{"id":51833,"date":"2013-05-01T02:29:02","date_gmt":"2013-05-01T00:29:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=51833"},"modified":"2016-12-04T13:38:35","modified_gmt":"2016-12-04T12:38:35","slug":"beethoven-settecentesco-e-schumann-analitico-con-bozhanov-e-rustioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/beethoven-settecentesco-e-schumann-analitico-con-bozhanov-e-rustioni\/","title":{"rendered":"Beethoven \u201csettecentesco\u201d e Schumann \u201canalitico\u201d con Bozhanov e Rustioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI <\/strong><br \/>\nDirettore<strong> Daniele Rustioni<\/strong><br \/>\nPianoforte <strong>Evgenij Bozhanov\u00a0\u00a0<\/strong><em>Robert Schumann<\/em>: <em>Manfred<\/em><em>.<\/em> Ouverture dalle musiche di scena op. 115<br \/>\n<em>Ludwig van Beethoven<\/em><em>:<\/em> Concerto n. 3 in do minore op. 27 per pianoforte e orchestra<br \/>\n<em>Robert Schumann<\/em><em>: <\/em>Sinfonia n. 1 in si bemolle maggiore op. 38 <em>Fr\u00fchlings-Symphonie<br \/>\nTorino, 24 aprile 2013 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019altra coppia di giovani e affermati artisti arricchisce la stagione dell\u2019OSN RAI di Torino<\/strong>, per mezzo di un programma tutto tedesco, di solidissimo impianto. A leggere la locandina, l\u2019ascoltatore scaltrito difficilmente si attenderebbe grandi sorprese; e invece il concerto \u00e8 una rivelazione molto interessante di almeno due prospettive interpretative, una per ciascun autore della serata; a cominciare dallo Schumann del breve brano d\u2019avvio, l\u2019<em>ouverture<\/em> per le musiche di scena del <em>Manfred<\/em> (risalenti al periodo 1848-1851). Rustioni sceglie di dilatare i tempi dell\u2019introduzione, in modo che risalti meglio il contrasto con la sezione contenente i temi portanti della pagina. E le dinamiche di tali temi costituiscono il parametro su cui il direttore lavora con molta chiarezza: il suono \u00e8 corposo, a tratti massiccio, ma mai indistinto; Rustioni riesce sempre a mantenere le diverse venature cromatiche delle varie famiglie strumentali, anche nei passaggi di pi\u00f9 forte intensit\u00e0. Molto suggestive le sonorit\u00e0 spente, in <em>piano<\/em>, delle trombe nel finale.<br \/>\n<strong>La ricerca analitica sul suono, contrapposta a quella sintetica che persegue l\u2019omogeneit\u00e0 e la solennit\u00e0<\/strong>, pu\u00f2 avere una duplice funzione: da un lato presentare sempre in primo piano gli elementi costitutivi della strumentazione schumanniana (su cui grava tuttora un equivoco critico), e dall\u2019altro fornire una chiave esegetica tragica della vicenda di Manfred, come se la musica tendesse a disgregarsi di per s\u00e9 nei propri elementi di base, al pari di quanto accade all\u2019eroe byroniano.<br \/>\n<strong>Al centro del concerto, secondo la pi\u00f9 tipica delle tradizioni, \u00e8 collocato il brano solistico<\/strong> che ha per protagonista il pianista bulgaro <strong>Evgenij Bozhanov<\/strong>. Si profila sin da subito originale la modalit\u00e0 con cui il solista si accosta al III concerto beethoveniano per pianoforte, perch\u00e9 le sonorit\u00e0 sono marcate e quasi metalliche. A tutta prima (nell\u2019<em>Allegro con brio<\/em>, tempo d\u2019apertura) l\u2019effetto sonoro \u00e8 pi\u00f9 quello di un fortepiano amplificato nel volume che non di un pianoforte usuale. Nei passaggi pi\u00f9 virtuosistici Bozhanov cerca di alleggerire il suono, a volte semplificando un poco le relazioni interne alle agilit\u00e0; il risultato \u00e8 di grazia settecentesca (gli anni di composizione sono del resto quelli tra 1798 e 1803), molto pregevole all\u2019ascolto, e certamente lontano dalle abitudini della maggior parte degli ascoltatori.<strong> Quello di Bozhanov \u00e8 un Beethoven scorrevolissimo ma senza nerbo, scattante ma non mai nervoso; insomma, un Beethoven poco o per nulla romantico.