{"id":51711,"date":"2013-04-20T20:21:50","date_gmt":"2013-04-20T18:21:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=51711"},"modified":"2016-12-16T04:15:13","modified_gmt":"2016-12-16T03:15:13","slug":"the-aspern-papers-at-dallas-opera-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/the-aspern-papers-at-dallas-opera-2\/","title":{"rendered":"\u201cThe Aspern Papers\u201d alla Dallas Opera"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dallas, Texas, Dallas Opera, Stagione Lirica\u00a0 2012\u201313\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cTHE ASPERN PAPERS\u201d <\/strong>(Il carteggio Aspern)<br \/>\nOpera in due atti da una novella di\u00a0 Henry James<br \/>\nLibretto e musica di <strong>Dominick Argento <\/strong><br \/>\n<em>Tina Bordereau<\/em> SUSAN GRAHAM<br \/>\n<em>Juliana Bordereau <\/em>ALEXANDRA DESHORTIES<br \/>\n<em>The Lodger <\/em>NATHAN GUNN<br \/>\n<em>Jeffrey Aspern<\/em> JOSEPH KAISER<br \/>\n<em>Barelli<\/em> DEAN PETERSON<br \/>\n<em>Sonia<\/em> SASHA COOKE<br \/>\n<em>A Painter<\/em> ERIC JORDAN<br \/>\n<em>The Gardener <\/em>MARK McCRORY<br \/>\n<em>The Maid<\/em> JENNIFER YOUNGS<br \/>\nOrchestra e Coro della Dallas Opera<br \/>\nDirettore <strong>Graeme Jenkins <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Alexander Rom <\/strong><br \/>\nRegia <strong>Tim Albery <\/strong><br \/>\nScene <strong>Andrew Lieberman <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Constance Hoffman <\/strong><br \/>\nLuci <strong>Thomas Hase <\/strong><br \/>\n<em>Dallas, 12 Aprile 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Inaugurato nel 1957 da Maria Callas (prima in concerto, poi in <em>Lucia<\/em>, <em>La Traviata<\/em>, e <em>Medea<\/em>) e Giulietta Simionato (in <em>Cenerentola<\/em>), la\u00a0 Dallas Opera per molti anni<\/strong> ha portato avanti una politica conservatrice, che rifletteva ampiamente l\u2019orientamento culturale della citt\u00e0 stessa e del suo direttore artistico, il direttore d\u2019orchestra Nicola Rescigno: artisti di fama mondiale impegnati per lo pi\u00f9 nel repertorio italiano del XIX\u00b0 secolo. La prima opera importante commissionata dal Teatro, <em>The Aspern Papers<\/em> di Dominick Argento, debutt\u00f2 pochi anni dopo che Rescigno lasci\u00f2\u00a0 la carica e, sotto molti punti di vista, segn\u00f2 una rottura importante con la filosofia operativa fino ad allora imperante: dal 1988, i &#8220;rivali&#8221; texani della\u00a0 Houston Grand Opera, si era gi\u00e0 imposta come uno dei teatri pi\u00f9 importanti per le nuove produzioni americane e quindi questa mossa di Dallas \u00e8 stata generalmente accolta come un tentativo di stare al passo.<br \/>\nCom\u2019\u00e8\u00a0 nella tradizione di Dallas, la prima di <em>Aspern Papers<\/em> fu contrassegnata dalla presenza di un cast di grande prestigio, che includeva Frederica von Stade, Elisabeth S\u00f6derstr\u00f6m e Richard Stilwell \u2014 e fu trasmessa in diretta nazionale televisiva. Un avvenimento che non port\u00f2 a una regolare proposta di titoli americani. Si segnalono solo:<em>Th\u00e9r\u00e8se Raquin<\/em> Tobias Picker nel 2001 e\u00a0 <em>Moby Dick<\/em> di Jake Heggie nel 2010 sono le sole altre, mentre <em>Everest<\/em> di Joby Talbot e <em>Great Scott<\/em> Heggie andranno in scena entrambe\u00a0 nel 2015. Per quanto concerne <em>The Aspern Papers<\/em>, poche altre compagnie negli U.S.A e in Europa l\u2019hanno in seguito messa in scena e cos\u00ec nel giro di pochi anni,\u00a0 questo lavoro \u00e8 caduto nel dimenticatoio, cosa che purtroppo \u00e8 gi\u00e0 accaduta riguardo i lavori di questo\u00a0 ammirato compositore ed insegnante, ora 85enne.<br \/>\n<strong>Per il 25esimo anniversario della prima mondiale,<\/strong> la\u00a0 Dallas Opera ha allestito una nuova\u00a0 produzione, diretta da da<strong> Tim Albery,<\/strong> con un altro cast di grandi nomi,\u00a0 che comprende il mezzosoprano <strong>Susan Graham<\/strong> (nata nel Nuovo Messico, ma cresciuta in Texas), al suo debutto\u00a0 in questo Teatro, e il direttore d\u2019orchestra <strong>Graeme Jenkins<\/strong> alla fine del suo mandato come direttore musicale.