{"id":51850,"date":"2013-05-01T17:22:42","date_gmt":"2013-05-01T15:22:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=51850"},"modified":"2016-12-20T13:18:16","modified_gmt":"2016-12-20T12:18:16","slug":"verona-concerto-diretto-da-pablo-miego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/verona-concerto-diretto-da-pablo-miego\/","title":{"rendered":"Dal Sudamerica all&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Teatro Filarmonico, Stagione Sinfonica 2012\/2013 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra dell\u2019Arena di Verona<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Direttore <strong>Pablo Mielgo <\/strong><br \/>\nVioloncello <strong>Zoltan-Zsolt Szab\u00f2<\/strong><br \/>\nViolino <strong>G\u00fcnther Sanin<\/strong><em><br \/>\nGiorgio Battistelli<\/em>: Pacha Mama<br \/>\n<em>Heitor Villa- Lobos:<\/em> Concerto n.2\u00a0 per violoncello e orchestra<br \/>\n<em>B\u00e9la Bart\u00f3k: <\/em>Rapsodia n.1 \u00a0per violino e orchestra <em><br \/>\n<em>Johannes Brahms:<\/em><\/em> Sinfonia n. 1 in do minore op. 68<br \/>\n<em>Verona,\u00a0 27 aprile\u00a0 2013<br \/>\n<\/em>Due filoni culturali, gi\u00e0 portati avanti nei precedenti concerti della stagione sinfonica al Teatro Filarmonico di Verona, erano presenti anche nel penultimo concerto\u00a0 della stagione: l\u2019esecuzione di un pezzo di musica contemporanea, in questo caso <strong>Pacha Mama<\/strong> di <strong>Giorgio Battistelli<\/strong>, e uno o pi\u00f9 pezzi appartenente a una scuola nazionale,\u00a0 in questo programma rappresentata dal <strong>Concerto n.2 per violoncello e orchestra <\/strong>dal brasiliano <strong>Heitor-Villa Lobos<\/strong>, e <strong>Rhapsody n.1 per violino e orchestra<\/strong> dal compositore ungherese <strong>B\u00e9la Bart\u00f3k<\/strong>.\u00a0 La seconda parte del concerto invece, \u00e8 stata dedicata alla prima sinfonia di <strong>Johannes Brahms<\/strong>.<br \/>\n<strong><em>Pacha Mama<\/em>,\u00a0 ispirata alla divinit\u00e0 Inca, simbolo dell\u2019agricoltura e della fertilit\u00e0 e in<\/strong> <strong>prima esecuzione italiana,<\/strong> si avvale di un\u2019organico molto nutrito, che oltre le file complete di archi e fiati, comprende anche contrafagotto, clarinetto basso,\u00a0 quattro percussionisti, arpa, celesta e pianoforte. Con una scrittura limpida, \u00a0rigorosa e comprensibile al primo ascolto, <strong>Battistelli<\/strong> inizia col creare delle atmosfere rarefatte affidate soprattutto agli archi, prima di introdurre in modo graduale\u00a0 sonorit\u00e0 pi\u00f9 corpose, e aggiungere via, via, elementi che si sovrappongono nella creazione di un luminoso e vibrante mondo sonoro che riflette le dinamiche che esprimono la fertilit\u00e0 della Madre Terra. \u00a0All\u2019apice della partitura un tappeto sonoro di\u00a0 archi, legni\u00a0 e ottoni, sul quale si sovrapponevono i\u00a0 ritmi e i suoni primitivi delle percussioni, utilizzati con grande ricchezza espressiva. L\u2019orchestra ha reso in modo efficace e coinvolgente questa pagina e il pubblico si \u00e8 dimostrato attento e partecipe. Alla tematica etnica del pezzo d\u2019apertura si sono collegate due pagine solistiche, (affidate a due prime parti dell&#8217;orchestra areniana) intrise di forti influenze folkloristiche dei paesi d\u2019origine dei compositori.\u00a0 Il primo brano, il <strong>Concerto n.2 per violoncello e orchestra <\/strong>\u00e8 un\u2019opera matura di <strong>Heitor Villa-Lobos:\u00a0 <\/strong>coniuga espressioni idiomatiche brasiliane impiegate in modo molto personale, con il linguaggio compositivo dell\u2019avanguardie europee degl\u2019anni 20-30.