong>Quali produzioni ricorda con maggior soddisfazione?<\/strong><br \/>\nLa coproduzione del <em>Ring<\/em> di Wagner con Valencia e la Fura dels Baus. E\u2019 stata una partnership straordinaria perch\u00e9 eravamo entrambi molto flessibili su tutto ci\u00f2 che abbiamo discusso, e ne \u00e8 venuto fuori un allestimento moderno per\u00f2 assolutamente secondo le istruzioni di Wagner, con metodi all\u2019avanguardia ma tutto quello che il pubblico si aspettava da Wagner era sulla scena e questo mi \u00e8 piaciuto molto. Ho fatto 5 diverse produzioni del <em>Ring<\/em>: quella di Chicago non era male, la produzione di Monaco invece non mi \u00e8 piaciuta. In Italia negli anni \u201980 ho diretto un <em>Ring<\/em> con la regia Ronconi e le scene di Pizzi in cui <em>L\u2019oro del Reno<\/em> e il <em>Crepuscolo<\/em> erano stupendi ma gli altri due titoli un po\u2019 meno. Anche in quei tempi c\u2019erano molti problemi economici e Ronconi ha dovuto sacrificare molto&#8230;<object width=\"420\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/A1I7vEGYDOA?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"420\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/A1I7vEGYDOA?hl=it_IT&amp;version=3\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><br \/>\n<strong>Un direttore con un gesto di rara eleganza come il suo si sente ugualmente appagato dallo stare nella fossa piuttosto che in palcoscenico? <\/strong><br \/>\nHo quasi cominciato le due cose insieme. Opera e sinfonica rappresentano una sfida completamente diversa. Con l\u2019opera si controlla la scena e l\u2019orchestra, e per creare questo colloquio tra scena e orchestra si deve sapere quand\u2019\u00e8 il momento di accompagnare un cantante e quando invece lo si deve dirigere. Allo stesso modo bisogna sapere quando dirigere una scena, come nel secondo atto della <em>Tosca<\/em>, dove se si fa lo sbaglio di accompagnare i cantanti tutto il senso drammatico cade. Bisogna dirigere il dramma!\u00a0 Recentemente ho fatto Tosca con Bryn Terfel a Valencia ed \u00e8 stata un\u2019esperienza che ha segnato entrambi: una vera e propria partnership fra la scena e la fossa. Molti cantanti non sentono questo rapporto. Anche Placido Domingo mantiene sempre il contatto con la fossa e con il direttore, se il direttore comanda.<br \/>\n<strong>Le \u00e8 mai capitato che un cantante non accettasse la sua visione? <\/strong><br \/>\nNon ho mai avuto battaglie con i cantanti e quando mi capita che un cantante abbia un\u2019interpretazione eccezionale, seppur diversa dalla mia visione, sono flessibile nel consentirgli di esprimersi anche se in genere lavoriamo in perfetta armonia. Qualche volta in Wagner dove la parola \u00e8 cos\u00ec importante, molte volte pi\u00f9 della melodia, lascio maggiore spazio espressivo al cantante. <em>Reingold<\/em> e <em>Siegfried<\/em> sono dall\u2019inizio al finale una conversazione e allora il testo deve essere messo in risalto e la musica deve essere percepita dall\u2019ascoltatore come un background. Questo \u00e8 l\u2019obiettivo importantissimo da realizzare nel Musiktheater di Wagner e il direttore d\u2019orchestra (ed il regista naturalmente) sono a servizio dei cantanti in funzione del dramma. I grandi cantanti poi hanno una chiarissima articolazione di parola come Terfel, come Juha Uusitalo che ha interpretato il nostro Wotan a Firenze, e come il grande basso Martti Talvela.<br \/>\nQuando Talvela sulla scena cantava il re Marco nel <em>Tristano<\/em> il regista non doveva fare niente! Bastava la sua presenza e le parole, sempre le parole! Poi \u00e8 fondamentale la grande musicalit\u00e0 di intonare il testo nella grande linea melodica di Wagner. Tutto questo alle orecchie di un ascoltatore appare naturale\u00a0 ma \u00e8 in realt\u00e0 frutto di un duro lavoro!<br \/>\n<strong>Abbiamo parlato molto di Wagner ma siamo nel 2013 e mi viene spontaneo chiederle anche di Verdi.<\/strong><br \/>\nIn Israele a luglio abbiamo in programma <em>Otello<\/em> e <em>Falstaff<\/em> a giorni alterni. Un giorno proponiamo l\u2019ultima opera nello stile dell\u2019evoluzione di Verdi (<em>Otello<\/em>) e il giorno seguente\u00a0 con <em>Falstaff<\/em> arriva uno stile mozartiano-rossiniano completamente diverso. Verdi e Boito hanno prodotto cose veramente meravigliose insieme. Boito, grande musicista anch\u2019esso, ha capito come mettere le parole a servizio della musica.