{"id":52309,"date":"2013-05-08T01:20:01","date_gmt":"2013-05-07T23:20:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=52309"},"modified":"2016-12-23T00:07:12","modified_gmt":"2016-12-22T23:07:12","slug":"bari-teatro-petruzzellicosi-fan-tutte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/bari-teatro-petruzzellicosi-fan-tutte\/","title":{"rendered":"Bari, Teatro Petruzzelli:&#8221;Cos\u00ec fan tutte&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bari, Teatro Petruzzelli, Stagione Lirica 2013<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;COS\u00cc FAN TUTTE&#8221; ossia La scuola degli amanti (K 588) <\/strong><br \/>\nDramma giocoso in due atti. Libretto di Lorenzo Da Ponte<br \/>\nMusica di <strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong><br \/>\n<em>Fiordiligi<\/em> ANNA KASYAN<br \/>\n<em>Dorabella<\/em> ANNA BONITATIBUS<br \/>\n<em>Guglielmo<\/em> MARIO CASSI<br \/>\n<em>Ferrando<\/em>\u00a0 YIJIE SHI<br \/>\n<em>Despina<\/em> VERONICA CANGEMI<br \/>\n<em>Don Alfonso<\/em> PAOLO BORDOGNA<br \/>\nCoro e Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari<br \/>\nDirettore <strong>Roberto Abbado<\/strong><br \/>\nMaestro di coro <strong>Franco Sebastiani<\/strong><br \/>\nRegista <strong>Davide Livermore<\/strong><br \/>\nScene <strong>Santi Centineo<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Giusi Giustino<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento della Fondazione Petruzzelli di Bari<br \/>\n<em>Bari, 6 maggio 2013<br \/>\n<\/em>Con la nuova produzione del <em>Cos\u00ec fan tutte<\/em> la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari conferma l\u2019eccellenza degli allestimenti che ha contrassegnato la difficile stagione del commissariamento. Da anni le scelte registiche di <strong>Davide Livermore<\/strong> si sono distinte per un ipertrofismo ludico che ha saputo rinvigorire finanche l\u2019opera seria pi\u00f9 paludata (memorabili le gags instillate con divertita impertinenza tra le pagine dell\u2019<em>Achille in Sciro<\/em> di Sarro ripescato al Festival della Valle d\u2019Itria nel 2007). Nel mettere in scena l\u2019ultimo (e forse pi\u00f9 complesso) capitolo della trilogia di Mozart-Da Ponte, Livermore non rinuncia alla consueta esaltazione di una vis attoriale trabordante ma raggiunge una misura e una maturit\u00e0 che ancora latitavano. La provocazione di Sellars e l\u2019<em>esprit de g\u00e9om\u00e9trie <\/em>ronconiano coesistono in questa regia che, nella pi\u00f9 solida intesa poetica con le scene di <strong>Santi Centineo<\/strong> e i costumi di <strong>Giusi Giustino<\/strong>, \u00e8 capace di attualizzare l\u2019ideologia sottesa al <em>Cos\u00ec fan tutte<\/em> senza stravolgimenti o forzature. La Napoli illuminista e libertina del 1790 trova il suo equivalente in un transatlantico degli anni \u201930 (significativamente denominato \u201cNave scuola-Fedelt\u00e0\u201d) dove una societ\u00e0 opulenta e corruttibile si gusta il sole, massaggi e bibite fresche. Sul fondale, in proiezione video e per l\u2019intera durata dell\u2019opera, viene mostrato il mare del golfo di Napoli (immancabili il Vesuvio e i faraglioni) che s\u2019increspa o si placa in sintonia con l\u2019attivit\u00e0 psichica dei personaggi. La scenografia \u2013 che impiega varie scalinate al fine di garantire dinamismo alla concatenazione tra le scene del dramma \u2013 e i costumi rimandano all\u2019<em>Art d\u00e9co<\/em>, concedendo un divertito omaggio all\u2019esotismo kitsch del sogno coloniale italiano (declinato nello spirito del Kolossal del Ventennio) durante l\u2019ingresso di Ferrando e Guglielmo travestiti da nobili albanesi. Fez, mantelli leopardati, sventolatori neri e danzatrici procaci alludono all\u2019Albania come pure alla Libia o all\u2019Etiopia, ovvero a un alterit\u00e0 geografica e culturale da fagocitare e divorare. In quest\u2019ambientazione Don Alfonso, dismessi i panni da filosofo educatore, appare come un comandante scanzonato mentre Despina si configura come una disinibita escort incline alla bisessualit\u00e0: dagli obl\u00f2 della sua camera si affacciano prima (scena I.10) muscolosi marinai, poi (I.13) fumatrici soddisfatte da poco casti amplessi. Proprio in tale scena vengono disposte in compagnia della servetta coppie di amanti etero e omosessuali sovrapponendo cos\u00ec all\u2019idea di amore \u2018borghese\u2019 del 1790 quella odierna pi\u00f9 sfaccettata che ancora attende un riconoscimento istituzionale. L\u2019idea di arricchire le gags del libretto con l\u2019apporto di comparse \u00e8 un tratto precipuo di Livermore che qui declina i travestimenti di Despina (fossili della Commedia dell\u2019Arte) con originalit\u00e0: il ruolo del finto medico \u00e8 affidato a un mimo il cui defibrillatore (la calamita mesmerica!) si dimostra letale per un cameriere di passaggio, poi gettato a mare; quello del notaio \u00e8 diviso tra Despina, che presta la voce, e Alfonso che accovacciato sopra di lei muove il corpo come fosse il pupazzo di un ventriloquo (una scelta che rinsalda la complementariet\u00e0 dei due personaggi). Non mancano poi spunti di sottile metateatralit\u00e0 come, ad esempio, nell\u2019aria di Ferrando (I.12) <em>Un\u2019aura