{"id":51644,"date":"2013-04-28T01:47:03","date_gmt":"2013-04-27T23:47:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=51644"},"modified":"2013-12-09T10:48:21","modified_gmt":"2013-12-09T08:48:21","slug":"pronta-a-scoppiar-la-folgore-del-ciel-ancora-don-carlo-a-torino-cast-alternativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/pronta-a-scoppiar-la-folgore-del-ciel-ancora-don-carlo-a-torino-cast-alternativo\/","title":{"rendered":"\u00abPronta a scoppiar la folgore del ciel!\u00bb  Ancora Don Carlo a Torino (cast alternativo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio &#8211; Stagione d\u2019opera 2012-2013<\/em><br \/>\n<strong>\u201cDON CARLO\u201d<\/strong><br \/>\nOpera in quattro atti, libretto di Fran\u00e7ois-Joseph M\u00e9ry e Camille Du Locle, dal poema drammatico <em>Don Carlos, Infant von Spanien<\/em> di Friedrich Schiller. Traduzione italiana di Achille de Lauzi\u00e8res e Angelo Zanardini.<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi <\/strong><br \/>\n<em>Don Carlo, infante di Spagna<\/em>\u00a0 HUGH SMITH<br \/>\n<em>Elisabetta di Valois<\/em>\u00a0 SVETLANA KASYAN<br \/>\n<em>Filipo II, re di Spagna<\/em>\u00a0 GIACOMO PRESTIA<br \/>\n<em>Rodrigo, marchese di Posa<\/em>\u00a0 DALIBOR JENIS<br \/>\n<em>La principessa Eboli<\/em>\u00a0 ANNA MARIA CHIURI<br \/>\n<em>Il grande Inquisitore\u00a0 <\/em>MARCO SPOTTI<br \/>\n<em>Un frate\u00a0 <\/em>ROBERTO TAGLIAVINI<br \/>\n<em>Tebaldo, paggio di Elisabetta\u00a0 <\/em>SONIA CIANI<br \/>\n<em>Voce dal cielo<\/em>\u00a0 ERIKA GRIMALDI<br \/>\n<em>Il conte di Lerma\u00a0 <\/em>ALEJANDRO ESCOBAR<br \/>\n<em>Un araldo del re\u00a0 <\/em>LUCA CASALIN<br \/>\n<em>Deputati fiamminghi\u00a0 <\/em>FABRIZIO BEGGI, SCOTT JOHNSON, FEDERICO SACCHI, RICCARDO MATTIOTTO, FRANCO RIZZO, MARCO SPORTELLI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nDirettore<strong> Gianandrea Noseda <\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Claudio Fenoglio <\/strong><br \/>\nRegia, scene e costumi <strong>Hugo de Ana<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Leda Lojodice <\/strong><br \/>\nLuci <strong>Sergio Rossi <\/strong><br \/>\nAllestimento del Teatro Regio di Torino<br \/>\n<em>Torino, 23 aprile 2013\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\n<span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: AR-SA; mso-bidi-language: AR-SA;\"><br \/>\n<\/span>Del <em>Don Carlo<\/em> con cui il nuovo Teatro Regio di Torino ha celebrato il proprio quarantennale si \u00e8 parlato diffusamente (vedi la recensione della prima rappresentazione). Merita soffermarsi ancora sullo spettacolo, che con la seconda compagnia conclude le nove recite complessive? La risposta \u00e8 positiva, e triplice: in primo luogo anche gli interpreti alternativi (cui sono state affidate quattro recite) sono di livello ragguardevole e degni di menzione; dopo Torino, inoltre, il <em>Don Carlo<\/em> diretto da <strong>Gianandrea Noseda<\/strong> nell\u2019allestimento di Hugo de Ana andr\u00e0 in scena al Th\u00e9\u00e2tre des Champs-Elys\u00e9es di Parigi; e infine va segnalata un\u2019iniziativa parallela al <em>Don Carlo<\/em>, apprezzabile dai frequentatori del teatro torinese anche nei due mesi a venire. Fino al 30 giugno \u00e8 infatti aperta all\u2019interno del Foyer del Toro la mostra <em>Il Regio, la fabbrica dei sogni<\/em>, curata da Paola Giunti e Simone Solinas, che racconta la storia del nuovo Regio a partire dalla distruzione del vecchio teatro, con fotografie, cimeli, documenti storici, video, pannelli illustrativi, bozzetti e costumi di scena. Prima delle rappresentazioni e durante gli intervalli si ha cos\u00ec la possibilit\u00e0 di ammirare esemplari originali di opere molto rare inerenti al vecchio Regio &#8211; la sala pi\u00f9 capace d\u2019Europa con i suoi 2500 posti -, bruciato nella notte tra l\u20198 e il 9 febbraio 1936 a causa di un incendio scoppiato sotto il palcoscenico: per esempio le incisioni originali da <em>Il nuovo Regio di Torino apertosi nell\u2019anno 1740. Disegno del Conte Benedetto Alfieri<\/em> (Torino 1761); la tavola che riproduce il teatro nel vol. X dell\u2019<em>Encyclop\u00e9die<\/em> di Diderot e D\u2019Alembert (Lucques 1775<sup>2<\/sup>); i progetti che si susseguirono nei decenni dopo il rogo, fino a quello vincente di Carlo Mollino, che \u00e8 il protagonista della mostra in quanto progettista e architetto del nuovo teatro.