<br \/>\nVerdi alla fine della vita ha scritto un <em>Otello<\/em> ricco di sonorit\u00e0 e poi il <em>Falstaff<\/em> che \u00e8 una cosa classica, trasparente nell\u2019orchestra. In entrambe le opere non ci sono molte arie. In Otello, ci sono il \u201cCredo\u201d di Jago e le due canzoni di Desdemona, ma il personaggio di Otello non ha una vera e propria aria. Per tutto il tempo Otello sta parlando, sta soffrendo \u00e8 corroso dalla gelosia. Verdi non gli ha scritto un\u2019aria, c\u2019\u00e8 solo un piccolo pezzo nel terzo atto dove piange se stesso.<br \/>\nHo diretto molti <em>Otello<\/em> con Jon Vickers che aveva la ferma convinzione che Otello avesse\u00a0 una sorta di messaggio divino di ammazzare questa donna e quasi le faceva violenza sulla scena. Ci sono state delle Desdemone che venivano da me dopo la recita a mostrarmi i lividi! Era davvero ossessionato da questa visione. Per\u00f2 di cantanti come Vickers non se ne trovano spesso perch\u00e9 molti si concentrano pi\u00f9 sulla bellezza del suono che sull\u2019azione scenica. Placido Domingo \u00e8 un eccellente esempio di cantante che usa la bellezza del suono per fare teatro, cos\u00ec come Matti Salminen, grandissimo attore e cantante.<br \/>\nUn altro bell\u2019esempio di musica a servizio della parola \u00e8 stato il <em>Don Giovanni<\/em> che abbiamo appena messo in scena al Teatro Comunale con giovani cantanti (nessuna star) e una piccola orchestra. Il regista, Mariani, ha fatto un buon lavoro e tutti i cantanti, sconosciuti, hanno cantato e agito attorno all\u2019orchestra dando vita ad un teatro che mi \u00e8 piaciuto moltissimo. Fare Mozart con i cantanti italiani \u00e8 una bellissima esperienza: i recitativi vengono fuori con naturalezza e fluidit\u00e0 senza bisogno di leggere il ritmo scritto da Mozart e non devo sempre dire \u201cper favore non capisco! non capisco le parole!\u201d.<br \/>\n<strong>Le<\/strong><strong>i \u00e8 fra i poch<\/strong><strong>i direttori d\u2019orchestra in grado di dirigere sia l\u2019opera che il repertorio sinfonico a memoria. In cosa differisce questa sensazione dall\u2019essere vincolati dalla partitura?<\/strong><br \/>\nDirigo molte opere italiane a memoria, ma non le opere tedesche. Non sono cresciuto con la parola di Wagner in giovent\u00f9 e il testo di Wagner non \u00e8 il tedesco di oggi. E\u2019 pi\u00f9 che Hoch Deutsch. Wagner gioca con la lingua, ha quest\u2019ossessione di fare una frase in cui ogni seconda parola inizia col GR o col CR. Anche per i cantanti \u00e8 difficile!<br \/>\n<strong>Recentemente ha avuto dei grandi debutti in un repertorio inconsueto: <em>L\u2019affare Makropulos<\/em> e il <em>Rosenkavalier<\/em>, <em>Frau ohne Schatten<\/em> cosa l\u2019ha spinta a scegliere questi titoli?<\/strong><br \/>\nHo debuttato anche <em>Medea<\/em> di Cherubini a Valencia. Ho debuttato 4 titoli in un anno. Ho dovuto studiare molto! <em>Medea<\/em> \u00e8 un grande capolavoro raramente eseguito anche perch\u00e9 non ci sono soprani che vogliano affrontare questo ruolo cos\u00ec impegnativo. Violeta Urmana lo ha fatto in maniera strepitosa!<br \/>\n<strong>E\u2019 ancora pesante per i soprani il confronto con Maria Callas su questo ruolo?\u00a0 <\/strong><br \/>\nTutti parlano della Callas su questo ruolo, ma la Callas ha fatto anche tante cose che erano facili per lei, tagliando molte pagine. Noi abbiamo preso una versione simile a quella della Callas ma abbiamo anche aperto molti tagli e il risultato \u00e8 stato davvero sensazionale non tanto per noi nella fossa quanto per i cantanti sulla scena. Un cast strepitoso! Mi ha fatto davvero piacere che Helga Schmidt, la sovrintendente di Valencia mi abbia costretto a studiare quest\u2019opera.<br \/>\n<strong>Ci sono altri sogni musicali che vorrebbe realizzare?