amorosa<\/em>, cantata in playback da un vocalist di un\u2019orchestrina da crociera per sottolineare l\u2019estraneit\u00e0 di quel brano dal dramma e la sua natura di mera parentesi lirica. Tra i molti <em>divertissements<\/em> si staglia la citazione dell\u2019incipit di <em>Spaceballs<\/em> (1987) di Mel Brooks giocato sulla spropositata lunghezza dell\u2019astronave imperiale; qui a non finire mai \u00e8 la nave militare, proiettata in video, che attende Ferrando e Guglielmo coscritti, il cui scafo accoglie slogan graffitari (tra cui \u00abForza Toro\u00bb in omaggio alla squadra del regista!). Le continue reinterpretazioni del dettato librettistico talvolta sono gratuite \u2013 si veda l\u2019allusione al contraccettivo per i versi di Dorabella \u201cche imbroglio nascer deve con tanta precauzion?\u201d \u2013 ma nel complesso funzionano. Si veda come il duetto (II.5) tra Guglielmo e Dorabella diventi un\u2019esplicita seduta amatoria che nell\u2019andare incontro alla nostra concezione di erotismo amplifica i gustosi doppi sensi del testo di Da Ponte. Pi\u00f9 invasiva la scelta di modificare, seppur limitatamente alla prossemica, il finale. Ad accettare l\u2019amara ricomposizione delle coppie sono soltanto Ferrando e Dorabella, i due pi\u00f9 disposti a relativizzare una concezione kantiana di morale; Guglielmo e Fiordiligi, troppo delusi dal crollo delle loro certezze perbenistiche, non si riconciliano bens\u00ec vanno a disporsi da lati opposti creando una simmetria sghemba, un\u2019immagine che rende bene l\u2019ambiguit\u00e0 dell\u2019epilogo, assai poco risolutorio (al pari di quelli del <em>Don Giovanni<\/em> e delle <em>Nozze<\/em>).<br \/>\nCi si \u00e8 dilungati sugli aspetti registici perch\u00e9 risultano essenziali per comprendere lo stato di grazia che ha toccato l\u2019intero cast, compattato all\u2019insegna di una teatralit\u00e0 divertita e divertente. Partito in sordina nel terzetto d\u2019Introduzione, il tenore <strong>Yijie Shi<\/strong> (Ferrando) ha presto recuperato brillantezza, purezza d\u2019emissione, pastosit\u00e0 timbrica, poliedricit\u00e0 espressiva. Doti possedute appieno anche dal baritono <strong>Mario Cassi<\/strong> (Guglielmo) potente ma mai sopra le righe, composto nell\u2019azione e sospeso, come esige il suo ruolo di \u2018mezzo carattere\u2019, tra triviale e sublime. <strong>Anna Kasyan<\/strong> (Fiordiligi) e <strong>Anna Bonitatibus<\/strong> (Dorabella) si sono mostrate padrone della pluralit\u00e0 di registri espressivi di cui trabocca la loro parte: ottime nelle arie di coloratura e superbe nel dominio della gestualit\u00e0. Pi\u00f9 che pregevole la Despina di <strong>Veronica Cangemi<\/strong> anche se a tratti la mimica e la vocalit\u00e0 sconfinavano in eccessi che sarebbe stato opportuno contenere. Autorevole la prova del basso <strong>Paolo Bordogna<\/strong> che ha reso tutta l\u2019ambiguit\u00e0 del personaggio di Alfonso, troppo spesso liquidato come cinico r\u00e9gisseur: nei concertati di fine atto la sua voce diveniva un secondo direttore d\u2019orchestra; nei duetti e nei terzetti manteneva misura ed eleganza senza intralciare le altre linee di canto, segno di una raggiunta maturit\u00e0 vocale e attoriale. Come sempre buono il coro diretto da <strong>Franco Sebastiani<\/strong>. La bacchetta di <strong>Roberto Abbado<\/strong> ha inteso esaltare con opportune sottolineature ritmiche, dinamiche e agogiche la ricchezza di piani stilistici che contrassegna la partitura mozartiana. La giovane orchestra del Petruzzelli \u00e8 per\u00f2 parsa piuttosto stanca (a ben ragione visti gli impegni dei mesi scorsi) e ha solo in parte inverato le aspirazioni del suo direttore. Al di l\u00e0 dei passaggi concertanti piuttosto imprecisi, specie nel corno, e dell\u2019eccessiva dilatazione dei tempi lenti si \u00e8 comunque instaurato un ottimo dialogo tra buca e palcoscenico, a tutto beneficio dei cantanti, la cui naturalezza di recitazione ha reso credibili, realistici, emozionanti sei personaggi stilizzati e astratti. In una parola: il trionfo della pura attorialit\u00e0. <em>Foto Carlo Cofano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bari, Teatro Petruzzelli, Stagione Lirica 2013 &#8220;COS\u00cc FAN TUTTE&#8221; ossia La scuola degli amanti (K 588) Dramma giocoso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":52313,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[134,937,589,1697,7707,1699,1296,145,430,3123,7705,7706,253,2979],"class_list":["post-52309","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-anna-bonitatibus","tag-anna-kasyan","tag-cosi-fan-tutte","tag-davide-livermore","tag-franco-sebastiani","tag-giusi-giustino","tag-mario-cassi","tag-opera-lirica","tag-paolo-bordogna","tag-roberto-abbado","tag-santi-centineo","tag-veronica-cangemi","tag-wolfgang-amadeus-mozart","tag-yijie-shi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52309"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52309\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88107,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52309\/revisions\/88107"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52313"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}