<br \/>\nA partire dalla recita del 17 aprile, Barbara Frittoli \u00e8 stata sostituita nella parte di Elisabetta da<strong> Svetlana Kasyan<\/strong> anche quando era prevista la prima compagnia; \u00e8 quindi opportuno iniziare con questa cantante la rassegna delle nuove voci. Artista dai tratti vocali solidi e omogenei, la Kasyan si adatta bene al ruolo, soprattutto nei momenti pi\u00f9 drammatici ed enfatici; al contrario, in quelli pi\u00f9 elegiaci, quando il tempo musicale e l\u2019orchestrazione potrebbero favorirla, emergono alcuni difetti, come la non sempre impeccabile intonazione (per esempio nella struggente romanza \u00abNon pianger mia compagna\u00bb del I atto), forse dovuta a una naturale stanchezza. Colore e intensit\u00e0 sono per\u00f2 quelli giusti sia nel quartetto del III atto sia nella grande aria solistica del IV, \u00abTu che le vanit\u00e0 conoscesti del mondo\u00bb.<br \/>\n<strong>Anna Maria Chiuri<\/strong> \u00e8 un mezzosoprano dal colore vocale piuttosto chiaro, ma del tutto a suo agio come Principessa Eboli, precisa ed espressiva; accusa qualche oscillazione di troppo negli acuti, ma sa alleggerire con grande tecnica &#8211; per esempio &#8211; alcuni passaggi di agilit\u00e0 nelle cadenze della \u201cCanzone del velo\u201d del I atto, dimostrando anche buon gusto interpretativo. La sua versione dell\u2019aria \u00abO don fatale\u00bb, nel finale del III atto, \u00e8 molto convincente, e determina l\u2019applauso pi\u00f9 prolungato nel corso dei quattro atti (secondo soltanto a quello della scena di Filippo II, \u00abElla giammai m\u2019am\u00f2\u00bb). Tecnica e personaggio sono quindi fuori discussione; \u00e8 piuttosto la voce stessa della Chiuri a non risultare sempre del tutto musicale, a causa di risonanze puntute e spigolose nell\u2019emissione, che l\u2019artista dovrebbe modulare in maniera pi\u00f9 pacata e accorta.<br \/>\n<strong>Giacomo Prestia<\/strong>, basso ben noto al pubblico torinese (da ultimo Oroveso nella <em>Norma<\/em> dell\u2019anno scorso), ha voce dal volume non comune, e riesce a imporre in ogni momento l\u2019<em>auctoritas<\/em> che il personaggio di Filippo II richiede: perfetto nel duetto con Rodrigo cos\u00ec come nell\u2019<em>auto da f\u00e9<\/em>, infiamma il pubblico con la grande scena solistica che apre il III atto (\u00abElla giammai m\u2019am\u00f2\u00bb), e si contrappone ancora meglio al Grande Inquisitore di Marco Spotti. L\u2019unica osservazione che si pu\u00f2 muovere a Prestia \u00e8 che la continua tenuta di grandi volumi sonori a volte produce qualche oscillazione della voce; ma il suo Filippo \u00e8 pienamente convincente, e trionfa nell\u2019apprezzamento del pubblico. <strong>Dalibor Jenis<\/strong>, che qualcuno ricorder\u00e0 quale ottimo Valentin nel <em>Faust<\/em> scaligero del 2010, \u00e8 un Rodrigo magnifico, dalla voce ferma, omogenea, brunita al punto giusto per differenziarsi da quella di Filippo nel duetto del I atto, e per imporsi come eroico martire nella scena del carcere di Carlo, nel III. Purtroppo alcune frasi del baritono risultano coperte dalle sonorit\u00e0 orchestrali ipertrofiche del direttore, specialmente nella romanza \u00abIo morr\u00f2 ma lieto in core\u00bb, che Jenis canta con notevole espressivit\u00e0 ed eleganza.