<\/strong><br \/>\nS\u00ec, l\u2019anno prossimo far\u00f2 <em>Parsifal<\/em> per la prima volta a Firenze. Poi non ci sono altre cose in programma perch\u00e9 la situazione economica in Italia non ci permette ancora di pensare alla stagione 2014-15. Non abbiamo ancora programmato niente a Firenze e aspettiamo di vedere andranno le cose adesso che il teatro \u00e8 commissariato. Il commissario in questi giorni vuole fare una proposta \u201ctake it or leave it\u201d ai sindacati perch\u00e9 ha avuto il mandato di risparmiare 6 milioni di euro entro la fine del 2013. Ha gi\u00e0 fatto tagli per 2 milioni di euro eliminando molte cose che erano nel <em>planning<\/em> del Festival del Maggio Fiorentino di quest\u2019anno. Per esempio ha ridotto in forma di concerto il <em>Don Carlos<\/em> che con le scene e la regia di Ronconi, sarebbe stato una cosa bellissima. Io amo moltissimo Ronconi che in questo momento ha problemi di salute e proprio per questo gli avevamo dato tutta la flessibilit\u00e0 possibile sulle prove, accettando tutte le sue condizioni affinch\u00e9 venisse ancora a Firenze dove pochi anni fa abbiamo fatto insieme un <em>Falstaff<\/em> bellissimo. Mi spiace davvero che il mio lavoro con lui sia stato cancellato.<br \/>\n<strong>Purtroppo la situazione del Maggio Fiorentino \u00e8 costantemente sui quotidiani. Possiamo continuare a sperare?<\/strong><br \/>\nSe i sindacati non accettano la proposta del commissario il teatro chiude a fine aprile. Non \u00e8 che il commissario voglia distruggere il teatro, ma ha un mandato da Roma di risparmiare 6 milioni di euro. Ne ha gi\u00e0 risparmiati 2 ma chiede al teatro ulteriori sacrifici per risparmiare i 4 milioni restanti. Questo vuol dire un grave taglio negli stipendi. Il teatro non ha pagato cantanti, registi e direttori per pi\u00f9 di un anno. Per il <em>Rosenkavalier<\/em> che \u00e8 stato a Maggio 2012 i cantanti non hanno ancora avuto il cachet e non \u00e8 colpa del teatro! Non si pu\u00f2 pi\u00f9 contare sul FUS. Il FUS \u00e8 stato tagliato ancora di 1 milione quest\u2019anno. Io non capisco, anche con tutta la difficolt\u00e0 economica in Italia il budget per la cultura \u00e8 sempre stato modestissimo, appena lo 0,04 del PIL! Lo hanno abbassato allo 0,02 e lo vogliono tagliare ancora con 14 teatri che sono fondazioni e vivono di questo fondo! Adesso anche la Banca del Monte dei Paschi che ha sempre aiutato il teatro \u00e8 in grave crisi.<br \/>\nOltretutto in Italia manca la possibilit\u00e0 di portare in detrazione le donazioni ai teatri. Alcune imprese ne hanno facolt\u00e0 ma un privato che volesse ad esempio donare 10.000 euro ad un teatro non pu\u00f2 portare tale cifra in detrazione. Il sistema della defiscalizzazione, ampiamente in uso negli Stati Uniti, aiuta moltissimo e non solo il teatro!<br \/>\n<object width=\"420\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/cFS5Snr2qgQ?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"420\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/cFS5Snr2qgQ?version=3&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><br \/>\n<strong>Avendo avuto modo di sperimentarle entrambe, le appare pi\u00f9 efficiente la gestione privata all\u2019americana o il sistema dei finanziamenti pubblici?<\/strong><br \/>\nIn America la cultura negli ultimi 100 anni \u00e8 cresciuta, non solamente le orchestre e i musei, tutto! Anche le universit\u00e0 e gli ospedali, tutti vivono con le donazioni private deducibili dalle tasse. Questa \u00e8 la ricchezza dell\u2019America. Ne ho parlato anche con Mario Monti che \u00e8 in teoria \u00e8 d\u2019accordissimo ma sostiene che sia ancora troppo presto per introdurre il sistema in Italia. Altri ministri con cui ho parlato invece, non avevano neppure pensato a questa possibilit\u00e0!<br \/>\nSenza la defiscalizzazione la cultura non andr\u00e0 avanti e cos\u00ec l\u2019istruzione.<br \/>\nTanti anni fa ne ho parlato con Rocco Buttiglione, all\u2019epoca ministro dei beni culturali, che mi ha detto che avrebbe fatto una proposta in tal senso ma poi non \u00e8 successo niente. Allora soffriamo e facciamo quello che \u00e8 possibile. Artisti e direttori devono avere pazienza se non vengono pagati. Alcuni preferiscono non venire proprio o pretendono garanzie nel contratto e noi non possiamo dare: non siamo in grado di promettere un pagamento entro un termine preciso.