{"id":52418,"date":"2013-05-10T01:52:35","date_gmt":"2013-05-09T23:52:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=52418"},"modified":"2016-12-04T04:59:25","modified_gmt":"2016-12-04T03:59:25","slug":"come-usignuol-che-usci-di-prigionia-barbara-frittoli-alla-scala-per-verdi-e-wagner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/come-usignuol-che-usci-di-prigionia-barbara-frittoli-alla-scala-per-verdi-e-wagner\/","title":{"rendered":"\u00abCome usignuol che usc\u00ec di prigionia\u00bb: Barbara Frittoli alla Scala per Verdi e Wagner"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Milano, Teatro alla Scala &#8211; Recital di canto 2012\/2013 <\/em><br \/>\nSoprano, <strong>Barbara Frittoli <\/strong><br \/>\nPianoforte, <strong>Mzia Bachtouridze <\/strong><br \/>\nClarinetto, <strong>Fabrizio Meloni\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Giuseppe Verdi<\/em>: In solitaria stanza &#8211; Il poveretto &#8211; L\u2019esule &#8211; Non t\u2019accostare all\u2019urna &#8211; Stornello &#8211; La seduzione &#8211; Brindisi (seconda versione)<br \/>\n<em>Luigi Bassi<\/em>: Fantasia da concerto su motivi del <em>Rigoletto<\/em> di G. Verdi per clarinetto e pianoforte<br \/>\n<em>Donato Lovreglio<\/em>: Fantasia da concerto su motivi de <em>La traviata<\/em> di G. Verdi (revisione di Alamiro Giampieri) per clarinetto e pianoforte<br \/>\n<em>Richard Wagner<\/em>: Tout n\u2019est qu\u2019images fugitives &#8211; Dors, mon enfant &#8211; Mignonne, allons voir si la rose &#8211; L\u2019attente &#8211; F\u00fcnf Gedichte f\u00fcr eine Frauenstimme (<em>Wesendonck Lieder<\/em>)<br \/>\n<em>Milano, 6 maggio 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stesso giorno in cui Barbara Frittoli propone alla Scala un concerto di canto \u201cconforme\u201d al bicentenario verdi-wagneriano,<\/strong> con arie da camera dei due operisti, compare sul \u00abCorriere della Sera\u00bb un editoriale di Giangiacomo Schiavi su Milano e sulla sua situazione generale: \u00abnel motore oggi c\u2019\u00e8 un intoppo, un bullone svitato, una vistosa insufficienza che va riparata, perch\u00e9 penalizza una delle istituzioni di maggior prestigio: la Scala. Il grande teatro \u00e8 azzoppato da una direzione in partenza\u00bb (<em>Dalla Scala all\u2019Expo le delusioni milanesi<\/em>). Non si vuole certo collegare la qualit\u00e0 dell\u2019evento musicale con la preoccupazione di Schiavi, che poi \u00e8 la stessa di tutti coloro che hanno a cuore il futuro e la gestione del massimo teatro lirico italiano, ma \u00e8 innegabile che esso stia vivendo una situazione di disagio che a volte (come \u00e8 inevitabile) si ripercuote su alcune delle sue numerose e impegnative produzioni.<strong> La scelta di affidare un programma cameristico verdiano e wagneriano a un soprano lirico dalla voce elegiaca e morbida come quella di Barbara Frittoli<\/strong> \u00e8 senza dubbio ottima; ma perch\u00e9, dai componimenti di Verdi del 1838, protendere l\u2019impegno fino ai cinque Wesendonck Lieder di Wagner, scritti nel 1857, ben diversi dalle liriche del periodo parigino di pi\u00f9 di quindici anni prima, ormai tutti proiettati sulla vocalit\u00e0 del nascente <em>Tristan und Isolde<\/em>? Gli zii di molto riguardo, nella gozzaniana <em>Amica di Nonna Speranza<\/em>, dicono che \u00abLa Scala non ha pi\u00f9 soprani \u2026\u00bb, pi\u00f9 che altro per fare pettegolezzi. Non \u00e8 il caso attuale: La Scala pu\u00f2 disporre oggi di ottimi, se non dei migliori, soprani (e nella stagione in corso si sono ascoltati in <em>Lohengrin<\/em>, in <em>Nabucco<\/em>, in <em>Der Fliegende Holl\u00e4nder<\/em>, in <em>Oberto conte di San Bonifacio<\/em>, equamente ripartiti tra Wagner e Verdi); tutto consiste nel saper affidare con opportunit\u00e0 ruoli sulla base della personalit\u00e0 vocale. Altrimenti, davvero, si finisce per dar ragione agli zii, e in generale ai <em>laudatores temporis acti<\/em>.