<\/strong> Il <em>Largo<\/em> \u00e8 una dimostrazione della coerenza con cui solista e direttore concertano il lavoro; anzich\u00e9 il tormento esistenziale \u00e8 prediletta la grazia espressiva. Molto pi\u00f9 vivace il finale (<em>Rond\u00f2. Allegro<\/em>), con il suo attacco scoperto alla fine del II movimento; anche il direttore sprona l\u2019orchestra a comunicare con enfasi fanfare e temi portanti, cosicch\u00e9 persino la grazia riveli un suo volto energico (pi\u00f9 che un impeto romantico, a questo punto non necessario). Il pubblico torinese apprezza moltissimo l\u2019interpretazione di Bozhanov, segno che la musica beethoveniana non debba necessariamente essere vincolata a un modello esecutivo precostituito (e che parrebbe irrinunciabile: lo stile romantico). Il pianista corrisponde all\u2019entusiasmo degli applausi con un brano fuori programma, che &#8211; per converso &#8211; non potrebbe risuonare pi\u00f9 languido e romanticheggiante, ma di un romanticismo esasperato e ricercato, come una pagina di Rachmaninov.<br \/>\n<strong>Nella seconda parte &#8211; per obbedire a un collaudatissimo copione dei programmi concertistici<\/strong> &#8211; tornano protagonisti orchestra e direttore; e certamente il pubblico \u00e8 molto curioso di riascoltare <strong>Schumann secondo la lettura di Rustioni;<\/strong> quest\u2019ultimo in Italia \u00e8 associato soprattutto al teatro musicale e al melodramma, pi\u00f9 che al sinfonismo tedesco (un appuntamento molto atteso \u00e8 infatti il <em>Ballo in maschera<\/em> che il direttore condurr\u00e0 in luglio alla Scala). Molto irruente l\u2019attacco del I movimento (<em>Andante un poco maestoso &#8211; Allegro molto vivace &#8211; Animato<\/em>), come se Rustioni volesse cancellare tutte le perplessit\u00e0 che solitamente la critica solleva a proposito del laborioso <em>incipit<\/em> della sinfonia <em>Primavera<\/em>. Con l\u2019enunciazione del tema principale, del flauto di Dante Milozzi, ripreso poi da altre sezioni, il direttore stacca tempi pi\u00f9 rapidi, ma mantiene sempre quell\u2019approccio \u201canalitico\u201d gi\u00e0 adottato nel <em>Manfred<\/em>, alla ricerca delle fonti costitutive del suono. Molto apprezzabile la resa della <em>climax<\/em> che conduce alla coda del I movimento, anche grazie all\u2019incalzare delle percussioni (forse un po\u2019 troppo \u201csecche\u201d le sonorit\u00e0 metalliche del triangolo). Il <em>Larghetto<\/em> \u00e8 il tempo che Rustioni dedica all\u2019espressione della solennit\u00e0, con ottoni squillanti e ottimamente intessuti ai disegni di legni e archi, mentre nello <em>Scherzo<\/em> con doppio <em>Trio<\/em> la sinfonia si distende in ritmi danzanti e resi con la giusta leggerezza. L\u2019attacco del finale (<em>Allegro animato e grazioso &#8211; Andante &#8211; Poco a poco accelerando<\/em>) \u00e8 un tripudio di colori, anche se predominano le tinte scure, e una certa pesantezza nella sottolineatura dei volumi sonori; il direttore, in altre parole, fa suonare con grande forza tutte le parti dell\u2019orchestra, perch\u00e9 intende sottolineare ancora una volta l\u2019esito sinfonico a partire dagli elementi di base. E ancora una volta il tutto risulta dall\u2019analisi di quel che lo compone per somma. Ottima la prova dei corni e del flauto, impegnati a ri-enunciare il tema principale, variato pi\u00f9 volte. Nella coda sovrastano invece le trombe, assertive e liberatorie, perch\u00e9 soltanto alla fine la sonorit\u00e0 diviene omogenea e limpida. <strong>Il percorso \u00e8 dunque molto chiaro, motivato, procede per ricomposizione; e per un musicista geniale, cangiante, sempre imprevedibile nell\u2019orchestrazione come Schumann, la prospettiva razionale offerta da Rustioni \u00e8 del tutto persuasiva.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore Daniele Rustioni Pianoforte Evgenij [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":51840,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,3660,7652,578,6515,968],"class_list":["post-51833","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-daniele-rustioni","tag-evgenij-bozhanov","tag-ludvig-van-beethoven","tag-orchestra-nazionale-della-rai","tag-robert-schumann"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51833","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51833"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51833\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/51840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51833"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51833"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51833"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}