<br \/>\nFirenze vive con il gettito del FUS che \u00e8 sufficiente solo a remunerare i dipendenti ma non gli artisti. Il teatro ha un deficit accumulato di 34 milioni, per\u00f2 se riusciamo a risparmiarne 6 quest\u2019anno, siamo un po\u2019 fuori dal pericolo.<br \/>\n<strong>Se avesse avuto la possibilit\u00e0 d<\/strong><strong>i parlare ad un grande compositore del passato, chi avrebbe voluto incontrare e cosa gli avrebbe chiesto?<\/strong><br \/>\nSicurissimamente Mozart, sicurissimamente Verdi. Avrei voluto sedermi per ore ed ore con Wagner a fargli domande. Per il repertorio sinfonico ci sono molte cose di cui mi piacerebbe parlare con Mahler nonostante abbia scritto molte istruzioni per il direttore nelle partiture.<br \/>\n<strong>Negli ultimi anni si \u00e8 parlato molto di effetto Dudamel\u00a0 con riferimento agli incarichi di spicco raggiunti da direttori appena ventenni. Guardando alla sua carriera vediamo che anche lei ha rivestito posizioni di prestigio in giovanissima et\u00e0, fra l\u2019altro proprio con la L.A. Philharmonic. Quindi sono realmente cambiate le cose?<\/strong><br \/>\nAbbiamo bravi giovani direttori anche oggi. C\u2019\u00e8 talento per\u00f2 le orchestre non accettano\u00a0 facilmente i giovani direttori. Bisogna fare pi\u00f9 tentativi. Io aspetto in genere 2 o 3 anni e poi li invito nuovamente a dirigere le mie orchestre. I musicisti talvolta sono molto snob con i giovani, non li trattano bene, non li lasciano esprimere. In particolare ai giovani direttori italiani le orchestre italiane domandano un livello molto alto. Do ai miei professori d\u2019orchestra la possibilit\u00e0 di esprimere i propri commenti per iscritto e leggo cosa pensano: con gli italiani sono particolarmente severi.<br \/>\n<strong>Quali sono le linee guida che segue quando elabora la programmazione delle stagioni musicali?<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019opera, se abbiamo in mente un grandissimo cantante chiediamo a lui o a lei cosa desidererebbe fare. Se io voglio la Urmana, ad esempio, le chiedo cosa le piacerebbe cantare e poi vediamo se le nostre idee si incontrano. E\u2019 stata proprio lei a proporre <em>Medea<\/em> a Valencia. Abbiamo fatto Medea per lei e ne \u00e8 davvero valsa la pena. Prendendo l\u2019esempio della stagione operistica al Teatro del Maggio, non facciamo mai mancare almeno un titolo barocco all\u2019anno e le opere del repertorio belcantistico. Anche Puccini \u00e8 sempre molto presente. Poi presentiamo opere nuove e contemporanee che sono una tradizione del Festival del Maggio e cos\u00ec abbiamo un bel misto. Per\u00f2 dobbiamo avere un budget che ci consenta di sognare cos\u00ec!<br \/>\n<object width=\"560\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/t5mJHmIyxUA?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"560\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/t5mJHmIyxUA?hl=it_IT&amp;version=3\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><br \/>\n<strong>Uno dei programmi che sta eseguendo in questi giorni con la Filarmonica di Israele rende omaggio ad un mitico artista indiano recentemente scomparso, Ravi Shankar,\u00a0 del quale e con il quale lei ha anche inciso il secondo concerto per Sitar. C\u2019era un rapporto di amicizia?<\/strong><br \/>\nMolto! L\u2019India ha davvero perso il suo pi\u00f9 grande musicista e sua figlia suoner\u00e0 il suo concerto per Sitar con noi. Sono ansioso di sentire come suoner\u00e0 perch\u00e9 non la conosco come sitarista. Ho sentito un paio di concerti di improvvisazione ma ora sono curioso di sentire come eseguir\u00e0 il concerto di suo padre.<br \/>\n<strong>Come si sposa il suono del Sitar con l\u2019orchestra?<\/strong><br \/>\nE\u2019 necessaria l\u2019amplificazione perch\u00e9 il suono \u00e8 molto trasparente. Il sitar \u00e8 uno strumento\u00a0 pensato per i palazzi, per le stanze piccole. Gli strumenti indiani in genere non hanno un grandissimo suono, anche il <em>sarod<\/em> e il <em>vina<\/em>\u00a0 hanno suoni molto intimi.<br \/>\n<strong>Dal punto di vista logistico, com\u2019\u00e8 organizzato il suo archivio musicale, viaggia con una <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>valigia piena di partiture?