<br \/>\n<strong>Barbara Frittoli \u00e8 reduce dal <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2013\/04\/un-don-carlo-in-gran-spolvero-per-il-compleanno-del-regio\/#more-51018\"><em>Don Carlo<\/em> al Teatro Regio di Torino<\/a><\/strong>, dove la sua prova vocale ha lasciato qualche perplessit\u00e0; risentirla in un Verdi di tutt\u2019altro periodo e di ben diverso peso vocale \u00e8 un sollievo, a cominciare con la romanza <em>In solitaria stanza<\/em>: timbro e colore della Frittoli sono molto belli, ed \u00e8 interessante ascoltare il tema della IV strofe &#8211; riconoscibile anticipazione di quello della frase \u00abdolci s\u2019udiro e flebili\u00bb dal <em>Trovatore<\/em> &#8211; cantato da chi, proprio alla Scala, ha interpretato Leonora nell\u2019altro anno verdiano, il 2001. Le note centrali della Frittoli sono bellissime, e accompagnate da un fraseggio vibrante ed espressivo soprattutto nell\u2019attacco dell\u2019<em>Esule<\/em>, il brano pi\u00f9 articolato tra quelli desunti dal catalogo verdiano. La pianista georgiana <strong>Mzia Bachtouridze<\/strong> (sostituta di Daniel Barenboim, indisposto a causa delle conseguenze di una caduta sulla schiena risalente all\u2019ottobre scorso) nelle sezioni di intermezzo accentua giustamente fervore ed enfasi romantici della scrittura, prima della ripresa e della trasformazione della romanza in cabaletta, con tanto di messa di voce: ottima a questo punto l\u2019emissione del soprano (forse un poco a discapito del fraseggio); non del tutto sicuro, invece, l\u2019oscillante acuto conclusivo. Il pezzo verdiano meglio eseguito \u00e8 <em>Non t\u2019accostare all\u2019urna<\/em>, in cui si colgono anticipazioni di \u00abNon so le tetre immagini\u00bb dal <em>Corsaro<\/em>; la Frittoli sfoggia tutte le migliori caratteristiche della sua voce: timbro, sfumature, legato, espressione del dolore. Del pari molto bella \u00e8 l\u2019esecuzione di <em>La seduzione<\/em>, anche grazie alla tessitura prudente cui la romanza si attiene. Qualche imbarazzo \u00e8 tuttavia nel canto amebeo dello <em>Stornello<\/em>, perch\u00e9 le risposte rapide, e modulate sulle note basse, sono rese pi\u00f9 con il parlato che con il necessario declamato; e poi, manca nella voce della Frittoli quella brillantezza che caratterizza il pezzo; pi\u00f9 spiritosa nel <em>Brindisi<\/em>, anche se resta complessivamente trattenuta.<br \/>\n<strong>La rassegna verdiana \u00e8 suddivisa in due blocchi, intercalati all\u2019esibizione solistica di Fabrizio Meloni,<\/strong> primo clarinetto dell\u2019Orchestra del Teatro alla Scala e della Filarmonica della Scala sin dal 1984, che propone due fantasie da concerto su temi di opere verdiane: <em>Rigoletto<\/em> e <em>Traviata<\/em>, rispettivamente di Luigi Bassi e di Donato Lovraglio, musicisti della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, cultori del melodramma e delle rivisitazioni virtuosistiche in forma di <em>pot pourri<\/em> per strumento solista. Nella fantasia da <em>Rigoletto<\/em> il clarinettista si mantiene su sonorit\u00e0 abbastanza attenuate, anche perch\u00e9 deve cimentarsi con difficilissime variazioni, volate, fioriture e abbellimenti di ogni sorta (soprattutto a partire dal tema del quartetto \u00abBella figlia dell\u2019amore\u00bb, per proseguire con i ritmi ballabili di apertura dell\u2019opera, poi con la melodia di \u00abCaro nome\u00bb, da cui rampollano le variazioni pi\u00f9 spettacolari, e un finale pirotecnico sul tema di \u00abParmi veder le lagrime\u00bb). Anche la fantasia dalla <em>Traviata<\/em> inizia con motivi celebri (\u00abAh, fors\u2019\u00e8 lui che l\u2019anima\u00bb, \u00abSempre libera degg\u2019io\u00bb) per esplodere in una gragnuola di abbellimenti, scatenati dal tema del brindisi del I atto: musica forse prevedibile, ma dalle richieste tecniche molto ardue, le cui clausole mettono alla prova anche un virtuoso abilissimo come Meloni. Occorre dire che tale letteratura musicale, al di l\u00e0 del \u201cripasso\u201d melodico dei temi di un melodramma e dell\u2019esibizione solistica, sortisce oggi l\u2019effetto un po\u2019 Kitsch di gusto tanto salottiero quanto provinciale; e all\u2019interno di un concerto di canto le fantasie per clarinetto sembrano poco pi\u00f9 che pretenziosi riempitivi, anche se il pubblico scaligero dimostra di gradire moltissimo, perch\u00e9 acclama pi\u00f9 volte il maestro Meloni, la cui bravura, perizia tecnica, espressivit\u00e0, sono indiscutibili.