\u00a0\u00a0 La novella di James riguarda gli sforzi di uno studioso di scoprire i manoscritti perduti di un poeta morto, Jeffrey Aspern, al quale \u00e8 totalmente devoto e che considera il miglior poeta di tutti i tempi. Dopo la scoperta che Miss Juliana Bordereau, la donna che Aspern aveva amato in vita, \u00e8 ancora viva nonostante sia trascorso circa un secolo dalla morte del poeta e conduce un&#8217;esistenza misteriosa e segregata dal resto della societ\u00e0, sola con la nipote Miss Tina in un grande e vecchio palazzo di Venezia, il critico, riesce ad avvicinare le due donne. Sempre tenendo nascosta la sua reale identit\u00e0 e i suoi fini ultimi, dato che Juliana, si rivela alquanto gelosa dei suoi ricordi e non vuole diffonderli, perseguir\u00e0 la difficile impresa di impadronirsi del carteggio. Il racconto si conclude con la morte di Miss Bordereau alla vista del critico che fruga nella sua stanza alla ricerca dei documenti, ossessionato dalla paura che Miss Bordereau, gi\u00e0 gravemente malata e in fin di vita, avrebbe potuto distruggerli.<br \/>\nArgento, intellegentemente, ha trasformato Aspern un compositore, in modo che il pubblico possa pi\u00f9 facilmente comprenderne l&#8217;arte. Avendo scritto un\u2019opera veneziana (<em>Casanova\u2019s Homecoming<\/em>) subito prima di <em>Aspern Papers<\/em>, il compositore ha\u00a0 trasportato la storia\u00a0 sulle rive del Lago di Como. Per il resto la trama segue fedelmente la struttura della novella, in quanto lo studioso (qui chiamato il Pensionante) prova a sedurre la timida zitella Tina Bordereau, allo scopo\u00a0 fine di ottenere i manoscritti che lui crede siano in possesso di sua zia Juliana.<br \/>\nLa partitura \u00e8 cupa ed elaborata fin dalle prime note, con movimenti che evocano le acque increspate del Lago di Como di notte (molte delle scene dell&#8217;opera sono notturne), atmosfera che le luci di <strong>Thomas Hase<\/strong>, non ha compiutamente saputo rendere. Argento compie dei viaggi temporali, passando dal 1835, quando Juliana era un giovane soprano, e il \u201cpresente,\u201d il 1885,\u00a0 che la vede trasformata in una donna che si \u00e8 isolata dal mondo diventando\u00a0 sospettosa e dispotica. Sia nel passato che nel presente, i personaggi cantano senza tenere conto degli altri,\u00a0 quasi non\u00a0 ascoltando ci\u00f2 che gli altri dicono loro, creando quasi dei numeri corali aggressivi, che il Maestro Jenkins ha guidato con eccezionale chiarezza e puntualit\u00e0.<br \/>\nMentre la musica rimane tonale e accessibile, rifugge le melodie convenzionali, preferendo sottolineare e accentuare il dramma piuttosto che\u00a0 rispettare le strutture tradizionali. Bench\u00e9 Argento includa lunghi passaggi dell\u2019opera di Aspern <em>Medea<\/em>, egli non imita uno stile musicale ottocentesco: Aspern suona esattamente come Argento e questo pu\u00f2 apparire come un limite della partitura.<br \/>\n<strong>Il cast ha dato prova di essere stato pi\u00f9 che convincente<\/strong> e tutti hanno mostrato una dizione eccellente. La Graham spicca per una grande carica di sensualit\u00e0, che l&#8217;ha particolarmente fatta apprezzare nel repertorio francese e potrebbe sembrare inadatta al ruolo della repressa Tina. La prospettiva della realizzazione di un amore trasforma gradualmente la donna e la Graham mostra in modo convincente questa evoluzione. Durante la scena finale dell\u2019opera, in cui Tina brucia il prezioso manoscritto, la cantante incarna una passione che riflette sia Juliana, che la vendetta di Medea.\u00a0 Juliana non ha la forza vendicativa\u00a0 di una Medea, anche quando un\u2019altra donna minaccia il suo amore per Aspern: la sua ricerca di\u00a0 vendetta\u00a0 \u00e8 casuale non programmata. Ma lei \u00e8 posseduta da una furia terrificante ed \u00e8 ossessionata dalla colpa. Sul palco, il soprano <strong>Alexandra Deshorties<\/strong> trasmette un temperamento selvaggio (senza, va detto, affiancare ad esso una tecnica selvaggia) adattissimo al personaggio. L&#8217;affascinante dolcezza e il canto garbato del baritono <strong>Nathan Gunn<\/strong> hanno abilmente comunicato l\u2019assoluta certezza del Pensionante di essere padrone di una situazione che in verit\u00e0 \u00e8 ben lontana dal suo controllo in ogni momento della vicenda.