<\/strong> No! no! Devo organizzare tutto con anticipo perch\u00e9 la mia biblioteca \u00e8 a Los Angeles e ogni volta che viaggio parto per 6 mesi. Confeziono dei pacchi di partiture con etichette che indicano la data e il luogo di destinazione: Monaco, Firenze, Tel Aviv. Prendo con me soltanto le partiture che devo provare subito e le altre le spedisco con Fedex. Fedex vive con me!<strong><br \/>\n<strong>Lei che \u00e8 un cittadino del mondo cosa porta sempre con se del suo Paese?<\/strong><br \/>\n<\/strong>Ho sempre con me delle piccole medaglie raffiguranti Zarathustra che mi ha dato mia madre. Sono come piccoli bottoncini che porto sempre all\u2019occhiello anche nei concerti.<br \/>\n<strong>Lei ha portato le sue orchestre in tourn\u00e9e memorabili attraverso paesi esotici e lontani.<strong> Dove ha trovato il pubblico pi\u00f9 esigente, quello pi\u00f9 caloroso e dove tornerebbe pi\u00f9 volentieri?<\/strong><br \/>\n<\/strong>Nei paesi latini e nell\u2019Europa centrale. L\u2019arco Vienna, Budapest, Praga, Dresda, Berlino ha un pubblico che se anche non pu\u00f2 letteralmente analizzare tutte le sinfonie, ha dentro di s\u00e9 questa musica. Si sente che quella musica \u00e8 nata l\u00ec, che il nostro repertorio sinfonico \u00e8 nato proprio in Europa centrale. In Sud America il pubblico \u00e8 meraviglioso, in particolare in Brasile. Anche il pubblico Russo \u00e8 molto entusiasta.<br \/>\nMi fa sempre molto piacere dirigere anche alla Carnegie Hall e a Los Angeles ma in genere una tourn\u00e9e negli USA mi d\u00e0 minori soddisfazioni.<strong><br \/>\n<object width=\"560\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/Dn1MOx6yyak?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"560\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/Dn1MOx6yyak?version=3&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><br \/>\n<strong>Cosa si prova ad essere Zubin Mehta? Ha tutto quello che potrebbe desiderare o c\u2019\u00e8 qualcosa che le manca?<\/strong><br \/>\n<\/strong>No, no! Sono molto depresso, non nella mia vita ma per la situazione attuale. Non so come aiutare i miei due teatri di Valencia e Firenze. Un direttore d\u2019orchestra dovrebbe stare un po\u2019 al di fuori delle questioni economiche: se mi metto dalla parte dei sindacalisti insulto la direzione artistica e viceversa. Allora devo essere un ponte fra i due. Ieri ho parlato un\u2019ora col commissario! Non mi sento molto bene in questi giorni, pensando alla situazione di Firenze, perch\u00e9 io sono un fiorentino per scelta: la mia casa \u00e8 l\u00ec e sono molto felice a Firenze. Davvero non meritiamo questa situazione perch\u00e9 l\u2019orchestra suona sempre meglio, ha un livello molto alto ed anche il coro. Recentemente ho fatto un Requiem di Verdi, non voglio dire dove ed il mio coro di Firenze mi \u00e8 mancato moltissimo! Spero che tutti accetteranno con buona grazia quello che il commissario chieder\u00e0 loro per salvare il teatro.<strong><br \/>\n<strong>Vorrei chiudere l\u2019intervista con una domanda che per me \u00e8 una curiosit\u00e0: Peperoncino, mito o realt\u00e0?\u00a0 E\u2019 vero che ne trasporta sempre una scatola con s\u00e9? <\/strong><br \/>\n<\/strong>Sempre! Per\u00f2 non mi piace il cioccolato (altra mia grande passione) con il peperoncino. Adesso in Italia \u00e8 di grande moda mescolarli e questo non mi piace. O peperoncino, o cioccolato!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ha certo bisogno di presentazioni una star internazionale del calibro di Zubin Mehta,\u00a0\u00a0 direttore d\u2019orchestra che porta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":51258,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[14667,1152],"class_list":["post-51255","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-interviste","tag-zubin-mehta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51255","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51255"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51255\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87766,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51255\/revisions\/87766"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/51258"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}