<br \/>\nDa ultimo si vuole considerare la prova del tenore nella parte protagonistica: <strong>Hugh Smith<\/strong> associa una voce potentissima, di timbro non troppo chiaro, dotata anche di discreti armonici, a caratteristiche vocali davvero anomale. Il problema principale di questo cantante \u00e8 l\u2019appoggio, ossia il principio della fonazione, perch\u00e9 pi\u00f9 si innalza il tono pi\u00f9 tale punto di appoggio indietreggia nel canale fonatorio, producendo suoni in parte ingolati, ma soprattutto sguaiati. Ogni acuto si tramuta in una specie di ululato, che rende inevitabilmente comica tutta la disperazione di don Carlo; il tenore cerca di bilanciare la difficolt\u00e0 di fonazione e la disomogeneit\u00e0 di registro puntando sull\u2019effetto volumetrico, che in effetti sorprende. Ma tale impostazione, puramente quantitativa e alla lunga stucchevole, si rivela controproducente, perch\u00e9 mette a nudo l\u2019inesistenza del fraseggio e l\u2019estremo disagio con la pronuncia italiana. Al culmine della scena dell\u2019<em>auto da f\u00e9<\/em> Smith \u00e8 talmente preoccupato per il famigerato si naturale nella frase \u00abSar\u00f2 tuo salvator, popol fiammingo, io sol!\u00bb, da smarrirsi, sbagliare le parole, disattendere ogni richiesta espressiva del testo; alla fine, paradossalmente, l\u2019acuto \u00e8 emesso in modo corretto, anche con un certo squillo, ma tutto quel che sta attorno alla puntatura \u00e8 completa desolazione.<br \/>\nTutti i comprimari (gi\u00e0 presenti insieme ai cantanti della prima compagnia, fatta eccezione per il Conte di Lerma di <strong>Alejandro Escobar<\/strong>) confermano la loro preparazione e correttezza professionale, insieme al coro del Teatro Regio. Si \u00e8 invece riscontrata una sensibile trasformazione delle sonorit\u00e0 orchestrali, nella direzione di Noseda, rispetto alla prima rappresentazione: il direttore abbandona qualunque freno, senza accorgersi del rischio di occultare alcune voci, specie in determinati passaggi. Forse, fidando nell\u2019oggettiva grandezza delle voci di Prestia, di Jenis, della Kasyan e dello stesso Smith, Noseda si \u00e8 sentito sicuro nell\u2019amplificazione del volume strumentale, soprattutto negli attacchi e nella clausole delle varie scene; ma le reboanti sonorit\u00e0 da concerto sinfonico non giovano n\u00e9 ai cantanti n\u00e9 all\u2019interpretazione dell\u2019opera: sono piuttosto un compiacimento superfluo, che stupisce in un direttore tanto intelligente ed esperto. Al termine dell\u2019opera tutti ricevono grandi e prolungati applausi: particolarmente festeggiati Prestia, la Kasyan, Jenis. A Noseda \u00e8 riservata una vera ovazione: insieme allo straordinario ventaglio cromatico degli strumenti, hanno persuaso il tono assertivo, le idee chiare (e anche la voce grossa).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio &#8211; Stagione d\u2019opera 2012-2013 \u201cDON CARLO\u201d Opera in quattro atti, libretto di Fran\u00e7ois-Joseph M\u00e9ry e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":51646,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[420,2750,97,1478,1696,153,6486,1411,1731,145,4308,7627,919],"class_list":["post-51644","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-anna-maria-chiuri","tag-dalibor-jenis","tag-don-carlo","tag-giacomo-prestia","tag-gianandrea-noseda","tag-giuseppe-verdi","tag-hugh-smith","tag-hugo-de-hana","tag-marco-spotti","tag-opera-lirica","tag-roberto-tagliavini","tag-svetlana-kasyan","tag-teatro-regio-di-torino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51644","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51644"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51644\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/51646"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51644"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51644"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51644"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}