<br \/>\nIl concerto, dai tratti a volte melanconici e sentimentali, e a volte carica di intensit\u00e0 ritmica e ricchezza timbrica, \u00e8 stato eseguito dal violoncellista\u00a0 <strong>Zoltan-Zsolt Szab\u00f2, <\/strong>che con grande naturalezza ha saputo fraseggiare con suono morbido e caldo la linea pi\u00f9 cantabile, e affrontare con slancio e precisione i passaggi di bravura e sfoggio rendendo con eleganza lo spirito musicale. \u00a0<strong>La rapsodia n.1 per violino e orchestra di Bela Bart\u00f3k,\u00a0 <\/strong>del 1928, dedicato al suo amico, il violinista Josef Szigeti, grande virtuoso con il quale Bartok si esibiva occasionalmente in concerto e con il quale ha registrato una registrazione dell\u2019edizione originale per violino e\u00a0 pianoforte, adopera materiale autentico della musica popolare transilvano-tzigana (ampiamente usate e valorizzate nelle sue composizioni).\u00a0 Tipico della forma rapsodica \u00e8\u00a0 l\u2019accostamento di due tempi, uno moderato di stile lirico e cantabile \u201cLass\u00f9\u201d, \u00a0e l\u2019altro \u201cFriss\u201d d\u2019andamento danzante vivacemente punteggiato dai colpi d&#8217;arco dello strumento solista.<br \/>\nIl solista, spalla dell\u2019orchestra dell\u2019Arena, <strong>G\u00fcnther Sanin, <\/strong>ha eseguito il pezzo\u00a0 fedelmente, \u00a0ma senza dare rilievo agli impeti e ai colori che ne caratterizzano lo stile e senza\u00a0 l\u2019abbandono tipico sia della musica tsigana e della forma rapsodica\u00a0 che ne sono la forza propulsiva e la carica espressiva. Purtoppo va ancora una volta evidenziata la tendenza, da parte dell&#8217;orchestra, ad &#8220;inghiottitire&#8221; i solisti con un\u2019accompagnamento troppo presente. Nel corso della serata si \u00e8 poi sempre pi\u00f9 evidenziata una\u00a0 mancata intesa fra direttore e orchestra, soprattutto nell&#8217;esecuzione della partitura brahmsiana. Fin dall\u2019inizio della <strong>Sinfonia n.1 di Brahms<\/strong>, dove gl\u2019insistenti colpi di timpano che dovevano risultare inesorabile e drammatici, come una sentenza senza appello, sotto una lenta, tesa e struggente linea tematica, sono suonati come i morbidi tocchi di timpano che ricordavano l\u2019incipit del concerto per violino di Beethoven: questo ci ha fatto intuire che si era partiti con il piede sbagliato. Coerentemente, anche la linea tematica era senza nervo. Tutto \u00e8 scivolato via, senza emozione, ignorando i numerosi spunti per risaltare i momenti di forti tensioni armonici e contrasti timbrici, che fanno di questa sinfonia del grande romanticismo, una delle opere pi\u00f9 emozionanti. I fiati risultavano sempre forti e invadenti, disomogenei tra loro e con il resto dell&#8217;orchestra. I corni in particolare, di solito cos\u00ec precisi e misurati, sovrastavano l\u2019equilibrio sonoro a ogni loro intervento. Il dolce assolo del primo violino non \u00e8 riuscito ad aleggiare perch\u00e8 schiacciato dai fiati. Si \u00e8 apprezzata la sinfonia per la\u00a0 sua intrinsica bellezza e non per questa esecuzione.\u00a0 A parte un rumoroso dissenso alla fine del primo tempo, il pubblico ha tributato un successo cordiale alla serata. <em>Foto Ennevi per Fondazione Arena<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Filarmonico, Stagione Sinfonica 2012\/2013 Orchestra dell\u2019Arena di Verona Direttore Pablo Mielgo Violoncello Zoltan-Zsolt Szab\u00f2 Violino G\u00fcnther [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":51856,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[981,14678,7626,7625,5553,1940,6545,7653,793],"class_list":["post-51850","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-bela-bartok","tag-concerti","tag-giorgio-battistelli","tag-gunther-sanin","tag-heitor-villa-lobos","tag-johannes-brahms","tag-orchestra-dellarena-di-verona","tag-paolo-miego","tag-teatro-filarmonico-di-verona"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51850","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51850"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51850\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88032,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51850\/revisions\/88032"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/51856"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51850"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51850"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}