\u00a0 James non ritrae mai Aspern direttamente \u2014 il lettore se ne fa un\u2019idea solo attraverso ci\u00f2 che gli altri personaggi dicono di lui \u2014 Argento ne fa invece il protagonista del dramma. Detto ci\u00f2, la sua caratterizzazione rimane un po\u2019 contenuta e anche se seduce un\u2019altra cantante, Sonia, sotto lo stesso tetto di Juliana, egli non fa mostra del fervore byroniano\u00a0 che ci si aspetterebbe da lui. Il tenore <strong>Joseph Kaiser<\/strong> ha dato vita ad una figura affascinante sul palco e ha cantato i suoi versi con convinzione, ma non \u00e8 riuscito a trascendere i limiti del personaggio che Argento ha conferito ad esso.\u00a0 Del tutto conincenti il\u00a0 mezzosoprano<strong> Sasha Cooke<\/strong> (Sonia) e\u00a0 Il basso <strong>Dean Peterson<\/strong> (Barelli).<br \/>\nLa scenografia di<strong> Andrew Lieberman<\/strong> \u2014 un salotto fatiscente e decorato modestamente, non \u00e8 stata visivamente interessante e le luci di Hase, come gi\u00e0 abbiamo fatto cenno, non hanno contribuito molto a migliorare l\u2019azione. Un aspetto visivo poco convincente che ha avuto il vantaggio di\u00a0 concentrarsi meglio sui cantanti e la regia di <strong>Tim Albery<\/strong> che ha ben lavorato sugli interpreti, traendone un forte potenziale drammatico. I costumi di <strong>Constance Hoffman<\/strong> hanno ben contribuito\u00a0 a caratterizzare ulteriormente i personaggi.\u00a0<strong> Graeme Jenkins<\/strong> ha fatto meraviglie con l\u2019orchestra della Dallas Opera, dando vita ad un\u2019esibizione coerente, corretta: Jenkins ha creato un\u00a0 ensemble sofisticato, versatile che non ha dovuto sacrificare l\u2019attenzione ai cantanti che ha caratterizzato gli anni di\u00a0 Rescigno. In questo caso, Jenkins e i suoi musicisti hanno reso un ottimo servizio alla partitura di Argento, portando l\u2019ascoltatore a ritenere che se quest\u2019opera viene rappresentata cos\u00ec poco spesso \u00e8 per lo pi\u00f9 perch\u00e9 il materiale a cui si ispira (a differenza delle altri recenti opere americane basate sui classici della letteratura) ha resistito ad adattamenti cinimatografici o televisivi. Altre teatri\u00a0 farebbero bene a dare un\u2019altra occhiata a <em>The Aspern Papers<\/em> \u2014 e sarebbero fortunate a trovare un direttore d\u2019orchestra e un cast al buon livello di quelli di Dallas.<em> Foto Karen Almond, Dallas Opera<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dallas, Texas, Dallas Opera, Stagione Lirica\u00a0 2012\u201313\u00a0 \u201cTHE ASPERN PAPERS\u201d (Il carteggio Aspern) Opera in due atti da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":108,"featured_media":51715,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7632,7641,7629,7634,7630,7636,7639,7638,7633,7637,1184,7635,1387,7631,7640],"class_list":["post-51711","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alexandra-deshorties","tag-andrew-libermann","tag-dallas-opera","tag-dean-peterson","tag-dominick-argento","tag-eric-jordan","tag-graeme-jenkins","tag-jennifer-youngs","tag-joseph-keiser","tag-mark-mccrory","tag-nathan-gunn","tag-sasha-cooke","tag-susan-graham","tag-the-aspen-papers","tag-tim-albery"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51711","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/108"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51711"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51711\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87825,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51711\/revisions\/87825"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/51715"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51711"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51711"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51711"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}