<br \/>\n<strong>Dopo un breve intervallo Barbara Frittoli porge quattro romanze francesi di Wagner,<\/strong> tra cui si possono ricordare la <em>berceuse<\/em> <em>Dors, mon enfant<\/em> (su versi di anonimo), impegnativa per le difficolt\u00e0 di intonazione, che la Frittoli supera molto bene, e il tenero madrigale <em>Mignonne, allons voir si la rose<\/em> (su versi di Pierre de Ronsard), reso con molta espressivit\u00e0. L\u2019esecuzione della prima della serie (<em>Tout n\u2019est qu\u2019images fugitives<\/em>) \u00e8 leggermente penalizzata da acuti non del tutto sicuri, cos\u00ec come nella quarta (<em>L\u2019attente<\/em>, su versi di Victor Hugo) pesano le sonorit\u00e0 un po\u2019 troppo martellanti del pianoforte e le difficolt\u00e0 di fraseggio all\u2019interno di un ritmo spezzato e mobilissimo. <strong>Sin dal primo dei Wesendonck Lieder<\/strong> (<em>Der Engel<\/em>)<strong> si manifestano in modo evidente alcuni problemi interpretativi<\/strong>: in primo luogo il fraseggio, dovuto a una pronuncia del tedesco meritevole di perfezionamento; ma \u00e8 soprattutto la cavata vocale a difettare, come lascia intendere l\u2019acuto mancato della III strofe, non emesso, poich\u00e9 non sostenuto dal fiato necessario. Se Wagner intona i <em>Lieder<\/em> scritti dall\u2019amata Mathilde definendoli <em>f\u00fcr eine Frauenstimme<\/em>, non significa che qualsivoglia <em>Stimme<\/em> possa eseguirli con naturalezza; in particolare gli ultimi tre (<em>Im<\/em> <em>Treibhaus<\/em>, <em>Schmerzen<\/em> e <em>Tra\u00fcme<\/em>, i pi\u00f9 belli, poich\u00e9 cartoni preparatori ai <em>Leitmotive<\/em> del II atto di <em>Tristan<\/em> <em>und<\/em> <em>Isolde<\/em>) esigono una voce che pu\u00f2 essere a met\u00e0 tra quella di Isolde e di Brang\u00e4ne, ma senz\u2019altro una voce wagneriana di soprano drammatico. Barbara Frittoli, da grande professionista qual \u00e8, mantiene il pi\u00f9 corretto approccio possibile al testo musicale; ma questo non \u00e8 sufficiente perch\u00e9 la voce corrisponda alle richieste stilistiche. E cos\u00ec l\u2019intonazione risulta compromessa a partire dal II brano del ciclo (<em>Stehe still!<\/em>), e la voce appare decisamente leggera (oppure monocorde, perch\u00e9 tutta impegnata a conservare l\u2019intonazione, come nel III, che \u00e8 gi\u00e0 studio preparatorio alle armonie tristaniane). Molto equilibrata, nei tempi e nelle sonorit\u00e0, Mzia Bachtouridze impegnata nell\u2019accompagnamento al pianoforte. <strong>Al termine del concerto Barbara Frittoli \u00e8 molto festeggiata dal pubblico scaligero,<\/strong> cos\u00ec come gi\u00e0 al suo ingresso era accolta da un prolungato applauso, segno di stima, di affetto, di una frequentazione ormai lunga con il teatro. Il soprano non assume per\u00f2 alcun atteggiamento divistico: concede un unico <em>bis<\/em> (con un <em>Lied<\/em> di Rachmaninov dagli acuti finali un po\u2019 spericolati), e permette che a chiudere la serata sia Fabrizio Meloni, sempre accompagnato dalla pianista, con un brano jazzistico piuttosto languoroso, di effetto trascinante.<em> Foto Marco Brescia \u00a9 Teatro alla Scala<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span id=\"yui_3_7_2_1_1368140128130_3185\" style=\"font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri', 'sans-serif'; color: #1f497d;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Teatro alla Scala &#8211; Recital di canto 2012\/2013 Soprano, Barbara Frittoli Pianoforte, Mzia Bachtouridze Clarinetto, Fabrizio Meloni\u00a0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":52425,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[1830,14678,3038,153,7728,7727,173,184],"class_list":["post-52418","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-barbara-frittoli","tag-concerti","tag-fabrizio-meloni","tag-giuseppe-verdi","tag-luigi-bassi","tag-mzia-bachtouridze","tag-richard-wagner","tag-teatro-alla-scala"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52418","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52418"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52418\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52425"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52418"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52418"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52418"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}